RECENSIONI E SEGNALAZIONI

Gli appalti nelle biblioteche e negli archivi di ente locale: seminario nazionale, Firenze 16 ottobre 1996: atti, a cura di Arianna Andrei.  San Miniato (PI): Archilab, 1997.  115 p.  (Seminari & convegni; 2).  L. 15.000.

Il 16 ottobre 1996 Firenze ha ospitato un interessante seminario dal titolo "Gli appalti nelle biblioteche e negli archivi di ente locale". Gli atti della giornata di studio, organizzata dalle sezioni toscane dell'AIB e dell'ANAI, in collaborazione con il Laboratorio per l'applicazione delle nuove tecnologie agli archivi di San Miniato e il Servizio Beni librari della Regione Toscana, costituiscono un efficace e, ahinoi, raro strumento a disposizione degli operatori di settore. Questi, infatti, indistintamente e spesso senza disporre del necessario bagaglio di competenze tecniche, vengono sempre più stimolati, anche dalle recenti disposizioni in materia di responsabilizzazione dei dipendenti pubblici, a trattare con una certa familiarità una materia, non sempre agevole, qual è quella degli appalti.

I singoli interventi, agilmente strutturati su specifiche argomentazioni, vengono preceduti da due ampie relazioni introduttive. Fausto Rosa enuclea gli orizzonti generali della materia oggetto d'indagine: le diverse forme di gestione dei servizi pubblici locali, i vari tipi di appalto, le modalità di scelta del contraente. Rino Gracili e Marco Mariani, invece, forniscono utili indicazioni tecniche in merito alla gestione delle singole fasi del procedimento di gara. Un'ampia panoramica sulla normativa italiana apporta spessore e incisività al loro contributo.

Con la relazione di Gianni Lazzari si entra nello specifico. L'esigenza di certificare e verificare gli standard qualitativi, in termini di professionalità, che il privato imprenditore deve garantire, costituisce il motivo ricorrente dell'intervento. Viene considerato favorevolmente il decreto legislativo n. 157 del 1995 che consente agli enti di applicare, per la scelta del contraente, il criterio "dell'offerta migliore" in alternativa a quello algebrico del "minor prezzo". Sempre in tema di qualità, Vanni Bertini e Carlo Vivoli, presidenti regionali rispettivamente dell'AIB e dell'ANAI, focalizzano quello che può e deve essere il compito delle associazioni nel favorire e controllare il valore aggiunto delle prestazioni professionali, pubbliche o private che siano, in ambito bibliotecario e archivistico. Emerge così la convinzione che la Carta dei servizi del 27 gennaio 1994 e la certificazione UNI-ISO 9000 possano servire a integrare i requisiti in termini di dichiarazioni e documenti, assolutamente insufficienti a garantire qualità e convenienza a prestazioni ad alto contenuto di specializzazione, generalmente richiesti agli imprenditori nei procedimenti di scelta del contraente.

Laura Panzeri e Anna Chiara Solieri si inseriscono nella discussione da una diversa via d'accesso e, nell'esprimere il punto di vista delle aziende di servizi, auspicano procedure standardizzate per l'affidamento degli incarichi. Sottolineando la maggiore idoneità di licitazione privata e, in casi particolari, dell'appalto-concorso, rispetto ad altri procedimenti, per la scelta del contraente invitano a superare il criterio di aggiudicazione vincolato brutalmente a considerazioni di opportunità economica.

Un duplice esempio di standardizzazione degli interventi ce lo offrono Laura Zanette, nel riportare l'esperienza maturata dall'Amministrazione provinciale di Trento con la gestione del CBT (Catalogo bibliografico trentino), e Mariano Comini relazionando sul lavoro del Centro di catalogazione della Provincia di Brescia. Si rilevano problemi in merito all'esigenza di definire il costo unitario delle operazioni per ogni singola tipologia di intervento, alla continuità e al controllo della qualità delle prestazioni prodotte. Emerge pertanto la necessità di strutturare il capitolato d'appalto prevedendo un periodo di prova e dispositivi di controllo efficaci ed estremamente selettivi.

Roberto Cerri, a chiusura della giornata di studio, fa il punto sulla situazione degli appalti negli archivi storici di ente locale. Il quadro che ne emerge è tutt'altro che confortante. È convinzione del relatore, tuttavia, che negli ultimi quindici anni alcune spinte dinamiche fatte registrare dagli enti locali, anche se ancora estremamente vaghe e ancorate in via praticamente esclusiva a esigenze di tutela e conservazione, costituiscano altrettanti segnali di risveglio che, in quanto tali, vanno considerati positivamente.

Diremo, in conclusione, che per quanto marginale possa essere il lavoro qui presentato, con riferimento all'ampiezza e alla frenetica dinamicità degli argomenti trattati, va lodato il tentativo di sollecitare l'attenzione degli operatori competenti affinché promuovano una più efficace e proficua gestione dei servizi biblioteconomici e archivistici in concessione a terzi.

Sergio Staffiere, Biblioteca comunale di Bagnatica (BG)