[AIB] Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2003 n. 2 p. 228
AIB-WEB | BollettinoAIB | Sommario 2003 n. 2

RECENSIONI E SEGNALAZIONI


Giovanni Pascuzzi. Il diritto dell'era digitale: tecnologie informatiche e regole privatistiche. Bologna: Il Mulino, 2003. 208 p. (Studi e ricerche). 88-15-08974-8. Eur 15,80.

Autore non nuovo a temi relativi a informatica e telematica con annessi collegamenti alla ricerca giuridica, Giovanni Pascuzzi rivela ancora una volta la sua spiccata vocazione alla miglior didattica del diritto che si possa sperare, dato il panorama circostante affollato di opere dottrinali non propriamente segnalabili per chiarezza espositiva; e si sa, come il poeta insegna, che la chiarezza è sempre segno inequivocabile di padronanza della materia e di rispetto per il lettore. L'introduzione vale già da sola l'onere di affrontare un argomento apparentemente semplice, ma in realtà reso complesso dai vari aspetti del diritto che le tecnologie digitali contribuiscono a modificare, trasformando al tempo stesso la vita di relazione delle persone; l'autore infatti individua e manifesta i successivi momenti espositivi dell'opera, esplicitando gli obiettivi, cioè dimostrare che il digitale e Internet in particolare cambiano le regole giuridiche, fino alla naturale conclusione, raggiunta con una mirabile naturalezza di scrittura, capace di creare interesse e partecipazione anche in chi non ha dimestichezza con tali argomenti. Ciò premesso, preme evidenziare che tra argomenti per specialisti, quali il diritto alla riservatezza nell'era di Internet, la moneta digitale, il commercio elettronico, i contratti informatici, spicca per interesse bibliotecario il capitolo dedicato al diritto d'autore. Vi si analizzano infatti alcuni punti focali: evoluzione del concetto d'opera (dal libro al software) con eventuale instabilità (ipertesti e pagine Web) e diversa articolazione (assemblaggio di opere o di forme diverse), evoluzione del concetto di autore (diversi protagonisti dell'opera multimediale e ruolo enfatizzato del lettore), evoluzione del concetto di creatività (fenomeno del sampling ovvero fusione di opere registrate in tempi diversi), nuove forme di protezione giuridica per le banche dati, ridefinizione dei meccanismi economici del mercato letterario e musicale (la nota questione Napster con le conseguenze derivatene), sviluppo della crittografia a scopi di tutela, sviluppo massiccio di tecnologia finalizzata alla protezione degli autori. Importante e chiara la conclusione sul tema: 1) la tutela del diritto d'autore evolve con la nascita di tecnologie che permettono la produzione in serie di libri; 2) il modello tradizionale di diritto d'autore entra in crisi in un'economia dove è semplice la riproducibilità seriale; 3) la tecnologia modifica profondamente i concetti di opera, di autore, di creatività; 4) la stessa tecnologia può tutelare i diritti degli autori con maggiore efficacia delle norme giuridiche; riflessioni tutte che possono aiutarci nell'analisi approfondita della tematica resa sempre più attuale dalle innovazioni normative recenti e meno recenti e che a buon titolo permettono di parlare di "diritto dell'era digitale" senza fare confusione con il diritto dei contratti informatici.

Come più volte abbiamo letto e ci siamo detti in molteplici occasioni, Internet ha trasformato le biblioteche e il nostro modo di lavorare, costringendoci a fare i conti con tutto quello che ruota intorno al mondo dell'online, dai contratti con gli editori alla gestione delle licenze, dall'educazione dell'utente al buon uso delle risorse in rete fino alla regolamentazione delle postazioni informatiche: un intero mondo di relazioni giuridiche e di meccanismi contrattuali di cui mai avremmo supposto una qualsiasi incidenza sulla nostra vita professionale, ma con cui bisogna confrontarsi seriamente, impostando il necessario aggiornamento. Ulteriore impegno deve inoltre essere messo in campo, a mio parere, da coloro che esercitano la professione nelle biblioteche giuridiche, non in quanto, vecchia e ormai stantia querelle, i bibliotecari debbano essere specialisti delle varie discipline, ma perché il diritto assume in sé l'essenza dei rapporti tra le persone, regola le dinamiche sociali, giustifica concettualmente l'erogazione dei servizi, evidenzia le regole del vivere civile; dunque converrà leggere non solo di biblioteconomia, ma anche di istituti giuridici, per garantire un'informazione corretta e per non confessare inconfessabili e deprecabili lacune con i nostri utenti: futuri avvocati, giudici, e quant'altro la sorte riservi alle loro carriere.

Sonia Cavirani
Biblioteche, Università di Camerino


N.B. Sorry, no English abstract is available.
Copyright AIB 2003-08-09, a cura di Anna Galluzzi
URL: http://www.aib.it/aib/boll/2003/03-2-228.htm