[AIB] Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2004 n. 2 p. 215
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RECENSIONI E SEGNALAZIONI


Michel Piquet. Court traité de signalétique à l'usage des bibliothèques publiques. Paris: Éditions du Cercle de la Librerie, c2003. 121 p. (Collection Bibliothèques). ISBN 2-7654-0875-0. Eur 25,00.

Recentissimo, uscito a novembre 2003, questo agile volume si presenta come un dizionario in 22 voci, preceduto da una introduzione intitolata De la signalétique en général à la signalétique de bibliothèque. I termini esaminati sono Accès libre, À quoi bon ?, Budget, Circulation, Croisements, Culture (accès à la), Décoration, Èchec, Enfants, Èvaluation, Fournisseurs, Gestion de la signalétique, Habitué (Lecteur), Handicap, Lumière, Niveaux (étages), Ordre intellectuel, Pancartes, Plans, Prêt-à-porter, Recherche, Temps d'arrêt. A ognuno sono dedicate poche facciatine, da due (À quoi bon ?, Prêt-à-porter, Recherche) a un massimo di dieci (Circulation, Ordre intellectuel), con una media di cinque. Breve, ma intenso: lo stile è conciso, con frasi estremamente dirette, irte di punti fermi, ma le considerazioni e riflessioni sono estese molto al di là della pertinenza specifica della singola voce, fino ad abbracciare, attraverso la biblioteca, una gran parte dei problemi della cultura, e della lettura.

La biblioteca qui è vista nella sua fisicità tridimesionale, reale, di contenitore (ragionato) di libri: nulla delle problematiche del mondo virtuale e digitale, tutto dell'approccio e dell'impatto di un essere umano che si trova ad avere a che fare con qualcosa di molto pratico. Si cita ad esempio la scelta francese per la nuova Biblioteca Nazionale: «Entre l'électronique et l'architecture [...] le choix a été fait en faveur du bâtiment, si l'on considère qu'il a coûté environ cent fois ce que coûtera le catalogage collectif des bibliothèques françaises» per cui «La gestion de l'accueil sur place des usagers des bibliothèques n'a manifestement pas fini d'être a l'ordre du jour» (p. 13, nota 2).

Nell'introduzione si insiste quindi sulle premesse teoriche: le differenze tra "informazione" e "comunicazione" come differenza tra "l'indicare un'azione" e "l'esprimere o suggerire un concetto o un messaggio" stanno alla base della recente differenziazione terminologica in francese tra signalétique e signalisation, in inglese rispettivamente wayfinding e signage. In italiano invece i due aspetti sono (ancora?) espressi da un unico termine, segnaletica. Il primo ambito concettuale trova il suo campo nella prossemica, lo studio delle relazioni umane spaziali, che è anche un ramo dell'architettura, e il secondo nella sociologia: senza appesantire il testo, citandoli in brevi note che spaziano fino a fonti reperibili in rete, il volume offre un'interessante panoramica di studi, uscendo da facili nazionalismi altre volte riscontrati in opere francesi.

L'autore ha il merito di riprendere ora un filone che ha conosciuto una discreta fioritura fino alla fine degli anni Ottanta, per essere poi accantonato in favore delle problematiche legate alle nuove tecnologie e alla smaterializzazione dell'utente: anche in Italia l'argomento è stato scarsamente trattato, e l'unico manuale è del 1990. Ma per converso moltissime biblioteche sono state inaugurate in questi stessi quindici anni: biblioteche reali, come ricorda questo libro vivace, brillante ben oltre il titolo, che con termine alla moda si può definire "intrigante", in difetto solo per la mancanza di una bibliografia che riordini la quantità di segnalazioni presentate pagina per pagina.

Serena Sangiorgi
Biblioteca Politecnica, Università di Parma


N.B. Sorry, no English abstract is available.
Copyright AIB 2004-07-28, a cura di Giada Costa
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