Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2005 n. 1 p. 3-8Sono lieto di utilizzare le pagine del nostro «Bollettino» per presentare alcune riflessioni che vorrei caratterizzassero il triennio di attività del nuovo Comitato esecutivo nazionale.
L'AIB deve tornare a fare politica per affermare il ruolo di biblioteche e bibliotecari nel 21° secolo. Il mondo delle biblioteche e il ruolo dei bibliotecari, in questi ultimi anni, si è notevolmente modificato e l'AIB deve mostrarsi capace di rappresentare e raccogliere le istanze di diversi soggetti: biblioteche statali e di ente locale, biblioteche dell'università, biblioteche tradizionali e ibride; bibliotecari di ruolo (componente che va assottigliandosi a causa delle riduzioni degli organici e dei blocchi delle assunzioni), bibliotecari professionisti autonomi, professori universitari (iscritti all'Associazione in numero cospicuo), bibliotecari discontinui (componente in crescita e alla quale bisogna offrire rappresentanza e risposte), bibliotecari imprenditori (mondo complesso: a fronte di realtà pregevoli per la qualità dei servizi che offrono, c'è tutta un'altra parte incontrollata, rispetto alla quale l'AIB dovrebbe connotarsi come organismo di certificazione), studenti universitari (componente in crescita per il proliferare dei corsi di laurea in discipline biblioteconomiche). È da notare con piacere una certa integrazione tra mondo bibliotecario e mondo accademico, con bibliotecari impegnati in qualità di docenti in corsi universitari, e con strutture bibliotecarie che coadiuvano la didattica e accolgono i tirocinanti.
L'AIB è chiamata a ricuperare il rapporto con le istituzioni e con gli editori, che dev'essere costruttivo; non credo abbia senso e non credo sia vantaggioso per nessuno perseguire nella logica della conflittualità che ha caratterizzato finora l'azione di alcuni editori; credo che il rapporto debba essere improntato a una visione aperta e moderna della realtà editoriale e bibliotecaria; colgo l'occasione per ricordare la battaglia di civiltà per l'affermazione della gratuità del prestito dei libri e per ricordare l'impegno dei bibliotecari di "No pago".
Occorre guardare con consapevolezza al quadro normativo italiano in materia di biblioteche, frammentato, non coordinato, e alla disomogeneità dei servizi offerti all'utenza sul territorio nazionale. Un'AIB che conti davvero non può che instaurare relazioni chiare e stabili con i soggetti che delineano la politica bibliotecaria italiana: il Ministero per i beni e le attività culturali, le regioni, gli enti locali (comuni e province), la CRUI. Questi soggetti non sono la controparte, bensì gli interlocutori naturali dell'Associazione, in una logica di rapporto fruttuoso per tutti, nella logica del sistema bibliotecario italiano integrato da costruire insieme.
L'AIB è l'Associazione che rappresenta le biblioteche e i bibliotecari italiani; un'Associazione che dovrebbe avere il volto delle biblioteche più efficienti e funzionali, e dei bibliotecari più consapevoli del loro ruolo di servizio verso i lettori; dunque un'Associazione di professionisti competenti e motivati, coscienti delle necessità che si pongono sullo scenario nazionale e internazionale, consci di essere rappresentanti della categoria degli intellettuali che - all'interno dell'organizzazione della cultura - operano nel settore della conservazione, valorizzazione e trasmissione della conoscenza registrata.
Dobbiamo tornare a confrontarci e a dialogare, con serenità, fiducia e cordialità, senza toni aspri, nel rispetto reciproco, per restituire all'esterno un'immagine solida e unitaria, credibile.
Il Comitato esecutivo nazionale deve avere una visione collegiale, garantendo a tutte le componenti visibilità e rappresentanza. Le discussioni possono avvenire sul piano politico, sul piano scientifico e sul piano organizzativo. Il Presidente è colui che opera una sintesi tra posizioni differenziate, sia pure chiara e forte. Questo Presidente assicura garanzia di rispetto per tutte le posizioni. Tutte le posizioni hanno diritto di cittadinanza, purché si arrivi a una linea comune, risultato non di compromessi deteriori, bensì di una discussione ampia e motivata; altrimenti il rischio è la disaffezione, come dimostra la scarsa partecipazione al voto in alcune Sezioni (ma complessivamente in numero dei votanti è stato superiore rispetto alla penultima tornata elettorale). Su questa spiacevole constatazione è necessario riflettere e valutare attentamente le possibili cause, e va quindi opportunamente riorientata l'azione dell'AIB. La base sociale va coinvolta maggiormente nella vita dell'Associazione tramite l'attività dei suoi organismi, delle sezioni regionali, delle commissioni, dei gruppi di lavoro, e tramite l'attività editoriale, cartacea ed elettronica. Così come occorre porsi l'obiettivo di allargare ulteriormente il numero degli iscritti, coinvolgendo tutti i potenziali soci, nello stesso modo in cui la biblioteca deve porsi l'obiettivo di servire tutti i potenziali utenti.
Bisogna riaffermare con decisione i valori etici che devono sempre contraddistinguere la professione del bibliotecario, perfezionando e aggiornando gli strumenti già disponibili - come il Codice deontologico, che definisce i doveri dei bibliotecari verso l'utente, verso la professione e verso i documenti e le informazioni (le riviste dell'AIB - nazionali e regionali -, ad esempio, devono garantire il pluralismo delle posizioni, soprattutto in campagna elettorale); il Codice di comportamento, che definisce i doveri di chi riveste cariche sociali in seno all'AIB e i diritti e i doveri dei soci; e il Regolamento di disciplina; occorre accentuare la riflessione su temi fondamentali come la libertà intellettuale, l'equità d'accesso, la tutela della privacy. Bisogna promuovere il ruolo e il servizio delle biblioteche e la figura del bibliotecario consolidando il suo riconoscimento sociale, lavorando per il riconoscimento dell'Albo professionale dei bibliotecari e usando in modo avveduto i mezzi di comunicazione di massa e interni.
È necessario rinforzare il ruolo internazionale dell'AIB, partendo in primo luogo dalla dimensione europea, creando sinergie strategiche per affrontare le problematiche che si pongono, sempre più spesso, a livello comunitario. Resta forte e determinato l'obiettivo di ospitare un'IFLA Conference in Italia, quando la comunità bibliotecaria nel suo complesso sarà pronta per un evento così importante e impegnativo, occasione di crescita di strutture e di professionalità, valorizzazione del prodotto italiano nel suo complesso, un prodotto che presenta elementi di eccellenza, da far conoscere adeguatamente in ambito internazionale. Ricordiamo che il 14 giugno 2009 ricorre l'ottantesimo anniversario del battesimo del nome IFLA, International Federation of Library Association avvenuto a Roma nel 1929, quale iniziativa collaterale del Primo congresso mondiale delle biblioteche e di bibliografia, e che il 25 giugno del 1929 è avvenuta l'approvazione del suo statuto all'Hotel Savoia di Firenze, letto il 29 successivo dal segretario della Federazione alla Biblioteca Marciana di Venezia. Uno dei quattro nomi ufficiali era formulato in italiano - Federazione Internazionale delle Associazioni dei Bibliotecari - ahimè abbandonato nel corso degli anni Settanta del Novecento.
L'AIB costituisce sempre più uno strumento importante per l'affermazione del valore civile delle biblioteche e per il riconoscimento della funzione sociale dei bibliotecari nelle sedi istituzionali come nel confronto con i soggetti della società civile, nelle attività formative e informative come nelle attività di studio e di ricerca sui temi d'interesse per la professione. Per questo occorre procedere a un razionale rafforzamento degli organi e delle strutture dell'Associazione, affinché essa possa seguire attentamente e responsabilmente le varie iniziative.
La nostra Associazione è una comunità plurale, che cresce nel confronto tra diverse esperienze, saperi, abilità, punti di vista, e allo stesso tempo dev'essere capace di presentarsi unita all'esterno, nell'interesse di tutti i soci, nell'interesse della comunità bibliotecaria italiana.
L'AIB, infatti, è chiamata «ad affermare in modo forte e chiaro il ruolo unico e vitale di biblioteche e bibliotecari nel ventunesimo secolo», recita uno slogan della campagna "@lla tua biblioteca" che tutti noi potremmo assumere come epigrafe della nostra attività.
Mauro Guerrini