[AIB] Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2005 n. 1 p. 98-99
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RECENSIONI E SEGNALAZIONI


Claudio Gnoli. Classificazione a faccette. Roma: AIB, 2004. 44 p. (ET Enciclopedia tascabile; 26). ISBN 88-7812-080-4.Eur 8,00.

In Italia non si è mai parlato molto di classificazione a faccette.
Per essere fondato su basi teoriche avanzate rispetto agli schemi classici, come DDC e UDC, e forse proprio per questo considerato di difficile applicazione, questo sistema ha avuto una diffusione piuttosto limitata, non solo nel nostro paese. La sola ideazione e realizzazione di un volume dell'"Enciclopedia tascabile" dell'AIB dedicato a questo tema, costituisce dunque nota di merito per ideatori e compilatore. Le premesse storiche iniziali sottolineano come l'intera storia della cultura occidentale (e non solo) sia accompagnata dalla ricerca e individuazione di categorie secondo le quali organizzare il sapere. Il contributo più innovativo e originale di Ranganathan è «l'idea di esprimere la classe di un documento per combinazione di diversi aspetti del suo contenuto» (p. 6): la scomposizione del contenuto in aspetti, detti appunto faccette (da cui il nome di Classificazione a faccette), viene curiosamente ispirata al suo autore da una semplice confezione di Meccano.

Il testo prosegue descrivendo quelli che sono stati gli sviluppi derivati dai principi della Classificazione a faccette (più che dalla sua scarsa diffusione). Il Classification Research Group (CRG), nato a Londra all'inizio degli anni Cinquanta si è dedicato ad un'analisi approfondita delle categorie fondamentali, ampliando e modificando le originarie cinque di Ranganathan. La realizzazione pratica dell'analisi a faccette giunge invece qualche anno più tardi con l'applicazione della stessa prima a schemi di classificazione speciali e successivamente allo schema generale della Classificazione bibliografica di Bliss, nella sua seconda edizione. Dopo due brevi capitoli riguardanti la diffusione e la terminologia specifica della classificazione a faccette, l'autore entra nel nucleo del tema del libro, descrivendo quelle che sono le due principali classificazioni generali a faccette esistenti, la Colon Classification (CC) e la Bliss Classification, nella sua seconda edizione (BC2), analizzando parallelamente le singole caratteristiche dell'una e dell'altra: le categorie fondamentali, l'ordine di citazione, la notazione.

L'analisi a faccette (o metodo analitico-sintetico) su cui entrambe si basano, consiste nelle seguenti fasi: scomposizione dei concetti composti (analisi), traduzione di ogni concetto in notazione, ricomposizione delle notazioni secondo un ordine di citazione prestabilito (sintesi). L'ordine di citazione delle categorie fondamentali (personalità, materia o proprietà, energia, spazio, tempo, quelle della CC, più numerose quelle della BC2) segue il principio generale, stabilito da Ranganathan, secondo il quale la concretezza decrescente stabilisce il susseguirsi delle diverse faccette. In entrambe le classificazioni analizzate, CC e BC2, l'analisi a faccette è applicata però solo all'interno di ciascuna disciplina, mentre le singole discipline vengono elencate in modo sostanzialmente enumerativo. La notazione, che ha la funzione di esprimere sinteticamente le classi e il loro ordinamento, si basa essenzialmente su due principi: il primo adotta l'idea di Dewey secondo la quale i simboli usati hanno un significato decimale (nei quali cioè il valore a destra di un altro ne specifica il significato, come nei numeri decimali); il secondo è il principio della mnemonica seminale, formulato invece da Ranganathan stesso, ma già presente in forma embrionale anche nella DDC (mentre oggi lo si trova diffuso in tutte le sue tavole): secondo tale idea alcuni simboli veicolano sempre uno stesso significato generale e vengono in tal senso utilizzati anche all'interno di classi diverse.

Mentre la notazione della CC adotta simboli diversi per ogni differente funzione individuata (una lettera identifica la classe, i valori delle diverse faccette sono rappresentate da numeri e introdotti da una punteggiatura specifica), quella della BC2 utilizza le sole lettere maiuscole: la prima risulta universalmente e facilmente decifrabile (l'utilizzo di cifre piuttosto che di lettere amplia il raggio di comprensibilità anche a chi utilizza alfabeti diversi dal nostro) ma troppo estesa, la seconda inespressiva ma semplice e concisa. Seguono brevi descrizioni delle singole classificazioni a faccette, partendo dalle principali CC e BC2, passando per le più recenti Broad system of ordering (BSO) e International coding classification (ICC), per arrivare all'applicazione dell'analisi a faccette a schemi di classificazione strutturalmente enumerativi, come la DDC, o a strumenti di indicizzazione semantica diversi dalle classificazioni, quali tesauri e soggettari.

Il saggio si chiude con un capitolo riguardante applicazioni e potenzialità dell'analisi a faccette in settori più o meno nuovi: la possibilità, poco sfruttata, di ricercare nei cataloghi automatizzati singole parti di notazione (rappresentanti le singole faccette) qualsiasi sia la loro posizione all'interno della notazione stessa; il suo utilizzo nel campo della gestione della conoscenza (knowledge management) all'interno di organizzazioni complesse. Come ben conclude l'autore e come nel corso di tutto il testo egli ha cercato di dimostrare «lungi dall'essere una materia astratta e superata, la classificazione a faccette appare come uno strumento alquanto promettente, aperto a nuove e fruttuose utilizzazioni» (p. 40).

Silvia Bonfietti
Biblioteca della Scuola di lingue moderne per interpreti e traduttori, Università di Trieste


N.B. Sorry, no English abstract is available.
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