[AIB] Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2005 n. 1 p. 101
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RECENSIONI E SEGNALAZIONI


Dalla domanda di lettura alla domanda di cultura: materiali per una discussione, a cura dell'Ufficio Studi dell'Associazione italiana editori. Milano: Arti grafiche Motta, 2004. 87 p.: ill. ISBN 88-85025-52-8.

Il volume Dalla domanda di lettura alla domanda di cultura: materiali per una discussione, a cura dell'Ufficio Studi dell'Associazione italiana editori, esce sotto forma di "libro bianco", mettendo in luce problemi ben conosciuti a quanti si occupano del libro dalla sua nascita fino all'approdo tra le mani del lettore. L'analisi parte dal settore dell'editoria esaminando ciò che si pubblica e ciò che si traduce in Italia; prosegue con la lettura (chi sono i lettori, perché non si legge e quanto si legge in Europa); continua con l'analisi delle biblioteche, delle biblioteche scolastiche, delle attività di promozione della lettura e i canali di vendita; infine, tratta delle politiche di sostegno all'export e il rapporto degli altri media con il libro. I dati relativi alla produzione editoriale esprimono che tra i titoli complessivamente pubblicati e le copie effettivamente stampate vi è un andamento diverso: lieve ma costante aumento nel numero dei titoli pubblicati (+2% medio annuo tra il 1999 e il 2002) e riduzione continua del numero di copie stampate (-1,5% medio annuo); nella produzione editoriale largo spazio è dato a titoli e autori provenienti da altre letterature e altre culture: l'Italia, infatti, risulta in Europa la più attenta alla letteratura straniera.

Emerge dai dati che nonostante una lenta crescita di lettori, dell'1% nel 2002 ma che sembra continuare nel 2003 e nel 2004, l'Italia si conferma un paese di non lettori; inoltre, le biblioteche pubbliche presentano standard lontanissimi da quelli degli altri paesi europei: i dati sugli acquisti, ad esempio, dimostrano che nel 2003 hanno acquistato per un valore, a prezzo di copertina, che rappresenta meno del 2% del complessivo mercato editoriale; le biblioteche scolastiche sono assenti, le acquisizioni privilegiano l'aggiornamento di docenti e il soddisfacimento personale degli insegnanti; le iniziative di promozione della pubblica lettura, con una risonanza a livello nazionale, risultano scarse. Infatti, queste ultime, anche se sono frequenti a livello regionale e comunale, spesso non hanno nessuna visibilità a livello nazionale sebbene alcune di queste manifestazioni abbiano dimostrato con il numero di visitatori e con le vendite di essere dei sensibili indicatori di tendenze.

Nel periodo 2001-2003 è aumentato il numero di case editrici coinvolte nel processo di interscambio: è cresciuto il numero di case editrici che comprano all'estero, ma soprattutto che vendono. Per incrementare l'export del libro italiano c'è bisogno di una serie di politiche articolate in ragione dei diversi contesti geografici, della tipologia di libri e della dimensione delle case editrici. Infine, dall'indagine risulta che le trasmissioni televisive che si occupano di libri vengono trasmesse soprattutto da canali satellitari. Certamente non vi sono spazi né orari sufficienti, non solo per informare il lettore dell'uscita di un nuovo libro, ma neppure per sollecitare nel pubblico più ampio una maggiore attenzione verso la ricerca e la lettura del libro. Un ruolo che la radio e la televisione potrebbero invece svolgere inserendo sistematicamente nei loro programmi il libro in rapporto con l'informazione.

Michelangelo Crocco
Viterbo


N.B. Sorry, no English abstract is available.
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