[AIB] Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2005 n. 1 p. 102-103
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RECENSIONI E SEGNALAZIONI


La biblioteca condivisa: strategie di rete e nuovi modelli di cooperazione, a cura di Ornella Foglieni. Milano: Editrice Bibliografica, 2004 (Il cantiere biblioteca; 12). 302 p.: ill. ISBN 8870756084. Eur 22,00.

Recensire gli atti del convegno milanese delle "Stelline" 2003 è un compito tanto interessante quanto insidioso. Delineare una sintesi delle relazioni sulla "Biblioteca condivisa" è infatti impresa ardua, soprattutto se ci si propone di individuare un filo conduttore concreto tra gli interventi dei relatori, con l'obiettivo di attrarre al tema possibili lettori e di esporre, alla platea dei non addetti ai lavori (o di chi, pur essendo addetto ai lavori, al convegno non partecipò), le linee generali emerse durante le consuete giornate primaverili delle "Stelline", dedicate nel 2003 appunto alla tematica della cooperazione.

La cooperazione è materia in vorticosa evoluzione, difficilmente fotografabile in modo definitivo e nitido, per cui alcune delle relazioni presentate a quell'appuntamento rischiano oggi, a distanza di tempo, di apparire superate: dalla ricerca, dalle applicazioni, dalle tecnologie. Gli interventi sono raggruppabili in macroaree: dalle riflessioni generali sulla "filosofia" e il "metodo" della cooperazione (Revelli, Galluzzi) a quelle sulla rete (Rosco), si passano poi in rassegna i vari ambiti di applicazione cooperativa, corrispondenti a differenti processi biblioteconomici e/o a differenti tipologie bibliotecarie. Dalla acuta analisi di Salarelli sul fenomeno del digital divide, si passa alle analisi delle prospettive aperte dalla cooperazione in ambito catalografico (Weston-Galeffi e, per SBN e BDI, Scala). Dalle strategie per una conservazione cooperativa delle risorse digitali (Fontana-Bergamin) all'analisi dei sistemi bibliotecari accademici (Santoro, Bardi) e territoriali (Agustoni-Lotto, Parise, Foglieni) come modelli di cooperazione. Nelle relazioni di Rosco, Guerrini, Crupi, Gambari, Berube, si delineano da diverse prospettive le caratteristiche del web come principale e più efficace strumento per l'interazione bibliotecari/utenti e per il recupero di informazione. Nelle relazioni di Ridi e Rasetti si individuano le relazioni tra biblioteca e scuola e tra biblioteca e città, rispettivamente.

Tutti gli interventi, pur nei diversi approcci disciplinari e contenutistici, convergono (o, meglio, tentano di convergere) verso una nuova definizione della biblioteca, in uno sforzo di problematizzazione ardito. Uno sforzo, teorico ancor prima che professionale, cognitivo ancor prima che teorico, che cerca di trovare per la biblioteca, nello scenario (pieno di luci e ombre, e dove forse le ombre sono più della luce) della società globale dell'informazione e dell'accesso, una collocazione adeguata. Giordano rileva «il tentativo da parte delle biblioteche di esplorare nuove frontiere, entrando i territori fino a poco tempo fa fuori dalla loro portata», e mette in luce l'espansione della sfera d'azione della biblioteca verso i campi limitrofi dell'editoria e degli archivi digitali.

Forse che l'enfasi sul cooperare e il condividere, al di là delle implicazioni tecniche e/o teoriche dei differenti ambiti applicativi delle organizzazioni, sottende un imbarazzo? L'imbarazzo, cioè, di un'ammissione scomoda, quella di una propensione all'individualismo e alla frammentazione (di istituzioni, amministrazioni e biblioteche) ancora dura a morire. Una propensione, a ben vedere, ancora caratterizzante, al di là delle migliori intenzioni, la realtà bibliotecaria del nostro Paese. Infatti, per questo, e in virtù dell'interrogativo tutt'altro che retorico o provocatorio, accanto alle riflessioni dei nostri autori, si possono leggere gli interventi più originali, rappresentati dalle testimonianze sulle esperienze cooperative di aree diverse e, per molti aspetti, più mature della nostra sotto il profilo della cultura della cooperazione, che sono quella britannica (Tedd) e catalana (Bailac). A queste esperienze fa da pendant la ricognizione storica di Giordano sulla cooperazione europea, sui consorzi e sul mercato dell'informazione, dove l'Europa segna il passo rispetto al mondo anglosassone.

Gli atti del Convegno delle Stelline del 2003 sono ricchi di suggestioni, carichi di una tensione progettuale di cui chi intervenne allora e chi legge ora in queste pagine, grazie alla qualificata curatela di Ornella Foglieni, può cogliere l'utilità per la propria attività. Riflessioni stimolanti per comprendere il proprio ruolo attuale, per decifrare una realtà in turbolenta evoluzione, che non è soltanto la realtà delle biblioteche, e delle nuove tecnologie, ma piuttosto della "società dell'informazione", nella sua accezione più ampia e pervasiva. Una realtà carica di contraddizioni di cui proprio il digital divide è l'emblematica quanto preoccupante metafora.
Bibliotecari e biblioteconomi, operatori e professori, professionisti e cittadini, tutti quanti sembrano starsene, inquieti e brulicanti, stretti a guardare l'orizzonte, sopra la punta di un iceberg di cui, probabilmente, nessuno percepisce con esattezza la mole sommersa.

Peter Genito
Sistema bibliotecario "A. Panizzi", Gallarate (VA)


N.B. Sorry, no English abstract is available.
Copyright AIB 2005-05-02, a cura di Giada Costa
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