Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2005 n. 2 p. 245-246
Il volume raccoglie gli atti della giornata di studio svoltasi presso la Biblioteca comunale di Bagno a Ripoli il 6 giugno del 2003. L'incontro è stato anche l'occasione per fare un primo bilancio del servizio offerto dalla biblioteca presso l'Ospedale di S. Maria Annunziata.
L'intervento dell'assessore alla cultura del Comune di Bagno a Ripoli, Maria Cristina Pedretti, fa il punto sull'esperienza della Biblioteca comunale, esempio di efficace cooperazione tra biblioteca pubblica, azienda sanitaria e associazioni di volontariato dal 1997, data di avvio del progetto, fino al 2004. Una valutazione del servizio Un libro e un volontario per amico è proposta anche da Anna Maria Sciortino della Biblioteca comunale di Bagno a Ripoli che, oltre a ripercorrere le varie tappe di crescita dell'iniziativa, dal carrello libri fino alla realizzazione della biblioteca per degenti, pone l'accento sul valore strategico che, per la buona riuscita del progetto, proposto in collaborazione con un'associazione di volontariato, ha avuto la realizzazione di un corso di formazione rivolto agli stessi volontari, nel quale sono stati approfonditi gli aspetti relazionali e di contatto con i degenti. Questi due interventi posti in apertura del volume sintetizzano gli obiettivi della giornata di studio in cui politici, amministratori, bibliotecari, medici e volontari hanno presentato le loro esperienze creando un intreccio significativo di punti di vista e mostrando, nei fatti, cosa può voler dire per un territorio "fare rete": un esempio di cooperazione riuscita sul piano progettuale e per i risultati conseguiti.
Le relazioni di Susanna Giaccai, responsabile Reti documentarie e istituzioni culturali della Regione Toscana, Laura Peracca, responsabile di zona Asl 10 Firenze sud-est e di Daniela Mazzotta, dirigente medico della Direzione sanitaria zona sud-est, hanno definito il quadro di riferimento anche da un punto di vista amministrativo: la nuova legge regionale sulle biblioteche «che ha prodotto mutamenti molto importanti [...] attraverso l'associazione delle singole biblioteche in reti bibliotecarie» e quanto realizzato dalle amministrazioni sanitarie per promuovere, nelle strutture e nel personale ospedaliero, la capacità di migliorare anche la qualità dell'assistenza.
Silvia Bruni della Sezione Toscana dell'AIB ha indicato, presentando brevemente il contenuto delle linee guida dell'IFLA sulle biblioteche per degenti e persone in difficoltà, quale dovrebbe essere il ruolo delle biblioteche in ospedale. Oltre al profilo e ai principi che dovrebbero orientare le scelte, le linee guida presentano anche le diverse tipologie di servizio bibliotecario in ospedale: biblioteche vere e proprie, anche promosse dall'ospedale; biblioteche basate prevalentemente sul servizio bibliotecario pubblico e sul volontariato. Particolarmente interessante per noi bibliotecari l'intervento di Sandra Rogialli, responsabile del Distretto socio sanitario 11 dell'ASL 10 Firenze e docente al corso di formazione dei volontari del servizio Un libro e un volontario per amico, in cui si precisa quanto sia importante nella relazione medico e paziente, ma anche per il bibliotecario, la capacità di "mettersi in gioco": «Una buona cura è quindi il risultato di una relazione medico-paziente in cui ciascuno dei due attiva e mette in gioco un fattore di guarigione interno a se stesso». Altrettanto opportuno il riferimento al volume Asylums: le istituzioni totali: i meccanismi dell'esclusione e della violenza di Erving Goffman in cui l'autore analizza quanto contraddistingue i contesti istituzionali "totali" come gli ospedali nei quali realtà come la famiglia, la ricreazione, la scuola, il lavoro perdono la loro diversità «e diventano un continuum omogeneo, in cui il tempo e lo spazio interni sono tutt'uno». Tema questo che al centro anche della relazione di Sergio Sergi, neuropsichiatra dell'Ospedale di S. M. Annunziata in provincia di Firenze, che puntualizza cinque riferimenti circostanziali che provocano "scissione" e spaesamento nel paziente: «il corpo che diventa estraneo; la preoccupazione dei familiari; l'impatto con la verità della diagnosi; la presenza degli altri degenti; la deprivazione del contatto fisico». Ecco che in questi contesti ove si rischia di perdere il senso della propria soggettività, diventa essenziale promuovere e valorizzare ogni occasione di relazione fra individui, quindi anche quella fra il bibliotecario e il paziente. Concordo nel sostenere che il libro può costituire un'importante occasione di riappropriazione di sé senza per questo pensare di dover parlare di biblioterapia, poiché, come scrive Sandra Rogialli: può essere «pericolosissimo che uno strumento di relazione diventi tout court una terapia».
La seconda parte del volume è dedicata a presentare alcune esperienze di servizio in ospedale: il servizio prestito ai degenti nell'ospedale di Prato promosso dalla Biblioteca comunale A. Lazzerini; il punto prestito presso il Centro residenziale e diurno di Schignano, gestito dalla Cooperativa Alice di Prato per conto del Dipartimento di salute mentale della ASL n. 4 di Prato; il servizio presso la Casa di riposo Pablo Neruda curato dalla Biblioteca comunale Vallesiana di Castelfiorentino; la Biblioteca della strega Teodora del Servizio Biblioteche del Comune di Modena presso il reparto di pediatria del Policlinico modenese; il servizio di bibliobus e la Biblioteca per i pazienti-Punto di informazione oncologica, presso il Centro di riferimento oncologico di Aviano. Esperienze accomunate dalla collaborazione stretta fra biblioteche pubbliche e associazioni di volontariato attive sul territorio.
La terza parte del libro, introdotta da un intervento di Massimo Rolle, in qualità di presidente della Sezione Toscana dell'AIB, è dedicata ai progetti in corso nell'area fiorentina: la poesia in ospedale, un progetto dell'Ospedale di S. M. Annunziata di Antella; il servizio bibliotecario di rete per gli ospedali e le case di riposo dell'area fiorentina e il servizio del Centro nazionale del libro parlato UIC ONLUS, Nastroteca S. Bruni di Firenze.
L'ultima parte del volume raccoglie gli interventi di rappresentanti delle associazioni di volontariato e degli altri enti che le rappresentano oltre alla relazione di Beatrice Bargagna dell'Osservatorio lavoro dell'AIB che analizza i rapporti tra lavoro volontario nelle biblioteche e professione bibliotecaria. In questo intervento si avverte: «Il vero problema è quello di collocare correttamente il fenomeno del volontariato e gestirlo nella configurazione giuridico-amministrativa che gli appartiene: essere cioè riferimento indiretto, di supporto e non di sostituzione, a chi ha invece la diretta responsabilità gestionale ed amministrativa dell'organizzazione dei servizi e della loro efficacia».
Un aggiornamento sul servizio di biblioteca nell'ospedale di Bagno a Ripoli, a più di un anno di distanza dalla giornata di studi, conclude il volume insieme ad una appendice di documenti di carattere amministrativo, le convenzioni, e di lavoro, le dispense dei corsi di formazione per volontari, i dépliants e le guide ai servizi.
La pubblicazione nel suo insieme offre un quadro dettagliato delle esperienze in corso evidenziandone la complessità e le criticità, indicando come fattore primario per la buona riuscita dei progetti la capacità di tutti gli attori in gioco di cooperare tra loro, valorizzando le diversità e le differenti competenze, a vantaggio dell'utente. I materiali presentati nella pubblicazione possono essere letti come modelli di riferimento che tracciano i percorsi e i passaggi pratici e procedurali che chiunque voglia promuovere servizi di tal genere deve compiere: penso in particolare agli esempi di convenzione e ai percorsi formativi per il personale volontario, per quello bibliotecario e sanitario. La formalizzazione amministrativa, attraverso convenzioni, di ogni rapporto di collaborazione costituisce il presupposto per dare continuità al servizio. La formazione invece diventa uno strumento necessario per la buona riuscita del servizio bibliotecario e ancora di più in contesti come gli ospedali, le case di cura, i ricoveri, le carceri. Tra i contenuti da curare maggiormente vi sono senz'altro quelli legati agli aspetti relazionali e di comportamento che, se importanti nella gestione ordinaria dei servizi al pubblico di ogni biblioteca, lo diventano ancor di più in realtà ove la sofferenza e il senso di spaesamento sono la condizione esistenziale condivisa dei nostri potenziali lettori.
Cecilia Cognigni
Biblioteche civiche torinesi