1. Obiettivi
Il presente intervento si occupa della disciplina e della professione legate al documento. In questa sede mi propongo, in primo luogo, di offrire un contributo all'elaborazione di un paradigma che fornisca un fondamento ai nostri saperi e, in secondo luogo, che favorisca la formulazione di un concetto e la conseguente definizione di documentazione e presenterò, a partire dall'esperienza dell'università spagnola, modelli formativi e di ricerca.
2. Una questione cruciale
Risulta enormemente significativo che, in qualità di professionisti e studiosi delle discipline che si occupano dei documenti, delle fonti dell'informazione e della loro trasformazione a scopi conoscitivi, ci poniamo continuamente domande - di fronte ad altri saperi e ad altri professionisti - circa la natura del sapere che studiamo e che professiamo. Come è stato sostenuto, durante l'ottavo convegno (maggio 2004) dell'Associação portuguesa de bibliotecarios, arquivistas e documentalistas, «la definizione del campo scientifico, delle relazioni interdisciplinari, dell'oggetto di studio, dei fondamenti teorici della scienza dell'informazione e la chiarificazione delle pratiche e attività professionali in conformità a questi presupposti è oggi una questione cruciale per la valorizzazione di un'area che finora si è affermata soprattutto per la componente tecnologica. Urge, allora, un dibattito e un ampio studio». Tenendo conto di ciò che è stato esposto, possiamo dire che siamo di fronte ad una questione cruciale che riguarda la nostra credibilità di studiosi e di professionisti.
Tali preoccupazioni non si riscontrano soltanto in Spagna e in Italia, ma anche nel resto del mondo. Forse, le difficoltà che si incontrano nel fissare il concetto di documentazione e nel formulare un paradigma permanente traggono origine dalle mutevoli necessità informative della società e dall'accelerato sviluppo delle tecnologie. Si dibatte senza sosta di questo tema che, come abbiamo visto, è ritenuto di rilevanza nazionale e internazionale. L'esistenza di teorie che si occupano dei grandi concetti che costituiscono i saperi documentari danno un contributo per l'approfondimento. E inoltre la ricerca di un paradigma scientifico della nostra disciplina ci aiuterà a capire come dovrà essere il professionista del documento di cui la società dell'informazione ha bisogno e quali dovranno essere i principali oggetti della ricerca.
3. La documentazione come scienza e come informazione
Vorrei far notare che, a volte, non distinguiamo con chiarezza i confini tra biblioteche, archivi e centri di documentazione e che di solito usiamo il termine documentazione nel senso ampio, proposto da Otlet, di scienza del documento. A partire da questo carattere universale e dai nostri contributi Teoría de la Documentación e La Documentación como disciplina. Teoría e historia [27] possiamo trarre le seguenti conclusioni:
- la scienza della documentazione è scienza ed è informazione. Come scienza si inserisce nel contesto della scienza della scienza. In quanto informazione fa uso dei concetti delle scienze dei processi informativi. Le due componenti si uniscono con l'obiettivo di studiare quei processi di comunicazione scientifica che stanno alla base delle nuove conoscenze;
- la scienza della documentazione è scienza per la scienza, in quanto pone le basi della conoscenza delle fonti utili al lavoro di ricerca; ed è scienza normativa, in quanto fornisce le norme per la corretta disposizione dei numerosi aspetti di tale lavoro. Può dirsi allora che in documentazione la ricerca è per se stessa e nello stesso tempo è contributo anche per gli altri saperi. Questa è la doppia e peculiare caratteristica della ricerca nel nostro campo.
Così, dunque, il legame della documentazione con la scienza è parte della sua stessa natura. In effetti, il sociologo Bernal [5] definisce la scienza come una tradizione cumulativa di conoscenze, senza soluzione di continuità, resa possibile soltanto grazie ai documenti che trasmettono messaggi scientifici da parte di alcuni studiosi ad altri, come un edificio continuamente demolito e ricostruito. Questo processo è considerato l'autentica radice della scienza.
4. La documentazione nell'ambito della scienza. Le funzioni scientifiche della documentazione
Nella misura in cui è possibile attribuire alla disciplina documentale un carattere di strumento al servizio di un efficace processo di comunicazione della scienza, è possibile parlare delle sue funzioni scientifiche [31]: la funzione che contribuisce alla produzione e alla crescita dei saperi; la funzione di comunicazione delle scoperte scientifiche; e la funzione di valutazione dell'attività di ricerca.
La prima funzione fa riferimento alla raccolta e al trattamento delle fonti, fase della metodologia della ricerca di qualsiasi branca del sapere e punto di partenza imprescindibile per ottenere nuove conoscenze scientifiche. Il risultato è un nuovo documento che, a disposizione di un altro ricercatore, servirà ad ottenerne altri nuovi, in una catena senza fine.
La funzione di comunicazione considera la documentazione un mezzo che rende possibile la diffusione dei risultati delle ricerche. In questo ambito il documentalista si configura come collegamento tra il creatore dell'informazione e l'utente. Per fare ciò porta a termine una serie di compiti che costituiscono direttamente l'essenza delle tecniche documentarie adattate, sempre di più, ai cambiamenti e originate dalle necessità sociali di informazione, dall'impatto delle nuove tecnologie e dall'affermarsi di un utente che presenta caratteristiche particolari, come quella dell'auto-documentazione. Abbiamo chiamato questo nuovo professionista del secolo XXI homo documentator [31].
La terza funzione trae la sua origine dall'attuale cultura della valutazione. Se in passato erano gli studenti e i dottorandi ad essere valutati, oggi sono i professori e i ricercatori ad essere gli obiettivi della valutazione delle università. Sono numerosi gli interrogativi suscitati dal riconoscimento della necessità che la ricerca scientifica può essere oggetto di valutazione. In effetti, sono valutate le nuove idee (e i loro autori), la diffusione e l'impatto di queste, il valore delle pubblicazioni che le veicolano ecc. Tutto ciò si ripercuote sulla qualità della politica scientifica di un paese e sui nuovi obiettivi che gli vengono assegnati [52]. Che la valutazione sia un lavoro arduo, in cui non si può raggiungere la precisione, si deduce dal fatto che il lavoro scientifico non è "chimicamente puro", dal momento che è soggetto a circostanze ambientali come il potere di finanziamento, l'assegnazione di risorse materiali e umane in maggiore o minore misura, i legami tra politica e scienza e, perfino, i rapporti esistenti tra gli scienziati e le istituzioni cui appartengono. Ci sono anche altri ostacoli all'oggettività, come l'eccesso di emotività, la tendenza alla semplificazione ecc. Elementi questi che si cerca di correggere mediante l'impiego dei cosiddetti indicatori bibliometrici [24].
Come è noto, tali metodi - la loro storia, il loro perfezionamento e le applicazioni in forma di indicatori - costituiscono l'oggetto della bibliometria, ritenuta una disciplina essenzialmente metodologica appartenente al dominio delle scienze della documentazione. Sebbene sia vero che negli studi di valutazione della scienza si ritrovano, come in un crocevia, diversi saperi, come la documentazione, la sociologia della scienza e la storia sociale della scienza, è anche vero che l'importanza della bibliometria (imparentata con la statistica), intesa come metodo quantitativo documentale, era già stata esposta da Otlet che mirava a «costituire in un insieme coordinato le misure relative al libro e al documento» [47, p. 13]. In effetti, sono gli indicatori bibliometrici i metodi documentali per eccellenza sottoposti abitualmente a critiche nella loro applicazione da parte dei valutatori e la cui attuazione può dare luogo, ad esempio, a danni nelle valutazioni individuali, a semplificazione eccessiva, a conteggi meccanici che non tengono conto delle caratteristiche delle singole branche del sapere, uso privo di relazione con gli indicatori sociali e economici, dipendenza mentale dall'imperialismo scientifico nordamericano, pregiudizi dei valutatori formati all'estero.
5. Verso un concetto di documentazione come scienza dell'informazione
5.1 Otlet in Spagna
In Europa l'interesse verso la documentazione nasce dagli studi e dalle riflessioni di Paul Otlet e di Henri La Fontaine, fondatori a Bruxelles, nel 1895, dell'Istituto Internazionale di bibliografia, la cui dottrina appare chiaramente esposta nell'importante Traité de documentation di Otlet [47]. La nuova disciplina, conosciuta universalmente come documentazione, cerca di integrare tutte le discipline che hanno a che fare con i documenti, collocandosi al di sopra dell'aspetto puramente informativo come agente di diffusione dei contenuti dei documenti stessi. Anche se non è stato possibile evitare che la concezione unitaria di Otlet si frammentasse, con la conseguenza che si sono conservati fino ad oggi le tradizionali denominazioni di archivista, bibliotecario e documentalista, in Spagna lo studioso è stato oggetto di numerose analisi, inclusa la traduzione del Traité, ed è stato utilizzato come punto di riferimento teorico quando, negli anni Settanta del secolo scorso, i saperi documentali hanno trovato posto nelle università spagnole [32].
5.2 Il concetto globale di scienze della documentazione
Il concetto globale di scienze della documentazione è stato difeso con enfasi da Emilia Currás. In un contributo del 1982 la studiosa ha analizzato in primo luogo la natura e l'evoluzione di discipline come la bibliologia, la bibliografia, la biblioteconomia e la bibliotecologia, così come l'evoluzione dell'archivistica, per finire con la documentazione e la documentazione scientifica, nel contesto dello sviluppo della scienza e della società [12]. Nel 1988 la studiosa confermava le tesi precedentemente esposte: «È certo che, tanto nella bibliotecologia come nell'archivologia o nella documentazione o nel processo informativo sono sempre applicabili gli stessi principi teorici, le stesse tecniche, gli stessi apparati, le stesse forme di diffusione. Sono tre scienze con caratteristiche simili che differiscono soltanto nel tipo di documenti che trattano e nel tipo di utente a cui si rivolgono. Si tratta di una radice comune con varie specializzazioni» [13, p. 156].
5.3 Il problema terminologico
Prima di stabilire i criteri che ci porteranno a proporre un concetto di documentazione, forse non è inutile esaminare la stessa disciplina come un processo informativo di natura peculiare che ha un proprio messaggio da trasmettere: il documento. In questo modo evitiamo, per il momento, questioni quali: il fattore geografico, la questione terminologica; e, soprattutto, i rapporti con le altre discipline che ostacolano di fatto la formulazione di una definizione.
Il problema terminologico, tuttavia, va affrontato. Esso è stato osservato da più prospettive. In alcune occasioni si è cercato di indagare sull'evoluzione fonetica e semantica del termine. In altre sono stati messi in risalto le definizioni utilizzate dalle diverse correnti biblioteconomiche, documentali, informative, della disciplina stessa. In ambito spagnolo è stato Ernest Abadal Falgueras a chiarire il contenuto del concetto partendo dal problema della denominazione. Egli ha analizzato dettagliatamente la presenza della nostra disciplina, citando i termini più utilizzati, in ognuno dei seguenti campi: formazione, professione, politica e pianificazione, produzione scientifica, servizi di documentazione e concezioni teoriche:
- nel campo della formazione: documentazione, documentazione scientifica, biblioteconomia e documentazione, informazione e documentazione scientifica, scienze della documentazione;
- nel campo della professione: documentalista, scienziato o specialista dell'informazione, professionisti del trattamento dell'informazione, documentarista, documentazione e informazione scientifica, documentazione;
- nel campo della politica e della pianificazione: informazione scientifica e tecnica, informazione e documentazione, documentazione e informazione scientifica;
- nel campo della produzione scientifica: documentazione scientifica, documentazione, scienze della documentazione, informazione e documentazione scientifica, documentazione e informazione scientifica e tecnica, scienza documentale;
- nei servizi di documentazione: informazione e documentazione, documentazione, informazione scientifica;
- nel campo delle concezioni teoriche: documentazione, documentalismo, documentologia, informazione scientifica e tecnica, informatica, scienza dell'informazione, informazione e documentazione scientifica, scienza della documentazione, scienze della documentazione.
È evidente che dobbiamo risolvere il problema del termine da utilizzare per indicare il tipo di sapere che studiamo e l'attività sociale che svolgiamo, o almeno cercare di circoscriverlo, per evitare una conseguente ambiguità concettuale. Nel quadro che abbiamo elaborato appaiono i seguenti ventitré termini, usati in Spagna con diseguale frequenza e fortuna:
- biblioteconomia e documentazione
- scienza documentale
- scienza della documentazione
- scienza dell'informazione documentale
- scienze della documentazione
- scienze dell'informazione
- scienze e tecniche della documentazione
- documentazione
- documentalismo
- documentografia
- documentologia
- documentazione scientifica
- documentazione bibliografica
- documentazione e informazione
- documentazione e informazione scientifica
- documentazione generale (I)
- documentazione generale (II)
- informazione e documentazione
- informazione scientifica
- informazione e documentazione scientifica
- informazione scientifica e tecnica
- informatica
- tecniche di documentazione
Per quanto riguarda il problema delle diverse denominazioni si fa notare che:
- L'espressione documentazione generale può intendersi: o (I) come una disciplina che studia in sintesi tutti gli aspetti che hanno relazione con la documentazione e che è comune a tutta la documentazione specializzata; o (II) come quella parte della documentazione che si occupa dei contesti organizzati dove hanno luogo le operazioni del processo documentale, cioè, lo studio dei sistemi, delle reti e dei centri d'informazione e documentazione.
- L'espressione biblioteconomia e documentazione si può equiparare a scienze della documentazione in quanto può racchiudere in sé anche l'archivistica. Ad ogni modo è la denominazione dell'area di conoscenze che raccoglie i nostri saperi ed è il nome del diploma di laurea del bibliotecario e del documentarista del primo ciclo.
- Alla luce del quadro precedente e della frequenza d'uso delle denominazioni, è necessario osservare che i due nomi più utilizzati per indicare il complesso delle discipline di cui ci occupiamo sono quelli di documentazione e di informazione e documentazione. L'uso del primo si riscontra soprattutto nel diploma di laurea universitario in Documentazione (licenciado en Documentación). L'uso del secondo viene messo in evidenza dal Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC) attraverso il Centro de Información y Documentación Científica (CINDOC) per il manifesto desiderio di fare sempre presente il carattere informativo della documentazione.
5.4 La ricerca spagnola sul concetto di documentazione
Oltre gli studi a cui abbiamo fatto riferimento su Otlet, l'evoluzione della documentazione in Spagna, a livello teorico e professionale, ha registrato un notevole progresso in tutti gli ambiti (concettuali, formativi, commerciali ecc.). Nel nostro lavoro dedicato agli sviluppi della teoria e della storia della documentazione [32] abbiamo notato una serie di miglioramenti che sembrano mettere in evidenza come la completa istituzionalizzazione accademica della documentazione abbia contribuito al cambiamento, nel momento in cui la società ha riconosciuto sempre più i propri bisogni informativi e ravvisato come opportuna la presenza del professionista dell'informazione e della documentazione, degli studiosi e dei ricercatori.
In questo ambito, osserviamo che sono stati oggetto di studio e riflessione da parte di diversi autori, tra gli altri, i seguenti temi:
- le questioni terminologiche, e in particolare quelle sul nome della disciplina e la denominazione di chi la studia o chi la esercita nel settore professionale;
- la considerazione che la documentazione è una disciplina indipendente che costituisce un'area di conoscenze, definita biblioteconomia e documentazione, o è considerata come punto d'incontro di diversi rami del sapere;
- la considerazione che la documentazione è scienza o tecnica;
- la riscoperta, se così si può dire, di Otlet e della sua opera, tenendo conto dell'importanza del contributo spagnolo. Più in generale, l'interesse per la storia della documentazione dal punto di vista teorico [20, 25];
- l'applicazione della metodologia delle scienze dell'informazione allo studio della documentazione e la considerazione ulteriore di questa disciplina come scienza dell'informazione. Ciò giustifica la sua precoce inclusione nei piani di studio delle facoltà di Scienze dell'informazione;
- il consolidamento dell'informazione documentale, come conseguenza del punto precedente, come oggetto della documentazione e della sua trasformazione in un processo di natura speciale caratterizzato dal recupero di un'informazione precedentemente emessa, dalla sua conservazione e, infine, dalla conversione in una nuova informazione pronta per essere usata ancora;
- la reciproca interazione tra il perdurare del dibattito sul profilo del professionista della documentazione e lo studio dei percorsi più adatti alla sua formazione come elementi necessari per lo studio del concetto di documentazione;
- la determinazione dei criteri che rendano possibile l'applicazione dei principi scientifici e tecnici della documentazione in generale nei diversi campi del sapere in modo tale da definire sia la documentazione specializzata sia la sua varietà costituita dalla documentazione scientifica. Ciò ha comportato un'opportuna riflessione sulla natura della documentazione medica, giuridica, giornalistica ecc.
6. Verso un concetto di documentazione
6.1 Criteri per una proposta
La determinazione di un concetto coerente di documentazione - che includa la delucidazione e la scelta del termine più conveniente per esprimerlo - sarà ricercata sulla base dei seguenti criteri:
- Un criterio pluralista, che parte dalla raccolta ordinata delle diverse teorie e scuole accomunate da uno stesso obiettivo. Con ciò pensiamo di ottenere un concetto sincretico, sintesi delle principali tendenze attuali.
- Un criterio che prende in considerazione la ricerca scientifica, il raggiungimento di una nuova conoscenza in generale e l'informazione utilizzata come strumento decisionale, come motore della disciplina.
- Un criterio che sottolinea l'appartenenza della documentazione ad un'area sociale, autonoma, interdisciplinare della conoscenza, e che evidenzia il suo carattere universale rispetto alle altre discipline e attività sociali per le quali essa agisce come sapere strumentale.
- Un criterio che determina l'oggetto di studio della documentazione nel concetto di informazione documentale e nel concetto di processo documentale, come un peculiare processo informativo in quanto in esso ha luogo un'attività di recupero di messaggi, emessi in processi precedenti e che mediante la loro conservazione e trattamento tecnico, una volta trasformati, vengono diffusi con lo scopo di servire come fonte di informazione per ottenere nuove conoscenze o per poter prendere decisioni appropriate nelle organizzazioni, nelle imprese e nelle istituzioni. Tale processo documentale comporta: un cambiamento di struttura dello stato delle conoscenze del ricevente quando si stabilisce la completa comunicazione con l'emittente; non solo una mera valutazione del messaggio documentario ricevuto dall'utente ma anche un proficuo utilizzo, mediato o non mediato, del messaggio con lo scopo di crearne dei nuovi; un sistema di comunicazione umana grazie agli aspetti cognitivi del processo; un grado notevole di informazione per quanto nel processo documentale si danno delle informazioni sull'informazione stessa.
- Un criterio teleologico, fondamentale all'inizio del processo documentale e grazie al quale quest'ultimo trova la sua ragion d'essere dal momento che rende possibile la soddisfazione di un bisogno d'informazione, la presa di una decisione o l'elaborazione di ulteriori informazioni.
- Un criterio che attribuisce un'autentica operatività all'attività documentale applicata a una disciplina, sia negli aspetti legati alla ricerca sia in quelli legati all'ambito sociale.
- Un criterio che vincola la realizzazione del processo documentale - e anche la natura della disciplina documentale - al contesto organizzato o sistema dove ha luogo tale processo caratterizzato dalle crescenti necessità di informazione e modificato dalla componente altamente tecnologica (il mezzo è il messaggio) che caratterizza l'attuale società dell'informazione.
In breve, l'informazione che si trasmette nel processo informativo-documentale è, evidentemente, informazione documentale, ovvero informazione registrata o veicolata su un supporto fisico. Essa costituisce l'oggetto del processo, cioè, il messaggio documentario, realtà creatrice nella quale si concentra la trasformazione di una informazione in entrata (o potenziale) in una informazione in uscita (o attuale) in grado di generare nuove informazioni ad infinitum. Tale è la potenzialità e l'efficacia dell'attività documentale.
6.2 Scienza dei documenti. Scienza dell'informazione documentale
Abbiamo già visto che la concezione di Otlet è stata disarticolata e ha fornito un polemico corredo alle riflessioni sulla nostra disciplina. Loosjes ha sistematizzato lo studio del controverso concetto di documentazione a partire dal punto di vista della biblioteconomia, la principale protagonista della disputa. Il superamento di questa è stato reso possibile dai contributi americani, tedeschi e sovietici che hanno elevato la documentazione alla categoria di scienza dell'informazione.
A partire della costruzione scientifica otletiana si può affermare che la documentazione è una scienza che si occupa dei documenti, cioè, dei veicoli attraverso i quali si trasmettono le scienze, dotando così il sapere documentale di un carattere generale che vedremo successivamente. Come è noto, i trattatisti, nella fase che abbiamo chiamato pre-informativa, hanno preso in esame la documentazione dal punto di vista della biblioteconomia, insistendo sull'esistenza di un processo che partecipa in maggiore o in minore misura secondo una determinata corrente, al carattere bibliotecario o documentale. Ciononostante, la documentazione si caratterizza come scienza secondo le teorie anglosassoni, tedesche e sovietiche. Queste ravvisano nel processo documentale una forte carica di natura informativa tale da includere la disciplina nel vasto campo delle scienze dell'informazione, vale a dire, in una disciplina che ha come oggetto di studio un processo informativo in cui si riscontrano gli elementi ricorrenti di emittente, mezzo, messaggio e ricevente. Le tre scuole presentano l'oggetto della scienza della documentazione come un processo di carattere speciale, basato sul recupero dei risultati di un processo informativo precedente, in grado di collegare il messaggio al documento che più tardi sarà elaborato convenientemente per adeguarsi perfettamente ai bisogni dell'utente [20, 25].
6.3 Autonomia della Scienza della documentazione
Si osservi che la documentazione non è un ramo staccato dal tronco, bensì è un nucleo di attività apparentemente disperse che, per motivazioni sopravvenute in relazione ai problemi legati alla ricerca scientifica e al lavoro intellettuale in generale, ha sentito la necessità di ricostituirsi e configurarsi come disciplina scientifica. Nonostante la sua autonomia, evidenziata ad esempio dalla sua presenza indipendente e con una specifica denominazione nei curricula accademici, bisogna prima di tutto chiarire il rapporto che essa ha con la biblioteconomia, e in questo caso è reperibile un'abbondante bibliografia, e con l'archivistica, tema che presenta una bibliografia meno estesa. La questione è stata perfettamente evidenziata dagli studi di Otlet e di Briet, i quali consideravano parte del processo documentale la trasmissione delle fonti di informazione sulla base dei nuclei documentali che costituiscono le biblioteche, gli archivi e i musei. Così la scienza della documentazione - o meglio le scienze della documentazione - si presenta come un vasto processo di incorporazione di nuclei documentali. A questi la documentazione, per il suo carattere di scienza dell'informazione fornisce l'accessibilità e il potenziamento del contenuto dei documenti nelle sue molteplici forme di presentazione e di rappresentazione (per esempio, il Manual de Ciencias de la Documentación [36]).
6.4 Definizioni di documentazione
Le definizioni di documentazione in ambito generale, fanno riferimenti ai criteri cui abbiamo precedentemente accennato e si concretizzano:
- nell'idea che la disciplina abbraccia tutti i saperi e i mestieri che hanno a che fare con il documento e che sono compresi nell'espressione di professionista dell'informazione e della documentazione, con un ventaglio di specializzazioni legate alle diverse fasi del processo documentale;
- nell'idea che la disciplina è: generale, interdisciplinare, autonoma e strumentale, in quanto al servizio di tutti i saperi e le attività sociali; normativa, perché in grado di condizionare il sapere e le attività sociali nel modo in cui essi possono trasmettere le idee; informativa, dal momento in cui ha come oggetto di studio un processo di carattere informativo; specializzata, quando diventa operativa al servizio di un determinato ramo del sapere o attività sociale; e, per ultimo, scientifica, quando serve come punto d'appoggio per ottenere una nuova conoscenza scientifica.
Il termine documentazione può essere inteso:
- come l'insieme delle discipline documentarie che studiano e eseguono i diversi aspetti del processo documentale (archivistica, biblioteconomia, documentazione, museologia, bibliografia, bibliometria ecc.). In questo senso, la denominazione corrisponderebbe a quella di scienze della documentazione;
- come disciplina responsabile dello studio di una parte del processo documentale.
Nella prima accezione la documentazione, intesa come scienze della documentazione, rappresenta il complesso delle discipline che hanno per oggetto di studio il processo informativo in cui è presente un'attività di recupero di messaggi emessi in processi precedenti e che, mediante l'analisi e il trattamento tecnico, vengono trasformati con lo scopo di servire come fonte di informazione per ottenere una nuova conoscenza o per permettere di prendere decisioni.
Nella seconda, essa è intesa come una delle scienze della documentazione, ha come oggetto di studio quella parte del processo documentale che si occupa del recupero e della diffusione di messaggi documentari e del loro uso da parte del soggetto ricevente o dell'utente per ottenere nuove conoscenze o per permettere di prendere decisioni. O, in modo più sintetico, si può dire che la documentazione è la scienza generale che ha per oggetto lo studio del processo di elaborazione e trasmissione delle fonti che servono per ottenere nuove conoscenze per la scienza o uno strumento decisionale.
7. Il modello formativo del professionista del documento in Spagna
Bisogna, in primo luogo, far notare che gli insegnamenti finalizzati alla formazione dei bibliotecari e dei documentalisti sono stati introdotti nell'università spagnola relativamente tardi. La prima cattedra di Documentazione è stata creata nel 1975 nelle facoltà di Scienze dell'informazione e soltanto alla fine degli anni Settanta è stata definita una proposta formativa articolata nei tre seguenti titoli universitari: diplomato (diplomado) in Biblioteconomia e Documentazione a partire dal 1982; laureato (licenciado) in Documentazione; e, infine, dottore (doctor) in Documentazione a partire dal 1994, cioè con un'anzianità di poco più di vent'anni. Il secondo titolo è continuazione del primo, ad esso possono anche accedere i diplomati o i laureati di altre lauree. L'insegnamento è attivo in sedici università, due delle quali sono private. In undici università vengono rilasciati solo i primi due titoli. In quattro, solo il diploma in Documentazione. In una di queste, l'Universidad Abierta della Catalogna, il corso è impartito mediante tecniche di educazione a distanza in Internet.
Per quanto riguarda i profili formativi, il laureato di primo livello è in grado di gestire unità di informazione di base, conosce le tecniche di conservazione, trattamento e recupero dell'informazione e le relative tecnologie, e possiede una conoscenza iniziale della documentazione specializzata. Dal laureato di secondo livello si pretende, invece, che sia in grado di dirigere unità di informazione più evolute, avendo buone competenze tecnologiche ed essendo in grado di svolgere ricerche scientifiche [26].
Alcuni dati ci permettono di conoscere l'evoluzione di entrambi i corsi fino oggi: si nota un calo per quanto riguarda il numero degli alunni. Nel 1998 c'erano 4.694 iscritti ai corsi di laurea di primo livello nelle università spagnole a fronte dei 3.984 dell'anno 2003; il numero di alunni nei corsi di laurea specialistica (magistrale) ha subito invece un incremento a partire dal 1998, anno in cui si contavano 1.656 studenti, per giungere al 2003 con 3.441 studenti. A partire del 2001 si nota un calo degli iscritti. Per numero di alunni, le università spagnole presentano il seguente panorama nell'anno accademico 2003-2004:
| Università |
Diplomatura (I livello) |
Licenciatura (II livello) |
Totale |
| Oberta de Cataluña |
|
1.086 |
1.086 |
| Complutense (Madrid) |
750 |
306 |
1.056 |
| Barcelona |
611 |
250 |
861 |
| Carlos III (Madrid) |
500 |
284 |
784 |
| Granada |
371 |
351 |
722 |
| Murcia |
284 |
199 |
483 |
| Salamanca |
279 |
204 |
483 |
| Valencia (E.G.) |
379 |
|
379 |
| Extremadura |
222 |
142 |
364 |
| La Coruña |
184 |
57 |
241 |
| Valencia (Politécnica) |
|
241 |
241 |
| Alcalá de Henares |
|
214 |
214 |
| Zaragoza |
208 |
|
208 |
| León |
141 |
|
141 |
| Barcelona (Autónoma) |
|
107 |
107 |
| Vic |
55 |
|
55 |
| TOTALE |
3.984 |
3.441 |
7.425 |
Fonte: Estivill [17].
L'attuale situazione curriculare sta cambiando a seguito della Dichiarazione di Bologna e dell'auspicata uniformità cui si stanno adeguando i piani di studio delle università dell'Unione europea. Per quanto riguarda la Documentazione, abbiamo recentemente consegnato all'autorità accademiche il cosiddetto Proyecto de diseño de plan de estudios y título de grado en Información e Documentación (Marzo 2004). In esso viene proposta una laurea che ha due caratteristiche essenziali: l'accorpamento dei due livelli in uno solo di secondo livello con una nuova denominazione: Informazione e documentazione. «Con il nuovo nome - è scritto nel Proyecto - si vuole enfatizzare la centralità dell'informazione e della documentazione, come patrimonio comune dei professionisti che lavorano nelle biblioteche, nei centri di documentazione e negli archivi e anche degli specialisti dell'informazione in tutti i tipi di organizzazioni. Sebbene sia noto che questi professionisti utilizzano tecniche e strumenti diversi, essi condividono dei principi che si basano sull'organizzazione dell'informazione e della documentazione e sulla fornitura di servizi all'utente» (p. 5).
Gli obiettivi formativi del nuovo corso - o, in altre parole, le capacità professionali - elaborati dopo l'esame delle competenze professionali tenendo conto dell'opinione formulata dalle sedici associazioni professionali esistenti in Spagna e da un determinato numero di operatori nel settore a diversi livelli, possono essere riassunti in:
- obiettivi formativi e apprendimento di conoscenze teoriche: natura dell'informazione, i documenti, la pianificazione delle unità di informazione e le sue operazioni, le tecnologie e le politiche di informazione;
- obiettivi formativi e apprendimento di conoscenze tecniche: capacità di applicare le tecniche di progettazione, le tecnologie, la valutazione delle fonti, la consulenza e la formazione degli utenti, la gestione e la valutazione dell'uso dell'informazione nell'attività scientifica;
- obiettivi formativi e apprendimento di conoscenze applicate: comprendere e applicare le tecniche per la progettazione di sistemi di informazione, così come la gestione e il marketing delle unità di informazione.
Per raggiungere questi obiettivi, vengono proposti 156 crediti fondamentali - e pertanto obbligatori in tutte le Università - che corrisponderebbero al 65% del totale (240 crediti) in cui sarebbero strutturati i piani di studio in tutte le università. Le materie fondamentali sono le seguenti:
- Documenti, unità e sistemi di informazione, 12 crediti.
- Pianificazione, organizzazione e valutazione delle unità di informazione, 24 crediti.
- Fonti dell'informazione, 12 crediti.
- Rappresentazione e recupero dell'informazione, 36 crediti.
- Gestione tecnica dei documenti di archivio, 18 crediti.
- Tecnologie dell'informazione ed edizione dei documenti digitali, 24 crediti.
- Fondamenti e metodologie della ricerca. Studi metrici dell'informazione, 18 crediti.
- Practicum, 12 crediti.
Queste sono le percentuali per ogni università secondo i crediti europei (fondamentali e obbligatori per tutte le università; caratterizzanti secondo la denominazione di ogni università, e facoltativi, a scelta dell'alunno):
- Crediti del corso di studio: 240 = 100%, 6.000-7.200 ore di lavoro dello studente.
- Cediti fondamentali o di base: 156 = 65%, 3.900-4.680 ore di lavoro dello studente.
- Crediti obbligatori o caratterizzanti: 24-36 = 10-15% minimo, 600/720-900/1.080 ore lavoro studente.
- Crediti facoltativi: 48-60 = 20-25% minimo, 1.200/1.440-1.500/1.800 ore di lavoro dello studente.
Nonostante il desiderio chiaramente espresso di integrare in un unico corso tutte le professioni del documento, la Coordinadora de asociaciones de archiveros, pur riconoscendo l'importanza dell'inclusione delle discipline archivistiche, non accetta questo Corso di studio come mezzo idoneo per la formazione degli archivisti. Il Proyecto, al contrario, sostiene un orientamento professionale negli archivi (ad esempio, un master successivo) e constata che «non avrebbe senso dedicare tanti insegnamenti fondamentali agli archivisti se il corso non contemplasse un orientamento professionale verso questo ambito lavorativo. L'esistenza di un orientamento professionale negli archivi nel corso che si propone Informazione e documentazione, viene confermata dalla stessa presenza dell'Archivistica in tutti i piani di studio da quando furono creati gli studi in Biblioteconomia e Documentazione nelle università spagnole per la constatazione di un mercato di lavoro in quest'area che accoglie gli attuali laureati e che si va affermando, perché molti laureati realizzano lavori che hanno relazione con gli archivi da posti di lavoro diversi» (Proyecto de diseño de plan de estudios y título de grado en Información e Documentación, p. 64).
8. La ricerca nell'ambito della professione documentale in Spagna
8.1 La formazione dei ricercatori
Il docente universitario ha come compiti la ricerca e l'insegnamento. La formazione del ricercatore si sviluppa essenzialmente nel corso del proprio lavoro e nell'apprendimento di alcune tecniche alle quali non è estranea una serie di aiuti che egli riceve, quali la positiva azione dei direttori di ricerca, gli standard dettati dalle politiche scientifiche, e infine l'ambiente e i mezzi forniti dal dipartimento, luogo naturale dove si sviluppano le ricerche a livello di tesi di dottorato o dei contributi prodotti dai ricercatori che hanno già superato la cosiddetta fase di iniziazione scientifica.
In breve, i modelli che rendono possibile la formazione sono di due tipi: indiretti e diretti. In quelli indiretti il dottorando partecipa ai corsi o ai seminari previsti dai programmi di dottorato regolati in Spagna dal Real decreto per l'accesso agli studi del terzo ciclo dell'anno 1998. Questi comprendono la realizzazione di corsi o seminari, non solo istituzionali, che introducono il dottorando all'uso delle tecniche e delle metodologie della ricerca in generale o applicate ad una disciplina. I modelli formativi di carattere diretto, sono già stati menzionati in quanto realizzati dal direttore di ricerca, imprescindibile figura in questo contesto, e dall'esperienza che il ricercatore acquisisce attraverso l'elaborazione e discussione della tesi di dottorato. Alla fine di questo processo, il nuovo dottore ha completato la sua formazione nell'ambito del lavoro intellettuale contraddistinto da quattro obiettivi fondamentali:
- come scienziato, trova risposte ai problemi scientifici ed elabora nuove idee che si aggiungono a quelle già acquisite, rendendone possibile lo sviluppo;
- come esperto di metodologia, per ciò che riguarda l'elaborazione di procedimenti metodologici pertinenti e adeguati al tema della ricerca;
- come utente della documentazione, nella misura in cui deve imparare a sviluppare una strategia di ricerca delle fonti documentali con lo scopo di raccogliere informazioni bibliografiche; e come documentalista, in quanto autore di un repertorio bibliografico finale, selettivo e valutativo, base di ulteriori ricerche utili a sé e agli altri componenti comunità scientifica;
- come nuovo direttore di ricerca e formatore di futuri dottori.
8.2 La politica scientifica
Come abbiamo indicato, i risultati formativi già menzionati e ottenuti in ambito universitario o nei centri di ricerca, sono, tutto sommato, l'esito di quelle disposizioni legislative che definiscono la politica scientifica. Cioè di quell'insieme di provvedimenti adottati dai poteri pubblici al fine di promuovere, coordinare e rendere efficace la ricerca, riunendo le iniziative pubbliche e private per ottenere gli obiettivi fissati. Come abbiamo già esposto in un precedente lavoro [51], fino alla promulgazione del Real decreto sopracitato non esisteva una politica della ricerca scientifica complessiva e coordinata. Inoltre in Spagna c'era, da una parte, l'annoso problema della mancanza di una forte tradizione di ricerca e, dall'altra, il poco interesse dalla società per questo tipo di problematiche.
È vero che negli anni Ottanta del secolo scorso si faceva ricerca scientifica sia nella sfera privata sia in quella pubblica, ma erano anche inevitabili le diffidenze e la mancanza di obiettivi comuni, così come l'assenza di una politica di informazione e documentazione scientifica. La legge 13/1986, la cosiddetta Ley de la ciencia, è una delle prime misure del primo governo socialista del 1982, ed ha permesso di colmare queste lacune in adempimento alla norma costituzionale che attribuisce allo Stato la competenza sull'incentivazione e il coordinamento generale della ricerca scientifica e tecnica (Costituzione spagnola del 1978, art. 1149, 1.15).
8.3 La valutazione dell'attività di ricerca in Spagna nell'ambito della Documentazione
I fattori che costituiscono gli aspetti fondamentali o più influenti della ricerca documentale in Spagna sono i seguenti:
- Lo status scientifico della Documentazione.
- La produzione di pubblicazioni e ricerche.
- I temi e i filoni di ricerca.
- I metodi di ricerca.
- La qualità delle ricerche e i canali di diffusione.
- La formazione dei ricercatori.
In questo ambito, dobbiamo manifestare, in primo luogo, una certa soddisfazione dato che il livello della ricerca spagnola in questo settore è oggetto di studi e valutazioni.
Bisogna, quindi, affermare che è sempre più grande l'interessamento della nostra comunità scientifica per la ricerca, come è dimostrato dal crescente numero di tesi di dottorato, di monografie e di articoli nelle pubblicazioni scientifiche. Tutto ciò è reso evidente dall'esame della raccolta di citazioni di autore realizzata dall'Università di Granada dal 1985 fino oggi e pubblicata nella tesi di dottorato di Mercedes de la Moneda [40], o nella tesi dottorale sulla produzione scientifica del nostro settore dal 1975 fino il 1984 da Charo Arquero della Universidad Complutense di Madrid [4]. Segnaliamo di seguito i profili e gli autori dei principali studi realizzati sullo stato attuale e la valutazione della ricerca spagnola:
- Tendenze, stato attuale e valutazione in generale [14, 15, 46, 53].
- Produzione scientifica, analisi sugli autori e filoni di ricerca [4, 18, 21, 40, 43, 44].
- Metodi di ricerca [6, 7, 41, 49].
- Valutazione delle riviste di biblioteconomia e documentazione e loro fattore di impatto [9, 16, 19, 23, 48, 50, 54, 55].
- Produzione e visibilità internazionale della ricerca spagnola [22, 45].
- Criteri di valutazione dell'attività scientifica e dei centri universitari e di ricerca [35].
- Criteri di valutazione delle tesi di dottorato: focus di ricerca e scuole scientifiche [33, 34, 38].
- Criteri di valutazione dei docenti e dei ricercatori da parte di agenzie ufficiali e di esperti [2, 3, 8, 10, 11, 34, 35, 39].
Come esempio degli sforzi fatti per individuare i criteri per la valutazione qualitativa della ricerca in Spagna, annoveriamo i seguenti [35]:
- L'interesse della comunità scientifica spagnola per la problematica della ricerca in biblioteconomia e documentazione.
- La produzione e fattore di impatto delle pubblicazioni scientifiche.
- La formazione dei ricercatori.
- Le tendenze tematiche.
- L'uso di vari metodi di ricerca.
- I fattori di crescita delle ricerche e la loro diffusione a livello nazionale e internazionale.
- L'impatto della ricerca nella comunità professionale.
- La produttività e l'impatto degli scienziati e dei centri universitari.
- La ripercussione e il riconoscimento della ricerca spagnola nell'ambito della scienza e della politica scientifica in Spagna.
- Il grado reciproco di influenza della ricerca spagnola e estera in biblioteconomia e documentazione [35].
Infine, faccio riferimento all'obiettivo principale che si desidera raggiungere in materia di ricerca, e cioè, la preparazione dei ricercatori attraverso la formazione nei programmi di dottorato e la corretta elaborazione della tesi di dottorato [56]. In effetti, non è inutile porsi la domanda fino a che punto stiamo formando buoni ricercatori o se le tesi dottorali svolgono il ruolo per cui sono state create. La responsabilità del direttore di ricerca non si può negare. La necessità di pubblicare testi di metodologia della ricerca applicata ai nostri saperi è senz'altro necessaria, così come la necessità di impiegare metodi di ricerca diversi per qualità e quantità. D'altra parte, la creazione di focus di ricerca è condizione basilare per progredire nel nostro campo [33, 34], e ciò avrà come logica conseguenza la creazione di scuole scientifiche concepite come reti dove sia facilitata la comunicazione tra i ricercatori, fatto di riconosciuta produttività rappresentativa delle tendenze tematiche, e indicatore molto importante. Nell'anno accademico 2002-2003 sono state discusse in Spagna più di due dozzine di tesi di dottorato in Documentazione nelle Università Complutense e Carlos III di Madrid, Granada, Murcia e Salamanca [16].
Il fatto è ancora più eloquente se pensiamo che ancora ci sono paesi nel mondo le cui università non conferiscono ancora il livello accademico di dottore sia perché il corso non gode ancora del sufficiente prestigio sociale e accademico, sia perché non dispongono di professori che si fanno carico dei programmi di dottorato e della conseguente direzione delle tesi dottorali. In questo senso, credo importante mettere in rilievo che la via della collaborazione è aperta e che alcune università spagnole hanno già predisposto programmi in questa direzione in varie università straniere.
NOTE
[1] Ernest Abadal Falgueras. La documentación en España. Madrid: CINDOC/FESABID, 1994.
[2] Agencia de Calidad, Acreditación y Prospectiva de las Universidades de la Comunidad de Madrid (ACAP). Acuerdo de 20 de octubre de 2003 del Comité de Dirección de la Agencia de Calidad, Acreditación y Prospectiva de las Universidades de Madrid, por el que se aprueban los criterios de evaluación y el baremo para la contratación de profesorado universitario por las Universidades de Madrid y se determina el procedimiento de evaluación. «Boletín Oficial de la Comunidad de Madrid», n. 259 (30 de octubre de 2003), p. 7-34.
[3] Agencia Nacional de Evaluación de la Calidad y Acreditación (ANECA). Manual de procedimiento para la emisión de evaluación o informe para la contratación de profesorado universitario. Madrid, 2003, <http://www.aneca.es>.
[4] Rosario Arquero Avilés. Análisis de la investigación española en biblioteconomía y documentación: 1975-1984, tesis doctoral dirigida por los profs. López Yepes y Moya Anegón. Madrid: Universidad Complutense de Madrid, 2001.
[5] John Desmond Bernal. Historia social de la ciencia. Barcelona: Ediciones Península, 1967. Ed. originale: Science in history. London: Watts, 1954.
[6] Angel Borrego Huerta. La investigación cualitativa y sus aplicaciones en Biblioteconomía y Documentación. «Revista española de documentación científica», 22 (1999), n. 2, p. 139-156.
[7] Angel Borrego Huerta. Metodología cualitativa de investigación en Biblioteconomía y Documentación, tesis doctoral dir. por J.A. Frías. Salamanca: Universidad de Salamanca, 2001, inedita.
[8] Juan Miguel Campanario. El sistema de revisión por expertos (peer review): muchos problemas y pocas soluciones. «Revista española de documentación científica», 25 (2002), n. 3, p. 166-184, < http://www2.uah.es/jmc/an24.pdf>.
[9] Virginia Cano. Bibliometric overview of library and information science research in Spain. «Journal of the American Society for Information Science», 50 (1999), n. 8, p. 675-680.
[10] Comisión nacional evaluadora de la actividad investigadora (CNEAI). Origen y composición. Funciones. Evaluación: criterios generales, <http://www.univ.mecd.es/univ/jsp/plantilla.jsp?id=552>.
[11] CONACIT. Proposta d'un sistema d'avaluació de la recerca a humanitats i ciències socials. Barcelona, CIRIT, Departament d'Universitats, Recerca i Societat de la Informació, 17 de abril de 2000, <http://dursi.gencat.es/ca/re/cirit_aval.htm>.
[12] Emilia Currás. Las ciencias de la documentación: bibliotecología, archivología y documentación e información. Barcelona: Mitre, 1982.
[13] Emilia Currás. La información en sus nuevos aspectos: Ciencias de la Documentación. Madrid: Paraninfo, 1988.
[14] Emilio Delgado López-Cózar. Diagnóstico de la investigación en Biblioteconomía y Documentación en España (1976-1996). «Journal of Spanish research on information science», 1 (2000), n. 1, p. 79-93.
[15] Emilio Delgado López-Cózar. La investigación en Biblioteconomía y Documentación. Gijón: Trea, 2002.
[16] Emilio Delgado López-Cózar. Las cifras de la Documentación en España: 2002. «El profesional de la información», 12 (2003), n. 5, p. 344-367.
[17] Assumpció Estivill (coor.). Proyecto de diseño de plan de estudios y título de grado en Información y Documentación. Barcelona: Universidad de Barcelona, Facultad de Biblioteconomía y Documentación, marzo 2004, <http://www.ub.es/biblio/informefinal.pdf>.
[18] José Antonio Frías - Purificación Romero Gómez. ¿Quienes son y qué citan los investigadores que publican en las revistas españolas de Biblioteconomía y Documentación?. «Anales de Documentación», 1 (1998), p. 29-53,
<http://eprints.rclis.org/archive/00002688/>.
[19] Elea Giménez Toledo - Adelaida Román Román. Evaluación de revistas científicas: análisis comparativo de dos modelos y su aplicación a cinco revistas españolas de Biblioteconomía y Documentación. «Interciencia», 5 (2000), n. 5, p. 234-241.
[20] José María Izquierdo Arroyo. La organización documental del conocimiento. Madrid: Tecnidoc, 1995.
[21] Evaristo Jiménez Contreras - Félix de Moya Anegón. Análisis de la autoría en revistas españolas de Biblioteconomía y Documentación, 1975-1995. «Revista española de documentación científica», 20 (3), (1997), p. 252-267.
[22] Evaristo Jiménez Contreras. La aportación española a la producción internacional en biblioteconomía y documentación: balance de diez años (1992-2001). «BiD. Textos universitaris de biblioteconomia i documentació», 2002, n. 9, <http://www.ub.es/biblio/bid/09jimen2.htm>.
[23] Latindex. Sistema regional de información en línea para revistas científicas de América Latina, el caribe, España y Portugal, <http://www.latindex.unam.mx>.
[24] José María López Piñero - María Luz Terrada. Los indicadores bibliométricos y la evaluación de la actividad médico-científica. «Medicina clínica», 98 (1992), p. 64-68, 101-106, 142-148 e 384-388.
[25] José López Yepes. La influencia de Otlet en la Documentación española: aportaciones a la formación del pensamiento documentario español. «Revista general de Información y Documentación», 4 (1994), n. 2, p. 239-256.
[26] José López Yepes. La licenciatura en Documentación ,marco formativo de un nuevo profesional. «Revista general de Información y Documentación», 5 (1995), n. 1, p. 33-69. Vedi anche: José López Yepes. La formación de bibliotecarios y documentalistas en España : orígenes y evolución. Los títulos en Diplomado y Licenciado en Documentación. In: L'università per la formazione del bibliotecario : percorsi e prospettive in Italia e in Europa : Atti del Convegno internazionale di studi, Milano, Università degli studi di Milano, 19-20 novembre 2001. Milano: AIB. Sezione Lombardia, 2004.
[27] José López Yepes. La Documentación como disciplina: teoría e historia , 2a ed. Pamplona: Eunsa, 1995. (1a. ed.: Teoría de la Documentación, 1978)
[28] José López Yepes. El concepto de Ciencia de la Documentación: unidad en la diversidad y diversidad en la unidad. «Investigación bibliotecológica» (México), 10 (1996), n. 21, p. 4-6.
[29] José López Yepes. Los caminos de la información: cómo buscar, seleccionar y organizar nuestra documentación personal. Madrid: Fragua, 1997.
[30] José López Yepes. La evaluación de la ciencia en el contexto de las Ciencias de la Documentación. «Investigación bibliotecológica» (México), 13 (1999), n. 27, p. 195-212,
< http://www.ejournal.unam.mx/iibiblio/Vol14-27/IBI02710.pdf>.
[31] José López Yepes. Hombre y documento: del homo sapiens al homo documentator. «Scire. Representación y organización del conocimiento», 4 (1998), n. 2, p. 11-22. Anche in «Journal of Spanish research on information science», 1 (2000), n. 1, p. 17-22.
[32] José López Yepes. La investigación española en Teoría de la Documentación. «Revista general de Información y Documentación», 11 (2001), n. 2, p. 259-280.
[33] José López Yepes. Focos de investigación y escuelas científicas en Documentación a través de los directores de tesis doctorales: el caso del Departamento de Biblioteconomía y Documentación de la Universidad Complutense de Madrid (1983-2001). «Documentación de las Ciencias de la Información», 25 (2002), p. 19-54.
[34] José López Yepes. Focos de investigación y escuelas científicas en Documentación: la experiencia de las tesis doctorales. «El profesional de la información», 11 (2002), n. 1, p. 46-52.
[35] José López Yepes - Judit Prat Sedeño. Propuesta de criterios para la evaluación de la investigación española en biblioteconomía y documentación: la producción de los científicos y de los centros de investigación. «Investigación bibliotecológica», 16 (2002), n. 32, p. 103-125.
[36] José López Yepes (coor.). Manual de ciencias de la Documentación. Madrid: Pirámide, 2002.
[37] José López Yepes. Propuesta de método para evaluar trabajos científicos mediante el análisis cualitativo de citas. «El profesional de la información», 12 (2003), n. 6, p. 467-471.
[38] José López Yepes. A propósito del artículo Las cifras de la Documentación en España: 2002 del profesor Delgado López-Cózar. «El profesional de la información», 13 (2004), n. 1, p. 73-75.
[39] José López Yepes - Juan Ros García. Problemas relativos a la evaluación investigadora de los profesores del área de Biblioteconomía y Documentación. «Revista general de Información y Documentación», 13 (2003), n. 2, p. 37-58.
[40] Mercedes de la Moneda Corrochano. Análisis bibliométrico de la producción bibliográfica española en Biblioteconomía y Documentación 1984-1999, tesis doctoral dirigida por los profs. Jiménez Contreras y Moya Anegón. Granada: Universidad de Granada, 2003.
[41] Félix de Moya Anegón - Javier López Gijón - Concepción García Caro. Técnicas cuantitativas aplicadas a la Biblioteconomía y la Documentación. Madrid: Síntesis, 1996.
[42] Félix de Moya Anegón - Evaristo Jiménez Contreras. Autores españoles más citados en Biblioteconomía y Documentación. «El profesional de la información», 8 (1999), n. 5, p. 28-29.
[43] Félix de Moya Anegón - Evaristo Jiménez Contreras. Research fronts in library and information science in Spain (1985-1994). «Scientometrics», 42 (1998), n. 2, p. 229-246.
[44] Félix de Moya Anegón - Evaristo Jiménez Contreras. Evolución de la producción científica española en los últimos 25 años. «El profesional de la información», 8 (1999), n. 5, p. 27-28.
[45] Félix de Moya Anegón - Víctor Herrero Solana. Visibilidad internacional de la producción científica iberoamericana en Biblioteconomía y Documentación. (1991-1999). In: V Encuentro EDIBCIT. Granada: Universidad de Granada, 2000, p. 341-370.
[46] Félix de Moya Anegón. La investigación española en recuperación de la información: análisis bibliométrico (1984-1999). «Journal of Spanish research on information science», 1 (2000), n. 1, p. 117-123.
[47] Paul Otlet. Traité de Documentation. Le livre sur le livre. Bruxelles: Mundaneum, 1934. Traduzione spagnola di María Dolores Ayuso García. (Murcia: Universidad de: Murcia, 1996).
[48] José Ramón Pérez Alvarez-Ossorio. L'avaluació de les revistes cientifiques. «BiD. Textos universitaris de biblioteconomia i documentació», 2001, n. 6, <http://www.ub.es/biblio/bid/06perez1.htm>.
[49] Ana Belen Ríos Hilario. Metodologías, técnicas y estrategias de investigación en las Jornadas españolas de documentación automatizada (1981-1996). In: VI Jornadas españolas de eocumentación. Valencia: Fesabid, 1998, II, p. 735-743, <http://fesabid98.florida-uni.es/Comunicaciones/a_bele/Ana%20Bele.htm>.
[50] Adelaida Román Román, Manuela Vázquez Valero, Carmen Urdín Camino. Los criterios de calidad editorial LATINDEX en el marco de la evaluación de las revistas españolas de humanidades y ciencias sociales. «Revista española de documentación científica», 25 (2002), n. 3, p. 286-307,
<http://bddoc.csic.es:8080/basisbwdocs_rdisoc/rev0001/2002_vol25-3/2002_vol25-3_pp286-307.htm>
[51] Juan Ros García - José López Yepes. Políticas de información y documentación. Madrid: Síntesis, 1994.
[52] Luis Sanz Menéndez. Estado, ciencia y tecnología en España: 1939-1997. Madrid: Alianza Editorial, 1997.
[53] Jesús Tramullas Saz (ed.). Tendencias de la investigación en Documentación. Zaragoza: Universidad de Zaragoza, 1996.
[54] Cristóbal Urbano. Avaluació de revistes i avaluació de la recerca en humanitats i ciències socials a Catalunya: aproximació a un problema. «BiD. Textos universitaris de biblioteconomia i documentació», (2003), n. 10, <http://www.ub.es/biblio/bid>.
[55] Cristóbal Urbano. Proposta de rectificació provisional de les llistes de revistes de documentació i de pedagogía i didàctica del sistema d'avaluació de la recerca en humanitats i ciències socials de la CONACIT. Barcelona, 26 de maig de 2003, <http://www.ub.es/div5/cinquena/pdf/revistesUrbano(26-05-2003).pdf>.
[56] Miguel Valcárcel Cases. El doctorado en las Universidades Españolas: situación actual y propuestas de mejora, Informe del proyecto EA-01-7079, del Programa de Estudios y Análisis para la mejora de la calidad de la enseñanza superior y el profesorado universitario, Ministerio de Educación, Cultura y Deportes. Córdoba, 20 de abril de 2002.
José López Yepes, Universidad Complutense de Madrid, Facultad de Ciencias de la información, Departamento de biblioteconomía y documentación, e-mail yepes@ccinf.ucm.es.
La versione italiana dell'articolo è stata curata da Andrea Capaccioni e Gustavo R. Rella dell'Università per stranieri di Perugia. L'edizione originale spagnola si trova all'indirizzo <http://sapp.telepac.pt/apbad/congresso8/convidado6.pdf>.
N.B. An English abstract of this article is also available.
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