Associazione italiana
biblioteche. BollettinoAIB 2005 n. 3 p. 367-368
È raro trovare una così ampia e documentata analisi sui beni culturali e sulla loro gestione, come quella contenuta nel rapporto annuale di Federculture - il secondo, relativo al 2004 - che indaga a tutto campo nel contesto della cultura come risorsa e delle sue trasformazioni, mettendo in risalto nello stesso tempo le carenze nelle scelte politiche, economiche e culturali del nostro paese. Il punto di vista generale, che emerge sia nella lunga nota introduttiva di Roberto Grossi, segretario generale di Federculture, sia nella gran parte dei contributi, è quello che occorre puntare allo sviluppo dell'imprenditorialità culturale, ma unita alla crescita delle professionalità e delle competenze e ad una attenta programmazione.
Il rapporto si articola in tre parti: I nuovi scenari, che esamina i problemi aperti dalle recenti innovazioni normative; La valorizzazione e lo sviluppo del settore cultura, che, a partire dal "Patto per la cultura", siglato nell'ambito della seconda Conferenza nazionale degli assessori alla cultura e al turismo (Firenze, 2003) analizza la situazione dei servizi culturali a livello delle città, delle province e delle Regioni, con un approfondimento sul ruolo del privato; e infine Innovazione e cultura a livello locale, nella quale si presentano alcune indagini settoriali, fra le quali l'unica specificamente dedicata alle biblioteche pubbliche.
La varietà e la complessità dei temi, lo spessore degli interventi, la ricchezza della documentazione e dei dati analitici presentati è notevole: si tratta però - è necessario premetterlo - di un'analisi che cerca di cogliere soprattutto gli aspetti della gestione, con particolare attenzione all'ingresso dei privati e alla capacità manageriale dimostrata nel settore. Questo porta ovviamente ad una maggiore attenzione per il contesto dei beni cosiddetti storico artistici e delle attività culturali, ambiti per i quali, peraltro, sono molto più numerose le esperienze ed è disponibile un maggior numero di dati.
La parte relativa ai nuovi scenari si apre con un interessante contributo di Carla Barbati sulle "difficili" riforme dei beni culturali, che nell'esaminare i recenti interventi di riforma del settore e in particolare del Ministero, fa rilevare l'incertezza derivante dal carattere contingente ed episodico di questi interventi e dal fatto che «ci si confronta con riforme che intervengono ancor prima che le precedenti innovazioni abbiano avuto modo di stabilizzarsi» (p. 37): il "difficile decentramento", con le questioni aperte della tutela e della valorizzazione, il ruolo del privato e l'esternalizzazione dei servizi di gestione, con un confronto fra l'ambito statale e quello delle autonomie, la preoccupazione creata dal trasferimento di diritti alla Patrimonio spa. Tutte questioni che da tempo costituiscono materia di intensi e appassionati dibattiti, scritti e orali, per l'incidenza sullo stato attuale del patrimonio culturale e ancor più sul destino futuro dei beni culturali; così come il tema della dismissione del patrimonio pubblico, analizzato in un altro contributo.
Molto interessante è la documentazione presentata dall'Ufficio studi di Federculture sulle esperienze per la gestione dei beni e delle attività culturali avviate in alcuni enti locali: nell'ambito del Comune di Roma, si porta fra gli esempi la gestione dell'Istituzione biblioteche di Roma. Risulta fra l'altro che, a livello territoriale, le iniziative sono molto più consistenti al centro e al sud del nostro paese piuttosto che al nord, mentre più in generale si registra una tendenza in forte crescita alla gestione in autonomia: «In qualche modo si potrebbe dire che gli enti locali hanno rappresentato, in questi anni, un laboratorio di successo da osservare e rimodulare a livello centrale» (p. 60). Si tratta però anche di consolidare le esperienze, ancora abbastanza parziali e di recente, limitata durata; si ribadisce quindi la necessità di effettuare una valutazione complessiva alla scadenza delle gestioni affidate, di assicurare il controllo pubblico sul processo stesso, di arrivare a una più precisa definizione del rapporto fra ente gestore ed ente proprietario.
Nella parte dedicata alla valorizzazione e allo sviluppo si presenta un'ampia ricerca svolta da Federculture sull'offerta culturale di alcune grandi città italiane, centrata sullo sviluppo dei servizi museali; successivamente un'approfondita analisi della spesa e dei modelli di intervento nel settore mostra, fra l'altro, l'impatto delle politiche di spesa dei diversi livelli istituzionali di governo, e un contributo sul "caso" di Genova 2004 fornisce un dettagliato esempio concreto.
Il ruolo delle Province e quello delle Regioni costituiscono il contenuto di altri due contributi, rispettivamente di Piperno e di Meneguzzo; per le Province si ribadisce la funzione di collegamento e di coordinamento, e la capacità di promozione di tali aspetti, ad esempio per quanto riguarda l'organizzazione delle reti bibliotecarie e museali sul territorio, anche mediante il rapporto pubblico/privato. Per le Regioni siamo su un altro ordine di scelte: l'impegno nella programmazione delle politiche culturali, quello sulla spesa per l'organizzazione della cultura, ne fanno dei soggetti di grande forza "contrattuale, politica e decisionale"; il contributo mette a confronto le strategie di sviluppo delle varie regioni, e quindi, pur senza poter fornire un quadro organico e completo, offre una prima possibilità di riflessione sul concetto di governabilità.
Il delicato argomento della collaborazione e del ruolo del privato chiude questa parte, confermando l'incertezza che domina questo ambito: sia sul versante della normativa in materia, sia sul reale impatto dell'intervento dei privati nelle strutture statali, come per quanto attiene i servizi culturali degli enti locali. Di fatto solo il 32% del totale dei musei statali utilizzava nel 2003 imprese private: nei contributi si analizzano problemi e prospettive dei servizi introdotti nei musei statali, toccando il problema degli istituti museali "minori", le dinamiche dei singoli servizi, la diversa situazione nel territorio, le prospettive future. Credo si possa senz'altro condividere l'affermazione che «l'effetto positivo collegato alla presenza dei servizi aggiuntivi [...] sembra riflettersi, a livello di sistema, migliorando l'immagine del museo come istituzione culturale e, più in generale, la sua percezione come valida alternativa di utilizzo del tempo libero» (p. 177).
Spettacolo, turismo culturale, city card e card nazionali, il Premio cultura di gestione, il ruolo del Formez, la formazione postuniversitaria, l'utilizzo dei fondi del Quadro comunitario di sostegno, sono i contributi dell'ultima parte dedicata alle analisi strutturali.
In questa sezione si colloca l'unico intervento dedicato alle biblioteche, di Milena Pentasuglia dell'Ufficio studi Federculture che, concentrandosi sulle biblioteche degli Enti locali, rielabora informazioni provenienti dall'AIB e dall'Anagrafe delle biblioteche dell'ICCU. Una parte del contributo è dedicata all'analisi delle biblioteche di alcuni grandi comuni italiani ed un'ampia scheda è dedicata alle biblioteche della Provincia di Roma. Come l'autrice dichiara, il contributo offre, «all'interno del vasto e articolato panorama del nostro servizio bibliotecario, uno spaccato, di certo non esaustivo, ma almeno esemplificativo di ciò che succede, in Italia, all'interno del sistema delle biblioteche di pubblica lettura».
Come appare evidente, il Rapporto costituisce quindi una fonte di grande interesse e di indubbia utilità, anche per il numero e la diversità dei vari soggetti partecipanti, che consentono di fornire uno spaccato delle principali forze che sono state impegnate in questi ultimi anni nel settore della cultura. Molte sono le posizioni da condividere e per tutte ne citerei una :«Il vero problema che oggi si presenta e che rischierà nei prossimi anni di appesantire la già insostenibile situazione, è quello della gestione. Spesso si valorizza e si restaura un bene culturale trascurando il progetto d'uso» (p. 15).
Giovanna Merola
Roma