Associazione italiana
biblioteche. BollettinoAIB 2005 n. 3 p. 369
La biblioteconomia spagnola di questi anni mostra una sua sensibilità per i temi gestionali e per il confronto con le discipline organizzative. Ne danno testimonianza sia la notevole mole di studi e ricerche prodotta in ambito accademico, sia la diffusa e costante applicazione di metodologie e modelli del management avanzato nelle strutture bibliotecarie e di documentazione. Il tutto si sta sviluppando all'insegna di una certa sobrietà d'approccio, il che implica non trascurabili vantaggi: rifiuto della faciloneria modaiola e delle astrattezze ideologiche, linguaggio senza troppe torsioni gergali, impegno a contestualizzare, sotto il profilo culturale e professionale, le problematiche "importate".
Non viene meno al rispetto di questi criteri il lavoro che al project management nel settore dei servizi documentari ha dedicato Ernest Abadal Falgueras, professore del Departamento de Biblioteconomía y Documentación dell'Università di Barcellona. Si tratta di un manuale piuttosto svelto che, in cinque capitoli semplici e chiari, definisce i progetti, ne presenta la struttura e il ciclo di vita (analisi, descrizione, profili, pianificazione, esecuzione/controllo), propone alcune tecniche di raccolta dei dati (fra le quali: il fattore d'impatto, l'analisi transazionale, questionari e interviste, il metodo Delphi, i gruppi di discussione), informa il lettore sui principali canali europei e nazionali di finanziamento, gli fornisce infine un comodo decalogo riepilogativo del buon progetto (applicare il senso comune; riservare ai progetti il tempo necessario; effettuare una dettagliata analisi interna ed esterna; garantirsi una buona pianificazione delle attività, ma senza esagerare; conoscere i sistemi di finanziamento; coinvolgere gli utenti; organizzare gruppi di progetto multidisciplinari; dotarsi di una leadership autorevole e produttiva). Corredano il testo un'essenziale lista di riferimenti bibliografici e una discreta e aggiornata illustrazione di casi ed esempi.
Convince molto la differenziazione per finalità dei progetti bibliotecari che, secondo l'autore, possono essere di ricerca o di sviluppo, radicalmente innovativi o solo migliorativi, strategicamente rilevanti o dal limitato impatto organizzativo, avviati da una singola struttura o di tipo cooperativo, semplici o complessi. Opportuna è anche la sottolineatura dei diversi aspetti (metodologici, documentali, tecnologici, giuridici) da considerare nella fase in cui ci si accinge a delineare il profilo di un progetto. Sul versante squisitamente tecnico del project management sono sinteticamente esaminati gli abituali strumenti di pianificazione e controllo dei tempi (diagramma di Gantt, PERT) e dei costi, nonché le soluzioni che si possono adottare per formare e valorizzare un gruppo di progetto, distribuire efficacemente incarichi e responsabilità, valutare il grado di allineamento dei risultati agli obiettivi, comunicare e promuovere il progetto, gestirne la documentazione.
Il volumetto può dunque svolgere, anche a beneficio dei bibliotecari e dei documentalisti italiani, un'utile funzione introduttiva alla conoscenza di alcune delle principali problematiche del project management e al loro impiego mirato in un settore, il nostro, che alla corretta ed efficace gestione di nuovi progetti si trova ad affidare non poche delle proprie opportunità di crescita e di miglioramento. All'acquisizione e sperimentazione delle prime tecniche potrà magari seguire un ulteriore momento di riflessione e proposta, nel quale far convergere più articolate e mature ipotesi di frequentazione di questo campo disciplinare, che ci appare sicuramente vasto e complesso, ma anche generoso di stimoli scientifico-professionali e risorse di metodo.
Giovanni Di Domenico
Università di Urbino "Carlo Bo"