[AIB] Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2005 n. 3 p. 371-372
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RECENSIONI E SEGNALAZIONI


Preparing for the worst, planning for the best: protecting our cultural heritage from disaster: proceedings of a special IFLA conference held in Berlin in July 2003, edited by Johanna G. Wellheiser e Nancy E. Gwinn. München: Saur, 2005. 192 p. (IFLA Publications; 111). ISBN 3-598-21842-7. Eur 78,00 (IFLA Members Eur 58,00)

Il nostro patrimonio culturale, sia esso costituito da libri, documenti, siti archeologici, dipinti o altro, è continuamente sottoposto a una serie di attacchi "esterni" che rischiano di distruggere e far sparire in tempi molto brevi quanto siamo stati capaci di conservare per secoli.
Per questo motivo, per la necessità crescente e non più rinviabile di prendere seriamente la questione, è da vedere come estremamente interessante l'invito a biblioteche, archivi e istituzioni della memoria disseminati in tutto il mondo, ad avviare una efficace "politica del disastro", quella che nel mondo anglosassone è nota come disaster management e che noi conosciamo, purtroppo, abbastanza poco, nonostante l'esperienza, tra le altre, dell'alluvione dell'Arno nel 1966.

Il volume riporta gli interventi presentati alla Conferenza IFLA "Preparing for the worst, planning for the best: protecting our cultural heritage from disaster", tenutasi a Berlino dal 30 luglio al1° agosto 2003. La Conferenza è stata suddivisa in sei sessioni di lavoro.
La prima sessione, denominata National Policy Plannig, ha visto la presenza di relatori dagli Stati Uniti, dal Brasile e dai Paesi Bassi, paesi che hanno attivato già da tempo, per musei, biblioteche e archivi, piani nazionali e locali di prevenzione e strategie per rispondere ai disastri.
I tre relatori espongono ciascuno la realtà del paese che rappresentano, focalizzando sulle caratteristiche di ogni piano di prevenzione nazionale. Negli Stati Uniti è stata, ad esempio, costituita una task force, definita The National Heritage Emergency Task Force, attiva dal 1994, che vede la collaborazione di organizzazioni private no-profit e organizzazioni non governative. La task force opera su cinque livelli: l'informazione per le istituzioni che possiedono collezioni di beni culturali, tirocinii per la conservazione e il restauro, assistenza sul posto, promozione di task forces locali, informazione al pubblico.

Celia Ribeiro Zaher, della Biblioteca nazionale brasiliana, racconta l'esperienza della prevenzione nei paesi latino-americani attraverso l'associazione ABINIA (Asociación de Paises Iberoamericanos para el Desarollo de las Bibliotecas Iberoamericanas).
La seconda sessione, plenaria, analizza i casi crescenti di disastri e conflitti in tutto il mondo e il loro impatto disastroso sul patrimonio culturale, centrando ancora una volta l'attenzione sulla importanza del piano di prevenzione e sulla necessità di uno sforzo a livello internazionale, affinché ciascun paese al mondo sia informato e aiutato a provvedere alla protezione del proprio patrimonio culturale.

La terza sessione, Institutional plannig, focalizza l'attenzione sul disaster planning come strumento istituzionale; tre relatori provenienti dalla Turchia, dal Regno Unito e dalla Svezia, espongono una serie di casi e riflettono sulla importanza di avviare iniziative a livello istituzionale, che non siano cioè esclusivamente sforzi delle singole strutture bibliotecarie o museali. Un aspetto che si prende in considerazione è anche quello legato allo stress psicologico connesso ai disastri e al modo di affrontarlo secondo la più recente letteratura scientifica.
La quarta sessione, Disaster plans in action, presenta una serie di casi di applicazione di piani di prevenzione messi in atto da istituzioni che hanno effettivamente subito disastri di notevole entità o che, a causa ad esempio della loro ubicazione all'interno di edifici storici, hanno redatto con molta cura ed aperto alle altre istituzioni i propri piani di prevenzione; è il caso della Zentral- und Landesbibliothek di Berlino, che si pone come modello di cooperazione per le altre biblioteche tedesche; o ancora si presenta il caso dell'intervento dell'alluvione di Praga nell'agosto 2003, o della protezione del patrimonio librario delle biblioteche vietnamite, o della protezione dai cicloni che colpiscono la Jamaica. Tutte queste relazioni sono accompagnate da molteplici riproduzioni fotografiche che aiutano a comprendere meglio i problemi legati ai disastri e a prendere visione di una serie di attività eseguite da queste istituzioni.

Nella quinta sessione, Assessing the risk, vengono proposti e offerti alla riflessione delle istituzioni una serie di modelli per stabilizzare le situazioni difficili e stabilire le priorità nel salvataggio dei materiali di biblioteche, archivi, musei. Si mette in luce la responsabilità dei singoli operatori, la necessità di affrontare situazioni di emergenza e fare scelte di tipo politico.
Infine, nell'ultima sessione, Options fo collections recovery, alcuni specialisti discutono sui metodi di trattamento di diverse tipologie di collezioni a seguito di un evento disastroso. Vengono discussi alcuni metodi di asciugatura di materiali cartacei, i trattamenti del materiale fotografico danneggiato dall'acqua, e di altre tipologie di materiale moderno e contemporaneo.

Gli organizzatori della conferenza si augurano, con il convegno e la pubblicazione degli atti, di informare e rendere capaci soprattutto gli amministratori e chi ha una responsabilità istituzionale di prepararsi, reagire e rispondere con efficienza ai disastri, per proteggere se stessi e il patrimonio.

Simona Inserra
Università degli studi di Catania


N.B. Sorry, no English abstract is available.
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