Associazione italiana
biblioteche. BollettinoAIB 2005 n. 3 p. 374
Il vasto panorama italiano delle pubblicazioni periodiche in ambito giuridico si è recentemente arricchito di un nuovo titolo, che con chiarezza rappresenta gli obiettivi immediati della sua natura: raccogliere e pubblicare la giurisprudenza in materia di proprietà industriale e intellettuale, all'indomani della costituzione di sezioni di tribunale specializzate nel giudicare i casi a ciò attinenti.
Premesso che tale innovazione nell'organizzazione giudiziaria italiana, notoriamente scossa da molteplici turbolenze e polemiche di lungo corso, risponde alla crescente domanda di tutela dei propri diritti in un mondo dove l'informatica e la diffusione dell'informazione scientifica hanno stravolto i vecchi confini della creatività e dei rapporti tra autori, editori, committenti e fruitori, è fuor di dubbio che il periodico in questione colma una lacuna.
Ricordiamo infatti ben pochi strumenti a disposizione di studiosi, giudici o avvocati che vogliano approfondire le questioni relative al diritto d'autore, ai brevetti, alla concorrenza sleale; inoltre è bene ricordare che non tutta la giurisprudenza viene pubblicata nei repertori tradizionalmente a ciò deputati: per questo motivo la pubblicazione, parte di un costruendo network giudiziario nazionale, vuole essere un buon supporto per chi debba emettere sentenze, con il conforto di una casistica ampia e di modelli cui fare riferimento.
Rigorosamente bilingue, italiano e inglese, allo scopo di costituire un punto di riferimento anche per i giuristi stranieri, pur nell'impianto tradizionale delle massime e degli indici che richiamano agli strumenti repertoriali consueti, non viene nascosta l'ambizione di divenire un modello per chi voglia confrontarsi con varie altre esperienze anche fuori dai confini italiani, come del resto è richiesto dalle abbondanti legiferazione e giurisprudenza comunitarie dedicate a queste tematiche: da qui la nota originale di garantire l'accesso full-text alle sentenze tramite un sito in Internet, anche per evitare la pubblicazione su carta dei dati integrali che avrebbero appesantito eccessivamente il testo. Molte infatti le sentenze, pur cautelative, emesse dalle 12 sezioni specializzate, a testimoniare un fervore di attività concorrenziale e conflittuale nel mondo dei brevetti e del copyright.
Nell'utilità della proposta, sia pure di nicchia e settoriale, si apprezza uno strumento sobrio e quasi spartano nella veste editoriale, che richiama la tipica struttura giuridico-repertoriale (le massime, l'indice analitico finale che accorpa i termini oggetto di giurisprudenza), ben nota a chi opera nelle biblioteche giuridiche. A queste si chiede infatti sempre di più di reperire giurisprudenza oltre che dottrina, per cui è fondamentale conoscere gli strumenti a ciò deputati e sapersi muovere con destrezza tra massime e dispositivi delle sentenze, sia in versione cartacea che in versione elettronica, dove generalmente si richiede buona familiarità con linguaggio e usi giuridici
Il secondo fascicolo dovrebbe mantenere l'impianto già collaudato, sia pure con la pubblicazione di qualche sentenza a testo pieno: si augura che gli addetti ai lavori ne traggano beneficio.
Sonia Cavirani
Area Biblioteche, Università di Camerino