[AIB] Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2005 n. 3 p. 381-383
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RECENSIONI E SEGNALAZIONI


Manoscritti di polifonia nel Quattrocento europeo: atti del Convegno internazionale di studi, Trento, Castello del Buonconsiglio, 18-19 ottobre 2002, a cura di Marco Gozzi. Trento: Provincia autonoma di Trento, Soprintendenza per i Beni librari e archivistici, 2004. 223 p., ill. (Biblioteca musicale Laurence K. J. Feininger). ISBN 88-7702-93-8.

Il corposo volume dà atto di un lungo e proficuo impegno dell'amministrazione provinciale di Trento nei confronti di un patrimonio importante ma di non facile gestione, prestigioso per la natura dei manoscritti e perciò anche esigente di studi specialistici.
L'epoca umanistica-rinascimentale ci riporta al periodo della circolazione transalpina delle idee e della cultura che, specie in campo religioso, scosse l'Europa sia per l'assetto politico che ecclesiastico, con la nascita della Riforma e della conseguente Controriforma, che non a caso ebbe la sua culla nel Concilio di Trento.
La cesura religiosa segnò anche una dicotomia musicale nelle due rispettive tradizioni liturgiche, cattolica e luterana, che si sono andate via via allontanando sempre più, facendo fiorire l'epoca del "corale" oltralpe, mentre la tradizione latina ebbe la sua evoluzione nel filone "laico" della polifonia classica.

Il periodo preso in considerazione dal convegno e dai manoscritti esaminati, sia conservati a Trento che alla Biblioteca Vaticana o in altre sedi, segna l'ultima stagione comune delle due culture e ben sottolinea la continuità del ruolo della zona alpina nel costituire un ponte o un corridoio obbligato per la diffusione delle tendenze culturali e, in questo caso, specificamente musicali.
Il convegno è stato promosso dal gruppo vocale da camera "Il virtuoso ritrovo" e realizzato con il sostegno del Centro servizi culturali S. Chiara e del Comune di Trento nell'ambito della 15ª edizione del Festival internazionale Trento Musicantica.
In precedenza si erano svolti due convegni, nel 1985 e nel 1994, sui codici musicali trentini del Quattrocento, che avevano proposto interventi organici, di valorizzazione e catalogazione, del Fondo musicale Feininger, lasciato dal sacerdote musicologo di origini americane Laurence K.J. Feininger (Berlino 1909-Campo di Trens 1976) fondatore della Societas Universalis Sanctae Ceciliae di Roma con l'intento di studiare e riportare in luce la musica sacra al servizio della liturgia. La collaborazione scientifica con la Biblioteca Vaticana e con il Pontificio Istituto di Musica Sacra, offrì a Feininger l'opportunità di venire a contatto con le fonti della musica policorale romana del Sei-Settecento.

Nel 1949, declinate le offerte di incarichi accademici, decise di stabilirsi definitivamente a Trento, strinse profonda amicizia con vari studiosi, tra cui Edward Lowinsky e Heinrich Besseler, che costituì il primo archivio fotografico su cui lavorò il giovane Feininger, compiendo le prime trascrizioni per la «restituzione in partitura di interi repertori musicali».
Alla sua morte, avvenuta per un incidente automobilistico, la sua biblioteca viene acquisita dall'amministrazione pubblica. Custodita presso il Castello del Buonconsiglio, la raccolta contiene circa 150 codici di canto gregoriano e ambrosiano (dal XIII al XVIII secolo), circa 300 manoscritti musicali polifonici della Scuola romana del Sei-Settecento, oltre 1140 opere a stampa di carattere liturgico musicale dei sec. XV-XX, un archivio fotografico con oltre 300.000 piccole fotografie e 1352 bobine di microfilm di manoscritti e di edizioni musicali, i cui originali sono conservati in biblioteche e archivi di tutto il mondo, e infine 135 volumi pubblicati della Societas Universalis Sanctae Ceciliae tra il 1947 e il 1975.
Dopo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II, che aveva di fatto escluso il canto latino gregoriano, Feininger si dedicò specialmente al recupero del "canto piano" sia con lo studio di antichi codici che con l'esecuzione dal vivo per mezzo del Coro del Concilio da lui fondato a Trento.

Feininger redasse un Repertorium Cantus Plani, ora completato dal secondo volume del Catalogo dei manoscritti liturgici a cura di Cesarino Ruini.
Gli Atti presentano una prima parte introduttiva con interventi di Margherita Cogo, assessore provinciale alla cultura, e di Giulio Cattin presidente del Comitato scientifico della Fondazione Ugo e Olga Levi, che da tempo segue la vita del fondo Feininger.
Gli interventi tenutisi al convegno riguardano, com'è d'obbligo per i documenti musicali, sia l'aspetto biblioteconomico, della descrizione dei documenti nella loro fisicità e dell'organizzazione della biblioteca nelle sue varie parti - librarie e non librarie, manoscritte e archivistiche -, sia il contenuto dei manoscritti che, trattandosi di opere di titolo, autore e natura diversa, necessitano di più chiavi di descrizione e di accesso, per non rimanere allo stato di "miscellanei", che - sappiamo bene - servono solo a compilare una scheda che fa sapere che esiste un manoscritto, ma che gli studiosi devono poi andare a catalogarne il contenuto letteralmente pezzo (musicale) per pezzo. Una seconda parte è dedicata ai progetti con interventi di Danilo Curti, Marco Gozzi e Antonio Addamiano.

Danilo Curti si è occupato dell'ordinamento della biblioteca fin dal 1985 ed ha promosso le iniziative precedenti. Marco Gozzi, dell'Università di Lecce, riferisce sul progetto di inventariazione di tutti i codici musicali trentini del Quattrocento, comprendente quattro sezioni: la bibliografia, l'elenco dettagliato dei componimenti, l'elenco generale del contenuto di ciascun codice, il database degli incipit musicali, con un sistema di codifica alfanumerico.
Per recuperare effettivamente il contenuto dei codici Antonio Addamiano del Pontificio Istituto di musica sacra di Roma ha creato un catalogo analitico e un database informatico per i 15 volumi di trascrizioni di musica fiamminga lasciati da Feininger a Trento e a Roma.

Il database è strutturato in 22 campi, destinati rispettivamente alla trascrizione diplomatica del titolo, al cognome e nome dell'autore, all'indicazione del tomo e numero progressivo di spoglio, alla posizione dello spoglio nel volume, secondo la cartulazione originale, alle fonti su cui sono basate le trascrizioni e gli estremi delle relative carte o pagine, mentre i campi successivi sono dedicati ai dati più pertinenti allo specifico ambito della notazione musicale.
Sono tenuti presenti anche i princìpi di FRBR, analizzati per i documenti musicali da Nicola Tangari (Università di Lecce) su questa rivista (n. 2/2003, p. 179-188).
Il fondo dei manoscritti trentini era stato censito nel DTö Denkmäler der Tonkunst in österreich, pubblicato a Vienna nel 1900 da Guido Adler e Oswald Koller, per i manoscritti Tr87-92, in Sechs Trienter Codices geistliche und weltliche Kompositionen den XV Jahrhunderts, e da Rudolf Ficker in Sieben Trienter Codices: geistlich (), V Auswahl per il manoscritto Tr93, nel volume 61 del DTö (Vienna 1924).
Autografi di Feininger inoltre sono conservati a Roma, presso la Biblioteca del Pontificio Istituto di musica sacra: otto tomi di messe polifoniche, tre tomi di motetti, un tomo di Magnificat e uno di inni, Magnificat e salmi, da lui trascritti negli anni Quaranta, mentre a Trento si conservano due tomi manoscritti, uno di messe e uno di inni, Magnificat e salmi.

Un'altra sezione degli Atti raccoglie gli interventi scientifici su manoscritti quattrocenteschi: sul Codex Bologna Q15 di Margaret Bent, sul Codex Aosta di Peter Wright, sul Vaticano Urb. Lat.1411 di James Jaar, sul codice Verona 755 di Jeffrey J. Dean e sul Codice 759 della Capitolare di Verona di Giorgio Bussolin e Stefano Zanus Fortes.
L'ultima sezione è interamente dedicata a vari aspetti inerenti i Codici di Trento, con interventi di Agostino Ziino, Robert Mitchell (su Tr89), Martin Kirnbauer, Rudolf Flotzinger e, infine, David Fallows (su Tr91).
Conclude il volume l'Indice generale dei nomi, dei luoghi, dei canti e dei soggetti, che accanto alle pagine iniziali dedicate ad Abbreviazioni e sigle, dà la piena misura dello spessore scientifico dell'iniziativa: vi sono citati 17 repertori internazionali e 112 manoscritti musicali, conservati in Italia (Assisi, Aosta, Bologna, Firenze, Lucca, Modena, Perugia, Montecassino, Milano, Napoli, Siena, Torino e Verona, oltre, naturalmente, a Trento) e all'estero (Città del Vaticano, Germania, Belgio, Francia, Spagna, Portogallo, Polonia, Repubblica Ceca, Gran Bretagna, Stati Uniti).

Sul fondo la Provincia autonima di Trento ha pubblicato i seguenti volumi: Cesarino Ruini, I manoscritti liturgici della Biblioteca Lionel Feininger, presso il Castello del Buonconsiglio di Trento (1998-2002, 2 v.); Marco Gozzi, Le fonti liturgiche a stampa della Biblioteca musicale L. Feininger presso il Castello del Buonconsiglio (1994, 2 v.); Clemente Lunelli, Societas Universalis Sanctae Caeciliae (1947-1975), diretta da Lionel Feininger: catalogo delle edizioni musicali (1989); Danilo Curti, Il lascito musicale L. Feininger: fonti, trascrizioni e studi (1995), che contiene l'elenco degli indici tematici realizzati da Feininger su fonti manoscritte e a stampa con la trascrizione di incipit.

In conclusione, si può notare che l'Iter Liturgicum Italicum segnala a Trento 9 codici nella Biblioteca Capitolare, 16 codici nella Biblioteca Comunale, 3 codici e 82 manoscritti Feininger nella Biblioteca provinciale e 5 codici nella Biblioteca di San Bernardino. Considerando che non esiste ancora un repertorio completo di musica sacra rinascimentale, come invece per la musica profana si può far riferimento alla Bibliografia della musica italiana vocale profana pubblicata dal 1500 al 1700 edita da Staderini (Pomezia) nel 1977 in tre volumi curati da E. Vogel, A. Einstein, F. Lesure e C. Sartori (ampliando in seconda edizione il repertorio pubblicato dal Vogel a Berlino nel 1892), si comprende come il lavoro di catalogazione dei codici trentini del fondo Feininger sia di grande importanza.
Una così grande mole di dati potrebbe infine essere utilmente collegata a progetti condivisi e interfacciarsi con il Progetto SBN Musica.

Anna Rosa Rugliano
Facoltà di Scienze della formazione, Università di Trieste


N.B. Sorry, no English abstract is available.
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