Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2006 n. 3 p. 207-218di Antonio Cartelli, Andrea Daltri, Paola Errani, Marco Palma, Paolo Zanfini
Il catalogo aperto dei manoscritti della Biblioteca Malatestiana, a più di tre anni dalla presentazione del progetto iniziale (Antonio Cartelli - Marco Palma, Towards the Project of an Open Catalogue of Manuscripts, in: Proceedings of the Informing Science + Education Conference: Cork, 19-21 June 2002), mantiene intatta l'attualità della struttura e delle funzioni inizialmente ipotizzate; sarebbe, però, oltremodo riduttivo soffermarsi soltanto sulla sua descrizione, omettendo l'analisi delle conseguenze che esso ha e potrà avere sul modo di studiare i manoscritti e lavorare con essi.
Per semplicità e comodità separeremo la parte relativa alla caratterizzazione degli elementi costitutivi del sistema da considerazioni più generali che, come per molte altre discipline, stanno aprendo la strada a contesti di studio e ricerca radicalmente nuovi. Va ovviamente rilevato che il catalogo aperto, pensato per essere utilizzato da ogni biblioteca in possesso di fondi manoscritti con l'obiettivo di restituirle il ruolo centrale di produzione culturale che essa aveva nei secoli passati (ai tempi della grande erudizione), si contraddistingue per la sua elasticità e dinamicità nei confronti delle corrispondenti chiusura e staticità del catalogo a stampa. Esso è, per molti versi, un sistema informativo (nel senso più propriamente informatico del termine), che consta dell'insieme delle risorse umane, hardware e software necessarie a gestire informazioni documentarie e fonda la sua struttura e le sue funzioni sull'utilizzo intensivo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
Per sua natura il catalogo aperto non è quindi un sistema identificabile con uno specifico prodotto hardware e/o software; esso è piuttosto un progetto, un contenitore, un insieme di processi e procedure che possono giovarsi delle tecnologie di gestione delle informazioni e delle relazioni che trovano posto o si instaurano al suo interno.
Il catalogo aperto, nella sua struttura generale, è articolato in diverse sezioni, da intendere in maniera flessibile almeno nella fase di avvio, nel senso che la biblioteca che decide di adottarlo ne può attivare di meno o di più, a seconda della sua disponibilità e capacità, ed in maniera tale che ciascuna di esse possa essere gestita nei tempi e nei modi che le sue risorse umane e finanziarie consentono:
a) la prima sezione è destinata a contenere materiali, già editi o prodotti per l'occasione o che possono essere previsti in futuro, utili alla conoscenza della biblioteca un quadro coerente dell'insieme dei materiali di cui fanno parte gli esemplari che interessano o che sono oggetto di studio;
b) nella seconda sezione è prevista la bibliografia dei manoscritti in possesso della biblioteca, articolata possibilmente per segnatura, in ordine alfabetico o cronologico;
c) la terza sezione presenta le precedenti descrizioni a stampa dei codici o anche, opportunamente digitalizzate, quelle contenute negli antichi inventari manoscritti. Ovviamente vi devono figurare anche le nuove descrizioni, secondo standard definiti ma non tali da impedire ogni forma di libertà ai redattori;
d) nella quarta sezione trovano posto le immagini che riproducono in tutto o in parte le pagine dei manoscritti, per le quali, in generale, possono essere adottate diverse soluzioni tecniche. Ciò che si intende proporre con il catalogo aperto è un caso tipico di compromesso: immagini non dettagliatissime, che risulterebbero altrimenti assai costose in termini di impegno del canale comunicativo, ma ad una risoluzione e con caratteristiche di luminosità e contrasto tali da garantire la loro intelligibilità e, soprattutto, in numero tale da documentare il massimo numero possibile, potenzialmente tutti, i codici della biblioteca;
e) l'ultima sezione rappresenta una novità rispetto al normale utilizzo della rete in campo paleografico. Essa si basa su un sottosistema informativo ad accesso protetto e differenziato, molto simile ad un forum o ad una chat, in cui le persone interessate allo studio dei fondi manoscritti della biblioteca possono pubblicare, con tutte le garanzie relative alla privacy e alla protezione dei diritti d'autore, i lavori concernenti i manoscritti della biblioteca stessa, oppure possono scambiarsi informazioni, formulare progetti e dibattere problemi di comune interesse.
Si potrebbe pensare, a questo punto, che il catalogo aperto dei manoscritti Malatestiani, in quanto concretizzazione di un progetto, sia quella che, in gergo prettamente informatico, viene chiamata una implementazione del progetto stesso. Occorre però sgombrare il campo da equivoci e chiarire che esso è cosa profondamente diversa.
Infatti le linee guida del catalogo aperto non prevedono la definizione di standard relativi alla risoluzione delle immagini, alla modalità della loro visualizzazione, all'utilizzo di software specifici per la creazione e la gestione di basi dati, cioè, in altre parole, non si propongono l'ingegnerizzazione del processo di realizzazione del sistema informativo; si ritiene opportuno, infatti, che ogni biblioteca che voglia adottare il progetto e realizzarlo utilizzi i mezzi e le tecniche per le quali ha delle competenze consolidate, in grado di garantire non solo l'avvio dell'iniziativa, ma anche il suo mantenimento e la sua eventuale evoluzione. Inoltre, come accennato in precedenza, il catalogo aperto, pur prevedendo cinque sezioni di base, non le esaurisce, nel senso che è pensabile che esigenze specifiche di una realtà locale possano richiedere una diversa articolazione delle sezioni previste dal progetto.
Il database Iscritti al Forum contiene i dati identificativi degli iscritti. Sono indicizzati i campi cognome e nome, codice identificativo personale, password e username.
Il database Messaggi inviati al Forum contiene i campi data, mittente, oggetto e testo del messaggio, nonché segnatura del manoscritto eventualmente citato. Tutti i campi sono indicizzati.4. Il sito
Il sito del catalogo aperto dei manoscritti Malatestiani, ospitato gratuitamente sul server pubblico della provincia di Forlì-Cesena, contempla tre accessi in base alla lingua degli utenti: italiano, inglese e tedesco. Il sito è costituito da una parte statica (in linguaggio html), sostanzialmente limitata alle pagine che introducono le diverse sezioni e ai testi non digitalizzati, e da una preponderante parte dinamica che mediante form CGI e il linguaggio di scripting di Wxis consente d'interagire con i database di Winisis.
Lo schema seguente sintetizza il funzionamento di questa procedura: l'utente, collegandosi al server, compila all'interno di una pagina statica un form CGI che viene processato da uno script di Wxis. Lo script, che può contenere sia un'istruzione di ricerca che di creazione (oppure modifica o cancellazione) di record nel database corrispondente di Winisis, provvede a costruire sul server una pagina dinamica che viene visualizzata sul client dell'utente. Form CGI, naturalmente, possono essere lanciati anche da pagine dinamiche. Gli script di Wxis, nella costruzione delle pagine dinamiche, saldano il tradizionale linguaggio html a una serie di istruzioni che interpretano l'input formulato dall'utente e ad appositi tag che consentono di richiamare il contenuto dei diversi campi dei database di Winisis (Fig. 2).
4.1.2 Manoscritti
La sezione Manoscritti rappresenta la chiave d'accesso alle informazioni memorizzate nei database di Winisis. La sezione, anch'essa soggetta a un costante accrescimento, incarna la prima accezione del catalogo aperto, ovvero un contenitore in continua evoluzione che offre un'immagine dinamica dello stato delle conoscenze sui manoscritti Malatestiani.
Attualmente sono disponibili 3032 voci bibliografiche e 1126 descrizioni (96 delle quali appositamente redatte nell'ambito del progetto secondo le regole dello standard nazionale Manus). I manoscritti integralmente digitalizzati sono 33 per un totale di 9727 carte. Le immagini dei manoscritti sono state acquisite con fotocamera digitale con una risoluzione di 72 dpi. Per la pubblicazione sul web viene utilizzato il formato jpeg con un ampiezza pari a 700 pixel.
Sono previste cinque modalità d'interrogazione diverse, ma tra loro integrate:
4.1.2.2 Ricerca semplice e ricerca avanzata
La ricerca semplice e la ricerca avanzata permettono all'utente di impostare una strategia di ricerca più articolata e complessa.
La prima maschera di interrogazione consente di formulare una ricerca in relazione a due ambiti distinti, l'area del manoscritto (autore e parole del titolo) e quella dei contributi critici (autore, parole del titolo, rivista e data di pubblicazione), sia in riferimento a tutti i campi, sia all'interno di un campo specifico.
Nella seconda maschera di interrogazione è invece possibile inserire un'espressione di ricerca in corrispondenza di ognuno dei sei campi che danno accesso alle informazioni contenute nel database, ferma restando la distinzione delle due aree e l'impossibilità d'impostare una ricerca combinata su entrambe. La possibilità di utilizzare gli operatori logici booleani (sia all'interno di ciascun campo, sia tra i diversi campi) e di effettuare l'interrogazione per termini esatti o troncati conferisce un ulteriore opportunità di specificare meglio la formulazione della propria espressione di ricerca. Inoltre, cliccando sull'apposito pulsante posizionato all'altezza di ciascun campo, è possibile accedere al relativo authority file, visualizzato in una finestra indipendente, e importare la voce desiderata nella maschera d'interrogazione. La pagina di risposta, mediante apposite checkbox, consente di raffinare ulteriormente la ricerca selezionando soltanto i record desiderati. I risultati sono visualizzati con modalità analoghe a quelle descritte in precedenza. Le uniche differenze si riferiscono alla presenza in calce a ogni voce bibliografica dell'indicazione della segnatura e di un link che consente di richiamare in una finestra indipendente il contenuto del manoscritto.
Nei prossimi mesi sarà implementata la possibilità di eseguire ricerche nell'area del manoscritto per nome del copista e per datazione e nell'area dei contributi critici sulle parole dell'abstract.
4.1.2.4 Ricerca per immagini
La ricerca per immagini permette all'utente di ottenere l'elenco dei manoscritti integralmente digitalizzati. La visualizzazione dei risultati, ordinati per segnatura, è analoga a quella della ricerca per segnatura.
Lo schema seguente (Fig. 3) riassume le diverse modalità di ricerca, illustrandone i percorsi rispettivi e i database coinvolti.

Questo contributo rappresenta la versione italiana del lavoro presentato con il titolo Der offene Katalog der Malatestiana-Handschriften, presentato al convegno Digital Philology: Problems and Perspectives, International Conference on the Development and Application of Digital Technologies in Paleography and Scholarly Editing (University of Hamburg, 20-22 January 2006).
ANTONIO CARTELLI, Università di Cassino, Facoltà di Lettere e filosofia, Dipartimento di Filosofia e scienze sociali, Via Zamosch 43, 03043 Cassino (Frosinone), e-mail cartan@unicas.it.
Andrea Daltri, Istituzione Biblioteca Malatestiana, Piazza Bufalini 1, 47023 Cesena, e-mail adaltri@libero.it.
PAOLA ERRANI, Istituzione Biblioteca Malatestiana, Piazza Bufalini 1, 47023 Cesena, e-mail malatestiana@sbn.provincia.ra.it.
MARCO PALMA, Università di Cassino, Facoltà di Lettere e filosofia, Dipartimento di Filologia e storia, Via Zamosch 43, 03043 Cassino (Frosinone), e-mail mpalma@let.unicas.it.
PAOLO ZANFINI, Istituzione Biblioteca Malatestiana, Piazza Bufalini 1, 47023 Cesena, e-mail paolozanfini@libero.it.
N.B. An English abstract of this article is also available.