[AIB] Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2006 n. 4 p. 317-329
AIB-WEB | BollettinoAIB | Sommario 2006 n. 4

Salve! Ci sono bibliotecari in giro?
Le prospettive della professione bibliotecaria nel 21° secolo

di Peter Johan Lor


Introduzione

Durante una recente visita alla biblioteca dell'Università "Erasmus" di Rotterdam mi è stato mostrato Randtriever, un sistema per il recupero dei libri installato nel 1969. Si tratta di un sistema automatizzato: 250.000 libri sono depositati a caso in un contenitore chiuso e accessibile solo tramite robot azionati attraverso un congegno elettromeccanico, dotato di cinghie e carrucole. Altri sistemi Randtriever installati altrove si sono dimostrati inaffidabili, solamente quello di Rotterdam è stato aggiornato e rinnovato, tanto che, a distanza di trentasette anni dalla sua installazione, è ancora del tutto funzionante nonostante sia stato dichiarato monumento storico della città.
Questo sistema è interessante poiché usa il principio del deposito casuale e dell'accesso fisico ai libri, cioè ai dati analogici, non a quelli elettronici. Il meccanismo funziona come una scatola nera: l'accesso umano è interdetto in questi scaffali meccanici. Solamente la macchina è capace di "strisciare" tra gli scaffali per reperire il libro richiesto. Ciò rende il meccanismo un precursore dei sistemi digitali. Analogamente, l'uomo non può osservare materialmente cosa vi sia in un DVD o in un'unità di disco fisso senza la mediazione del software. Il Randtriever sembrò, a suo tempo, ultramoderno quando ancora però l'enorme volume di risorse digitali e le nuove tecniche di manipolazione erano inimmaginabili. Ora potreste chiedervi cosa c'entri un sistema degli anni Sessanta col mio tema: le prospettive della professione bibliotecaria nel 21° secolo. L'esempio sopra riportato è, infatti, indicativo di come, secondo me, cambiamento e tradizione possano convivere pacificamente.

La tecnologia è andata avanti, il passaggio dalla versione analogica a quella digitale ha un andamento non sempre regolare, ma i bibliotecari conservano una passione forte e inattaccabile per il controllo completo delle risorse informative che è il solo mezzo che può ancora garantire un accesso immediato alle informazioni. Allo stesso tempo la persistenza di tecnologie librarie obsolete, se non arcaiche, solleva questo interrogativo: cosa riserverà il futuro alle biblioteche? Saranno queste ultime in grado di adattarsi e di mantenersi al passo con i cambiamenti tecnologici e con quelli più profondi del tessuto sociale? Tra trentasette anni esisterà ancora la professione del "bibliotecario"? Nel tentativo di rispondere a questi quesiti, prenderò in considerazione due potenziali competitori della nostra professione, prima di trascinarvi in un vorticoso giro del mondo in cinque diverse biblioteche del nostro tempo.

Due competitori

Il nostro viaggio inizia a Mountain View, in California, sede ufficiale di Google. Lo scopo dichiarato di Google è quello di «organizzare l'informazione mondiale in modo da renderla universalmente accessibile e utile»1. Quest'affermazione suona molto simile alla missione stessa del bibliotecario. L'aggiunta di Google Print e l'ausilio di Google Scholar dimostrano quanto Google prenda in seria considerazione questa dichiarazione: «Google Scholar fornisce un modo semplice per effettuare una ricerca all'interno della letteratura scientifica: da un'unica postazione possiamo effettuare ricerche su diverse discipline e fonti informative: articoli sottoposti a peer-review, tesi, libri, abstract e articoli pubblicati da editori universitari, società professionali, repositories di preprint, università e altre istituzioni scientifiche. Google Scholar ti aiuta a identificare i lavori più importanti nel mondo della ricerca scientifica»2.

Google Scholar incoraggia editori e bibliotecari a impiegare e utilizzare i suoi strumenti ausiliari, promettendo che "l'esposizione" della letteratura attraverso Google promuoverà la visibilità delle pubblicazioni e incrementerà l'uso delle biblioteche.
Google Print, presentato agli utenti come Google Book Search, ha come obiettivo la scansione di un ampio numero di libri. Inizialmente vengono digitalizzati libri di dominio pubblico ma il programma comprende anche opere ancora soggette a copyright, i cui "detentori di diritti" sono difficilmente rintracciabili) e libri fuori stampa (non necessariamente di pubblico dominio). Google ha firmato accordi con diverse istituzioni bibliotecarie, tra cui le università di Harvard, di Stanford e del Michigan, la New York Public Library e l'Università di Oxford, per ottenere libri da scansionare. Gli editori e altre organizzazioni si sono allarmati per ciò che considerano come una violazione del diritto d'autore3, argomento sul quale esiste un'accesa diatriba anche tra i bibliotecari. Qualsiasi progetto capace di rendere un contenuto voluminoso facilmente ed efficacemente disponibile agli utenti della biblioteca va accolto positivamente. Ma Google non diventerà così onnicomprensivo e onnipresente da rendere obsolete le biblioteche?

Il secondo competitore è situato, invece, nelle zone rurali dell'India e opera a vari livelli. Si tratta del "kitaabwala", un bookmobile a quattro ruote che attraversa i villaggi della campagna e permette ai loro abitanti di acquistare libri che, altrimenti, non sarebbero mai stati in grado di procurarsi. Il veicolo è dotato di un computer portatile, di un'antenna satellitare e di un'attrezzatura per il print on demand. Quando viene richiesto un libro, il testo elettronico viene scaricato da Internet, stampato, rilegato immediatamente sul posto e venduto all'acquirente a un prezzo inferiore a un euro. Il progetto è supportato dal Ministero indiano per le tecnologie dell'informazione che, in collaborazione con Brewster Kahle di Internet Archive, ha come obiettivo la scansione di un milione di libri. È stato proposto che una parte del denaro destinato alle biblioteche pubbliche in India venga invece devoluta a questo progetto dal momento che molte persone possono essere raggiunte più facilmente attraverso questo sistema che non attraverso le biblioteche convenzionali4. I bibliotecari amano fornire un accesso all'informazione veloce, affidabile e garantito a tutti. Esiste un futuro per le biblioteche, o il nostro ruolo di bibliotecari sarà superato da nuovi protagonisti che stanno rapidamente crescendo? Cosa possiamo apprendere dai cinque esempi che mi accingo a presentare?

Cinque esempi attuali

1) Tweed Gold Coast Campus Library, Southern Cross University, Australia
La Southern Cross University nello Stato del New South Wales in Australia ha realizzato un campus sulla Gold Coast, nella zona settentrionale dello Stato. È un "campus elettronico" dove le attività accademiche e i servizi di supporto sono condotti utilizzando quanto più possibile le nuove tecnologie. La biblioteca universitaria, descritta nel volume 117 delle IFLA publications5 e altrove6, è una vera e propria "biblioteca elettronica". Questa è dotata di un piacevole ambiente di studio che include una confortevole area ricreativa e una serie di sale di lettura dove gli studenti possono anche lavorare in gruppo, utilizzando computer portatili con collegamenti wireless sia a Internet che alla rete dell'università. Tuttavia, la biblioteca è quasi priva di libri: in caso di richieste, possono essere ordinati online agli altri campus dell'università o ad altri atenei, e la consegna viene fatta con rapidità.
Attraverso il sito web la biblioteca offre libero accesso a numerose risorse elettroniche, tra cui database, giornali e riviste elettroniche, tutorial interattivi online, collegamenti diretti per selezionare motori di ricerca e siti web, servizi virtuali d'informazione, statistiche, rapporti di società e una raccolta di libri elettronici. Per la funzionalità della biblioteca è sono essenziali l'effettiva connessione a banda larga e un eccellente supporto tecnico.

È interessante notare come il "minimalismo" e la "freddezza" di questa biblioteca priva di libri siano compensati dall'assistenza di bibliotecari professionali disponibili e attenti alle esigenze dell'utente: essi offrono supporto di "alto livello" (high touch) a complemento delle "alte tecnologie" (high tech). Questo aspetto è fondamentale per garantire che gli utenti accettino questo tipo molto diverso di biblioteca. Molta enfasi viene data allo sviluppo delle capacità di alfabetizzazione informativa, così che gli utenti possano sfruttare agevolmente e al meglio i numerosi servizi e le facilitazioni offerte dalla biblioteca. Per rendere agile e comodo l'uso della biblioteca alle diverse categorie di utenti, sono stati realizzati programmi, servizi, tutoraggi, volantini.

2) Koninklijke Bibliotheek, Paesi Bassi
La Biblioteca Reale, biblioteca nazionale dei Paesi Bassi, fu fondata nel 1798. I suoi scopi sono: fornire l'accesso all'informazione scientifica, favorire la fruizione del patrimonio culturale dei Paesi Bassi, incoraggiare le infrastrutture nazionali per l'accesso all'informazione scientifica e garantire l'accesso permanente all'informazione digitale in un contesto internazionale7. Diversamente dalla Biblioteca della Gold Coast in Australia, la Biblioteca Reale possiede molti volumi: circa 2,5 milioni di libri (49 km di scaffalature) e 18 km di periodici. L'incremento annuale si aggira attorno alle 40.000 unità. Ma la biblioteca è anche "digitale": circa 120.000 pubblicazioni elettroniche si aggiungono annualmente al suo posseduto. La biblioteca descrive se stessa come "una biblioteca ibrida per eccellenza". Essa possiede, infatti, una vasta raccolta di materiale analogico prodotto nei o avente per oggetto i Paesi Bassi e allo stesso tempo, offre una varietà di servizi digitali destinati sia agli studenti che al grande pubblico8.

La Biblioteca Reale usa la più moderna tecnologia per tutelare i tesori originali del passato. In collaborazione con gli Archivi nazionali olandesi, porta avanti il programma nazionale Metamorfoze9 per la conservazione del patrimonio cartaceo; persegue anche programmi di ricerca per la tutela delle pergamene e delle legature in pelle10. Allo stesso tempo la biblioteca porta avanti, su larga scala, progetti per la digitalizzazione del patrimonio nazionale a stampa e coordina il programma nazionale di digitalizzazione "Het geheugen van Nederland" (la memoria dei Paesi Bassi). Tutto il materiale digitalizzato con i fondi di questo programma è disponibile gratuitamente su Internet11.
Parte degli sforzi compiuti per rendere disponibili le collezioni della Biblioteca Reale si concentra nella realizzazione di mostre online che ospitano libri digitalizzati come, ad esempio, il manoscritto medievale Beatrijs12 o il Visboek (il libro dei pesci)13 contenente affascinanti disegni e descrizioni manoscritte di creature marine ad opera di Adriaen Coenen, un abitante del villaggio di pescatori di Scheveningen, vicino a l'Aja, nel XVI secolo. Il lettore può osservare queste opere, sfogliando virtualmente le pagine.

Tra le tante altre iniziative della Biblioteca Reale, una è particolarmente significativa nel contesto europeo e internazionale: il cosiddetto "e-Depot" o sistema di archiviazione delle pubblicazioni elettroniche. Si tratta di un sistema digitale per la raccolta e conservazione a lungo termine, nonché di garanzia di accesso permanente alle pubblicazioni digitali. Questo sistema d'informazione e archiviazione digitale (DIAS) è basato sul modello di riferimento Open Archival Information System (OAIS). Le pubblicazioni, depositate volontariamente dagli editori, includono diverse pubblicazioni digitali (come i CD-ROM) e pubblicazioni digitali online, come le riviste elettroniche. Gli e-journals vengono ricevuti in base a un accordo stipulato con i maggiori editori di riviste scientifiche e accademiche, come Elsevier e Kluwer. Il progetto è stato talmente apprezzato che anche altri editori importanti come Springer, Blackwell Publishing e Taylor&Francis depositano attualmente i loro e-journals presso la Biblioteca Reale. Attualmente più del 70% delle riviste accademiche mondiali nel settore della scienza, della tecnologia e della medicina viene depositato in e-Depot, che riceve anche e-books, audiolibri e siti web. e-Depot sta crescendo rapidamente e si prevede che immagazzinerà diverse centinaia di Terabytes di dati in pochi anni14.

3) Il National Library Board di Singapore
Singapore è una città-Stato costruita su un'isola del Sud-est asiatico che si estende su una superficie di 699 chilometri quadrati15, con una popolazione di 4,35 milioni di abitanti (2005). Il National Library Board di Singapore, costituito nel 1995, ha come missione principale quella di «mettere a disposizione un servizio bibliotecario e informativo affidabile, accessibile e connesso a livello globale, al fine di promuovere una società impegnata e alfabetizzata informativamente». Vuol essere «un faro ispiratore dell'apprendimento per tutto l'arco della vita, che renda viva la conoscenza, stimoli l'immaginazione e crei e presupposti per una Singapore vivace e creativa»16. In un periodo di tempo relativamente limitato, Singapore è divenuta un modello di sviluppo bibliotecario nazionale in linea con la strategia di sviluppo del paese. Potendo contare su scarse risorse naturali, Singapore deve contare sulla sua popolazione. Il governo di Singapore si è reso conto di come il sistema bibliotecario nazionale svolga un ruolo fondamentale nella crescita di una popolazione ben educata, abile nell'uso delle nuove tecnologie e alfabetizzata informativamente.

La consapevolezza del ruolo delle biblioteche nello sviluppo del paese ha avuto come conseguenza la messa a disposizione di finanziamenti per uno sviluppo rapido e imponente. Attualmente il National Library Board dirige una biblioteca nazionale ospitata in un magnifico nuovo edificio al centro della città, tre biblioteche regionali, venti biblioteche di comunità e quindici biblioteche per ragazzi. Le biblioteche sono ben fornite di raccolte a stampa e di risorse audiovisive, oltre che di un'ampia raccolta di risorse digitali e di un sito web molto frequentato. I dati statistici sull'uso della biblioteca nel 2004 sono impressionanti: 1,84 milioni di iscritti (circa il 42% della popolazione), 34,5 milioni di prestiti (7,9 pro capite), 29,8 milioni di visitatori (6,9 pro capite) e 2,6 milioni di richieste di lettura (0,6 pro capite)17.

Il National Library Board offre agli abitanti di Singapore un'ampia gamma di opportunità, programmi e servizi innovativi e fantasiosi, come si può vedere dal sito web del Board. C'è un ricco calendario di mostre ed eventi, indirizzati anche a categorie particolari di utenti, come ragazzi in età prescolare, adolescenti e anziani, meno assidui come utenti delle biblioteche, e persone meno abbienti. Il calendario comprende sessioni di storytelling e programmi di information literacy per studenti di ogni livello, programmi di promozione della lettura ai piccoli rivolta a genitori ed educatori, che include la fornitura di una borsa "Born to Read, Read to Bond"18 ai genitori dei neonati, contenente bibliografie, un libro cartonato e consigli sulla lettura e sull'essere genitori. Per suscitare l'attenzione dei ragazzi che si sentono a casa nei centri commerciali ma non nelle biblioteche tradizionali, sono state collocate alcune biblioteche di comunità, arredate e decorate allo scopo, proprio nelle shopping malls..

Il National Library Board di Singapore ha raggiunto uno standard molto elevato. Si può affermare che è stato possibile raggiungere tali risultati in una città Stato compatta e molto sviluppata, ma questo non è l'unico fattore. Di fondamentale importanza è la consapevolezza ai più alti livelli del ruolo che un servizio bibliotecario nazionale ben organizzato può svolgere nel raggiungimento di risultati d'eccellenza nell'Economia della conoscenza.

4) Le biblioteche pubbliche COMFENALCO, Medellín, Colombia
Dall'altro lato dell'Oceano Pacifico rispetto a Singapore troviamo la Colombia. Medellín conta 2,2 milioni di abitanti e, fino ai tardi anni Novanta è stata tristemente famosa per essere la sede principale dei cartelli dei narcotraffici internazionali di cocacina. Contrasto più grande con Singapore può difficilmente essere immaginato, anche se in anni recenti il tasso di criminalità a Medellìn è notevolmente diminuito e l'economia è in fase di crescita19. Inoltre, Medellín si caratterizza attualmente per un'esperienza bibliotecaria di successo, da cui traggono ispirazione anche i bibliotecari di altri paesi sviluppati.
In base alla legislazione colombiana emanata nel 1957, un contributo del 4% prelevato dalle imposte versate dalle aziende serve a finanziare il sistema di sicurezza sociale attraverso le cajas de compensación familiar. Queste garantiscono una serie di servizi per i lavoratori, inclusi un contributo per la casa, l'istruzione e i servizi sanitari. Circa 130 biblioteche in tutta la Colombia sono funzionanti grazie a questi fondi, in aggiunta alle biblioteche finanziate direttamente dallo Stato. A Medellín e nel distretto circostante di Antioquia, uno di questi fondi, il COMFENALCO, consente fin dal 1979 la gestione di un sistema bibliotecario che attualmente include una biblioteca centrale, sei filiali, due sale di lettura per ragazzi e numerosi servizi che forniscono materiali per la lettura a ospedali, scuole, carceri, case di riposo e aziende20. Rispetto alla popolazione della città, il risultato di quest'operazione è modesto: la biblioteca centrale ha 300 posti a sedere e un patrimonio librario di 45.000 volumi, servendo quotidianamente una media di 2600 lettori. Ma la cosa impressionante è la vasta gamma di altre attività svolte:

- contenitori circolanti di libri situati in aziende, uffici e scuole;
- punti di lettura nelle strade: piccole raccolte di libri allestite settimanalmente in contemporanea in diversi luoghi, come piccoli negozi d'alimentari;
- chioschi di lettura allestiti presso la fermata degli autobus: strutture metalliche contenenti 300 libri con tutto il necessario per effettuare il prestito;
- biblioparchi: eventi di lettura allestiti all'esterno delle biblioteche, nelle strade, in padiglioni o sotto tendoni, dai quali i bibliotecari escono in cerca di potenziali lettori;
- ore di lettura negli ospedali;
- programmi di lettura nei penitenziari femminili;
- un programma di promozione della lettura per le famiglie che include la distribuzione di una borsa per la lettura molto simile a quella del programma "Born to read, Read to Born", consegnata ai genitori dei neonati a Singapore.

Queste e altre attività sono motivate dalla convinzione che le biblioteche pubbliche dovrebbero essere un fattore di inclusione sociale. La biblioteca, infatti, non dovrebbe limitarsi a servire una cerchia ristretta di utenti regolari, ma raggiungere la gran parte della popolazione che è estranea ai processi educativi formali, che non ha altro luogo dove andare oltre la biblioteca per soddisfare i bisogni d'informazione e di lettura e che non nutre il minimo sospetto che la biblioteca possa esserle utile, sempre che sia consapevole della sua esistenza. La biblioteca può servire da mezzo di integrazione sociale: può aiutare a compensare la disuguaglianza sociale e culturale e ridurre l'emarginazione, la povertà e l'isolamento che scaturiscono dall'ingiustizia sociale21.

Biblioteche trainate da asini e cammelli in Africa

I nostri ultimi esempi si riferiscono all'Africa. Nella vasta e arida provincia nordoccidentale del Kenya, vengono utilizzati i cammelli per fornire i servizi bibliotecari alle comunità rurali più lontane. I cammelli hanno la base alla biblioteca di filiale del Servizio bibliotecario nazionale del Kenya, situata nella città di Garissa. Con i cammelli, vengono raggiunti pastori, scuole, programmi di alfabetizzazione degli adulti, campi profughi in un raggio di circa 20 km intorno a Garissa22, rendeendo possibile la fornitura dei servizi bibliotecari in zone normalmente non raggiungibili con i veicoli.
Più a sud, nello Zimbabwe, vengono utilizzati asini per fornire servizi bibliotecari multimediali. Le biblioteche trainate dagli asini forniscono servizi alle comunità remote del distretto di Nkayi nello Zimbabwe nordoccidentale. Le biblioteche sono allestite in carri appositamente progettati. Un ulteriore sviluppo consiste nell'aggiunta di un «carrello bibliotecario mobile per la comunicazione elettronica». Oltre alla fornitura di libri e materiali a stampa, questo carrello ha un sistema di pannelli solari installati sul tetto che consentono di ricaricare una batteria che fornisce energia elettrica per il funzionamento dell'attrezzatura elettronica e audiovisiva, rendendo in tal modo possibile la comunicazione via radio, telefono, fax e posta elettronica. Il carrello può anche essere dotato di antenna o parabola satellitare23. Questo sistema è una curiosa combinazione di tecnologia più o meno avanzata. Significativo è il concetto di travalicare le mura della biblioteca per raggiungere le comunità rurali più distanti.

Un futuro diverso per biblioteche e bibliotecari?

Dal "kitaabwala" delle campagne indiane alle biblioteche multimediali trinate dagli asini nello Zimbabwe, abbiamo completato il nostro giro. Da questi esempi, possiamo dedurre qualcosa sul futuro delle biblioteche e dei bibliotecari?
Le biblioteche sono ancora molto legate alla nostra realtà. Si stanno sviluppando in tutto il mondo, sebbene con modalità e dimensioni diverse. Tanto per utilizzare una similitudine tratta dal mondo della natura, si può affermare che, come gli organismi si sono evoluti rispetto al loro habitat naturale, anche le biblioteche stanno prendendo nuove forme, svolgendo nuovi ruoli ed evolvendo verso nuove nicchie ecologiche. Lo sviluppo di nuove specie è stimolato dai cambiamenti ambientali che offrono nuove possibilità a predatori e competitori ed è caratterizzato da estinzioni, ma anche dalla nascita di nuove specie. Solo il tempo potrà dirci, alla fine, se il kitaabwala soppianterà la biblioteca del villaggio rurale indiano o se Google Print renderà obsoleti gli editori, i servizi di fornitura dei documenti, le reti di condivisione delle risorse e le stesse biblioteche.

La forza della professione bibliotecaria consiste proprio nella sua varietà. Le biblioteche possono sopravvivere e riciclarsi in modi diversi. Quella del bibliotecario è una professione poliedrica. Nel nostro lavoro quotidiano circa 690.000 bibliotecari in tutto il mondo24, da un polo all'altro, coprono diversi settori. tra cui:

  • risorse analogiche e digitali;
  • cura e disseminazione dell'informazione;
  • conservazione e accesso;
  • attività generali e specialistiche;
  • gestione delle carriere inserenti le scienze dell'informazione e gestione della conoscenza;
  • sfruttamento delle tecnologie e attenzione per l'utente;
  • paesi sviluppati e Terzo mondo.

Anche la differenza dei nomi dati ai luoghi dove lavoriamo non dovrebbe sorprenderci più di tanto: centri informativi universitari, centri di risorse, centri multimediali, centri multimediali scolastici, centri di risorse di comunità, centri di conoscenza... Né ci dovrebbero sorprendere i nomi con cui veniamo definiti: bibliotecari, bibliotecari-insegnanti, bibliotecari biomedici, manager di biblioteca, documentalisti, professionisti dell'informazione, specialisti dell'informazione, esperti dell'informazione, manager delle risorse informative, gestori della conoscenza...

Bibliotecari come "informediari"

Direi che tutti gli esempi citati dimostrano che il bibliotecario, in qualsiasi ambito, assume sempre il ruolo di mediatore dell'informazione o, per dirla in breve con un neologismo, d'"informediario". Il compito di un informediario può essere riassunto utilizzando delle categorie non molto diverse dalle funzioni bibliotecarie di base che mi avevano insegnato in una scuola di biblioteconomia:

Selezione

Convenzionalmente i bibliotecari dovevano selezionare libri, riviste e altro materiale dalla massa della produzione editoriale. Questo compito risulta tuttora primario per una biblioteca trainata da un asino o da un cammello, o concentrata nella cassa di libri fatta circolare presso scuole e aziende di Medellín, dal momento che, ovviamente, può essere trasportata solo una parte limitata di materiale. È primario anche nel caso di una biblioteca informatizzata di campus. Anche se non ci sono elementi fisici da selezionare, viene fatta una selezione tra pacchetti di riviste elettroniche e basi di dati per accedere alle quali è necessaria una licenza. La selezione è indispensabile anche nelle biblioteche più grandi, incluse le nazionali, che alimentano le loro raccolte sulla base delle norme sul deposito legale o, come nel caso della Biblioteca reale olandese, secondo una prassi di deposito volontario. Si pensi solo al deposito legale dei siti web e dei materiali radiotelevisivi, calcolabile in petabytes di dati ogni anno, per rendersi conto che ci deve comunque essere un filtro o una selezione su cosa scaricare e memorizzare e cosa tralasciare.

Acquisto

Oggi l'acquisto o il reperimento non implicano più necessariamente l'aggiunta di materiale fisico da immagazzinare. Nel caso dei contenuti digitali ciò che viene acquisito può essere semplicemente reso accessibile. Ciò è assolutamente coerente col principio del servizio just in time e con l'idea che l'accesso sia comunque più importante della proprietà. Tuttavia, c'è sempre maggiore richiesta di acquisti. Per esempio, nel caso delle riviste elettroniche, si richiede una valutazione attenta e quantificata dei costi e dei benefici dei "grandi accordi" offerti dai journal aggregators o elaborati dai consorzi bibliotecari. Oggi, i bibliotecari addetti agli acquisti devono avere competenze informatiche e capacità relazionali e negoziali.

Conservazione

Questa è una funzione che non riveste sempre la stessa importanza nei vari contesti bibliotecari e che comunque non è sfera d'azione esclusiva delle più importanti biblioteche di ricerca. Anche le piccole biblioteche pubbliche devono contribuire a conservare la storia locale e, nei paesi in via di sviluppo, la biblioteca della comunità rurale svolge un ruolo importante nella conservazione della cultura tradizionale e della conoscenza indigena. Nelle biblioteche universitarie e di ricerca, la conservazione di materiale analogico rappresenta una sfida continua. La digitalizzazione del materiale analogico fa slittare il problema su un piano diverso. La conservazione del contenuto digitale è, malgrado tutto, una sfida molto più grande rispetto a quella del materiale a stampa. A ciò si deve aggiungere la conservazione delle risorse nate originariamente come digitali (born digital). Le riviste elettroniche sono divenute le risorse principali delle biblioteche universitarie e la loro conservazione non può essere interamente lasciata alla discrezione degli editori delle riviste elettroniche. Va pensato che bisogna garantire un accesso continuo alle risorse digitali acquisite tramite licenza. Cosa accade ai file originali di un periodico elettronico se l'editore scompare? Maggiore attenzione viene prestata oggi alle modalità di conservazione a lungo termine dei contenuti scientifici digitali, come il deposito legale, i "repositories digitali affidabili"25 e il concetto di LOCKSS (Lots of copies keep stuff safe - un gran numero di copie rende il materiale sicuro)26. Così la funzione di conservazione non è meramente un problema tecnico, ma assume anche dimensioni politiche e relative alla gestione.

Organizzazione per il reperimento dell'informazione
C'è ancora bisogno dei catalogatori? Il compito tradizionale dell'organizzazione delle raccolte bibliotecarie per il reperimento dell'informazione tramite la catalogazione e la classificazione va incontro a sfide enormi: una crescita continua nel volume del materiale, nuovi tipi di risorse, la competizione con intermediari e nuovi strumenti, risorse limitate e forza lavoro invecchiata27. Sebbene la semplicità della ricerca con Google sia seducente, i catalogatori continuano a portare valore aggiunto. Alan Danskin osserva:

La catalogazione è qualcosa di molto più complesso della semplice descrizione delle risorse perché stabilisce un contesto per ciascuna di esse. La catalogazione stabilisce una serie di relazioni che connettono la risorsa descritta ad altre risorse; ad entità coinvolte nella sua creazione e produzione; e ai concetti contenuti all'interno di questa. Questi sono dati importanti, valutati dagli utenti reali [...]. I catalogatori, fin dal secolo scorso, hanno così costruito una mappa della conoscenza registrata e delle conquiste intellettuali dell'umanità. La mappa può essere incompleta e imperfetta, ma se si vuole osservare la configurazione di un territorio una mappa è più utile di un dizionario geografico, per quanto esauriente questo possa essere28.

Ero solito credere molto fermamente che la catalogazione fosse l'attività più importante o, almeno, quella centrale nell'attività del bibliotecario ma attualmente non ne sono più sicuro. Visto l'uso diffuso di consorzi bibliotecari e di agenzie bibliografiche di cui OCLC costituisce l'esempio più significativo, posso constatare che viene effettuato un numero sempre minore di catalogazioni ex novo e che c'è la tendenza all'organizzazione di un accesso integrato a tutte le risorse, in formato analogico e digitale, conservate all'interno della biblioteca o su scaffali e server esterni, che possono essere messere a disposizione degli utenti. Idealmente la biblioteca è il luogo dove il materiale analogico, quello nato digitale e quello digitalizzato si ritrovano insieme e devono essere resi accessibili agli utenti tramite un'interfaccia utente che consenta l'individuazione e l'accesso alle risorse, indipendentemente dal loro formato o dalla loro ubicazione fisica. Cosa accade dietro l'interfaccia non è preoccupazione dell'utente, ma del bibliotecario. Questo rappresenta una transizione dalla catalogazione tradizionale a un'organizzazione esauriente e integrata delle risorse conoscitive.

Individuazione delle risorse

Con "individuazione delle risorse" (resource discovery) intendiamo ciò che eravamo soliti chiamare con il termine di retrieval. Il retrieval implica il recupero di qualcosa che sappiamo trovarsi in un determinato posto. Ma nel caso in cui non si sappia cosa si sta cercando, come fare per trovarlo? Mi piace usare il termine resource discovery. Mentre parlo, milioni di persone stanno sedute davanti alle loro postazioni di lavoro, computer portatili e palmari, alla ricerca di risorse. Molti di loro utilizzano Google con tutte le opzioni che esso offre e riescono a trovare le informazioni desiderate con pochi click del mouse. C'è un ruolo per gli "informediari" in questo processo?
Secondo Peter Nicholson noi viviamo in un periodo caratterizzato da due fenomeni che stanno influendo sull'autorevolezza intellettuale nella nostra società. Da un lato non si ha più fiducia negli esperti: l'autorevolezza di medici, sacerdoti, professori non è più indiscussa e le persone preferiscono trovare soluzioni e decidere da sole. D'altro canto, invece, si assiste a un'esplosione di informazioni senza precedenti, resa possibile dalle moderne tecnologie d'informazione e comunicazione (ICT). L'informazione in circolazione è, tuttavia, disorganizzata e disomogenea nella qualità. Sono necessari degli intermediari per la valutazione e l'organizzazione delle risorse:

Abbiamo bisogno in certo qual modo che una valanga di dati venga trasformata in informazioni utili e in conoscenza che possa favorire il progresso economico e la realizzazione dell'umanità [...], ma gli agenti di cui ci siamo serviti tradizionalmente per filtrare e gestire l'informazione e per mediare la conoscenza formale - agenti quali le università di ricerca e le loro biblioteche, mezzi di comunicazione più seri e affidabili ed esperti di tutti i tipi sempre aggiornati - sono attualmente tenuti in minore considerazione di un tempo nella loro veste di intermediari29.

Nicholson, tuttavia, crede che vi sarà sempre necessità di esperti e che la sfida delle biblioteche di ricerca consiste:

nel valutare e integrare metodi molto diversi di assicurarsi l'autorevolezza intellettuale, spaziando dal flusso continuo di una sorta di "verità" determinata collaborativamente, alla stregua di Wikipedia e simili, fino ad arrivare alla registrazione atemporale del genio solitario30.

Tutto ciò lo spinge a concludere che il compito del bibliotecario sia di educare gli utenti dell'informazione «verso ciò che è giusto per quel fine» e che la biblioteca è sempre più necessaria per contrastare il caos informativo del Web.
Questo concetto è alla base del ruolo del bibliotecario come informediario. In tutti i tipi di biblioteca c'è bisogno di professionisti che forniscano servizi di avviso agli utenti, che li assistano motivandoli, consigliandoli e guidandoli nell'uso degli strumenti per l'individuazione delle risorse, li aiutino nella valutazione e interpretazione delle risorse e, soprattutto, li istruiscano. Gli informediari servono per fornire istruzione per tutto l'arco della vita nell'ambito dell'alfabetizzazione informativa a tutti i livelli, dai paesani analfabeti ai ricercatori. I bibliotecari svolgono appunto questo ruolo di formatori, che aiuta gli utenti a definire le loro necessità informative, a identificare, localizzare e accedere alle risorse, e a valutare e utilizzare queste risorse per la produzione di nuova conoscenza. L'alfabetizzazione informativa è una grandissima sfida per i bibliotecari, riconosciuta dall'IFLA e dall'Unesco, che sta finanziando una serie di seminari sull'informazione di esperti IFLA su questi temi. Lo scorso anno durante l'organizzazione del World Summit on the Information Society, l'IFLA ha formulato una dichiarazione ponendo enfasi sull'alfabetizzazione informativa31.

Accesso

L'accesso comprende un ventaglio di attività: dalla consegna dei libri presi dallo scaffale, al prestito interbibliotecario, alla creazione di mostre virtuali sul Web come quelle della Biblioteca Reale olandese. Nel caso delle risorse digitali, l'accesso è strettamente legato all'individuazione delle risorse. In genere dovrebbero essere sufficienti uno o due click di mouse, ma gli utenti che accedono alle riviste elettroniche spesso non sono consapevoli del fatto che stanno utilizzando un servizio mediato dalla loro biblioteca, che in precedenza ha negoziato e pagato per l'accesso alle risorse.

Profilo del bibliotecario o informediario del 21° secolo

Molto si è detto sulle competenze necessarie al bibliotecario di oggi32. Ciò che segue è un punto di vista personale su conoscenze, abilità, attributi e valori che io ritengo necessari per questa professione, e che secondo me sono riscontrabili nei bibliotecari che lavorano nelle biblioteche relative ai cinque esempi esaminati.

Abilità (know how)

I bibliotecari del 21° secolo dovranno essere esperti di pubbliche relazioni, didattica e consulenza, gestione, comunicazione, marketing e promozione, organizzazione, leadership, advocacy, risoluzione dei problemi e critica costruttiva, in aggiunta a competenze specifiche legate alle funzioni di intermediazione informativa sopra descritte, per esempio capacità nell'organizzazione della conoscenza, nella determinazione dei bisogni informativi e nel far combaciare necessità e risorse, tutela e conservazione. Quest'elenco non è completo, ma è ovvio che queste figure professionali devono avere conoscenze informatiche ed essere alfabetizzate informativamente e competenti nell'uso delle moderne tecnologie informative e della comunicazione.

Conoscenza (knowing that)

Gli informediari devono avere ampie conoscenze generali (cultura generale in aggiunta a formazione specialistica). Lo studio di una disciplina universitaria a livello post-laurea è importante anche se non direttamente in relazione col lavoro di bibliotecario. Alcune aree più specifiche di apprendimento possono essere:

  • ecologia dell'informazione e della conoscenza;
  • organizzazione della conoscenza;
  • economia politica delle informazioni (inclusi i processi politici, essendo in rapporto all'informazione e alla conoscenza);
  • legislazione sull'informazione;
  • psicologia dell'utente;
  • dinamiche sociali: gli utenti all'interno della comunità;
  • gestione della conoscenza, incluse le risorse digitali.

Attributi o qualità

Ecco di seguito elencate alcune qualità che dovrebbero contraddistinguere un informediario del 21° secolo:

  • flessibilità, adattabilità, creatività, abilità nel pensare fuori del contesto;
  • voglia di sperimentare e rischiare;
  • apertura mentale a idee ed esperienze al di fuori della propria biblioteca e dei propri contesti istituzionali e nazionali;
  • comunicatività (una forma di generosità);
  • interesse per la gente;
  • sensibilità sociale e culturale;
  • curiosità del mondo.

Valori e convinzioni

Gli statuti dell'IFLA33 custodiscono preziosamente quattro valori fondamentali, i primi tre dei quali mi sembrano fondamentali per la vita professionale di un informediario del 21° secolo (il quarto riguarda espressamente l'IFLA):

  • l'adesione ai principi di libertà di accesso all'informazione, alle idee, alle opere d'ingegno e alla libertà d'espressione, presenti nell'articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo;
  • la convinzione che le persone, le comunità e le organizzazioni necessitano di un accesso universale ed equo all'informazione, alle idee e alle opere d'ingegno per il loro benessere sociale, educativo, culturale, democratico ed economico;
  • il convincimento che la fornitura di servizi bibliotecari e informativi di alta qualità aiuti a garantire l'accesso.
Oltre a una grossa convinzione nella libertà dell'informazione, nell'equità di accesso ai dati e nel valore dell'informazione nella società, ci si dovrebbe aspettare che l'informediario dia grande valore all'atteggiamento etico nel rispetto di utenti, colleghi, impiegati ecc. (includendo l'imparzialità, l'integrità e il rispetto per la privacy) e si contraddistingua per un forte impegno sociale che includa l'altruismo, la tolleranza, l'apprezzamento della diversità e l'internazionalismo.

Conclusioni

Ho tentato di dimostrare come il bibliotecario del 21° secolo svolga compiti vari in contesti ed istituzioni molto diverse. Vedo questa diversità come un bene prezioso e una chiave per la sopravvivenza della professione bibliotecaria dal momento che ci rende capaci di esplorare e occupare diverse nicchie all'interno del sistema ecologico dell'informazione in evoluzione. Spero che i cinque esempi sopra esposti siano serviti a dimostrare come esistano dei fili conduttori nel nostro lavoro, anche se i nostri compiti quotidiani sembrano così diversi. Il mio elenco di competenze, conoscenze, attributi e valori richiesti certamente non è esauriente, ma suggerisce che noi bibliotecari abbiamo un'identità professionale comune che sopravvivrà all'obsolescenza dei mezzi informativi, delle tecniche professionali e della base di conoscenza che abbiamo ricevuto durante la nostra formazione professionale.
Concludendo, il binomio tra conoscenza e competenze professionali continuamente aggiornate unite ai meno tangibili e visibili valori umani della persona è quello che rende ancora valida ed eccitante la professione del 21° secolo.

NOTE

[1] Google, Informazioni aziendali, 2005, <http://www.google.com/corporate/>.

[2] Google, About Google Scholar, <http://scholar.google.com/intl/en/scholar/about.html>.

[3] Google posts first books online, «BBC news», 3 November 2005, <http:://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/4403388.stm>.

[4] Rajiiv Theodore, Bookmobiles, The village kitaabwala, Rediff.com, 16 August 2004, <http://inhome.rediff.com/money/2004/aug/16spec1.htm>.

[5] A. Ransome - D. Clarke, The virtual customer: a new paradigm for an university library, in: The virtual customer: a new paradigm for improving customer relations in libraries and information services, Satellite Meeting, Sao Paulo, Brazil, August 18-20, 2004; ed. by Sueli Mara Soares Pinto Ferreira and Réjean Savard, Munchen: Saur, p. 129-140.

[6] Di Clarke - Des Stewart, But where are all the books? The electronic library at Southern Cross University: modeling for the future, in: Information online 2005: 12th exhibition and conference, Sydney, Australia, 1-3 Febraury 2005, <http://conferences.alia.org.au/online2005/papers/a8.pdf>; Australian Universities Quality Agency, Electronic library: Southern Cross University, in: AUQA good practice database, 17 august 2004, <http://www.auqa.edu.au/gp/search/detail.php?gp_id=1048>.

[7] Koninkljke Bibliotheek, About the Kb, <http://www.kb.nl/menu/org_beleid-en.html>.

[8] Ivi, Managementsamenvatting, <http://www.kb.nl/bst/beleid/bp/2006/managementsamenvatting.html>.

[9] <http://www.metamorfoze.nl>.

[10] Koninkljke Bibliotheek, Conservering, <http://www.kb.nl/menu/conservering.html>.

[11] Ivi, Het geheugen van Nederland, <http://www.geheugenvannederland.nl/gvnnl/all/index.cfm>.

[12] Ivi, Beatrijs, <http://www.kb.nl./galerie/beatrijs/index.html>.

[13] Ivi, Het Visboek di Adrian Coenen, <http://www.kb.nl/webexpo/visboek.html>.

[14] Ivi, The archiving system for electronic publications : the e-Depot, <http://www.kb.nl/dnp/dm/dm-en.html>.

[15] Wikipedia, 2006, s.v. Singapore, <http://en.wikipedia.org/wiki/Singapore>.

[16] National Library Board Singapore, NLB Overview, <http.//www.nlb.gov.sg/CPMS.portal'_nfpb=true&_pageLabel=NLBOverview>.

[17] Ivi, Fast facts: National library board of Singapore, <http://www.nlb.gov.sg/CPMS.portal?_nfpb=trueportlet_27_8_8actionOverride=%FIBMS%2FaboutNLB%Fsubmit&_windowLabel=portlet_27_8&portlet_27_8_BOOKMARK_=empty&portlet_27_8commonBrudCrum=NLB+Fast*Facts&portlet_27_8aboutNLBParam=NLB+Fast+Facts&_pageLabel=NLBOoverview&NLBOnerview>.

[18] <http://www.nlb.gov>.

[19] Wikipedia, 2006, s.v. Medellín, <http://en.wikipedia.org/wiki/Medell%C3%Adn>.

[20] G.M. Rodriguez Santa Maria, Nouvelle audience pour la bibliothèque, relazione inedita presentata al Colloque international «Demain la bibliothèque», Association des bibliothécaires français, Paris, 10 juin 2006.

[21] Ibid.

[22] Camels help provide library services, «IFLANET», 26 February 2002, <http://www.ifla.org/V/press/pr0228-02.htm>; Thelma H. Tate, Camel library services in Kenya, July 22-28, 2001. Report on the assessment of non-motorized mobile libraries, under the auspices of the IFLA Round Table on Mobile Libraries, the Moroney Bookmobile Company, USA, and the Kenya National Library Service.The Hague, IFLA Headquarters, 2002 (IFLA Professional Reports; 73).

[23] Donkeys help provide multi-media library services, «IFLANET», 25 February 2002, <http.//www.ifla.org/V/press/pr0225-02.htm>; Thelma H. Tate, The donkey drawn mobile library services in Zimbabwe, August 6-13, 2001, Report on the assessment of non-motorized mobile libraries, under the auspices of the IFLA Round Table on Mobile Libraries and the Moroney Bookmobile Company, USA. The Hague, IFLA Headquarters, 2002 (IFLA Professional Reports; 72).

[24] OCLC, Libraries: how they stack up, Dublin (Ohio): OCLC, 2004, <http.//www5.oclc.org/downloads/community/librariesstackup.pdf>.

[25] Research Libraries Group, Attributes of a trusted digital repository: meeting the needs of research resources: an RLG-OCLC Report, draft for public comment>, August 2001, <http://www.rlg.org/longterm/attributes01.pdf#search=%trusted%repositories%22>; Carolyn Hank, Digital curation and trusted repositories, seeking success, JDCL Workshop report, «D-Libmagazine» 12 (2006), n. 7/8, <http.//www.dlib.org/dlib/july06/hank/07hank.html>.

[26] LOCKSS, <http.//www.lockss.org/lockss/Home>.

[27] Alan Danskin, Tomorrow never knows: the end of cataloguing?, contributo presentato al Meeting "102 IFLA-CDNL Alliance for Bibliographic Standards ICABS", 72st IFLA General Conference and Council, Seoul, Korea, August 2006, <http.//www.ifla.org/IV/ifla72/papers/102-Danskin-en.pdf>.

[28] Ivi, p. 5.

[29] P.J. Nicholson, The changing role of the intellectual authority, ARL (247): p. 1-5, <http://www.arl.org/newsltr/247/ARLB247authority.pdf>.

[30] Ibid., p. 5.

[31] IFLA, Beacons of the information society: the Alexandria proclamation on information literacy and lifelong learning, 2005, <http://www.ifla.org/III/wsis/BeaconInfSoc.html>.

[32] B. Fisher, Worforce skills development: the professional imperative for information services in the United Kingdom, relazione presentata ad ALIA 2004, Biennial Conference of the Australian Library and Information Association, Queensland, Australia, 21-24 settembre 2004, <http.//conferences.alia.org.au/alia2004/pdfs/fisher.b.paper.pdf>; Ina Fourie, Should we take disintermediation seriously?, «The electronic library», 17 (1991), n. 1, p. 9-16; Michael Middleton, Self-service: what is the function of the new intermediary? relazione presentata ALIA 2000, Biennial Conference of the Australian Library and Information Association, Canberra, 24-26 ottobre 2000; Roxanne Missingham, Library and information science skills for twenty first century professionals, «Library management», 27 (2006), n. 4/5, p. 257-268.

[33] More about IFLA: core values, IFLANET, <http://www.ifla.org/III/intro00.htm>


PETER JOHAN LOR Segretario generale dell'International Federation of Library Associations and Institutions (IFLA), P O Box 95312, 2509CH L'Aja, The Netherlands, e-mail <peterlor@mweb.co.za>
Relazione presentata al 53° Congresso nazionale dell'Associazione italiana biblioteche, Roma, 18-20 ottobre, 2006.
I siti web sono stati controllati l'11 ottobre 2006.

N.B. No English abstract of this article is available.
Copyright AIB 2007-02-12, a cura di Giada Costa
URL: http://www.aib.it/aib/boll/2006/0604317.htm

AIB-WEB | BollettinoAIB | Sommario 2006 n. 4