[AIB] Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2007 n. 1/2 p. 7-10
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Per Luigi Crocetti


Mi ha particolarmente colpito - leggendo i necrologi pubblicati su alcuni quotidiani nei giorni immediatamente successivi al 10 marzo, data della scomparsa di Luigi Crocetti al termine di una malattia lunga e penosa, leggendo gli interventi di quanti lo hanno voluto ricordare con l'invio di messaggi ad AIB-CUR, ma anche andando a rileggere i contributi pubblicati nella miscellanea che alcuni amici, ed io tra questi, vollero dedicargli in occasione del suo 75º compleanno, e cercando poi di ricostruire i tratti essenziali della sua biografia - la varietà dei suoi interessi, la rete di relazioni che egli, pur cos&igrave discreto e riservato, aveva stabilito in ambienti e con persone a volte molto distanti tra loro, tanto che ognuno di noi conserva un ricordo diverso dalla sua complessa, affascinante e articolata personalità, dal suo carisma: per poche persone questo termine risulta appropriato come per Luigi.
Il silenzio e la meditazione sarebbero forse il modo migliore per onorarlo, con il rispetto e l'affetto che lo hanno accompagnato anche in questo ultimo atto della sua vita. Ma credo sia giusto coltivarne anche pubblicamente la memoria e compiere lo sforzo per ricordare su questa rivista Luigi Crocetti, anche se so già che non sarò capace di toccare tutti gli aspetti della sua figura, né di evocare quelle parole, quei gesti, cui è legato il ricordo che ognuno di noi porta dentro di sé.

Nelle parole dei tanti che lo hanno ricordato dopo la sua scomparsa è emerso l'apprezzamento per tante sue qualità. Ognuno mette in evidenza un aspetto, una "faccetta" diversa della presenza di Luigi nella esperienza umana, culturale e professionale di ciascuno di noi: si parla della vastità della sua cultura e della sua autorevolezza, della lucidità di alcune sue intuizioni, del tono profondo e inconfondibile della sua voce e della sua capacità di evocare immagini suggestive ed efficaci, della "leggera saggezza" che traspariva dai suoi interventi didattici e dalle tante relazioni tenute in occasioni di convegni e incontri di lavoro, dello spirito critico con cui affrontava sia un tema di grande rilevanza culturale sia un minuto esempio di descrizione catalografica, e della sua capacità di scovare ed evidenziare aspetti spesso trascurati di un problema, della sua capacità di smontare i luoghi comuni e di dare voce ai dubbi. Colpiva la profondità e il rigore del suo insegnamento e, al tempo stesso, l'eleganza e l'incomparabile semplicità con cui venivano presentate le questioni che affrontava.
Forse il contributo più prezioso che Luigi ha dato a tanti di noi può essere individuato nella sua capacità di farci appassionare alle cose di cui parlava e di averci accostato con semplicità ai temi scientificamente più elevati della professione e ai suoi valori fondanti.
Molti hanno ricordato la generosità dei suoi consigli, la sua pacatezza, qualcuno ha parlato di dolcezza, ma non bisogna tacere neppure la sua fermezza, che a volte diveniva intransigenza.

In tanti abbiamo fatto ricorso ai suoi consigli o abbiamo sentito la necessità di ascoltare una sua opinione. Crocetti è stato un riferimento costante per intere generazioni di bibliotecari italiani, ma non ha mai fatto pesare la sua autorità. Come si legge nell'intervento con cui gli venne dedicata la miscellanea del 2004, Luigi, con la sua capacità di comunicare e di insegnare, era semplicemente - quello più grande - in una vastissima comunità professionale, cui spesso ci rivolgevamo perché eravamo certi di poter contare sulla guida di un Maestro di grandissime qualità, prima fra tutte la sobrietà e l'eleganza dello stile.
Non c'è lo spazio per ripercorrere compiutamente la biografia professionale di Luigi Crocetti. Posso soltanto accennare alla sua esperienza nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, iniziata nel 1961 dopo un breve periodo trascorso all'Universitaria di Pisa. L'attività in Nazionale si divide in due periodi, di durata quasi uguale, trascorsi il primo alla BNI, per occuparsi di soggetti e classi, ed il secondo alla direzione della sezione restauro, dopo l'alluvione del 4 novembre 1966. Questi due nuclei di interessi scientifici, alimentati anche dal sodalizio con Emanuele Casamassima, resteranno per sempre al centro dell'attività professionale di Luigi Crocetti, culminando poi rispettivamente nelle edizioni italiane della Classificazione Decimale Dewey e, in questi ultimi anni, nella collaborazione all'organizzazione dei convegni ferraresi "Conservare il Novecento".
Nel 1972 Crocetti transita nei ruoli della Regione Toscana, dove assume l'incarico di Soprintendente bibliografico. Sono anni di grande impegno nello sviluppo della Biblioteca professionale dei Servizi Bibliografici della Regione Toscana: Via Gustavo Modena 13 divenne presto un punto obbligato di passaggio per chi volesse studiare biblioteconomia nel nostro Paese. Sono anche gli anni delle collane "Archivi e Biblioteche", "Inventari e cataloghi toscani" e dei Quaderni di lavoro "Biblioteche e Archivi".

Dal luglio del 1985, per un anno e mezzo, dirige il Gabinetto Vieusseux, occupando il posto che era già stato di Bonaventura Tecchi, Eugenio Montale, Alessandro Bonsanti, Marino Raicich, Geno Pampaloni.
Tutto il percorso lavorativo di Crocetti è scandito da un'attività scientifica ed editoriale intensa, anche se poco appariscente e solo in minima parte affidata a lavori monografici.
Il suo profilo di catalogatore ancorato alla tradizione ma innovatore trova conferma nell'impulso dato alle traduzioni degli standard ISBD e delle Regole anglo-americane, oltre che della CDD, come si è già detto. Nel 1983 Crocetti partecipa alla fondazione di Biblioteche oggi, dirigendola per dieci anni, e contribuisce in modo significativo alla vita dell'Editrice Bibliografica, di cui cura il Catalogo storico 1974-1994.
Altra faccia di questo suo lavoro editoriale e scientifico è l'attività didattica, svolta tra il 1982 e il 1985 presso l'Università di Udine come docente di Teoria e tecniche della catalogazione e classificazione, e presso numerose istituzioni bibliotecarie in corsi di formazione e aggiornamento professionale. A queste iniziative, in particolare, si deve gran parte della popolarità - non deve sembrare impropria questa espressione - di Luigi Crocetti fra tanti bibliotecari italiani assai più giovani di lui.
Colleghi giovani e meno giovani non dimenticano i sei anni passati da Luigi Crocetti alla presidenza dell'AIB, dal 1982 al 1987, quando ebbe il difficile compito di succedere ad Angela Vinay. Luigi improntò la sua presidenza all'identità professionale, ma lo fece con il suo stile inconfondibile, senza enfasi e senza proclami, con l'esempio e con l'attenzione ai temi del lavoro professionale. Una nuova leva di bibliotecari si era affacciata da poco alla professione e attorno a lui si formò nella vita associativa: a quel comune impegno si deve anche la redazione di quelle "Tesi di Viareggio" di cui ancora oggi si discute.

Il patrimonio che Luigi Crocetti ci lascia, come accade per Maestri e uomini di cultura, si identifica, ma solo in parte, nei suoi scritti. Ho già sottolineato che a Crocetti si debbono tanti strumenti di lavoro e che egli è autore di articoli e di tantissimi interventi legati alle innumerevoli occasioni di incontro in cui gli veniva chiesto di tenere la relazione introduttiva o di trarre le conclusioni: dobbiamo essere grati all'Associazione per averli raccolti nel volume Il nuovo in biblioteca e altri scritti nel 1994, in occasione del suo 65º compleanno. La bibliografia che correda la miscellanea in suo onore pubblicata nel 2004 elenca oltre 250 pubblicazioni, altre ne sono venute in questi ultimi tempi.
Tra gli ultimi frutti del suo lavoro troviamo la traduzione dell'importante opera di George Thomas Tanselle, ma anche tante recensioni, un genere minore cui egli si dedicava con passione e umiltà ed in cui profondeva la sua vastissima cultura.
Due scritti postumi, apparsi la settimana dopo la sua morte, rispecchiano emblematicamente due aspetti dei suoi interessi culturali e professionali: un saggio sugli scritti di argomento bibliotecario lasciatici da Giorgio Pasquali, edito nella miscellanea di studi in memoria di Benedetto Aschero, e la presentazione alla guida classificata alla biblioteconomia curata da Mauro Guerrini.
Di Crocetti ci rimangono, quindi, gli strumenti di lavoro che ha prodotto e le tante suggestioni con le quali condiva i suoi interventi. E voglio chiudere con un riferimento ad un suo intervento, che descrive il suo modo di intendere l'Associazione, riuscendo a tenere insieme il suo impegno culturale e scientifico e il suo modo di essere parte di una comunità professionale. Mi riferisco a una frase pronunciata in apertura del congresso di Abano Terme del 1983:
«Significato e ruolo [dell'Associazione] sono molte volte più vicini e palpabili di quanto crediamo. Poco più di un mese fa, in un pomeriggio d'ottobre, mi trovavo con molti colleghi in una sala della Nazionale di Firenze. Seguivamo il seminario di Derek Austin: un tema difficile, svolto in una lingua non nostra. A un tratto distolsi lo sguardo dalla lavagna luminosa, dove si allineavano le scritture di PRECIS, per volgerlo ai miei compagni. Su tutti i volti era visibile la tensione e la volontà dello sforzo intellettuale. La mente era lontana dall'Associazione, in quel momento; eppure improvviso me ne venne il pensiero. "Qui - mi dissi - qui è l'Associazione"».

Grazie, Luigi, per quello che ci hai insegnato e per il modo in cui sei stato in mezzo a noi.

Giovanni Solimine


N.B. Sorry, no English abstract is available.
Copyright AIB 2007-06-11, a cura di Giuseppina Vullo
URL: http://www.aib.it/aib/boll/2007/0701007.htm

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