Associazione
italiana
biblioteche. BollettinoAIB 2007 n. 4 p.
505-506
RECENSIONI E SEGNALAZIONI
La biblioteca su misura: verso la personalizzazione del servizio,
a cura di Claudio Gamba e Maria Laura Trapletti. Milano: Editrice
Bibliografica, 2007. 300 p. (Il cantiere biblioteca. Idee progetti
esperienze; 16). ISBN 978-88-7075-654-8. € 25,00.
Nel
marzo 2006 si è tenuto il 12° Convegno delle Stelline, "La biblioteca
su misura", organizzato dalla rivista "Biblioteche oggi", dalla Regione Lombardia, dalla Provincia e dal
Comune di Milano in collaborazione con l'Associazione italiana
biblioteche. A distanza di un anno, con lo stesso titolo, si pubblicano
gli interventi dei partecipanti esperti italiani e stranieri.
L'introduzione di Mauro Guerrini puntualizza: la biblioteca è un
diritto del cittadino; l'informazione che essa veicola deve tener conto
delle esigenze collettive e individuali (Manifesto Unesco 1994); si
deve rispettare la libertà di fruizione che non è separata dalla
libertà di produzione. La personalizzazione dei servizi della
biblioteca va intesa quindi all'interno di queste libertà e nel
rispetto della seconda legge della biblioteconomia di Ranganathan «ad
ogni lettore il suo libro».
L'opera presenta 18 interventi altamente qualificati, ricchi di
informazioni, spunti e proposte che dovrebbero indurre alla riflessione
gli operatori di biblioteca, quotidianamente esposti alle diverse
richieste degli utenti, per avviare forse dei processi di cambiamento o
per lo meno di cambiamento della mentalità. Una differenza sostanziale
caratterizza le relazioni che contemplano la realtà italiana, in
difficoltà per le attuali carenze di risorse, di personale e, in alcuni
casi, anche di tecnologia, rispetto al panorama delle biblioteche
europee soprattutto d'impronta anglosassone, promotrici di tecnologie
di marketing e on-line
molto evolute e raffinate (vedi Judith Gregor sul servizio
bibliotecario della città di Stoccarda; Gitte Barlach, del Progetto
MyLibrary, sulla personalizzazione dei servizi bibliotecari in
Danimarca; Alberto Pepe sulle esperienze e prospettive del CERN
Document Service di Ginevra; Antonella De Robbio sui servizi
bibliotecari basati su RSS feeds).
È il termine "su misura" che viene proposto sotto varie sfaccettature:
come la biblioteca soddisfa le esigenze della propria utenza? È in
grado di rendere la propria struttura e i servizi accessibili e
appetibili? Di fronte alla dualità standardizzazione o
personalizzazione, come orientarsi e in quali modalità di servizio
scegliere l'una o l'altra?
La standardizzazione aiuta a mantenere l'identità e la missione
dell'istituto e a moderare gli effetti delle differenze individuali tra
gli operatori in fatto di competenza tecnico-professionale,
intelligenza emotiva e abilità relazionali. Se l'operatore di contatto
non può attingere a un patrimonio di decisioni organizzato, si trova a
fare affidamento al buon senso: un alleato pericoloso e infido. Stella
Rasetti suggerisce: bisogna rovesciare il punto di vista, la biblioteca
non è una, ma tante versioni, quanti sono i suoi frequentatori che si
soddisfano grazie a servizi strutturati, capaci di porre in maggior
luce le opportunità meno sfruttate e di gestire molto bene la
comunicazione istituzionale.
Riccardo Ridi afferma che la personalizzazione dei servizi è ben
accetta, se si muove all'interno di parametri standardizzati o
standardizzabili e non esce dai confini informativo-documentari propri
della missione bibliotecaria. I bibliotecari devono aver chiara la
missione della biblioteca di appartenenza, per non snaturarsi a
soddisfare esigenze di utenti "impropri", ed essere consapevoli del
proprio ruolo, delle proprie funzioni e priorità all'interno
dell'istituzione.
La flessibilità è un altro leit-motiv
dei vari interventi. Stefania Jahier osserva che regolamenti troppo
rigidi inducono atteggiamenti rigidi. Si potrebbe auspicare un'assenza
di regolamenti, in tal caso la professionalità del bibliotecario deve
essere continuamente aggiornata e in crescita, come pure deve crescere
la sua capacità di attenzione e di ascolto, essere capace di
impadronirsi delle nuove tecnologie che aprono possibilità
diversificate e personalizzate.
Il servizio di reference è
il nucleo strutturale, centrale della biblioteca, come concordano
Michele Santoro e Giovanni Di Domenico, inteso come orientamento
all'utente, assistenza, cura. È il motore della struttura organizzativa
della biblioteca che, consapevole di ciò, dovrà passare da un modello
per funzioni a un modello per processi, a un flusso di operazioni ad
andamento orizzontale. Lo staff partecipa così a un obiettivo condiviso
e comune molto più ampio rispetto alle funzioni di appartenenza e viene
coinvolto in attività che implicano una forte condivisione di dati,
informazioni, saperi. Il reference definisce l'identità stessa della
biblioteca e marca, segna i limiti, dell'intero suo funzionamento.
Come si può rilevare, valutare la qualità percepita dagli utenti? Tra
le tante rilevazioni fatte sulla soddisfazione dell'utenza, sottolinea
Giovanni Di Domenico, non si deve trascurare l'importanza della
prospettiva umanistica che intende mettere d'accordo l'ambito delle
necessità razionali con le necessità emozionali ed etiche: l'utente va
considerato nella sua totalità, sia nella soddisfazione di conoscenza,
sia nella soddisfazione degli ambiti emozionali e di relazione.
Altri interventi indicano come la personalizzazione coinvolge anche i cataloghi e le raccolte.
Paul Gabriel Weston e Salvatore Vassallo hanno analizzato la struttura,
le caratteristiche funzionali, l'accessibilità e le finalità dell'opac,
prendendo lo spunto da un'inchiesta sull'utenza di OCLC, e in
particolare sentendo la necessità di rimettere in gioco l'opac
tradizionale alla luce dei nuovi strumenti quali Google e Amazon che
entrano nella circolazione dell'informazione bibliografica
presentandosi facilmente consultabili anche all'utenza meno esperta. Il
quadro che delineano fa emergere una generale incertezza rispetto alla
rapidità dei cambiamenti nell'universo dell'informazione bibliografica,
dove il valore del catalogo non consta nella moltiplicazione delle
notizie, ma nelle tessitura dei collegamenti, espliciti e impliciti,
tra oggetti digitali: il peso della catalogazione si sposta sempre più
verso la catalogazione semantica.
Rossana Morriello affronta il tema dello sviluppo delle raccolte in presenza di tagli nel budget
che si concentrano proprio nei settori più peculiari e caratterizzanti
della biblioteca, mentre è proprio queste sezioni che si dovrebbero
incrementare e salvaguardare. Lo sviluppo delle collezioni comporta lo
sviluppo dei servizi costruiti sulle raccolte e la personalizzazione
delle raccolte per fasce d'utenza. Le biblioteche possono costruire
servizi personalizzati, offrendo strumenti di ricerca semplice che
integrino le diverse fonti informative, cartacee e digitali, sistemi di
disseminazione selettiva dell'informazione, homepage personalizzata, interattività non solo con il sistema ma anche con gli altri utenti, per scambiare informazioni e confrontarsi.
Concludo con un intervento che mi ha coinvolto per la sensibilità,
l'acutezza e il punto di vista con cui sono state trattate le tematiche
inerenti ai consigli per i lettori, attenzione che si è formata - penso
- al servizio di reference
in una biblioteca di pubblica lettura. Luca Ferrieri ci illustra come è
spesso messa a dura prova la professionalità dell'operatore del reader's advisory service
e dimostra come la riflessione sul tema è ampia e appassionante (anche
se ha già prodotto notevoli esperienze, come My library in Danimarca),
ma non è ancora generalmente diffusa e consapevolmente sistematizzata.
Claudia Morgan
Biblioteca dei civici musei di storia ed arte di Trieste
N.B. Sorry, no English abstract is available.
Copyright AIB
2008-03-12, a cura di Giuseppina Vullo
URL: http://www.aib.it/aib/boll/2007/0704503.htm