Associazione italiana biblioteche.
BollettinoAIB 2008 n. 1 p.
5-8Le elezioni
per il rinnovo delle cariche sociali dell'AIB hanno da una parte confermato la linea
politica seguita nel triennio scorso a livello nazionale, dall'altra hanno rinnovato
profondamente la composizione sia del Comitato esecutivo nazionale (CEN; quattro membri
su sette sono nuovi), sia la composizione dei comitati esecutivi regionali (CER; tre
quarti dei presidenti sono al primo mandato). Il CEN, unanimemente, ha poi provveduto
alle nomine dei coordinatori delle commissioni e dei gruppi di studio, rinnovati per la
maggior parte. Il triennio 2008-2011 parte dunque all'insegna della continuità
politica e insieme nel segno di un importante ricambio di associati, che spesso coincide
con un avvicendamento generazionale.
Quale lavoro ci aspetta?
Il profilo della biblioteca è in continua definizione, modellato sulle esigenze
del pubblico a cui rivolge i propri servizi. Con i fabbisogni degli utenti sempre
più a domanda individuale cresce la necessità della specializzazione, anzi
la "retipolicizzazione" delle biblioteche. In altre parole, da tempo è venuta meno
la biblioteca che si rivolge a tutti gli utenti in modo indistinto e della biblioteca in
cui "si fa di tutto". Esistono le biblioteche, ciascuna con le proprie
finalità e funzioni, e non la biblioteca come concetto astratto. È
evidente che le diverse tipologie di biblioteca intrasegmetarie necessitino ancor
di più della collaborazione, cioè di un sistema intersegmentario, di
un networking articolato a livello locale, regionale e nazionale, e al contempo unitario
nella sua globalità, ovvero di un vero sistema bibliotecario nazionale, che
necessita in primo luogo di servizi nazionali, quale, per esempio, di una bibliografia
nazionale affidabile e puntuale, che eviti la ripetizione su scala locale di operazioni
che possono essere svolte meglio e più efficacemente a livello centrale.
Questi temi saranno in discussione al prossimo Congresso AIB (Firenze, Palazzo dei
congressi, 29-31 ottobre 2008), il quale intende compiere una riflessione sugli strumenti
del lavoro in biblioteca (nuove RICA, nuovo Soggettario, ecc.) e sulla loro applicazione
tramite formati, protocolli e software gestionali, con particolare riferimento all'Indice
SBN2 e alla sua apertura ad altri sistemi.
Per questo le Linee programmatiche 2008-2011, in fase di elaborazione, che
definiscono gli indirizzi politici e programmatici dell'Associazione, rappresentano il
riferimento essenziale per tutti gli associati; loro scopo è infatti rafforzare il
senso di appartenenza a una comunità professionale, sviluppando una visione
che sappia fare sintesi fra le molteplici istanze che caratterizzano la nostra
realtà professionale e associativa, e consenta di governare i cambiamenti
intervenuti nelle biblioteche, nella professione, nell'informazione, nella
società.
Gli obiettivi strategici rimangono gli stessi: promuovere una politica per le
biblioteche, tutelare la professione bibliotecaria, proporsi come referente autorevole
verso le istituzioni e come riferimento imprescindibile per chi lavora in biblioteca, con
particolare attenzione alla crisi della professione, legata alla precarizzazione dei
rapporti di lavoro.
L'AIB si impegna da sempre per promuovere una politica nazionale per le biblioteche. Con
il termine nazionale si intendono tutte le istituzioni che hanno titolarità
e competenza in tema di biblioteche. Nel triennio 2008-2010 il CEN proseguirà
nell'azione tesa a ridare all'AIB l'autorevolezza necessaria per renderla interlocutore
accreditato presso tutti i livelli istituzionali che in Italia hanno la
responsabilità delle politiche per le biblioteche. Ciò significa ambire a
riprendere la straordinaria capacità di far politica dimostrata dall'Associazione
nelle sue stagioni più alte e che ha caratterizzato l'azione di molti presidenti e
soci. Significa qualificarsi come interlocutore accreditato nella realizzazione di un
sistema bibliotecario integrato su base nazionale, regionale e locale, che abbia come
fine la creazione di valore per il cittadino. Significa inserire nell'agenda dei nostri
interlocutori istituzionali almeno le seguenti voci, come peraltro emerso nel 54°
congresso dell'AIB:
- la riorganizzazione dei servizi nazionali e la razionalizzazione dell'intervento
statale;
- l'avvio di una campagna nazionale di sostegno alle biblioteche pubbliche e alla
lettura;
- l'adozione di interventi strutturali per trasformare in servizi ordinari ed efficienti
i servizi bibliotecari scolastici;
- la riorganizzazione del Servizio bibliotecario nazionale;
- la ripresa dell'attività del Comitato nazionale biblioteche promosso da ANCI,
UPI e Regioni;
- il sostegno alle forme associative e cooperative, a forme innovative di gestione per
rendere sostenibili servizi bibliotecari di qualità nei piccoli comuni
italiani;
- la definizione di una seria politica nazionale per le biblioteche digitali;
il presidio delle grande tematiche che coinvolgono l'accesso all'informazione e alla
conoscenza nell'interesse degli utenti e dei cittadini (per es. diritto d'autore).
La definizione e il consolidamento di una politica nazionale per le biblioteche è
indispensabile sia per il riconoscimento sociale dei servizi bibliotecari, sia per il
rafforzamento e il riconoscimento della professione.
Le aree di impegno prioritarie del triennio saranno:
1) Advocacy, ovvero l'impegno per radicare il ruolo delle biblioteche nella
società. L'attività di advocacy è uno dei compiti principali svolti
dalle associazioni bibliotecarie in tutto il mondo e riguarda la tutela e la
valorizzazione delle biblioteche, nonché la promozione dell'identità
professionale dei bibliotecari. L'advocacy a favore dei bibliotecari e delle biblioteche
è condizione necessaria per la sopravvivenza stessa della professione e per la
difesa dei valori che la professione incarna: senza servizi bibliotecari socialmente e
politicamente percepiti come essenziali o in presenza di biblioteche solo marginalmente
inserite in politiche pubbliche inefficaci e condizionate dalla crisi della finanza
pubblica la nostra professione è senza futuro.
2) Tutela della professione. Biblioteche senza bibliotecari, senza bibliotecari
professionalmente consapevoli, senza bibliotecari riconosciuti e trattati come tali, non
sono biblioteche. L'AIB deve tener conto della sua mutata composizione sociale, che
è una conseguenza dei cambiamenti intervenuti nel mercato del lavoro, ora popolato
da una molteplicità di figure appartenenti al settore privato. Una quota esigua,
ma in crescita di iscritti è costituita da piccoli imprenditori, consulenti,
impiegati temporanei, collaboratori e lavoratori autonomi di vario tipo, portatori di
culture diverse rispetto a quella tradizionalmente prevalente del bibliotecario del
settore pubblico, con il suo sistema di garanzie e certezze. Occorre pertanto prendere
atto che nell'Associazione coabitano ora interessi diversi, a volte contrastanti. La
composizione dei diversi interessi è necessaria per perseguire il rafforzamento e
il riconoscimento sociale della professione senza i quali anche l'interesse più
consolidato sarebbe irrimediabilmente perdente.
3) IFLA 2009. Il Congresso IFLA è un evento storico, l'evento più
importante che interessa l'Italia da decenni. L'impegno per la buona riuscita di IFLA
2009 caratterizzerà l'attività dell'AIB fino all'agosto del prossimo anno e
a tal fine sono al lavoro da più di un anno un Comitato nazionale e un Comitato
Esecutivo ristretto. La 75° edizione del World Library and Information Conference
sarà una grande occasione per parlare e far parlare delle biblioteche e dei loro
servizi e dovrà essere trasformata in un evento di sensibilizzazione verso tutte
le componenti della società. Crediamo che occorra in primo luogo avviare un
programma di sensibilizzazione per i bibliotecari italiani, creare aspettativa in tutti,
soprattutto in chi non si sente già naturalmente coinvolto. I mesi che ci separano
al congresso dovranno essere occasione di stimolo ai nostri governanti per riflettere sui
nodi cruciali che si trascinano irrisolti da anni (per esempio la costituzione della
Biblioteca nazionale italiana, la costituzione di un vero sistema bibliotecario
nazionale, l'adeguamento dei finanziamenti ai bisogni delle biblioteche, il reclutamento
stabile di personale qualificato) e per avviarne il superamento.
4) Risanamento del bilancio. L'AIB sta combattendo ancora sul versante del
bilancio, dopo la pesantissima eredità del 2005, ma - com'è stato
autorevolmente commentato - non può trasformarsi in un'associazione di ragionieri,
priva di attività, prospettive, politiche, voglia di lottare e voglia di costruire
il futuro. L'AIB si salva risanando i conti e riorganizzando il nostro modo di lavorare
al centro e in periferia in un periodo di tempo ragionevole, rilanciando l'azione
politica e guardando con ottimismo al futuro.
Mauro Guerrini