[AIB] Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2008 n. 1 p. 79-80
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RECENSIONI E SEGNALAZIONI


Tra libri, lettere e biblioteche: saggi in memoria di Benedetto Aschero, a cura di Piero Scapecchi e Giancarlo Volpato. Milano: Bibliografica, [2007]. XVIII, 265 p.: 1 ritr. ISBN: 978-88-7075-656-2. Eur 25,00

In ricordo di Benedetto Aschero, gli amici più cari, coloro che gli sono stati vicini nelle tre città più importanti della sua vita (Genova, Trieste e Firenze) gli hanno dedicato questa raccolta di saggi curata da Piero Scapecchi e Giancarlo Volpato. In realtà la miscellanea era stata pensata alcuni anni prima per festeggiare i settantacinque anni di Aschero, ma poi rimandata.
Il volume si divide in due sezioni: Ricordi e testimonianze, che raccoglie i ricordi più intimi e le memorie di chi lo ha conosciuto più da vicino così da tracciarne un vivo profilo biografico e intellettuale, e Saggi in memoria, che costituisce la raccolta di studi in senso proprio.
Benedetto Aschero, come lo ha definito Mauro Guerrini nel saggio in cui si ripercorre tutta la sua carriera, dagli incarichi professionali, agli studi e alle pubblicazioni, è stato un bibliotecario, uno studioso e un docente, protagonista della storia della catalogazione del Novecento.
Iniziò la carriera di bibliotecario come responsabile della soggettazione alla Biblioteca universitaria di Genova e nel 1984 fu nominato direttore della Biblioteca statale di Trieste, dove esercitò la sua funzione con grande passione e professionalità.

Maria Angela Fantini, ricordando i sette anni che Aschero trascorse come direttore della Statale di Trieste, descrive una politica direzionale molto moderna, attenta alla mission dell'Istituto e allo stesso tempo all'attività di promozione verso l'esterno. Molto attenta inoltre a cercare di garantire, anche attraverso un impegno diretto in prima persona, una adeguata e approfondita formazione professionale ai propri collaboratori. Quindi una politica direzionale impegnativa, tesa a valorizzare la Biblioteca da una parte come luogo non solo di ricerca ma anche di informazione e di servizi, dall'altra come polo di attrazione culturale della città.

D'altronde Benedetto Aschero è stato un «bibliotecario di qualità», per usare le parole scelte da Maria Gioia Tavoni in un articolo pubblicato su «Biblioteche oggi», un bibliotecario che ha dedicato alla professione gran parte della sua vita, ricoprendo ruoli istituzionali e scientifici di prestigio, partecipando attivamente alla vita dell'Associazione italiana biblioteche, dove ricoprì incarichi sia a livello nazionale che regionale, ed infine dedicandosi con passione all'insegnamento universitario. Sfogliando le pagine dei Ricordi e testimonianze si ha la chiara percezione di un uomo animato da molteplici interessi e curiosità intellettuali e sociali, che lo portarono ad approfondire argomenti molto diversi tra loro: dalla filosofia, ai temi dell'illuminismo, dai diritti umani (fu co-fondatore della sezione genovese di Amnesty International), alle letterature classiche, alla letteratura francese e italiana.

Proprio questo suo eclettismo culturale è il filo conduttore che lega i ventuno scritti della seconda parte del volume, i Saggi in memoria. Ed è questo eclettismo che rende ragione di un'apparente atipicità di questo volume. Nelle opere commemorative siamo infatti abituati a trovare scritti intorno a tematiche relative alla disciplina, o a un particolare ramo di una disciplina, entro cui si è svolta l'opera intellettuale della persona che si vuole ricordare. Qui invece troviamo saggi apparentemente eterogenei, appartenenti a rami diversi del sapere, a diverse discipline di studi, a specifiche attività professionali, tutti riconducibili però alla vastità degli interessi di Aschero, che frequentò tutti questi ambiti intellettuali. Una vastità di interessi accompagnata da una non comune acutezza critica trasmessa a coloro che ebbero occasioni di rapporti di studio e di lavoro con lui.

È difficile entrare nel merito di tutti i singoli contributi, per la specificità dei contenuti e per la vastità degli argomenti trattati, ma l'elenco degli autori riflette con continuità le frequentazioni intellettuali che Aschero ha avuto nel corso della sua vita. Sicuramente ognuno approfondisce un interesse, un lavoro o semplicemente una passione di Benedetto Aschero, come i due saggi dedicati alla poesia del Carducci (la lirica Davanti a San Guido è stata recitata durante la cerimonia di commiato) o i saggi dedicati a Genova e Trieste, alle loro scrittrici e alle loro biblioteche. Molti sono gli approfondimenti di temi riguardanti il mondo delle biblioteche e della biblioteconomia: si discute infatti di indicizzazione e repertori bibliografici, di formazione professionale, di catalogazione, cataloghi e valorizzazione dei beni culturali.

Particolarmente interessante appare il saggio di Marco Santoro e Gianfranco Crupi dedicato alle fonti bibliografiche della letteratura italiana, non solo perché prende in esame le bibliografie speciali retrospettive e correnti relative anche a specifiche tipologie di forme documentarie, come le miscellanee celebrative (con l'esclusione di manuali, guide, avviamenti allo studio) e si presenta come un utile strumento per gli studiosi di italianistica, ma anche perché risponde pienamente a uno dei più importanti interessi professionali di Aschero, che destinò moltissime energie alla repertoriazione del patrimonio bibliografico inerente alla letteratura italiana. Nel 1991 usciva, infatti, sotto la sua direzione, il primo numero di LIAB (Letteratura italiana. Aggiornamento bibliografico) e qualche anno più tardi lo stesso Aschero cominciò a progettare una banca dati (LIRA. Letteratura italiana. Repertorio Automatizzato) che costituì la versione automatizzata ampliata e riorganizzata di LIAB.

Molto piacevole è anche il saggio di Gloria Cerbai dedicato al passaggio dal catalogo cartaceo al catalogo elettronico nella Biblioteca nazionale centrale di Firenze. È una ricostruzione storica molto precisa e dettagliata da cui traspare una leggera commozione nel ricordare gli entusiasmi e i timori dei giovani bibliotecari che, in quegli anni, si trovavano a vivere un momento storico della catalogazione.

Così come si pongono all'attenzione del bibliotecario il saggio di Maria Gioia Tavoni sull'evoluzione delle biblioteche universitarie, la storia di un lento ma inesorabile progresso che ha portato le biblioteche universitarie italiane a raggiungere i livelli di efficienza delle biblioteche delle università straniere, e il saggio di Romano Vecchiet sulla biblioteca pubblica come strumento di memoria storica, che riporta alla ribalta un tema da sempre molto discusso, ovvero la ricostruzione della memoria recente e di quella ormai remota di una comunità attraverso i documenti conservati in biblioteca, documenti che distinguono quella biblioteca da tutte le altre e allo stesso tempo valorizzano l'intera comunità.

Più tecnici gli scritti di Giliola Negrini sull'ordinamento delle parole chiave di LIAB e sull'importanza dello studio ontologico dell'opera letteraria per chi deve rilevarne i contenuti; di Alberto Petrucciani sul concetto di "opera" nella teoria della catalogazione e di Marta Ricci sulla serie della Bibliografia nazionale italiana dedicata alle tesi di dottorato. Infine si segnala la Bibliografia degli scritti di Benedetto Aschero curata da Rosaria Di Loreto e Antonia Ida Fontana Aschero che, ancora una volta, è la testimonianza diretta della vitalità intellettuale e della molteplicità di interessi che ha caratterizzato la vita e la professione di Aschero.

Questa miscellanea si rivolge certamente a un pubblico di bibliotecari e di letterati, ma anche a un pubblico di "curiosi", di "amanti del libro"; non a caso, il titolo del volume, Tra libri, lettere e biblioteche, si rivolge a tutti coloro che, come Benedetto Aschero, hanno fatto del libro un oggetto di studio e allo stesso tempo lo hanno considerato strumento di conoscenza e di ricerca.

Silvana De Capua
Biblioteca nazionale centrale di Roma


N.B. Sorry, no English abstract is available.
Copyright AIB 2008-05-19, a cura di Giada Costa
URL: http://www.aib.it/aib/boll/2008/0801079.htm

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