Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2008 n. 1 p. 81-82All'interno della crescente attenzione che le biblioteche italiane dedicano da qualche tempo alle problematiche dello sviluppo e della gestione delle raccolte, recuperando così un notevole ritardo che era stato accumulato nei confronti della biblioteconomia e della prassi bibliotecaria di altri paesi europei ed occidentali, sono le biblioteche pubbliche - forse perché maggiormente orientate alla contemporaneità e sottoposte a una più incalzante pressione da parte degli utenti - a manifestare il maggiore interesse per un pieno inserimento della gestione delle raccolte all'interno della gestione complessiva della biblioteca, seguendo il ciclo di vita dei documenti dalla fase di acquisto a quella del trattamento catalografico e della mediazione, a quella della loro organizzazione fisica, al monitoraggio sull'uso da parte degli utenti, fino alla revisione e allo scarto.
Dopo i lavori di Madel Crasta, Carlo Carotti, Loredana Vaccani, Rossana Morriello, Patrizia Lucchini, Maurizio Vivarelli, oltre che dell'autore di questa recensione, e dopo gli atti di qualche convegno sull'argomento, viene ora pubblicato un organico contributo di Stefano Parise, che si pone l'obiettivo di riflettere sulla funzione strategica che la politica documentaria può assumere in funzione di una collocazione e legittimazione sociale della biblioteca pubblica.
In apertura l'autore motiva così l'impostazione data al volume: «Le politiche documentarie e quelle di cooperazione sono fra i fattori cruciali di questo processo di costruzione del ruolo e dell'identità bibliotecarie. Le raccolte sono il luogo in cui si modella la capacità di risposta ai bisogni e il serbatoio su cui poggia il profilo di servizio di ogni istituto» (p. 15).
Su questo sfondo si colloca la trattazione, articolata in nove capitoli (1. Per inquadrare il problema; 2. Finalità della biblioteca e politica documentaria; 3. L'analisi del contesto; 4. Bisogni e motivazione; 5. Valutare le raccolte esistenti; 6. Pianificare la politica documentaria; 7. Gestire le acquisizioni; 8. Revisione e scarto; 9. Monitoraggio e valutazione) e corredata da quattro appendici, rispettivamente dedicate al profilo di comunità utilizzato per l'impianto della Biblioteca S. Giovanni di Pesaro, ai metodi per la raccolta delle informazioni, a un approfondimento della metodologia Conspectus ad uso delle biblioteche pubbliche, e infine alla descrizione dei compiti del responsabile d'area disciplinare.
Conclude il volume una bibliografia essenziale, prevalentemente italiana ma con interessanti inserzioni di contributi stranieri: va segnalata qualche lacuna, riguardante alcuni dei più interessanti lavori italiani sull'argomento, quale il capitolo di Maurizio Vivarelli, La costruzione delle raccolte: teoria e tecniche per lo sviluppo e la gestione delle collezioni, pubblicato in: Biblioteconomia: principi e questioni, a cura di Giovanni Solimine e Paul Gabriele Weston (Roma: Carocci, 2007, p. 39-59) e le voci su Acquisizioni delle raccolte, Sviluppo delle raccolte e Scarto del materiale bibliografico, curate da Rossana Morriello per Biblioteconomia: guida classificata, diretta da Mauro Guerrini (Milano: Editrice Bibliografica, 2007, p. 336-355).
Il volume è molto ben scritto e potrà essere di grande utilità - anche se il taglio non è propriamente manualistico - agli operatori di biblioteche pubbliche che vorranno impostare correttamente e in modo metodologicamente fondato la politica documentaria del proprio istituto.
Ci soffermeremo brevemente solo su alcuni aspetti, sui quali Parise fornisce, a nostro avviso, i contributi di maggior rilievo.
Coerentemente con l'impostazione del volume, è di particolare spessore il secondo capitolo, nel quale la riflessione ruota attorno alla definizione di biblioteca pubblica come «servizio locale a vocazione culturale, informativa e formativa, che opera in un contesto determinato garantendo l'accesso alle informazioni, alle idee e alle opere dell'ingegno umano per soddisfare bisogni sociali definiti, quali, solo per citarne alcuni, l'accesso all'istruzione, al patrimonio culturale, la crescita individuale, la tutela della memoria, l'esercizio dei diritti di cittadinanza, l'alfabetizzazione informativa» (p. 21).
L'apporto tecnicamente più rilevante e innovativo ci pare quello contenuto nel capitolo 5, laddove Parise passa in rassegna diverse opzioni di segmentazione delle raccolte in aree disciplinari e tipologie documentarie al fine di valutarne la consistenza e la qualità, nonché diverse metodologie di analisi delle raccolte stesse. In particolare, troviamo molto interessante l'esame comparato delle varianti cui è stato sottoposto il metodo Conspectus. Da tempo ormai si nota un interesse delle biblioteche pubbliche italiane nei confronti di questo metodo, che pure era nato nel settore delle biblioteche di ricerca. La griglia di valutazione di Conspectus - elaborata per misurare, nelle diverse aree di soggetto, la consistenza della collezione e i parametri quantitativi adottati per l'attività corrente di acquisizione - viene sempre più spesso presa a riferimento dai sistemi di biblioteche pubbliche per la pianificazione dello sviluppo coordinato e per la costruzione della "carta delle collezioni". Questo mutamento di orizzonte ha richiesto, ovviamente, alcuni adattamenti, che progressivamente si sono andati affinando.
La griglia di valutazione, impostata negli Stati Uniti secondo la classificazione della Library of Congress, è stata solitamente ridefinita secondo le scansioni della Classificazione Dewey, enucleando spesso almeno alcune aree tematiche, che pur non assurgendo al rango di classe principale, rivestono comunque un'importanza notevole e richiedono una certa visibilità in una biblioteca pubblica. Anche la codifica a più livelli, utilizzata per indicare la consistenza del posseduto e l'impegno nella politica delle acquisizioni, ha subito semplificazioni e adattamenti: una delle varianti degne di maggiore attenzione è quella elaborata nell'ambito del Western Library Network, su cui l'autore si sofferma sia nel quinto capitolo che nella terza appendice (p. 115-116 e 285-291), illustrandone compiutamente le caratteristiche e i vantaggi.
Un altro contributo a nostro avviso molto utile può essere segnalato nel tentativo, ben riuscito, di mettere a fuoco i concetti di "prima informazione", "divulgazione" e "approfondimento" e di individuare le dotazioni documentarie riconducibili a queste tre diverse linee di servizio della biblioteca pubblica (p. 135-146), riprendendo in questo senso un lavoro avviato qualche anno fa da alcuni sistemi bibliotecari lombardi (Dal libro alle collezioni: proposta operativa per una gestione consapevole delle raccolte, Milano: Provincia di Milano, 2002).
Non volendo tacere su qualche aspetto più deludente, possiamo dire che meno felici ci paiono i capitoli 6 e 7, dedicati alla pianificazione e alla gestione delle acquisizioni, in cui forse ci si poteva aspettare qualcosa di più concreto in merito allo sviluppo coordinato e all'impostazione dei rapporti con i fornitori. La sensazione che si prova è che Parise abbia raggiunto il massimo della tensione negli aspetti a maggiore rilevanza progettuale, trattando in un modo un po' affrettato le parti dedicate alla gestione.
Ciò toglie poco ai meriti di un'opera, che certamente sarà letta con grande attenzione e profitto dai tanti colleghi italiani impegnati nella costruzione di una pratica consapevole di uno dei più affascinanti aspetti della professione bibliotecaria e della vita delle biblioteche.
Giovanni Solimine
Università degli studi di Roma "La Sapienza"