Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2008 n. 1 p. 86L'autore del libro si presenta nella prefazione come un architetto
esperto in progettazione di biblioteche e come un amministratore più volte
coinvolto nella loro gestione, rivendicando quindi una buona conoscenza dei processi che
ne governano la funzionalità.
L'agile manuale é costruito in 14 capitoli con appendici documentarie, e
l'obiettivo è immediatamente esplicitato: descrivere il processo di costruzione di
una biblioteca dal punto di vista privilegiato del progettista, illustrandone tutte le
fasi tecniche, dalla decisione politica di costruire alla valutazione economica del
prodotto finito.
McCarthy si pone subito una domanda di fondo. Perché costruire ex novo
invece di ampliare il preesistente? La risposta è semplice. È possibile che
si siano valutati gli alti costi dell'eliminazione dell'amianto e dell'adeguamento
dell'accessibilità per i disabili, tanto da decidere di spostare la biblioteca in
un altro luogo, e ciò significa molte cose: necessità di organizzare un
buon fund raising, possibile rivitalizzazione di aree urbane depresse, importanza
strategica del team-project e del team-work, verifica del consenso politico
e professionale sul progetto proposto, analisi dei costi sia del progetto che della
costruzione, pianificazione a lungo termine, importanza dei consulenti bibliotecari e
finanziari, controllo assoluto delle varie fasi programmate.
McCarthy definisce la fase del programmare come quella più eccitante nel processo
della progettazione architettonica, perché in essa si esplicitano gli obiettivi,
si studiano le soluzioni spaziali, si individuano le adiacenze degli ambienti con
relazioni espresse per mezzo di diagrammi, si propongono gli arredi anche tecnici, si
studiano le soluzioni di parcheggi e spazi circostanti.
Tale fase, tuttavia, deve essere accompagnata da un intenso lavoro di gruppo, da
un'analisi accurata dei punti di forza e di debolezza della struttura già
esistente, da un consigliabile rispetto del budget cui dovrebbe corrispondere un
progetto del quale si possa calcolare la percentuale di efficienza, ovvero il rapporto
fra area totale e area al netto degli spazi di transito come scale, corridoi, ascensori,
aree di ingresso: valore molto importante, perché dà la misura della
coerenza armonica del progetto architettonico. L'analisi del luogo scelto o da scegliere
è altrettanto importante: accessibilità pedonale, clima, venti, barriere di
vario tipo definiscono il rapporto con la città circostante, perché
«no library is an island» sostiene l'autore.
Non meno interessanti sembrano le pagine dedicate alla scelta dell'architetto in base a
colloqui e interviste molto strutturati, dai quali il management della biblioteca deve
capire cosa fare, tenendo ferma la barra sui costi di costruzione e valutando il
più possibile la certificazione attestante che il progetto contiene elementi di
sostenibilità ambientale e di risparmio energetico.
Il continuo richiamo dell'autore alla massima collaborazione fra bibliotecari e
architetti testimonia della sua effettiva consapevolezza della complessità dei
processi che governano le biblioteche odierne, in evoluzione continua e definite
«di nuovo genere»; da ciò è nato dunque un manuale pratico e
prodigo di consigli, ma anche ispirato, e generoso di intuizioni che possono essere utili
anche a chi, in Italia, intenda costruire nuove strutture.
È pur vero che tra concorsi di idee, progetti di archistar e appalti di
varia tipologia, il ruolo dei nostri bibliotecari rischia di rimanere in assoluta
retroguardia, ma è innegabile che uno sguardo su come pensano e lavorano gli altri
non possa che esserci utile.
Nuove biblioteche stanno nascendo anche in Italia e, se funzioneranno, il merito
dovrà essere di tutti, così come McCarthy sostiene nel suo libro dalla
prima all'ultima pagina.
Sonia Cavirani
Sistema bibliotecario, Università di
Camerino