[AIB] Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2008 n. 1 p. 87-88
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RECENSIONI E SEGNALAZIONI


Many into one: problems and opportunities in creating shared catalogues of older books: papers presented on 11 November 2005 at the CERL Seminar hosted by the Biblioteca nazionale centrale, Rome, edited by David J. Shaw. London: Consortium of European Research Libraries, 2006. VIII, 126 p., ill. (CERL papers; 6). ISBN: 0-9541535-5-3; ISBN 13: 978-0-9541535-5-7.

Obiettivo dichiarato del Cerl è condividere risorse e conoscenza tra biblioteche di ricerca per valorizzare, implementare e preservare il patrimonio a stampa europeo precedente al 1830.
Il paper Many into one, frutto del seminario 2005, ospitato dalla Biblioteca nazionale centrale di Roma, focalizza problemi e opportunità dei cataloghi condivisi di materiale antico in casi concreti di riflessione.
La cooperazione, declinata in contesti assai differenti, è il leit motif che accomuna gli otto interessanti contributi. Il contatto con diverse esperienze, principio base della cooperazione, la contestuale condivisione di risorse e l'evoluzione tecnologica, sono evidenziate come occasioni comuni di crescita. I grandi obiettivi portati a compimento in Italia, ricorda Osvaldo Avallone, direttore della Biblioteca nazionale di Roma, sono stati possibili solo grazie a sinergie.

Marco Paoli, direttore dell'Istituto centrale per il catalogo unico, sottolinea l'importanza della cooperazione in due progetti italiani: Edit16, il censimento nazionale delle edizioni italiane del XVI secolo e SBN, il catalogo del Servizio bibliotecario nazionale per l'antico. Il censimento, partito negli anni Ottanta, si è evoluto nel tempo e ha identificato nei nuovi media elettronici il supporto ideale per gestire e condividere (coinvolgendo massicciamente istituti di diversa tipologia) la grande mole di informazioni raccolte. Il catalogo SBN, basato sul principio di catalogazione partecipata, è attivo dal 1994 per il materiale antico. La cooperazione in questo caso si è espressa in molteplici azioni formali: condivisione di record bibliografici unici tra polo e indice, possibilità di modificare le notizie, uniformità di regole (Guida alla catalogazione in SBN), controllo di autorità degli autori, partecipazione estesa alle applicazioni non-SBN, bonifiche dell'archivio.

Mauro Guerrini affronta una questione catalografica ancora aperta: la forma dell'intestazione degli autori. Citando Cutter, il problema della scelta della lingua nella catalogazione consiste in tre alternative: originale, convenzionale, d'uso comune. Ognuna di queste opzioni ha pro e contro relativamente ad aspetti di natura filologica e di fruibilità. In base alla scelta operata emerge il rispetto di una cooperazione internazionale e quindi di un principio di uniformità o piuttosto di un accesso semplificato all'utente.
Canti tribali e storia dell'impronta, contributo di Neil Harris, compara i principali metodi di rilevazione dell'impronta bibliografica. Harris ritiene che solo l'abitudine all'uso abbia determinato la preferenza per l'uno o per l'altro, e che essi possano essere scelti in base alle rispettive performances. I metodi non rilevano con certezza ciò che accade alle differenti versioni, ma solo suppongono ciò che può essere accaduto; ciononostante, come ricorda Brian Hylliard citando l'esperienza della Biblioteca nazionale di Scozia, sono ugualmente necessari. Due sono sostanzialmente le procedure possibili: la prima rileva parole, lettere, caratteri da punti fissi nell'edizione (es. Loc); la seconda rileva la posizione della segnatura rispetto al testo nella riga finale della pagina soprastante (es. STNC e Osler).
Marina Venier nota come il progetto MAR.T.E.-Marche tipografiche editoriali, rivolto ai libri italiani del XVII secolo, esista solo grazie alla cooperazione. Data l'endemica riduzione di risorse umane e finanziarie nel campo dei beni culturali, l'unica strada percorribile per mantenere e far crescere le notizie che compongono l'archivio è quello della cooperazione (anche gli utenti esterni possono proporre modifiche o introdurre informazioni).
Anche in Ungheria si è attivato un catalogo partecipato nazionale per il materiale antico a stampa (1450-1850): MOKKA-R. Scopi principali: localizzare; diversificare le copie descrivendole; implementare i dati individuali della copia; integrare le notizie con dati ipermediali. Il sistema utilizza lo standard XML.

In Francia il catalogo collettivo si propone di presentare in un'unica interfaccia di ricerca i tre cataloghi maggiori (Opale+, SUDOC, BMR) per un totale di circa 17 milioni di documenti. Nato nel 1988 e inizialmente non concepito con l'aspetto di condivisione dei records bibliografici con altre biblioteche, nel 1994 (con l'unificazione tra Biblioteca di Francia e Biblioteca nazionale), si è reso necessario rendere compatibili software, hardware e dati sperimentando il protocollo Z39.50. CCFr però è soprattutto uno strumento di localizzazione; pertanto non offre le massime prestazioni nella descrizione di libri antichi. Dal 2006 è in trasformazione per divenire un portale che supporti più archivi eterogenei per natura e contenuto.

Infine, l'esperienza del sistema bibliotecario della Yale University pone l'accento sulla condivisione di informazioni catalografiche promuovendo standard universali per aiutare l'utente a localizzare materiale, anche quello non conosciuto, rilevante per la sua ricerca. A tal fine si creano generalmente record catalografici non di basso livello e si moltiplicano i punti di accesso, seppure il problema del tempo e delle risorse, anche in questo caso, limiti un trattamento così approfondito solo ad alcuni documenti. L'ambiente online ha facilitato questi aspetti estendendo l'accesso a tutti gli utenti: locali, nazionali, internazionali.

Francesca Papi
Biblioteca II Facoltà di ingegneria, Università di Bologna


N.B. Sorry, no English abstract is available.
Copyright AIB 2008-05-23, a cura di Antonella Iacono
URL: http://www.aib.it/aib/boll/2008/0801087.htm

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