[AIB] Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2008 n. 1 p. 92
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RECENSIONI E SEGNALAZIONI

Paggi e Bemporad editori per la scuola: libri per leggere, scrivere e far di conto, a cura di Carla Ida Salviati. Firenze: Giunti, 2007. 282 p. ISBN 978-88-09-05352-6. € 25,00.

Ormai da qualche anno sta crescendo in Italia l'interesse per l'editoria scolastica, settore che negli anni passati era stato oggetto di studio più dei pedagogisti e degli storici dell'educazione, che degli storici del libro. Grazie alla spinta propulsiva data dai recenti strumenti bibliografici approntati da vari gruppi di studiosi, le riflessioni sui caratteri dell'editoria ottocentesca, e in particolare sul genere scolastico, sono divenute via via sempre più approfondite e acute.
Una casa editrice che ha influenzato e innovato questo settore dell'editoria è stata certamente la Bemporad, ricordata anche dai non specialisti per il Pinocchio e il «Giornalino della domenica» diretto da Vamba.
Il libro qui presentato raccoglie saggi di diversi studiosi che hanno lavorato assieme a un progetto di valorizzazione dell'archivio Bemporad, oggi depositato presso l'Archivio storico Giunti, che conserva non solo numerosi carteggi e materiale archivistico della casa editrice fiorentina, ma anche una vasta raccolta libraria delle edizioni.
Nel primo saggio, la curatrice Carla Ida Salviati traccia un ritratto di "Sor Enrico", ovvero Enrico Bemporad, partendo dal precoce inizio, quasi improvviso, come successore dell'attività editoriale paterna, per arrivare all'ascesa ai vertici dell'editoria italiana, fino al progressivo declino, e alla morte, passata sotto silenzio nell'ambiente editoriale e non. Il profilo dell'editore è sviluppato dall'autrice non solo attraverso i rapporti con consulenti e collaboratori, ma anche attraverso il filtro del rapporto con gli uomini di potere, tra cui Ferdinando Martini prima e Mussolini in seguito, e attraverso altri editori, come Treves e Mondadori: il risultato è la ricostruzione di un quadro efficace e completo, privo di derive agiografiche e incensatorie.

Nel secondo saggio Aldo Cecconi ci riporta indietro alle origini della Bemporad descrivendo l'attività dei suoi predecessori, Alessandro e Felice Paggi, proprietari della libreria editrice omonima. Nel 1889 il catalogo editoriale della ditta fu ceduto ai cessionari Roberto ed Enrico Bemporad, rispettivamente genero e nipote di Alessandro. Interessanti sono gli inizi dell'impresa Paggi, nata nella prima metà dell'Ottocento e divenuta negli anni Quaranta punto d'incontro dei più fervidi liberali toscani, realizzando e diffondendo numerosi opuscoli proibiti e stampati alla macchia. Solo dopo l'Unità la vocazione della libreria si orienterà verso la produzione scolastica e soprattutto inizierà a promuovere la letteratura per ragazzi extra-scolastica, vera e propria innovazione culturale e editoriale.
All'analisi della produzione scolastica della Bemporad a partire dalla fine dell'Ottocento fino alla seconda guerra mondiale è dedicata la ricerca di Carmen Betti, che utilizza verbali e registri dell'impresa per sottolinearne e motivarne sia la fase di ascesa che quella di declino, rattristata e appesantita dall'applicazione delle leggi razziali e dalla ridenominazione della casa editrice in Marzocco.
Più specificatamente dedicato all'esame del catalogo editoriale è il saggio di Gianfranco Bandini che fornisce alcune interessanti riflessioni sul rapporto tra la produzione editoriale scolastica di Bemporad e i programmi ministeriali dedicati all'istruzione.

In sintesi, dall'analisi emerge un doppio binario sul quale correvano i testi pubblicati dall'editore fiorentino: il binario "classico", ovverosia la pubblicazione continua nel tempo di opere tradizionali per contenuti e aspetti didattici, adeguata comunque alle necessità e ai dettami pronunciati dal Ministero, e quello "innovativo", con testi che appoggiavano pratiche didattiche più moderne e aggiornate e titoli maggiormente sensibili ai problemi sociali emersi durante il periodo giolittiano.
Una delle preoccupazioni di Bemporad fu anche quella di promuovere e pubblicizzare le sue edizioni: trovò dei buoni strumenti nelle riviste scolastiche, ad alcune delle quali, a vario titolo, legò il proprio nome. Stefano Oliviero, nel quinto saggio di questo volume, effettua una vera e propria disamina di alcune di queste riviste, a partire dalla piccola e effimera «Il Caffè», fondata nel 1891, passando per la «Rassegna scolastica» (1895-1908), «Il rinnovamento scolastico» (1923-1925) e «I diritti della scuola», gestita da Bemporad a partire dal 1926 fino al 1935.

Ad aspetti più tecnici è dedicato l'ultimo saggio, nel quale Silvia Castaldi presenta le officine tipografiche che si sono occupate della stampa delle edizioni Bemporad. Prima del 1930, infatti, l'editore non era provvisto di un proprio stabilimento ed era quindi costretto a commissionare la stampa delle sue opere a varie tipografie, che nel tempo diverranno più di centocinquanta. Le importanti innovazioni tecnologiche di fine Ottocento renderanno frequente nei libri il ricorso alle immagini, che progressivamente assumeranno un ruolo ben definito, passando da semplici decorazioni a elementi funzionali al testo. Ben presto, infatti, ci si rese conto come anche i manuali e i libri di testo potessero sfruttare l'efficacia delle illustrazioni nel processo di apprendimento.
A corredo dei saggi è inserito un percorso iconografico, curato da Aldo Cecconi, che, attraverso riproduzioni di eleganti frontespizi, marche tipografiche e testi, ci fornisce ottimi spunti di riflessione su quanto sia stata elaborata ed efficace la capacità comunicativa e promozionale della casa editrice fiorentina e sul notevole livello di grafica e design esibito nelle sue pubblicazioni.

Il respiro offerto da questo volume è certamente ampio: Bemporad è collocato in un ambiente, quello dell'editoria italiana, in pieno divenire, e attraversa con le sue alterne vicende anni cruciali per questo settore. La varietà dei saggi e il profondo lavoro di scavo nelle fonti archivistiche costituiscono certamente un esempio da seguire per studiare i numerosi editori italiani ottocenteschi ancora poco conosciuti o poco indagati.
Come sottolinea efficacemente in uno dei saggi Gianfranco Bandini: «La casa editrice Bemporad, per la continuità e la ricchezza della sua produzione editoriale, per la sua importanza nel panorama nazionale e, non ultimo, per la ricchezza dei documenti archivistici, rappresenta davvero un caso esemplare per lo studio del libro scolastico» (p. 149).

Sara Mori
Università di Pisa , Avellino


N.B. Sorry, no English abstract is available.

Copyright AIB 2008-05-02, a cura di Giuseppina Vullo
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