[AIB] Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2009 n. 3 p. 385
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RECENSIONI E SEGNALAZIONI


Elaine Svenonius. Il fondamento intellettuale dell'organizzazione dell'informazione, traduzione di Maria Letizia Fabbrini; introduzione di Mauro Guerrini. Firenze: Le lettere, [2008]. XXIII, 298 p. (Pinakes; 4). ISBN 978-886087134-3. Eur 60,00.

Il fondamento intellettuale dell'organizzazione dell'informazione di Elaine Svenonius appare, a otto anni dalla sua pubblicazione in lingua originale, nella traduzione di Maria Letizia Fabbrini come quarto volume della collana Pinakes della casa editrice Le Lettere, che ospita testi fondamentali e classici internazionali della biblioteconomia (e in cui hanno già trovato posto Letteratura e manufatti di G. Thomas Tanselle, gli Scritti scelti editi e inediti di Desiderio Chilovi, Le origini della bibliografia di Theodore Besterman). L'opera, come infatti sottolinea Mauro Guerrini, direttore della collana, «rientra fra quelle che Ranganathan definisce, in Reference Service, opere "seminali", ovvero riflessioni che per la loro profondità aprono nuove strade alla ricerca e delineano orizzonti ben più ampi di quelli enunciati».
Il libro di Elaine Svenonius, allieva di Seymour Lubetzky (1898-2003) e per molti anni docente di catalogazione all'UCLA, University of California, Los Angeles, si pone come testo di sintesi non solo all'interno del panorama biblioteconomico, ma anche per chi si interessa di organizzazione dell'informazione e di progettazione dei sistemi organizzativi.
Scopo dell'opera è individuare il fondamento intellettuale, ovvero i presupposti teorici che sono alla base dell'organizzazione dell'informazione. L'idea centrale su cui è incardinata la trattazione della Svenonius è che un'intelligente e corretta organizzazione dell'informazione sia indispensabile non solo alla comunità degli studiosi, ma all'intera società. Perciò l'autrice, malgrado la ricchezza e la complessità dei concetti esposti, utilizza un linguaggio certamente erudito e tuttavia accessibile anche a quanti non appartengano al mondo della biblioteconomia e della scienza dell'informazione.

Le ampie riflessioni di Svenonius esprimono inoltre il bisogno di fare il punto sulle conoscenze acquisite e sui più importanti nodi disciplinari della teoria biblioteconomica in relazione all'innovazione tecnologica. La rivoluzione digitale ha infatti profondamente influenzato il modo in cui l'informazione si materializza, costringendo quanti si interessano di catalogazione a rivedere le modalità con cui si identificano i supporti dell'informazione stessa e, di conseguenza, i processi di mediazione tra il catalogatore, il documento e l'utente. Svenonius tuttavia, nel ripercorrere le riflessioni condotte dai bibliotecari nell'arco di un secolo e mezzo, dimostra che non c'è soluzione di continuità, nonostante l'innovazione tecnologica, sui modi di rappresentare e rendere accessibile l'informazione. Perciò l'opera non si configura come uno sterile elenco di metodi, ma illustra la teoria e la pratica che si sono sviluppate all'interno delle discipline bibliografiche a partire da una nuova posizione concettuale.
Il libro è diviso in due parti di cinque capitoli ciascuna. La prima parte tratta la definizione di fondamento intellettuale e i concetti basilari, all'interno dell'opera, di informazione e documento; si procede poi all'esame degli obiettivi dei sistemi progettati per recuperare l'informazione tracciandone la storia, da Antonio Panizzi a Charles Ammi Cutter e Seymour Lubetzky fino ai Functional Requirements for Bibliographic Records dell'IFLA del 1998. I capitoli successivi sono dedicati al tema dell'ontologia, cioè la teoria che riguarda le entità informative che comprendono i documenti e gli insiemi di documenti formati dagli attributi di opera, edizione, autore e soggetto: si discute inoltre la funzione di tali entità nell'organizzazione dell'informazione, distinguendo fra definizioni concettuali e operative, indispensabili, queste ultime, per ottenere uniformità nella descrizione bibliografica e per automatizzare alcune parti dell'organizzazione dell'informazione; e ancora, l'organizzazione dell'informazione viene concettualizzata come impiego di un linguaggio per usi speciali. Fondamentali sono le pagine dedicate ai principi e alle direttive che guidano la creazione dei linguaggi bibliografici, e cioè interesse dell'utente, presentazione, sufficienza e necessità, standardizzazione e integrazione.

Nella seconda parte del volume, che si sposta dal generale al particolare, si offre una sintesi dei tre linguaggi bibliografici utilizzati per l'organizzazione dell'informazione. I linguaggi bibliografici sono identificati sulla base degli oggetti che descrivono (opere, documenti, soggetti), e caratterizzati in base ai loro componenti (vocabolario, semantica e sintassi).
Si procede innanzitutto all'analisi dei linguaggi costruiti per la descrizione delle opere, prendendo a riferimento il linguaggio sviluppato dalla tradizione catalografica anglo-americana, considerato dall'autrice come il più raffinato, per passare poi ai linguaggi per i documenti, usando come grande contenitore di esempi e nodi critici AACR2R. Ampio spazio è dedicato ai linguaggi per i soggetti, distinti in linguaggi di indicizzazione ordinati alfabeticamente e linguaggi di classificazione. In questo caso come esempio sono citati le Library of Congress Subject Headings e la Classificazione Decimale Dewey, ritenuti i linguaggi più diffusi nel loro genere. Gli ultimi capitoli sono infine dedicati alla semantica e alla sintassi dei linguaggi di soggettazione, ripercorrendo la storia della loro elaborazione e ponendo le più importanti questioni da risolvere.
Il lavoro ripensa organicamente i principali temi di ricerca della professione e dell'attività di mediazione catalografica, dimostrando che i principi, gli obiettivi e le tecniche che sono stati elaborati in ambito biblioteconomico costituiscono un patrimonio che supera ampiamente i confini disciplinari. L'opera, perciò, non solo descrive i vari modi di organizzare l'informazione nell'era elettronica, ma stimola efficacemente la riflessione in chi intenda basare l'organizzazione dell'informazione su un fondamento intellettuale. La sua lettura, oltre che per lo spessore teorico e le riflessioni che può stimolare, sarà quindi di grande utilità nel momento in cui sul lavoro dei bibliotecari impatteranno la nuova Dichiarazione di principi internazionali di catalogazione e, per quanto riguarda il contesto italiano, si dovranno affrontare i cambiamenti imposti dalle nuove regole di catalogazione e dal nuovo Soggettario.

Simona Cives
Comune di Roma, Istituzione Biblioteche


N.B. Sorry, no English abstract is available.
Copyright AIB 2009-11-26, a cura di Antonella Iacono
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