[AIB] Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2009 n. 3 p. 389
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RECENSIONI E SEGNALAZIONI


Alfredo Serrai - Fiammetta Sabba. Profilo di Storia della Bibliografia. Milano: Sylvestre Bonnard, 2005. 374 p. (L'ordine dei libri). ISBN 88-89609-06-0. Eur 40,00.

Non appaia sconsolante e non si faccia rientrare in una generale laudatio dei tempi che furono accertare che ai nostri giorni la bibliografia e la sua storia rischiano di cadere in discredito e che ciò possa avvenire per validi motivi. Le migliori repertoriazioni del passato erano intrise dall'idea di rappresentare, attraverso lo svisceramento della historia litteraria, l'evoluzione di una identità locale, regionale ed anche nazionale. La stessa figura del bibliografo (come quelle del filologo e del critico fino all'intellettuale, come osserva Alberto Asor Rosa) ha perso autorevolezza anche in seno alla comunità degli studiosi.
Una provocazione: la bibliografia non ha mai perso il suo ruolo, bensì è il bibliografo ad aver snaturato il proprio, lasciandosi alle spalle la capacità di interpretare e di ricercare, l'impegno teorico-critico per trasformarsi in un acceso valutatore, in un specializzato di sentenze. Non è negativa la bibliografia che si contamina con i metodi di altre discipline: negativo è l'atteggiamento del bibliografo che s'arrocca sulla propria poetica proponendola come la migliore o la maggiormente seducente, che dichiara l'impossibilità di qualsiasi novità se non quella portata da lui stesso.

Questa premessa vuole giustificare l'importanza dell'uscita, ormai nel 2005, per l'agguerrita casa editrice milanese Sylvestre Bonnard del Profilo della Bibliografia, a cura di Alfredo Serrai e di Fiammetta Sabba. Profilo che, nelle intenzioni di Serrai, non rappresenta «una riduzione lineare della materia distesa negli undici volumi della mia opera maggiore [per l'appunto la Storia della bibliografia pubblicata da Bulzoni tra il 1988 e il 2001 con lo strenuo supporto di Maria Cochetti, Maria Grazia Ceccarelli, Margherita Palumbo, Gabriella Miggiano, Marco Menato, Vesna Stunic e della stessa Sabba]» (p. 7), ma ha costretto gli autori ad un «ripensamento che non si lega soltanto alla diversa destinazione del lavoro [l'ambito universitario, ndr] ma all'esigenza di trovare un nuovo equilibrio, sia fra i temi prescelti che nella loro sequenza, in modo che la distribuzione della materia si adatti, nel complesso, alle nuove dimensioni del volume» (p. 7).

Sempre Serrai poi rimarca, a scanso di equivoci recensori, che «il libro si occupa di Storia della Bibliografia e non di repertoriazione bibliografica a fini strumentali o genericamente eruditi» (p. 9): non vedo cosa possa esserci di negativo nel "fine strumentale". Serrai in questa rivendicazione sembra fare proprie le osservazioni di Georg Gottfried Gervinus (ora in Schriften zur Literatur, a cura di Gotthard Erler, Aufbau-Verlag, Berlin, 1962, p. 4) che, parlando delle storie letterarie strutturate come una semplice successione cronologica di vite e opere degli scrittori, considerava che esse fossero solo lo scheletro di una storia, e che pertanto fosse compito dello storico della letteratura (e di converso dello storico della bibliografia) di individuare della disciplina «l'idea fondamentale che penetra proprio la serie dei fatti che ha scelto come tema e si manifesta in essi ponendoli in relazione con gli eventi del mondo» (Id., Grundzüge der Historik (1837), in Schriften zur Literatur, p. 49-103: 47). Per questo motivo Serrai insiste molto, non solo in questo scritto, sia per formazione culturale sia per giusta caparbietà, a trovare sempre l'Idea che permea le manifestazioni della Bibliografia: fortissima è la volontà di far capire che l'essenza storica della disciplina bibliografica consista non solo nella funzione rappresentativa della conoscenza, ma anche nella sua efficacia e della sua capacità di influenzare altre discipline, altri snodi intellettuali. Suddivisa in venticinque capitoli l'opera cerca di raccontare, con linguaggio sostenuto e di non immediata comprensione, l'evoluzione del pensiero bibliografico e la rottura di tradizioni: un percorso dettato da mutamenti, contrapposizioni tra scuole, conflitti di pensiero, esperimenti di forme editoriali fino ad arrivare alla bibliografia nell'età industriale.

Simone Volpato
Università degli studi di Udine


N.B. Sorry, no English abstract is available.
Copyright AIB 2009-11-26, a cura di Antonella Iacono
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