Associazione
italiana biblioteche. BollettinoAIB 2009 n. 3 p. 394
L'elegante volume, stampato su carta acid free, apre la
collana dei Quaderni dell'Istituto Centrale per la Patologia del Libro,
ideata, usando le parole di Arminda Batori nella Premessa,
per «comunicare gli studi, le ricerche e le esperienze che vengono
portati avanti nei diversi laboratori» dell'Istituto stesso e che
vengono offerti «alla comunità dei bibliotecari e dei
conservatori».
In questo specifico numero si è voluto
dar conto della recente attività su cui si è concentrato
l'impegno dell'Istituto, esaltando sia l'approccio multidisciplinare che
ha riunito le diverse competenze dei vari laboratori interni sia la
proficua collaborazione avviata con studiosi e ricercatori esterni. La
tipologia presentata è assai varia sia per le caratteristiche dei
sei manufatti coinvolti, sia per la conseguente diversità di
approccio del restauro: si passa dall'intervento su un registro notarile,
redatto da Parente di Salzana tra il 1293 e il 1294 e conservato presso
l'Archivio notarile di La Spezia, la cui carta di fattura araba prodotta
in Occidente («prima testimonianza dell'uso di carta a zigzag in un
codice di origine italiano, per lo più datato e localizzato con
precisione» secondo Paul Canart, della Biblioteca Apostolica di Roma)
appariva assai feltrosa e fibrosa, al restauro del Pontificale
492 del Museo Diocesano di Salerno, vero e proprio repertorio delle
diverse fasi della realizzazione del processo di miniatura di un codice,
databile tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo, e in cui
l'attività di restauro si è dovuta concentrare proprio sul
consolidamento o sull'integrazione della base, asiso,
delle parti trattate a foglia d'oro che delle stesse parti dorate o degli
altri pigmenti presenti.
Il terzo intervento ha riguardato un'opera moderna, La prima Regina d'Italia, dello scrittore Onorato Roux in onore di Margherita di Savoia nel 1900, nell'obiettivo anche di sottolineare la necessità di salvataggio delle testimonianze grafiche contemporanee, individuando metodiche specifiche: recuperando e valorizzando, in questo caso, elementi caratterizzanti l'opera, la coperta del volume di pergamena decorata sul piatto anteriore da un medaglione dorato raffigurante Margherita di Savoia di profilo, il piatto posteriore e il dorso arricchiti di motivi floreali, le eleganti carte di guardia e di controguardia, si è evitato la perdita di testimonianze storiche, permettendone altresì un'adeguata valorizzazione .
Il quarto caso presenta un problema di conservazione e al tempo stesso di assemblaggio di un insieme complesso, composto da otto opere grafiche di formato diverso, concernenti la cerimonia della Chinea, offerta al papa Clemente VIII il 28 giugno 1598, il cui culmine era rappresentato dalla presentazione al Pontefice di una cavalla bianca riccamente bardata. La grande stampa raffigurante il corteo accompagnatorio, lunga più di quattro metri, l'incisione riproducente la partenza della cavalla, e altre stampe di corredo, controfondate da tela, fatte aderire su più punti e ripiegate al fine di rientrare in una legatura di pergamena floscia, presentavano evidenti lacerazioni causate proprio dalla trazione delle varie componenti così assemblate, compromesse ulteriormente dalle sollecitazioni conseguenti alla consultazione. Distacco dalla foderatura, tecniche adeguate di pulitura, lavaggio e deacidificazione, evitanti la perdita del rilievo di stampa, e infine l'ideazione di una nuova struttura in grado di accogliere in maniera adeguata e conservativa le diverse componenti hanno restituito alla Biblioteca Angelica di Roma un'opera pienamente conservata.
Il Prospetto dell'alma Città di Roma, un'imponente incisione dell'artista Giuseppe Vasi, datata 1765, conservata preso il Comando generale dell'Arma dei Carabinieri di Roma, è stata oggetto di un ulteriore restauro: il forte imbrunimento del supporto cartaceo, in più punti deformato a causa del tensionamento della foderatura, le numerose screziature di colore e le lacerazioni impedivano ormai la piena leggibilità dell'opera e mettevano a rischio la sua conservazione; il distacco dalla foderatura, la rimozione dei collanti e dei vecchi restauri, la pulitura, il trattamento ossido-riducente e un diverso montaggio su cartoni alveolari durevoli hanno restituito all'incisione la sua bellezza originaria.
L'ultimo intervento descritto porta all'attenzione un manifesto di
propaganda: Sottoscrivete al prestito di Duilio
Cambellotti del 1917 e conservato ripiegato presso la Biblioteca di storia
moderna e contemporanea di Roma. Appariva molto indebolito lungo le linee
di piegatura, con ampie lacerazioni, lacune e imbrunimenti. Scartato il
trattamento con soluzione acquosa, si è operata la deacidificazione
alcolica per alcol etilico, si è poi proceduto alla sutura degli
strappi e delle lacune, terminando l'opera di restauro con l'applicazione
di una leggera velatura con carta giapponese e il collocamento in un passepartout
di cartone durevole.
Per ogni restauro sono stati descritti con
meticolosità i procedimenti e i materiali utilizzati e ciascuno
è corredato dal rendiconto di puntuali analisi chimiche, fisiche e
biologiche, costituendo in tal modo un'interessante e aggiornata rassegna
di metodiche e di strumentazioni.
Tiziana Plebani
Biblioteca nazionale Marciana, Venezia