Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2009 n. 3 p. 396Information Literacy: International Perspectives, edited by Jesús Lau. München: Saur, 2008. (IFLA Publications; 131). 160 p., ill. ISBN 978 3 598 22037 1. ISSN 0344 6891. Eur 78,00.
L'International Federation of Library Associations and Institutions (IFLA) ha di recente pubblicato un interessante volumetto dedicato interamente alla information literacy, argomento di cui si ritorna a parlare con crescente attenzione e interesse proprio in questi tempi di tecnologie innovative dell'informazione.
Come definire il ruolo della information literacy nel ventunesimo secolo?
Sandy Campbell, nel primo capitolo del libro, prende spunto dalla ben nota definizione dell'American Library Association (ALA, 1989): «Affinché una persona possa essere considerata information literate, essa deve essere in grado di riconoscere quando sia necessario acquisire una informazione e possedere l'abilità di localizzarla, valutarla ed utilizzarla in maniera efficace». Eppure, da questa definizione, che per anni ha costituito un fondamento della professione e dell'insegnamento della pratica bibliotecaria (in particolar modo per le biblioteche accademiche), si è approdati oggi a un concetto di ben più ampio respiro. Il World Summit on Information Society (2004) aveva riconosciuto tra i propri obiettivi la creazione di una «società dell'informazione centrata sulla persona, complessiva e aperta al cambiamento, in cui ciascuno potesse creare, accedere, utilizzare a scambiare informazioni e conoscenze [...] per promuovere lo sviluppo sostenibile e il miglioramento della qualità della vita».
Ci si riferisce ovviamente anche alle potenzialità della tecnologia del Web 2.0 che ha rivoluzionato il concetto stesso di rete. È inevitabile pertanto che anche il ruolo della information literacy si intrecci oggi con l'accesso alle tecnologie informative e comunicative (ICT), si confronti con una utenza non più necessariamente specializzata (né più locale, bensì globale) e si proponga a paesi emergenti «in all corners of the world».
È dunque con queste premesse che il volume inquadra l'argomento in una prospettiva internazionale che prende in considerazione soprattutto quei paesi dove ancora non si è verificata la predominanza di pubblicazioni in lingua inglese. Sono questi i paesi dove la combinazione di due fattori, ovvero la crescita esponenziale di informazioni disponibili e l'incessante sviluppo di tecnologie per la loro gestione, costituisce una seria minaccia alla loro competitività a livello globale. L'analisi di questi e altri fattori (cui va riconosciuto anche un valore etico) costituisce indubbiamente uno dei pregi di questo interessante volume.
I dieci capitoli che lo compongono, e di cui alcuni costituiscono contributi presentati all'IFLA World Library Congress, sono stati selezionati anche al fine di offrire una valida copertura geografica in grado di fornire al lettore una panoramica generale dell'approccio alla information literacy a livello internazionale (vengono ad esempio riportate le interessanti esperienze e iniziative di insegnamento nei paesi caraibici).
Le prospettive future delineate nel volume saranno di sicuro interesse per gli addetti ai lavori (e per gli educatori, in particolare) che hanno a cuore il futuro di questo aspetto così fondamentale dell'educazione culturale e della formazione professionale, ma anche per chiunque desideri migliorare la propria capacità di vivere e prosperare in questa Googlelized società dell'informazione.
Federica Napolitani
Istituto superiore di sanità, Roma