[AIB] Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2009 n. 3 p. 403
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RECENSIONI E SEGNALAZIONI


Maurizio Brotini.Catalogo della Tipografia Calasanziana: 1816-1861; prefazione di Maria Iolanda Palazzolo. Milano: Franco Angeli, [2008]. 230 p. (Studi e ricerche di storia dell'editoria; 44). ISBN 9788856805161. Eur 20,00.

È difficile sopravvalutare l'importanza del ruolo degli Scolopi e delle loro Scuole Pie nella Toscana ottocentesca. Quella di San Giuseppe Calasanzio era infatti l'unica congregazione religiosa maschile sopravvissuta alla politica religiosa leopoldina, che aveva determinato la cacciata di Gesuiti (1773), Teatini e Barnabiti (1785). Gli Scolopi si trovarono così a svolgere una missione educativa fondamentale, soprattutto dopo la parentesi napoleonica, quando il restaurato Granducato tornò sotto la guida dei Lorena.
Nel 1841, nel momento della loro massima attività, le Scuole Pie contavano, limitandosi alla sola città di Firenze, più di 1400 allievi fra scuole elementari e secondarie, contro i circa 340 che frequentavano le scuole comunitative gratuite. In pratica gli Scolopi erano al medesimo tempo gli educatori dell'aristocrazia toscana e quelli del popolo minuto.
Un protagonista dell'influenza culturale degli Scolopi fu Mauro Bernardini, che mantenne il delicato ruolo di censore granducale per ben 28 anni, dal maggio 1814 al giugno 1842. Padre Bernardini fu anche il fondatore (e all'inizio persino il proprietario nominale) della Tipografia di San Giuseppe Calasanzio, attiva dal 1816 nel Collegio fiorentino di San Giovannino. In pochi anni l'impresa divenne uno strumento di straordinaria efficacia per l'affermazione dell'egemonia culturale degli Scolopi toscani. Deriva da questo l'importanza del catalogo delle edizioni calasanziane ricostruito da Maurizio Brotini, limitatamente al periodo che va dalla nascita della tipografia fino al 1861.

Il catalogo storico, cui sono anteposti una breve prefazione di Maria Iolanda Palazzolo e un'articolata introduzione dell'autore, è il risultato di un lavoro scrupoloso che ha permesso di rintracciare oltre il triplo delle pubblicazioni calasanziane censite da CLIO, il Catalogo dei Libri Italiani dell'Ottocento (1801-1900), un risultato che mostra la scarsa cura con cui molte istituzioni bibliotecarie trattano il materiale scolastico, che costituisce la maggior parte della produzione calasanziana. Organizzato in ordine cronologico, il catalogo è basato sul reperimento di almeno una copia fisica di tutte le opere segnalate, anche se talvolta, come nel caso dei volumi della Biblioteca nazionale centrale di Firenze danneggiati dall'alluvione del 1966, non sempre è stato possibile visionare direttamente le singole copie (tali casi, peraltro rari, sono opportunamente segnalati nel catalogo). Inoltre, di tutte le opere catalogate, è segnalata almeno una reperibilità, mentre di quelle che, pur segnalate da bibliografie o annunci tipografici, non è stato possibile comprovare l'esistenza, è stato fatto un elenco a parte. Completano il libro l'elenco delle edizioni della Calasanziana censite da CLIO e gli indici alfabetici dei dedicatari, degli autori principali e di quelli secondari. L'introduzione dell'autore ci offre anche un primo sommario schizzo dell'azione svolta in quegli anni dagli Scolopi in Toscana, che dall'iniziale affermazione di valori cattolici moderatamente progressisti e dall'autonomia politica da Roma, passarono, dopo il biennio rivoluzionario 1848-49, a una crescente identificazione con gli interessi granducali e a una sempre più pronunciata subordinazione all'autorità romana. A tale proposito sarebbe interessante riscontrare le conseguenze di questo mutamento sul modello formativo della Scuole Pie, attraverso l'analisi della produzione della Tipografia calasanziana. Infatti la pedagogia degli Scolopi si basava, oltre che sullo studio dei classici greci e latini, sulla composizione poetica e sull'educazione scientifica di alto livello (con il contributo di scienziati del valore di Inghirami o Antonelli), sulla diffusione di libri di testo innovativi, pubblicati nella tipografia della congregazione.

Anche per questo il catalogo che Brotini ha messo a disposizione degli studiosi costituisce un strumento di indagine importante per lo studio di alcuni aspetti fondamentali della Toscana della Restaurazione.

Roberto Del Buffa
CRED- Centro Risorse Educative e Didattiche
del Comune di Pontassieve (FI)


N.B. Sorry, no English abstract is available.
Copyright AIB 2009-12-11, a cura di Giuliana Zaffuto
URL:http://www.aib.it/aib/boll/2009/0903403.htm

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