Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2009 n. 3 p. 404-405Le biblioteche, fino a pochi anni fa, hanno considerato i fogli
volanti un "materiale minore" non della stessa
rilevanza di altri generi di pubblicazioni e di pertinenza
principalmente del mondo degli archivi.
Ultimamente l'attenzione verso questo materiale si è
risvegliata, e nell'ambito degli ultimi studi
storico-catalografici effettuati va segnalata questa
pubblicazione.
Il catalogo è relativo ai fogli volanti toscani
dell'Ottocento, di cui ampiamente si parla nella dettagliata
ed interessante introduzione.
Il foglio volante è un genere effimero, ma di largo consumo
come attestato dalla sua diffusione fin dai primi decenni della
stampa. Nasce come forma di comunicazione pubblica, destinata a
più livelli di popolazione, compresi quelli meno abbienti,
ed in tal senso si differenzia dal libro: è breve,
immediato; inoltre la pluralità dei contenuti (letterario,
politico, religioso) attiene a diversi generi letterari, di cui
quello politico fu sicuramente tra i più diffusi.
In particolare l'Ottocento fu caratterizzato da una notevole
produzione di fogli volanti, della cui memoria sono depositari
principalmente gli archivi e anche molte biblioteche. Tra queste la
Biblioteca di Storia moderna e contemporanea di Roma che, partendo
da un fondo proveniente dalla Biblioteca nazionale centrale di
Roma, ha costituito una raccolta di 50.000 bandi e 10.000 fogli
volanti relativi ai secoli XVIII e XIX stampati in tutta la
penisola italiana, con lo scopo di documentare le tappe e le
vicende del movimento risorgimentale.
Di questa ampia raccolta, in questa pubblicazione, si è
deciso di analizzare unicamente i fogli volanti relativi ad un solo
stato preunitario: il Granducato di Toscana, considerato
nell'arco di tutto il periodo risorgimentale.
Nella compilazione del catalogo la curatrice ha posto
l'attenzione non solo agli aspetti
bibliografici/catalografici ma anche a quelli storiografici, lavoro
che ha comportato la necessità di integrare le
specificità del catalogatore con quelle dello storico.
Esaminando il materiale si evidenzia una ristretta produzione di
fogli volanti tra il 1815 e il 1846, periodo in cui, fa notare Sara
Mori, diminuisce la stampa di materiale a carattere politico a
causa dell'incombente censura preventiva.
Nel 1847, invece, la produzione di fogli volanti a carattere
politico riprende in modo esponenziale fino a raggiungere il suo
apice nel 1848: nella società si era evidenziata la
necessità di comunicazione e questa tipologia di materiale
contribuì in maniera basilare alla diffusione
dell'informazione politica.
Diverse sono le tipologie di fogli volanti politici diffusi in
questo periodo in Toscana: oltre ai proclami, spesso in contrasto
con le deliberazioni del governo, e agli avvisi per lo più
senza indicazione d'autore, va segnalato un filone definito
"educativo-pedagogico", in quanto aveva lo scopo di
rendere familiari al popolo termini inusuali, e di far comprendere
l'utilità e il vantaggio che sarebbe venuto dal
cambiamento politico in atto.
Pertanto giustamente si può sostenere con le parole di Sara
Mori che «i fogli volanti hanno contribuito a plasmare la
realtà politica e sociale dell'Ottocento italiano,
attivando processi, non solo di politicizzazione, ma anche di
identificazione in comunità».
Nel catalogo sono stati analizzati sia i fogli volanti che i
manifesti, ma sono stati esclusi i bandi, ossia tutto il materiale
a carattere normativo-istituzionale, e le pubblicazioni che
eccedono le quattro pagine.
Per la stesura delle schede, divise in cinque aree, quella del
titolo, delle note tipografiche, della descrizione fisica, delle
note e della collocazione, punti di riferimento sono stati le nuove
Regole italiane di catalogazione per autori-REICAT, e la Guida
alla catalogazione di bandi, manifesti e fogli volanti,
pubblicata nel 1999 dall'ICCU, con diverse modifiche dovute
principalmente alla più recente datazione dei fogli volanti
trattati in questo catalogo (ossia post 1830) rispetto a quelli
trattati nella Guida e all'esclusione dei bandi, che
per le loro caratteristiche necessitano di uno specifico
trattamento catalografico.
Grande pregio di questa pubblicazione è quello di essere
riuscita a coniugare la realtà bibliografica con quella
storiografica, grazie sia all'applicazione di norme
descrittive nel catalogare i fogli volanti, sia ad un attento
lavoro di analisi storico-letteraria; quest'ultima competenza
si evidenzia in particolare nella redazione degli indici e di una
sinossi: per ciascun foglio volante infatti è stato redatto
un riassunto del contenuto del documento, riportato come ultimo
elemento nell'area delle note.
Utili chiavi di accesso al documento sono poi costituite dagli
indici dei nomi (ad esclusione dei tipografi ed editori), che hanno
comportato attraverso uno studio storiografico una scelta delle
intestazioni, documentando così, come nel caso degli enti,
la struttura organizzativa della vita pubblica nella Toscana del
XIX secolo.
Altri indici presenti nella pubblicazione sono quelli dei luoghi,
dei tipografi, dei periodici citati, e dei titoli, comprensivi
questi ultimi sia di quelli propri dei fogli volanti, sia dei
titoli collettivi uniformi, ossia di titoli di raggruppamento
formulati dal catalogatore.
In ultimo va evidenziato che questo interessante lavoro
contribuisce a tenere viva l'attenzione verso una tipologia
di materiale di grande valenza storico-artistica, e a preservarne e
diffonderne la memoria storica in esso contenuta.
Simonetta Migliardi
ICCU, Roma