[AIB]  Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2010 n. 1/2 p. 119-126
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Uno sguardo sulla realtà delle biblioteche pubbliche statali:
la relazione della Commissione istituita dal MIBAC nel luglio 2009

di Fernando Venturini


1.

Il 18 dicembre 2009 il quotidiano «la Repubblica» pubblica un breve articolo dal titolo SOS per la lettura. Qualcuno salvi le biblioteche a firma di Simonetta Fiori. Vi si parla, con toni allarmati, di un rapporto sulle biblioteche pubbliche statali redatto da una commissione di esperti della Direzione generale per le biblioteche del MIBAC, che «ci restituisce il ritratto di un'Italia smarrita, priva di memoria, che volge le spalle alla sua stessa tradizione»; una situazione "quasi disperata" dove diminuisce la qualità dei servizi, decresce la domanda, si riducono pesantemente le dotazioni di bilancio e di personale e dove le due biblioteche nazionali, se paragonate alle biblioteche nazionali europee, rappresentano l'emblema del declino. Il merito di aver disegnato un 'quadro aggiornato del «costume bibliotecario degli italiani» è della Direzione generale. «Mi auguro che sia lo strumento per ottenere maggiore attenzione politica e soprattutto un incremento di fondi», dice il Direttore generale Maurizio Fallace.

Poiché i contenuti sembrano molto interessanti, vado sul sito del Ministero. La Direzione generale per le biblioteche, gli Istituti culturali e il diritto d'autore ha un sito autonomo http://www.librari.beniculturali.it che non è linkato dall'home page del Ministero (vi è invece un link Diritto d'autore che porta alla pagina del Servizio III - Diritto d'autore e vigilanza sulla SIAE). Trovo l'URL che mi serve dalla pagina interna Ministero/La struttura organizzativa.
Sul sito della Direzione non c'è traccia dell'attività di una commissione di studio sulle biblioteche. Cerco inutilmente attraverso il box Cerca, navigando nella struttura del sito, nell' Area stampa. Forse i dati che desumo dall'articolo di «Repubblica» sono troppo imprecisi per ritrovare un documento di cui non conosco il titolo. Cerco qualche notizia tramite Google ma senza esito.

Allora, come si faceva un tempo con la letteratura grigia old-style, mi rivolgo all' ufficio Diritto di stampa e letteratura grigia della Biblioteca della Camera dei deputati per chiedere una copia della relazione al Ministero. Dopo qualche giorno mi arriva un fascicolo di circa 40 fogli spillati, intestati alla Direzione generale, con una lettera di accompagnamento del Direttore che allega anche copia della mozione approvata dal Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici.
Di che si tratta? Si tratta della relazione finale della Commissione per le valutazioni, anche in termini di analisi comparativa a livello internazionale, delle questioni attinenti alle Biblioteche pubbliche statali con particolare riferimento alle Biblioteche nazionali centrali di Roma e di Firenze, istituita con Decreto del Direttore generale 28 luglio 2009. L'oggetto dell'indagine appare molto vasto, sia per la generiche "questioni attinenti", sia per l'approccio comparativo. La Commissione era composta dai direttori delle due biblioteche nazionali centrali (Osvaldo Avallone e Antonia Ida Fontana), dalla direttrice della Biblioteca di archeologia e storia dell'arte (Maria Cristina Misiti), dai prof. Paolo Traniello e Alberto Petrucciani, Angela Benintende, dirigente del Servizio II della Direzione generale per le biblioteche e Viviana Pistarelli, con funzioni di segreteria. Si tratta di una composizione con larga prevalenza di dirigenti del Ministero. La commissione risulta essersi riunita nei giorni 14 e 21 settembre e 1° ottobre 2009. Nessuno dei componenti era investito delle funzioni di presidente.

2.

Vediamo i contenuti della relazione. È sostanzialmente divisa in due parti, a cui si aggiunge una breve conclusione. Segue infine una Conclusione della Direzione generale.
Nella prima parte (p. 2-12) si forniscono alcune statistiche sull'andamento delle Biblioteche pubbliche statali con particolare riferimento ai finanziamenti ordinari.

Consistenza del materiale, consultazioni, prestiti, personale

Anni Manoscritti Volumi a stampa Opuscoli Periodici in corso Opere consultate Prestiti Lettori Personale
2004 202.475 23.095.627 7.642.604 70.098 2813444 301.938 1.801.028 2.673
2005 204.829 24.013.274 7.632.357 64.841 2491061 291.046 1.909.083 2.580
2006 205.582 24.239.714 7.650.751 75.633 2517506 281.645 1.658.567 2.519
2007 205.657 24.450.574 7.666.856 55.634 2407649 275.551 1.608.565 2.462
2008 205.704 24.684.320 7.689.265 56.612 2317477 268.822 1.546.359 2.389
                 

Le cifre mostrano la drammatica caduta della domanda di servizi bibliotecari - testimoniata dal numero dei lettori e dei prestiti - da ricondurre alla carenza dell'offerta: «se a causa della carenza di fondi non si aggiornano le collezioni librarie, se non si possono acquisire risorse elettroniche, se non si ha la possibilità di catalogare tempestivamente il materiale acquisito, l'utenza ha minori motivazioni a rivolgersi alle biblioteche o rimane più o meno all'oscuro di quanto da esse posseduto». La scarsità di risorse appare più grave nel momento in cui si allargano le funzioni delle biblioteche con riferimento ai materiali elettronici nativi e derivati e all'incremento del materiale depositato da ricevere per obbligo legale (infatti «ben 17 biblioteche pubbliche statali sono state individuate al momento quali depositarie delle copie costituenti l'archivio regionale e/o provinciale della produzione editoriale»).

Seguono alcune tabelle e grafici che riassumono le risorse a disposizione della Direzione generale nel sessennio 2005-2010 per tutte le biblioteche statali. Il totale delle risorse disponibili è passato da 30.268.555,78 euro nel 2005 a 17.598.627,96 nel 2009. Particolarmente colpiti gli acquisti del patrimonio bibliografico (da 8.263.311 a 3.211.610 euro), la tutela del patrimonio bibliografico (da 3.525.966 a 650.000 euro), la catalogazione SBN (da 823.821,78 a 75.389 euro). Alcuni grafici sono accompagnati da commenti: per quanto riguarda la catalogazione in SBN le dotazioni sono ormai «irrilevanti ai fini della programmazione di qualsivoglia intervento sistematico nel settore [...] per il solo materiale del Novecento, si calcola siano almeno 5 milioni i volumi non ancora presenti in SBN in quanto schedati con procedure manuali, [...] un recupero organico di questo materiale costerebbe, agli attuali prezzi di mercato, circa 20 milioni di euro». Per quanto riguarda la tutela, la dotazione «consente ormai a mala pena il finanziamento delle spese per la manutenzione degli impianti di sicurezza (antifurto, antincendio), o per il magazzinaggio di beni librari in depositi esterni [...]. Mancano invece le risorse per i lavori di spolveratura, rilegatura, disinfestazione, sanificazione ambientale. Il restauro librario, ai sensi della vigente disciplina, ricade nella procedura dei Lavori Pubblici».

Riguardo le spese per il funzionamento e per le utenze, tutte le biblioteche statali, escluse le due nazionali, hanno un fondo che per il 2009, è di 3.651.793,96 euro. Si evidenzia, comunque, il recupero nel corso del 2009 di circa 3.500.000 euro grazie alla rimodulazione tra capitoli consentita dal D.L. 112/2008, utilizzato per garantire livelli minimi di funzionamento del Servizio bibliotecario nazionale e per integrare la dotazione per il funzionamento delle biblioteche e per le biblioteche annesse ai monumenti nazionali.

3.

La seconda parte è completamente dedicata alle biblioteche nazionali centrali. I due rapporti non seguono uno schema comune e hanno un approccio molto diverso.
Per ciò che riguarda la Biblioteca nazionale centrale di Firenze, si parte dal presupposto che essa detiene l'Archivio nazionale del libro italiano grazie al deposito obbligatorio degli stampati in vigore per la Toscana dal 1737 e per l'intero territorio nazionale dal 1870 e che rappresenta l'istituto italiano per la ricerca in campo biblioteconomico e per l'applicazione delle nuove tecnologie. Il rapporto fa continuamente riferimento alle funzioni delle grandi biblioteche nazionali europee e presenta, nei primi paragrafi, un breve (e impietoso) confronto, riassunto nella seguente tabella (dove, peraltro, da un lato non si capisce l'assenza della situazione tedesca, la più simile a quella italiana, dall'altro non si precisa che la dotazione della Biblioteca nazionale francese e della British Library comprendono il costo per il personale):

Istituti Personale in organico Dotazione annua (milioni di euro)
Biblioteca nazionale Francia 2651 254
British Library 2011 159,2
Biblioteca nazionale Spagna Oltre 1000 52
BNCF 205 2

Più in generale, veniamo a sapere che la Biblioteca nazionale, al di là delle cifre sul patrimonio che sono disponibili anche sul sito della biblioteca, ha una dotazione annua di circa 2 milioni di Euro, ha avuto, nel 2008, 200.680 ingressi utenti (cifra che comprende i visitatori per manifestazioni culturali o visite guidate), 206.571 richieste di documenti e 18.379 prestiti. Ha un organico di 205 impiegati (su di una pianta organica prevista dal DPCM dell'8/11/1997 di 334 unità) la cui età media supera i 55 anni.
I filoni di attività legati al ruolo di riferimento nazionale nel campo della conservazione e della sperimentazione sono tre: i servizi bibliografici nazionali (redazione della BNI, nuovo soggettario, traduzione italiana delle edizioni della CDD); i servizi legati alla conservazione digitale in applicazione della nuova legge sul deposito obbligatorio (accordi per il deposito volontario delle pubblicazioni nate in formato digitale, progetto Crawler per l'harvesting dello spazio web.it); i progetti europei e internazionali (TEL, DIGMAP, ENRICH).
Un paragrafo è dedicato alle esigenze strutturali dove si segnala l'urgenza di reperire fondi per la creazione di magazzini librari all'interno della Caserma Curtatone e Montanara e per la realizzazione di un bar e di una libreria all'interno della sede centrale.

Si abbozza poi un Piano strategico volto a «rafforzare la posizione della BNCF come punto di riferimento nazionale nei settori della conservazione e della sperimentazione, coerentemente con il ruolo che l'istituto ha avuto nella storia bibliotecaria italiana». I realtà il piano consiste nella formulazione di 13 obiettivi, alcuni piuttosto generici, che richiamano l'idea di una biblioteca nazionale fortemente proiettata verso servizi innovativi, partecipazione a programmi internazionali, collaborazioni con altre istituzioni, visibilità. Ad esempio: 1) Creazione di un centro di eccellenza nel campo della conservazione sia del patrimonio librario tradizionale, sia dei materiali digitali; 2) rafforzamento della BNI tramite la puntuale catalogazione di quanto perviene per deposito legale ma anche realizzazione di nuovi servizi bibliografici (continuazione di ArsBni, servizio di spoglio dei periodici, "retroconversione di cataloghi antichi"); 3) digitalizzazione del posseduto; 4) promozione dello studio delle collezioni storiche; 5) crescita della visibilità della biblioteca al di fuori dei tradizionali confini del mondo delle biblioteche.

Gli obiettivi non sono accompagnati dalla stima dei costi ma si afferma che il piano strategico «richiede almeno nel medio termine certezza di risorse economiche ed umane, che, come si può evincere dal documento analitico allegato [non presente nella copia a mia disposizione], dovrebbero ammontare a non meno di 20 milioni di euro l'anno e 500 impiegati [...] Questi numeri, per quanto inferiori a quelli di analoghe istituzioni europee e certamente inadeguati ad un Paese che si colloca fra le prime 8 potenze mondiali, consentirebbe di dar corso ad essenziali progetti di rilancio, per i quali esistono capacità ideative, realizzative ed entusiasmo. In tal modo si potrebbe colmare il divario, creatosi a causa dei drammatici tagli di risorse degli ultimi anni, oggi esistente tra la BNCF e le maggiori biblioteche europee». La relazione si sofferma anche sulle risorse aggiuntive presentando una tabella relativa agli anni 2006-2008 delle entrate derivanti, prevalentemente, dai progetti europei, dai diritti di riproduzione, dalla vendita della BNI e dal fund raising. Nel 2008 queste risorse sono giunte alla cifra di circa 559.000 euro, cioè più della dotazione per spese di funzionamento ed utenze dello stesso anno (426.242 euro). Si conclude con la richiesta di norme che consentano l'assegnazioni di giovani del servizio civile alle due biblioteche nazionali, l'esonero da alcune tasse e tributi, il riconoscimento alla biblioteca della qualifica di "istituto di alta formazione".

4.

La relazione sulla BNCR è più dettagliata sulla situazione gestionale e si articola in un'"analisi critica" e in un elenco di programmi e progetti per più di 30 milioni di Euro.
L'analisi mette in relazione la situazione finanziaria ai compiti istituzionali. Le risorse finanziarie della Biblioteca nazionale di Roma sono costantemente diminuite dal 2002 in poi passando da circa 3.100.000 a 1.500.000 euro con una decurtazione complessiva pari al 50% della dotazione senza contare il decremento del potere di acquisto determinato dal tasso di inflazione e dal passaggio all'Euro. Le spese fisse dell'istituto per le principali utenze (220.000 euro per la nettezza urbana, 620.000 euro per riscaldamento e condizionamento, 420.000 euro per pulizie e igiene ambientale) assorbono gran parte della dotazione ordinaria. Il personale è ridotto a 264 unità rispetto ad una pianta organica che ne prevede 391. Si tratta di personale di età media avanzata, causa il blocco del turn over «per cui si registrano casi sempre più numerosi di utilizzo della L. 104/92 per proprie necessità o per assistenza a coniugi disabili». Inoltre la distribuzione del personale nelle varie qualifica non risponde alle esigenze di istituto: «a fronte di 96 bibliotecari, si registrano solo 73 addetti all'area della vigilanza e dell'accoglienza, assolutamente insufficienti a coprire le esigenze basilari dell'Istituto».

Sul piano delle funzioni, veniamo a sapere che, in base alla nuova legge sul diritto di stampa, l'incremento dei documenti pervenuti è valutabile intorno al 40% (dato interessante sull'efficacia della legge); che gli acquisti sono stati azzerati nel corso del 2009 per mancanza di fondi (ammontavano a 118.000 euro nel 2008), che da anni «non è più possibile rilegare le pubblicazioni periodiche», che la distribuzione del materiale è stata ridotta al solo orario antimeridiano, che gli spazi di conservazione sono in via di «imminente. e completo esaurimento». Si dà conto di un accordo con il Ministero del Tesoro e con l'Istituto poligrafico dello Stato per la realizzazione di una Biblioteca virtuale delle pubblicazioni di stato per la quale la Biblioteca nazionale «oltre a fornire il supporto scientifico e tecnico sul piano biblioteconomico, renderà disponibili le sue raccolte per le operazioni di digitalizzazione ed ospiterà il repository per la conservazione delle edizioni in formato digitale, a partire dalla Gazzetta Ufficiale».

Si elencano poi ben 56 programmi e progetti organizzati in 3 aree (Adeguamento strutturale, Adeguamento strumentale e tecnologico, Adeguamento funzionale). Ogni progetto è sommariamente descritto ed accompagnato da una previsione di spesa. I progetti più impegnativi sono la costruzione di una nuova torre libraria (6.000.000 di euro), la sistemazione a magazzino librario dei locali tecnici posti sotto le sale di consultazione (3.350.000 euro), l'installazione di un impianto di produzione di energia solare (3.000.000 euro), il "rifacimento" di circa 50.000 microfilm (4.800.000 euro), il restauro di 23.000 volumi di periodici rari (5.000.000 di euro) la legatura e spolveratura dei periodici anteriori al 2000 (2.150.000 euro), la spolveratura delle monografie moderne (900.000 euro), la spolveratura e il restauro di 700 testate di giornali anteriori al 2000 (940.000 euro), il completamento della retroconversione del catalogo a schede della biblioteca (2.000.000 di euro), l'acquisto di pubblicazioni moderne e l'abbonamento a basi di dati (1.500.000 euro). Il resto sono interventi minori o microinterventi che vanno dall'adeguamento funzionale della sala conferenze, all'installazione di postazioni multimediali, alla creazione di un archivio di sicurezza per il materiale digitale. Da notare che la gran parte degli interventi sono in conto capitale, ma alcuni prevedono spese correnti di personale in outsourcing, per un totale di 55 unità.

5.

Come si vede, nonostante il titolo, la gran parte del documento è dedicata alle due biblioteche nazionali centrali. Il quadro che se ne trae è di qualche interesse e ho cercato di descriverlo in dettaglio perché non sono frequenti analisi (dall'interno) di questa natura. In effetti, non si hanno informazioni costanti e aggiornate sulla reale situazione delle due Biblioteche nazionali centrali. Non sono disponibili rapporti annuali come nel caso della Bibliothèque nationale de France o della British Library né i siti delle due biblioteche pubblicano dati statistici, gli organigrammi o i bilanci anche se in base al D.P.R. 223 del 2007 ai due istituti è stata attribuita autonomia gestionale (senza peraltro alcun aumento degli stanziamenti). L'attività delle due Nazionali centrali è spesso affogata nella categoria - prettamente italiana - delle biblioteche pubbliche statali. Emerge quindi attraverso pubblicazioni del Ministero - in genere a carattere descrittivo o celebrativo - attraverso specifici progetti - spesso di respiro europeo - legati all'entusiasmo e alla competenza di molti colleghi che vi lavorano, oppure, di tanto in tanto, sale alle cronache dei giornali per la riduzione di alcuni servizi, per le lamentele degli utenti o per le denunce provenienti dal mondo dell'accademia e della cultura.
Date tali premesse, quale immagine delle due biblioteche nazionali trasmette questo documento? Certamente quella di due strutture in grande sofferenza con problemi per molti versi del tutto simili che vengono presentati in modo diverso.

La relazione sulla Nazionale di Roma, realmente drammatica, ci descrive una biblioteca sull'orlo della paralisi, incapace di adempiere ai compiti istituzionali. Costretta a ridurre i servizi al pubblico per mancanza di personale, costretta a trascurare la conservazione e la tutela dei materiali, addirittura ad azzerare l'acquisto di libri (venendo meno così a precisi compiti di documentazione della cultura straniera), ci appare ripiegata, come in un'estrema trincea, sulle funzioni di catalogazione («lavoro enorme, ad altissimo livello scientifico, svolto con professionalità e continuità dal personale bibliotecario«) anch'esse destinate a deteriorarsi a causa dei futuri pensionamenti, e su iniziative di promozione (mostre bibliografiche, concerti, letture, seminari) basate sul fund raising e su collaborazioni con altre istituzioni. La relazione, in definitiva, prospetta una vera e propria rifondazione della biblioteca.

Anche la relazione sulla Biblioteca nazionale di Firenze ha toni allarmati ma, dando meno spazio alle difficoltà di funzionamento e partendo dall'affermazione di un ruolo di leadership nella custodia delle fonti dell'identità nazionale analogo a quello delle grandi biblioteche nazionali europee, fa emergere e rivendica la centralità di alcune attività bibliografiche peculiari (BNI, Nuovo soggettario, traduzione della CDD) e, soprattutto, la missione di centro di eccellenza nel campo della conservazione con particolare riferimento ai materiali digitali, in applicazione della nuova legge sul deposito obbligatorio.

6.

Vediamo le conclusioni a cui giunge il documento. Le conclusioni della Commissione sono brevissime e consistono nella richiesta di adeguate dotazioni finanziarie e di personale per le due Biblioteche nazionali centrali, circa 50 milioni di euro e l'assegnazione di almeno 250 unità. Si chiede inoltre il reperimento «eventualmente attraverso leggi speciali» di ulteriori risorse per risolvere il problema della carenza di spazi dei due istituti. Le conclusioni della Direzione generale sono più articolate: si richiede il reintegro del personale e la soluzione al problema dei magazzini ma ci si limita all'«individuazione e quantificazione di massima delle fonti di finanziamento» senza indicare cifre. Si toccano invece altri punti, in particolare la necessità di rielaborare e aggiornare la normativa di riferimento sulle biblioteche armonizzando il Regolamento del 1995 con il Codice dei beni culturali e del paesaggio. Si auspica infine «un nuovo rapporto con l'utenza, impostato sul cosiddetto 'rapporto di consumo'» e si prospettano, in modo un po' oscuro, «iniziative di raccordo con gli Enti locali e soggetti anche privati ai fini dello studio di un generale progetto di riqualificazione delle due Biblioteche nazionali centrali, nell'ottica della promozione e del rilancio dell'immagine collegata con quella del Ministero per i beni e le attività culturali». È da notare che le conclusioni espresse dall'organo istitutivo della commissione fanno parte dell'elaborato della commissione stessa.

Infine, la mozione approvata dal Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici nella riunione del 14 dicembre 2009, appare il documento più generico e anodino. Si limita a chiedere importanti decisioni per rafforzare le due biblioteche nazionali centrali e difenderne il ruolo istituzionale, «sia attraverso un congruo finanziamento, sia con un adeguato aumento in termini di risorse umane, ovviamente compatibile con la ridistribuzione del personale all'interno dell'Amministrazione». In particolare si invita ad individuare una serie di iniziative legislative volte a: «1) arginare il depauperamento finanziario degli Istituti, ad esempio mediante: a) abolizione I.V.A. b) possibilità per gli Istituti autonomi e centrali di introitare direttamente il gettito della 'Ronchey'; 2) potenziare le risorse umane utilizzabili nelle biblioteche, attraverso convenzioni con Atenei o altre possibili soluzioni».

7.

Fin qui il documento. C'è da chiedersi quali motivazioni siano dietro la costituzione di una commissione di questo tipo. Non si è trattato di un'esigenza strettamente conoscitiva poiché i dati sulle biblioteche governative sono scarsi e abbastanza generici, consistenti quasi esclusivamente in un'analisi delle risorse assegnate negli ultimi anni sulla base di informazioni fornite dalla stessa Direzione generale, senza dettagli relativi ai singoli istituti. D'altra parte si può ritenere che la situazione delle due biblioteche nazionali centrali, così come descritta nella relazione (la stesura si deve certamente ai due direttori) fosse perfettamente nota alle autorità ministeriali. Non si è trattato neanche dell'esigenza di denunciare all'opinione pubblica una situazione di gravissimo degrado dell'intero settore bibliotecario di competenza statale poiché non risultano attività di comunicazione istituzionale in tal senso. È indicativo che la relazione non sia stata neanche pubblicata sul sito del Ministero e non siano note iniziative verso gli organi di stampa, tra i quali la relazione non ha avuto alcuna eco se si esclude il breve articolo di «Repubblica» di cui si è detto (http://www.librari.beniculturali.it/genera.jsp?id=166&l=it). Anche nel mondo professionale, per quanto ne so, di questo documento non si è mai parlato.

Probabilmente la commissione aveva, per la sua composizione e per il tempo ristretto di attività, margini di manovra limitatissimi. L'impressione è infatti che sia stata creata per ragioni prevalentemente legate ad esigenze interne al processo di distribuzione delle risorse tra le amministrazioni e all'interno dell'amministrazione dei beni culturali, in occasione del bilancio 2010, e nel tentativo di inserire alcune necessità - soprattutto di carattere strutturale - in leggi speciali. Da questo punto di vista, i caratteri scientifici della commissione sono stati fortemente compressi. Questo spiega probabilmente la totale mancanza di qualunque riflessione sul dualismo delle due biblioteche nazionali, sulla possibilità d'importare in Italia modelli europei più virtuosi e più efficienti del nostro, anche in termini di coordinamento tra istituti gemelli e sulla necessità di costruire un progetto culturale in grado di rilanciare il sistema delle biblioteche statali. Anche la deludente mozione del massimo organo tecnico del Ministero si colloca in questo quadro dominato dagli equilibri burocratici.
Appare molto lontana la prospettiva della Biblioteca Nazionale Italiana di cui si è parlato, da ultimo, nel corso del 54° Congresso dell'AIB: http://www.aib.it/aib/congr/c54/cd.htm3#nt12AVVISO. E non è incoraggiante pensare che i lavori della commissione si sono svolti nell'anno della Conferenza generale IFLA in Italia.


FERNANDO VENTURINI, Biblioteca della Camera dei deputati, email venturini_f@camera.it.

N.B. Sorry, english abstract of this article is not available.
Copyright AIB 2010-07-10, a cura di Giada Costa
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