[AIB] Associazione italiana biblioteche. BollettinoAIB 2010 n. 4 p. 459-462
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RECENSIONI E SEGNALAZIONI


Lisa Pon and Craig Kallendorf. The Books of Venice = Il libro veneziano. Venezia: Biblioteca Nazionale Marciana: La Musa Talìa; New Castle: Oak Knoll Press, 2008. XII, 619 p. (Miscellanea Marciana). ISBN 10 1584562579; ISBN 13 9781584562573. $ 85,00.

Con il contributo di vari enti, quali l'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, la Biblioteca Marciana, l'Ateneo Veneto, la Bibliographical Society (UK), la Bibliographical Society of America e la Society for the History of Autorship, Readership and Publishing (SHARP) questo ponderoso tomo raccoglie i contributi presentati al convegno omonimo tenutosi a Venezia nella primavera del 2007. Nel Saluto iniziale Maria Letizia Sebastiani, direttrice della Marciana ricorda che il volume seguita la tradizione, iniziata nel 1986, della prestigiosa «Miscellanea Marciana». Come sottolineano nella prefazione i curatori, Lisa Pon della Southern Methodist University e Craig Kallendorf della Texas A&M University (curatori insieme a Marino Zorzi, che però non la firma), il volume già nel titolo vuole evocare suggestioni "ruskiniane" (The Stones of Venice). In effetti il grande ruolo di Venezia nella storia della stampa e dell'editoria in Italia e in parte in Europa nei secoli dell'ancien régime ha certo in qualche misura contribuito alla formazione di quello che possiamo chiamare "il mito di Venezia". Affrontare globalmente il tema del libro veneziano dall'invenzione della stampa fino ai primi del XX secolo è davvero compito da far tremare le vene ai polsi. Molti dei 18 saggi (più i 4 finali della sezione denominata Watermark) mettono a fuoco aspetti e problemi di indubbio interesse, attraverso contributi originali e preziosi, ma naturalmente non potevano che fornire una visione parziale del libro veneziano. Il volume si apre con una panoramica di Marino Zorzi sulle biblioteche della Serenissima «espressione di una singolare civiltà», come recita il sottotitolo di questo saggio, dedicato a Gian Albino Ravalli Modoni, uno dei predecessori di Zorzi nella direzione della Marciana. È l'unico contributo che getta uno sguardo all'indietro rispetto al fatidico 1469, anno dell'introduzione della stampa sulla Laguna. Zorzi riesce a sintetizzare questa storia plurisecolare con la consueta eleganza e competenza sulla storia generale di Venezia, arricchendo le sue pagine con l'elenco dei cataloghi di libri appartenuti ad Apostolo Zeno, rilegati assieme in 13 volumetti conservati alla Marciana e non ancora catalogati. Il saggio di chiusura, quello di Neil Harris, Ombre sulla storia del libro italiano, fornisce invece la stimolante visione della storia del libro in Italia, e di quello veneziano in particolare ovviamente, dal punto di vista del bibliografo, basandosi cioè sulle fonti rappresentate dai principali data-base relativi al libro dell'ancien régime in Italia e cioè ISTC, EDIT16 e SBN – Libro antico. Il quadro che se ne ricava è una visione assai distante da quelle celebrative e trionfalistiche relative soprattutto al Quattro e Cinquecento e ancora piuttosto diffuse. Interessanti ad esempio le considerazioni intorno alla scarsa "longevità" della maggior parte dei titoli pubblicati nel Quattrocento (se si escludono i classici): «la maggior parte dei titoli impressi nel Quattrocento non ebbero particolare seguito nei secoli a venire; anzi l'incunabolo è l'unica edizione disponibile». Nonché le riflessioni finali sulla scarsa attitudine degli italiani alla lettura.

Tra questi due contributi "italiani" (tale possiamo infatti ormai a buon diritto considerare anche l'ultimo) si collocano gli altri sedici di questo convegno, «dallo spirito largamente texano» secondo la definizione un po' scherzosa dello stesso Harris. Impossibile naturalmente entrare nello specifico di tutti i saggi. Tuttavia è d'obbligo segnalarne gli aspetti più originali. Tali sono l'enfasi sul ruolo dei miniatori nell'affermazione della stampa a Venezia, in particolare nelle edizioni di Jenson (Helena Szépe, University of South Florida); il disvelamento dei problemi tecnici posti dalla riproduzione delle figure geometriche e la soluzione con barrette di metallo sperimentata da Ratdolt nell'edizione di Euclide del 1482 (Renzo Baldasso, Columbia University); l'inedita utilizzazione dei documenti relativi a pubblici incanti di libri per la storia della circolazione libraria, partendo da un caso padovano molto antico (1485-1487), quello di Francesco Malaffi da Vicenza (Don Skemer, Princeton University); il ruolo svolto dai libri della collezione di Peter Ugelheimer per la ricezione dell'immagine della cultura e della scienza islamiche (Elizabeth Ross, University of Florida); la disseminazione di incunaboli veneziani in importanti biblioteche europee, quali le raccolte monastiche bavaresi, in particolare quella dei Premonstratensi di Windberg e quella dei Benedettini di Tegernsee (Bettina Wagner, Bayerische Staatsbibliothek, München); nonché la circolazione europea documentata dalle presenze alla Bodleiana di Oxford (Cristina Dondi, Oxford University). Non potevano mancare saggi dedicati ad Aldo: H. George Fletcher (New York Public Library) si è soffermato sulle correzioni manoscritte nell'edizione Strozzi del 1513, mentre Reinhard Flogaus (Humboldt Universität, Berlin) ha affrontato il tema poco frequentato sin qui delle edizioni di testi liturgici greci da parte di Manuzio. In un contributo a quattro mani, Patricia Osmond (Iowa State University) e Ennio Sandal non si limitano a documentare attraverso alcuni inventari l'attività del libraio editore Antonio Moretto (1480-1518) diretta prevalentemente alle scuole e alle facoltà universitarie, ma forniscono anche gli annali della sua produzione. Al libro di larga circolazione e ai suoi legami col mondo degli ambulanti e degli artisti da strada, tema per il quale si sarebbe desiderato in verità un maggiore spazio, è dedicato il saggio di Rosa Salzberg (Queen Mary College, University of London), mentre su temi di carattere squisitamente economico si incentrano i lavori di Kevin M. Stevens (University of Nevada at Reno) che prende in esame un gruppo di fatture relative al commercio di libri tra Venezia e Milano negli anni Sessanta del Cinquecento e di Daniele Danesi sui prezzi dei libri veneziani nelle note di acquisto di Bellisario Bulgarini (1570-1620 circa), argomento nel quale il direttore della biblioteca di Siena è impegnato da alcuni anni. Non mancano temi molto particolari quali l'edizione in estratto della Vita di Iacopo Sansovino del Vasari, attribuita da Lisa Pon a Iacopo Sansovino il giovane sulla base del materiale tipografico. Mentre dell'editoria musicale, per la quale pure ci si sarebbe potuto attendere uno spazio maggiore, si occupa Michael Eisenberg (City University of New York) con un contributo incentrato sulle edizioni di Claudio Merulo, nonché sulle sue tecniche di stampa in rame.

Man mano che ci si allontana dal Quattro-Cinquecento, il numero dei saggi si rarefà decisamente, tanto che non ce n'è nemmeno uno dedicato al Seicento (e qui non si può fare a meno di lamentare l'assenza di studiosi come Mario Infelise che pure si era occupato della crisi seicentesca nella Miscellanea Martin), mentre al Settecento e all'Ottocento sono dedicati rispettivamente i soli contributi di Huub van der Linden (Utrecht) relativo all'attività di rielaborazione dei testi di una figura centrale nella storia culturale veneziana, quale Apostolo Zeno e quello di Mariachiara Mazzariol (Biblioteca Marciana) sul non ancora sufficientemente indagato Ferdinando Ongania, l'editore più interessante della seconda metà del XIX secolo e dei primissimi scorci del Novecento, uno degli artefici del mito di Venezia per il ruolo svolto nella diffusione dell'immagine fotografica della città (non a caso più volte in contatto con John Ruskin).
I quattro saggi dell'appendice finale già ricordata sono dedicati prevalentemente al libro d'arte contemporaneo (Peter Koch, Vittoria Bonani, Marina Gasparini Lagrange e Alessandro Corubolo).

Come già detto, se si fa eccezione per i saggi di Zorzi (dedicati però alle biblioteche) e soprattutto per quello di Neil Harris, il convegno ha volutamente rinunciato a fornire un quadro d'insieme del libro veneziano, puntando invece alla presentazione dei risultati di studi specifici incentrati su casi riconducibili soprattutto ai primi due secoli della stampa e rimandando evidentemente ad altra sede (magari una prossima «Miscellanea Marciana») le molte tessere necessarie per tentare di rendere più leggibile il mosaico adombrato nel titolo assai promettente del volume.

Lorenzo Baldacchini
Università di Bologna


N.B. Sorry, no English abstract is available.
Copyright AIB 2010-03-14, a cura di Anna Galluzzi
URL: http://www.aib.it/aib/boll/2010/1004459.htm

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