Molti file in questo ramo possono essere materiale di lavoro, a volte proveniente dalla conversione semiautomatica da testi codificati Word (DOC o RTF). In questi casi il nome tipicamente è 'Xaammdd' seguito da un'ulteriore lettera, e per ciascuno esiste una serie, con tipi diversi (DOC o RTF originale, TXT derivato, intermedio TXTH in codifica HTML stenografica, bozza finale HTM3). (Quanto diciamo vale a partire da 2007-11: in precedenza si erano usate soluzioni diverse e non ovunque uniformi).
Quel che importa per l'uso pratico è la bozza finale HTM3: ma soprattutto (perché più adatto al prelievo e alla lavorazione successiva per la pubblicazione) il suo equivalente HTML. Per il prelievo si consiglia di:
Il questo modo non dovrebbero esserci sorprese per quel che riguarda le codifiche (trasformazione indebita di entità HTML, come da 'à' a 'à'), la possibile perdita di commenti HTML (sezioni del testo in forma '<!--... -->' e la disposizione del testo (di solito ricca di a-capo, per una facile gestione con editor di testo molto semplici, come "Blocco appunti").
Le bozze sono di tipo HTM3 perché il server WWW automaticamente includa "teste e code" minime necessarie per la verifica sintattica: queste non importano per il testo pubblicato, che avrà all'inizio e alla fine quel che è usuale per il ramo AIB-WEB in cui va a risiedere. Si consiglia il prelievo dell'equivalente di tipo HTML perchè la cosa è ben riconoscibile, costituita essenzialmente da istruzioni come queste:
<#SET VAR=... --> <#INCLUDE VIRTUAL="/aib/w/wi/1.htw3" --> <#INCLUDE VIRTUAL="/aib/w/wi/2.htw3" --> <#INCLUDE VIRTUAL="/aib/w/wi/8.htw3" -->
(Nell'equivalente HTM3 a ciascuna di quelle corrispondono invece alcune righe di formulazioni XHTML). In ogni caso (tipo HTML o HTM3) un commento esplicito racchiude ciascuna di quelle zone del file, da eliminare nella versione pubblicata, dichiarando:
<!-- *** Parte specifica per le bozze. Nella versione pubblica, eliminare tutto di qui fino a #ENDIF compreso, sostituendo con le parti fisse usuali per il ramo. --> [...] <!-- *** #ENDIF Ultima riga da eliminare --> <!--#ENDIF -->
Attenzione: tra il primo e il secondo inserto può esserci del materiale (ad esempio una clasusola STYLE) che serve specificamente per quel testo, e che quindi può essere necessario conservare (adattandola, forse) nella versione pubblicata.
L'indice di ramo senza ulteriori specificazioni, cioè URL
<http://wwwtest.aib.it/aib/commiss/pubuff/notadfp.htm/README.htm3>,
è ordinato per nome (NAME).
È però sempre presentato come gruppo iniziale distinto
l'elenco degli eventuali sottorami.
Le intestazioni di colonna
(NAME, LAST MODIFIED, SIZE, DESCRIPTION)
sono attivabili, e se ne ottiene il riordinamento dell'elenco: in
ordine crescente alla prima attivazione, decrescente alla seconda, e
così via alternando.
(A parità di valore, ad es. di DESCRIPTION, l'ordine è
per NAME).
Non ci si stupisca del fatto che la "testa" dell'URL sia qui
http://wwwtest.aib.it:
è un artificio per tenere a bada i "motori di ricerca", i
contenuti sono identicamente gli stessi che a
http://www.aib.it.
Attenzione, piuttosto, agli "effetti di cache":
Con alcuni ricevitori WWW (broser)
il riordino dell'elenco non provoca di per sé
il prelievo di una nuova copia da AIB-WEB.
Appositamente in testa all'elenco è evidente la dichiarazione
"Elenco di ramo aggiornato a ...": qualora si stiano
modificando file nel ramo, si pretenda il rinnovo della copia
con il comando REFRESH (AGGIORNA) del ricevitore
WWW (o, talvolta, addirittura forzando la cancellazione dei
file mantenuti in cache).
Per la colonna DESCRIPTION valgono in tutti rami alcune avvertenze particolari, che sfruttano (per raggruppare) le convenzioni di nomenclatura AIB-WEB. Sono raggruppate al segno '-' le versioni obsolete (inserto datato '-AAMMDD' nel nome): ordinando per DESCRIPTION, si hanno quindi per primi tutti i file correnti, seguiti (sempre in ordine di NAME) dalle loro versioni obsolete. Nella presentazione ordinaria invece ciascun file corrente è direttamente preceduto dalle sue versioni obsolete in ordine cronologico.
Con il segno
'-->'
sono indicati nomi equivalenti (alias, rinvii simbolici),
cioè nomi che non hanno un contenuto vero e proprio, ma
semplicemente riproducono quello del file a cui fanno
riferimento.
Il caso più comune è dove siano usate tecniche SSI
(server side includes): la dicitura
'--> =.htm3 (=.htw3 =.htw)'
indica allora l'equivalenza (di solito è "reale" e pubblicamente
usato il file di tipo HTM3, "fittizio" (versione di lavoro)
quello di tipo HTML).
Con il segno '>>>' (più raro) sono indicati nomi sostitutivi (tecnica di redirect del server HTTP): cioè in DESCRIPTION è dichiarato il file che effettivamente il server fornisce quando venga chiesto l'URL corrispondente a NAME. Usualmente è precisato il momento in cui la sostituzione è andata in vigore.
[Spiegazioni generali. © AIB EG 2007-01, aggiorn. 2007-12-24.]