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| Programma 54º Congresso AIB | ||||||
Cosa deve fare una biblioteca scolastica nell'era della "next generation"?Gabriella Bianchi AbstractParadossalmente partire dai libri. Forse davvero tra qualche anno i libri diventeranno oggetto di collezione per nostalgici, come i dischi di vinile, ma oggi insegnare ad amarli è ancora una delle risorse più preziose che la scuola può offrire. "Leggere è pensare profondamente", sosteneva Alfieri. Gli studenti oggi, accarezzando una tastiera, muovono strumenti incredibili, lo fanno in modo sempre più veloce e nevrotico, rischiando fruizioni superficiali e passive. La lettura è sospensione del tempo, è concentrata esplorazione del mondo e di sé. Per ora mi pare che i moderni surrogati del libro non riescano a trasmettere la stessa malia. Per contro la navigazione su Internet, opportunamente guidata, semplifica ed amplia a dismisura il piacere della ricerca e della scoperta. La bibliomediateca del "Boselli", riorganizzata secondo criteri moderni e condivisi grazie al "Programma per la promozione e lo sviluppo delle biblioteche scolastiche" del 1999, ha dedicato e dedica molta attenzione alla promozione della lettura e all'educazione nell'uso dei media. Senza progetti complessi e impegnativi che non incontrerebbero collaborazione e sostegno da parte dei docenti, privilegiando invece una ampia serie di iniziative di minor respiro ma di ampia incisività. Queste, rinnovate ed arricchite di anno in anno, hanno permesso di registrare incrementi costanti nel numero dei prestiti e nella presenza di studenti in biblioteca. (Tra l'altro: il book crossing all'interno dell'Istituto; Un libro da spolverare, capolavori trascurati da ri-spolverare; Questo ve lo consiglio io, suggerimenti di lettura da studente a studente; Incontriamoci al Boselli, conferenze e incontri mensili pomeridiani, Tè letterari a cadenza variabile, A colpi di romanzo, gara in classe; letture ad alta voce; Patente di lettore per il biennio; attività sul metodo di studio e sulla metodologia della ricerca, attività varie sulle pagine web della biblioteca ecc.). Qualificante è stata anche la scelta di collegarsi al territorio, instaurando legami con enti e associazioni e programmando iniziative aperte al pubblico esterno che hanno reso la Bibliomediateca del "Boselli" uno dei poli culturali di Savona. Certamente la complessa e delicata mole di lavoro del bibliotecario scolastico, citata in recenti e recentissimi documenti dal Ministero, non può essere risolta in ritagli di tempo, ore aggiuntive ad orari pieni di cattedra. Essa richiede il riconoscimento della professionalità del docente documentalista ed un monte ore ufficialmente destinato e non faticosamente contrattato di anno in anno. Se non è possibile pensare in tempi brevi ad una figura autonoma, come succede in Francia, ritengo che, nell'immediato, come passo intermedio, dovrebbe essere consentito almeno un distacco parziale. |
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2007-10-14,
a cura
della Redazione AIB-WEB.
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