[AIB]

54º Congresso nazionale AIB

Le politiche delle biblioteche in Italia
Il sistema bibliotecario nazionale

Firenze, Palazzo dei Congressi
6–8 novembre 2007


Programma 54º Congresso AIB

Cosa deve fare una biblioteca scolastica nell'era della "next generation"?

Gabriella Bianchi

Abstract

Paradossalmente partire dai libri. Forse davvero tra qualche anno i libri diventeranno oggetto di collezione per nostalgici, come i dischi di vinile, ma oggi insegnare ad amarli è ancora una delle risorse più preziose che la scuola può offrire. "Leggere è pensare profondamente", sosteneva Alfieri. Gli studenti oggi, accarezzando una tastiera, muovono strumenti incredibili, lo fanno in modo sempre più veloce e nevrotico, rischiando fruizioni superficiali e passive. La lettura è sospensione del tempo, è concentrata esplorazione del mondo e di sé. Per ora mi pare che i moderni surrogati del libro non riescano a trasmettere la stessa malia. Per contro la navigazione su Internet, opportunamente guidata, semplifica ed amplia a dismisura il piacere della ricerca e della scoperta.

La bibliomediateca del "Boselli", riorganizzata secondo criteri moderni e condivisi grazie al "Programma per la promozione e lo sviluppo delle biblioteche scolastiche" del 1999, ha dedicato e dedica molta attenzione alla promozione della lettura e all'educazione nell'uso dei media. Senza progetti complessi e impegnativi che non incontrerebbero collaborazione e sostegno da parte dei docenti, privilegiando invece una ampia serie di iniziative di minor respiro ma di ampia incisività. Queste, rinnovate ed arricchite di anno in anno, hanno permesso di registrare incrementi costanti nel numero dei prestiti e nella presenza di studenti in biblioteca. (Tra l'altro: il book crossing all'interno dell'Istituto; Un libro da spolverare, capolavori trascurati da ri-spolverare; Questo ve lo consiglio io, suggerimenti di lettura da studente a studente; Incontriamoci al Boselli, conferenze e incontri mensili pomeridiani, Tè letterari a cadenza variabile, A colpi di romanzo, gara in classe; letture ad alta voce; Patente di lettore per il biennio; attività sul metodo di studio e sulla metodologia della ricerca, attività varie sulle pagine web della biblioteca ecc.).

Qualificante è stata anche la scelta di collegarsi al territorio, instaurando legami con enti e associazioni e programmando iniziative aperte al pubblico esterno che hanno reso la Bibliomediateca del "Boselli" uno dei poli culturali di Savona.

Certamente la complessa e delicata mole di lavoro del bibliotecario scolastico, citata in recenti e recentissimi documenti dal Ministero, non può essere risolta in ritagli di tempo, ore aggiuntive ad orari pieni di cattedra. Essa richiede il riconoscimento della professionalità del docente documentalista ed un monte ore ufficialmente destinato e non faticosamente contrattato di anno in anno. Se non è possibile pensare in tempi brevi ad una figura autonoma, come succede in Francia, ritengo che, nell'immediato, come passo intermedio, dovrebbe essere consentito almeno un distacco parziale.

 


(Questo intervento si configura come una serie di piccole proposte e suggerimenti per chi intende iniziare a organizzare o riorganizzare la propria biblioteca scolastica)

"Quale biblioteca scolastica nell'era della Next generation?" Cancellate il luogo un pò polveroso e sicuramente emarginato di cui forse avete fatto esperienza, gli armadi nel corridoio la cui chiave è forse in segreteria (o ce l'ha l'insegnante di lettere?), cancellate gli scatoloni riposti negli scantinati o nei ripostigli in attesa di tempi migliori o i volumi abbandonati in sala insegnanti, sempre gli stessi da anni… Al loro posto pensate a locali centrali, luminosi, scaffalature a colori vivaci, tavoli e sedie raggruppabili secondo le esigenze del momento, poster colorati, segnaletica accattivante e chiara, computer collegati alla rete, televisori con videoregistratori.. E naturalmente cassette e dvd, di argomento vario (film, documentari, opere teatrali, ecc.). E riviste. E ovviamente libri, tanti, collocati a scaffali aperti, facilmente consultabili, con le novità acquistate di recente bene in vista. Metteteci dentro personale con competenze didattiche e biblioteconomiche, che può garantire l'apertura per un discreto numero di ore e consulenze non distratte. Allora potrete caricare questa realtà delle sfide che la scuola stessa è chiamata a sostenere nell'era della comunicazione allargata al pianeta: stimolare la curiosità ("Io non sono mai stato particolarmente intelligente ma sono stato appassionatamente curioso", affermava Einstein), spingere ad apprezzare la cultura come atto critico, creativo e non omologante, insegnare attraverso la conoscenza del lontano e del vicino, la comprensione dell'umano e sentimenti di appartenenza e solidarietà e infine, fondamentale e indispensabile premessa al resto, educare alla complessità.

Questo è quanto si è proposto ed ha in parte realizzato l'ITC "Paolo Boselli" di Savona a seguito del "Programma ministeriale per la promozione e lo sviluppo delle biblioteche scolastiche" del 1999, che ha fornito le indicazione e i mezzi iniziali per ripensare la biblioteca scolastica.

Come fare? Per far questo ci siamo ispirati ad alcuni criteri: creare un gruppo di lavoro motivato che goda dell'indispensabile appoggio della Dirigenza scolastica, impostare da subito il lavoro secondo standard ufficiali internazionalmente riconosciuti, evitando soluzioni più rapide, forse funzionali sul momento, ma sicuramente inadeguate nel lungo periodo, operare in un'ottica di rete cercando collaborazioni con le biblioteche civiche, con altre scuole, con enti ed associazioni del territorio e prevedendo una biblioteca scolastica-risorsa per la scuola e per la cittá.

Cosa fare? Prima di tutto creare un ambiente piacevole e stimolante, evitando di riprodurre involontariamente l'immagine seria ma irrimediabilmente grigia della biblioteca tradizionale. Poi partire dalla lettura. Forse davvero tra qualche anno i libri diventeranno oggetto di collezione per nostalgici, come i dischi in vinile, ma insegnare ad amarli è ancora una delle risorse più preziose che la scuola può offrire. "Leggere è pensare profondamente", sosteneva Alfieri. Gli studenti oggi, accarezzando una tastiera, muovono strumenti incredibili, in modo sempre più veloce e nevrotico, rischiando fruizioni superficiali e passive. La lettura è sospensione del tempo, è concentrata esplorazione del mondo e di sè. Per contro la navigazione in internet, opportunamente guidata, semplifica ed amplia a dismisura il piacere della ricerca e della scoperta. La promozione della lettura e l'educazione nell'uso dei media è stata portata avanti senza progetti complessi, che nella realtà del "Boselli" non avrebbero incontrato collaborazione e sostegno da parte dei docenti, ma attraverso una serie di iniziative autonome, di respiro più breve ma di provata incisività, di cui riporto alcuni esempi:

  • il "book crossing" interno all'Istituto: cestoni di libri a disposizione senza obblighi di registrazione dei prestiti;
  • mostre a tema in occasioni particolari ( la Giornata della Memoria, quella del Ricordo, la Festa della Donna, anniversari quali il bicentenario garibaldino ecc);
  • incontri in biblioteca con le classi ed in particolare con le prime allo lo scopo di suscitare l'interesse per la lettura come attività di svago (leggere per sognare, leggere per divertirsi, leggere per crescere) e di far recepire la biblioteca non solo come luogo di ricerca e consultazione, ma anche come spazio "piacevole" della scuola in cui è possibile scambiarsi impressioni ed idee sui libri e sul mondo. L'attività prevede anche la partecipazione di studenti delle classi superiori che raccontano la loro passione per la lettura e termina con una degustazione di dolci.
  • "Tè letterari": incontri conviviali per leggere e parlare di libri, a cadenza variabile;
  • "Questo ve lo consiglio io": brevi recensioni compilate dagli studenti come suggerimenti di lettura, reperibili in un raccoglitore in biblioteca e sulle pagine web;
  • "Un libro da… spolverare": capolavori trascurati da ri-spolverare, suggeriti con cadenza mensile, anche questi in evidenza in biblioteca e nelle pagine web;
  • " Patente di lettore" per il biennio: tessera a punti per premiare i lettori più assidui;
  • "A colpi di romanzo", gara a gruppi in classe su letture comuni;
  • corso di lettura espressiva aperto agli studenti interessati che quest'anno finalizzeremo a incontri con piccoli malati del reparto pediatrico dell'Ospedale savonese;
  • corsi di aggiornamento per insegnanti (tra cui una serie di incontri sull'organizzazione e la gestione della biblioteca scolastica realizzato per le scuole della provincia, sul disagio a scuola, sull'insegnamento dell'italiano per stranieri ).

Poichè il futuro della biblioteca consiste in gran parte nell'educare a districarsi nel mondo complesso delle informazioni, molta energia è dedicata a predisporre attività per gli studenti sul metodo di studio, sull'utilizzo dei media e sulla metodologia della ricerca.

Annualmente vengono programmate attività comuni con le scuole savonesi della rete verticale "Navigando tra i libri" di cui il "Boselli" è capofila: tra quelle già realizzate, "Navigando nel mistero", incontro con la letteratura gialla, per avvicinare i ragazzi alla lettura attraverso un genere accattivante anche per studenti poco motivati , "Navigando tra poesia e musica", per fare scoprire la significatività e la bellezza del linguaggio poetico partendo dai testi musicali, "Navigando tra i fumetti" e concorsi annuali per premiare i lettori più appassionati e i migliori lavori realizzati sui temi comuni proposti.

Un cenno a parte vorrei dedicarlo a "Incontriamoci al Boselli": cicli di conferenze e incontri pomeridiani mensili, su tematiche varie, rivolti agli allievi dell'Istituto ed al pubblico esterno, attraverso i quali l'ITC "Paolo Boselli" è diventato uno dei poli culturali della città. L'idea di condividere le risorse della biblioteca scolastica con il territorio per creare sinergie e innescare un circuito virtuoso di collaborazioni, si fonde in questa iniziativa con l'intenzione di abituare gli studenti ad apprendere in contesti diversi dalle aule scolastiche, con relatori di nota competenza ed in un ambiente misto, simulando quello che sarà l'apprendimento necessario lungo l'arco di tutta la vita.

In particolare la bibliomediateca ha organizzato negli ultimi due anni scolastici una importante serie di conferenze sulla Cina, con specifico riferimento all'economia e alla società. Il progetto si è sviluppato poi con il gemellaggio con una scuola di Guang Zhou, e si è concretizzato in uno scambio di delegazioni, nell'organizzazione di un viaggio che a breve porterà docenti e studenti savonesi a visitare la scuola partner, nell'allestimento, curato da un gruppo di allievi, di una mostra fotografica sulla presenza di soldati italiani in Cina nella prima metà del 900 e soprattutto in lezioni comuni tra gruppi di studenti cinesi ed italiani in lingua inglese, attraverso videoconferenze.

Conclusioni: La Bibliomediateca del "Boselli", oltre ad essere sottoposta alle verifiche per la Certificazione della Qualità, considera quali indicatori di successo il numero dei prestiti; le ore di apertura al pubblico, l'incremento del patrimonio documentale, le presenze alle conferenze, l'utilizzo delle strutture della Bibliomediateca, la partecipazione dei docenti ai corsi di aggiornamento e degli studenti alle attività extracurricolari. L'attività viene anche monitorata attraverso questionari e focus group. E questo è (quasi) tutto. Poco forse rispetto ad altre realtà, ma molto se si pensa che al "Boselli" i docenti che si occupano della Bibliomediateca sono tutti insegnanti con orario pieno di cattedra. Ma la complessa e delicata mole di lavoro del bibliotecario scolastico, citata anche in recenti e recentissimi documenti dal Ministero, non può essere risolta in ritagli di tempo e ore aggiuntive. Essa richiede il riconoscimento della professionalità del docente documentalista e di un monte ore ufficialmente destinato e non faticosamente contrattato di anno in anno. Se non è possibile pensare in tempi brevi ad una figura autonoma, come è prevista in Francia, nell'immediato e come passo intermedio dovrebbe essere consentito almeno un distacco parziale. Solo grazie alla valorizzazione di questa figura si potrà continuare sulla strada intrapresa e sviluppare tutte le potenzialità di una moderna bibliomediateca, per viaggiare nel futuro in compagnia dei libri, perchè nei libri c'è la storia dell'uomo e se, come sostiene Gadamer "Il futuro è l'origine", se non ricorderemo più la nostra origine e la nostra storia, non avremo futuro.

BIBLIOGRAFIA

Mi limito ad estrapolare da una bibliografia ampia e ricca di testi importanti e significativi pochi indicazioni a mio parere essenziali per avviare l'attività di una biblioteca scolastica:

Carroll F.L., Linee guida per le biblioteche scolastiche, trad. a cura dell'AIB, Commissione nazionale Biblioteche scolastiche, Roma, Associazione Italiana Biblioteche, 1995

Commissione Europea, Libro bianco su Istruzione e formazione. Insegnare e apprendere, verso una società conoscitiva, Lussemburgo, Ufficio delle pubblicazioni ufficiali della Comunità europea, 1996

Hannesdottir S.K., Bibliotecari scolastici: competenze richieste. Linee guida. Trad. a cura dell'AIB Commissione nazionale Biblioteche scolastiche, Roma, Associazione Italiana Biblioteche, 1998

Il lettore, l'ultimo dinosauro…? Atti del Convegno, Perugia 21-25 aprile 1997, a cura di Maria Rita Boccanegra, Città di Castello, GESP, 1999

Inciampare nel problema. Il processo di ricerca dell'informazione nella biblioteca scolastica multimediale, a cura di Donatella Lombello e Ademario Lo Brano, Atti del Convegno internazionale, Padova 30-31 gennaio / 1 febbraio 2003, Padova, Imprimatur, 2004

Morin E., I sette saperi necessari all'educazione del futuro, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2001

Segnalo anche gli utilissimi moduli del Corso di perfezionamento "Master per la formazione del docente documentalista scolastico" per l'anno 2001-2002 dell'Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Scienze dell'Educazione, Collana diretta da Donatella Lombello.


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