[AIB]  AIB. Pubblicazioni. DBBI20
AIB-WEB | Pubblicazioni AIB | DBBI20 Indice delle voci

Dizionario bio-bibliografico dei bibliotecari italiani del XX secolo

[Ritratto]

Campana, Augusto

(Santarcangelo di Romagna RN 22 maggio 1906 - Santarcangelo di Romagna RN 7 aprile 1995)

Studioso estremamente precoce, appena diciannovenne riceve dal Comune di Santarcangelo l'incarico di riordinare la piccola biblioteca locale, della quale pubblica nello stesso anno un breve saggio descrittivo. Dal settembre 1926 al maggio 1927 viene chiamato a reggere temporaneamente la direzione della Malatestiana di Cesena, resasi vacante a seguito della chiamata di Manlio Torquato Dazzi alla Biblioteca Querini-Stampalia di Venezia. Dopo aver partecipato come esterno, su invito di Domenico Fava, all'allestimento della Mostra del libro emiliano tenutasi nel 1928 alla Biblioteca Estense di Modena, nel novembre 1932 si laurea in lettere presso l'Ateneo bolognese con Albano Sorbelli, discutendo una tesi dal titolo La Biblioteca Malatestiana e le altre minori del Forlivese (tratta, con modifiche e l'aggiunta delle note, dal suo lavoro sulle Biblioteche della provincia di Forlì apparso qualche mese prima nel volume Tesori delle biblioteche d'Italia: Emilia e Romagna, a cura di Domenico Fava, per i tipi della Hoepli). Le posizioni di non allineamento nei confronti del regime fascista, manifestate già in età giovanile, gli precludono quella carriera bibliotecaria alla quale pareva destinato da un'inclinazione naturale e dall'unanime riconoscimento da parte di maestri e studiosi dell'ambito bibliotecario come Fava, Dazzi e Carlo Piancastelli.

Nel 1935 lascia la Romagna - al cui ambiente culturale, tuttavia, resterà sempre legato - per trasferirsi a Roma. Qui si impiega prima come addetto provvisorio e dal 1938 come scrittore di ruolo presso la Biblioteca apostolica vaticana, per interessamento del suo prefetto, il cardinale Giovanni Mercati, col quale da anni era in assiduo contatto epistolare. In quell'ambiente cosmopolita, dove Campana è entrato in qualità di esperto di storia romagnola e dove gli viene affidata la catalogazione di una serie di manoscritti latini tra i più famosi e studiati, cresce rapidamente la sua fama di competente e versatile esperto in campo bibliografico e storico-filologico.
L'armistizio dell'8 settembre 1943 lo coglie a Santarcangelo, dove si trovava in vacanza: riuscirà a rientrare alla Vaticana solo nel dicembre del 1945. Nei due anni di forzata permanenza in Romagna, frattanto, aveva assunto la reggenza di alcuni istituti culturali di Rimini, tra cui la Biblioteca Gambalunghiana in sostituzione di Carlo Lucchesi: quest'ultima, grazie alla presenza assidua e al costante controllo da lui operato sulle raccolte, uscirà quasi intatta dalle distruzioni e dalle razzie del periodo bellico.
Profondo conoscitore e studioso autorevole della storia della Romagna, coltivata fin da giovanissimo in un'ottica scevra dai campanilismi e dalla sterile erudizione provinciale (numerosi i suoi scritti di argomento locale, pubblicati in periodici e miscellanee per tutto l'arco della vita), nel 1949 fonda la Società di studi romagnoli, di cui sarà presidente nei primi cinque anni: in questa veste promuove importanti convegni aperti alla partecipazione di studiosi stranieri e fonda la rivista «Studi romagnoli», alla quale collabora assiduamente fino al 1955.
Nel 1954, in qualità di presidente del Comitato per le celebrazioni del V centenario della Biblioteca Malatestiana (nell'ambito delle quali aveva promosso la Mostra storica del libro in Romagna e il Convegno internazionale di storia delle biblioteche), tiene il discorso introduttivo al IX Congresso nazionale dell'Associazione italiana per le biblioteche, che si svolgeva a Cesena. Un anno dopo, in seguito alla morte di Carmine Starace, gli subentra nel Consiglio direttivo nazionale dell'Associazione, a cui aveva aderito già dal 1948.
Mentre continua a mantenere l'impiego presso la Vaticana, si dedica alle discipline filologiche e paleografiche con numerosi studi e pubblicazioni, acquisendo una riconosciuta autorevolezza all'interno della comunità degli studiosi. Nel 1950 accoglie l'invito - dovuto all'iniziativa di Delio Cantimori e Giorgio Pasquali - a tenere presso la Scuola normale superiore di Pisa un corso libero di Paleografia (poi, dal 1955/56 al 1958/59, Storia della letteratura latina medioevale ed umanistica con esercitazioni di Paleografia, e dal 1959/60 al 1961/62 Filologia medioevale ed umanistica). Conseguita nel 1951 la libera docenza in Storia della letteratura latina medievale e in Paleografia e diplomatica, nel 1958 assume per un anno anche l'insegnamento di Paleografia alla Scuola speciale per archivisti e bibliotecari dell'Università di Roma. Alla fine del 1959 lascia la Biblioteca Vaticana e diventa professore di ruolo di Paleografia e diplomatica all'Università di Urbino. Viene infine chiamato nel 1965 a ricoprire la cattedra di Letteratura umanistica presso l'Ateneo romano, dove insegnerà fino al 1976, anno del suo pensionamento, tenendo anche l'incarico di Codicologia alla Scuola speciale per archivisti e bibliotecari a partire dal 1969/70. Benché ormai settantenne, accetta nel 1976 l'insegnamento di Epigrafia presso la Scuola nazionale di archeologia.
Dal giugno 1963 al dicembre 1964 assume di nuovo la reggenza della Biblioteca Malatestiana di Cesena, affiancando all'attività di direttore quella di organizzatore di una serie di eventi culturali, in occasione delle celebrazioni per il V centenario della morte di Malatesta Novello e per i cinquant'anni dalla morte di Renato Serra (già direttore della biblioteca dal 1909 al 1915). Nello stesso anno fu coordinatore del Gruppo V-Biblioteche Archivi in seno alla Commissione Franceschini, elaborando la relazione sulla tutela dei beni librari e archivistici e quella sui beni epigrafici, confluite poi nella pubblicazione degli atti della commissione dal titolo Per la salvezza dei beni culturali in Italia (1967).
Collaborò a importanti repertori, come il Dizionario biografico degli italiani e l'Enciclopedia italiana, e a riviste come «Italia medievale e umanistica», di cui fu anche fondatore. In ambito bibliotecario pubblicò importanti contributi, tra cui quelli sulla biblioteca del Poliziano e sulla Biblioteca della Cattedrale di Benevento. Suoi articoli sono comparsi su «Accademie e biblioteche d'Italia», «La bibliofilia», «Bollettino dell'Istituto di patologia del libro», «Bullettino dell'Archivio paleografico italiano».
Tra il 1986 e il 1987 gli fu conferita la cittadinanza onoraria prima di Cesena e poi di Rimini, e venne inoltre nominato socio corrispondente dell'Accademia nazionale dei Lincei.
La sua ricchissima biblioteca (circa 25.000 volumi, 15.000 opuscoli e un consistente carteggio), notificata con decreto ministeriale per il suo valore, è stata devoluta alla Fondazione Cassa di risparmio di Rimini, di cui Campana era stato tra i soci.

Elisabetta Francioni

Miscellanea Augusto Campana. Padova: Antenore, 1981. 2 vol. (XVII, 780 p. compless.): 23 tav., 1 ritr. (Medioevo e umanesimo; 44-45). Contiene fra l'altro Enzo Cecchini - Adriano Gattucci - Piergiorgio Parroni - Piergiorgio Peruzzi, Saluto, p. XI-XII.

Alfredo Stussi. Ricordo di Augusto Campana (1906-1995). «Lettere italiane», 47 (1995), n. 3, p. 461-466, con una premessa di Vittore Branca.

Renzo Cremante. Quegli occhi sembrano sempre indagare: ricordo di Augusto Campana. «IBC», 3 (1995) n. 4/5, p. 5-6.

Pasquale Smiraglia. Augusto Campana. (Membri dell'Istituto scomparsi). «Studi romani», 43 (1995) n. 3/4, p. 331-332, con una fotografia (con varie inesattezze).

Ginette Vagenheim. Augusto Campana e l'epigrafia, con una premessa di Giancarlo Susini. «Epigraphica», 57 (1995), p. 173-185: ill.

[Carlo Dionisotti]. In memoria di Augusto Campana. «Italia medioevale e umanistica», 36 (1993), p. 1-46. Pubbl. nel 1996.

Pasquale Smiraglia. Augusto Campana (1906-1995). (Commemorazioni). «Archivio della Società romana di storia patria», 119 (1996), p. 331-333. Pubbl. nel 1997.

Testimonianze per un maestro: ricordo di Augusto Campana: Roma, 15-16 dicembre 1995, a cura di Rino Avesani. Roma: Edizioni di storia e letteratura, 1997, con bibliografia degli scritti a cura di Michele Feo.

Raffaello Baldini. Il "professor Campana": ricordo di un poeta. «IBC», 5 (1997) n. 3, p. 5-7.

Carlo Dionisotti. Augusto Campana. In: Ricordi della scuola italiana. Roma: Edizioni di storia e letteratura, 1998, p. 533-572 (riprende il contributo pubblicato nel 1996).

Franca Arduini. Fra biografia e bibliografia: il contributo di Augusto Campana alla storia delle biblioteche. In: Vetustatis indagator: scritti offerti a Filippo Di Benedetto, a cura di Vincenzo Fera e Augusto Guida. Messina: Centro interdipartimentale di studi storici, 1999, p. 399-414.

Enzo Pruccoli. La biblioteca di uno studioso romagnolo. In: La biblioteca di uno studioso romagnolo: annotazioni e divagazioni su alcuni libri di Augusto Campana: guida breve alla mostra ... : Rimini, autunno 1999-primavera 2000, a cura di Enzo Pruccoli e Chiara Giovannini. Rimini: Fondazione Cassa di risparmio: Ramberti arti grafiche, 1999, p. 7-26.

Rino Avesani. Augusto Campana bibliofilo e studioso d'eccellenza. In: Collezionismo, restauro e antiquariato librario: convegno internazionale di studi e aggiornamento professionale per librai antiquari, bibliofili, bibliotecari conservatori, collezionisti e amatori di libri, Spoleto, Rocca Albornoziana, 14-17 giugno 2000, a cura di Maria Cristina Misiti. Milano: Sylvestre Bonnard, 2002, p. 49-61.

Augusto Campana e la Romagna, a cura di Andrea Cristiani e Manuela Ricci. Bologna: Patron, 2002. IX, 339 p.: ill. Atti del convegno tenuto a Santarcangelo di Romagna, 5-6 aprile 1997.

Omaggio ad Augusto Campana, a cura di Cino Pedrelli. Cesena: Società di studi romagnoli, 2003. 558 p.: ill. Contiene gli atti del convegno su Campana tenuto a Cesena il 14-15 novembre 1997 e alcuni suoi inediti.

Alfredo Trifogli. In ricordo di Augusto Campana. «Memorie dell'Accademia marchigiana di scienze, lettere ed arti», 38 (1999-2000), p. 33-35. Il volume, pubblicato nel 2005, contiene anche: Piergiorgio Parroni, Ricordo di Augusto Campana, p. 37-43; Sergio Sconocchia, Augusto Campana: lineamenti di un maestro, p. 45-67; Rino Avesani, La leggenda del beato Nino, p. 69-87.

Piergiorgio Parroni. Augusto Campana: la vita come ricerca. «Letteratura & società», 7, n. 2 (mag.-ago. 2005), p. 57-66.

Rino Avesani. Andiamo "a sentire che cosa ne dice Campana". In: Il dono di Malatesta Novello: atti del Convegno, Cesena, 21-23 marzo 2003, a cura di Loretta Righetti e Daniela Savoia. Cesena: Il Ponte Vecchio, 2006, p. 3-27.

Si ringrazia il prof. Rino Avesani per le notizie gentilmente fornite.


Copyright AIB 2000-12-18, ultimo aggiornamento 2013-01-05, a cura di Simonetta Buttò e Alberto Petrucciani
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/dbbi20/campana.htm

AIB-WEB | Pubblicazioni AIB | DBBI20 Indice delle voci