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Dizionario bio-bibliografico dei bibliotecari italiani del XX secolo

[Ritratto]

Casamassima, Emanuele

(Roma 14 marzo 1916 - Firenze 12 settembre 1988)

Dopo aver compiuto gli studi classici presso il Collegio Nazareno di Roma si iscrisse alla Facoltà di giurisprudenza dell'Università di Roma, continuando la tradizione di famiglia (il padre Domenico, di origine pugliese, era avvocato nella capitale, mentre il nonno materno, Antonio Gui, era magistrato). Maturato uno spiccato interesse per gli studi storici, si laureò nell'anno accademico 1938/39 con una tesi in Storia del diritto italiano su Lo statuto fiorentino dell'arte della lana (1317), relatore Pier Silverio Leicht. Con il 1939 iniziò il servizio militare, che si sarebbe prolungato per lo scoppio della Seconda guerra mondiale. Nominato ufficiale, fu a lungo comandante di plotone e addestratore, partecipando solo marginalmente alle operazioni belliche che vedevano impegnati già due suoi fratelli. Dal 15 ottobre 1943 fino alla liberazione di Roma militò, con mansioni operative, nella formazione della resistenza romana F.M.C.R. Banda Napoli.
Con il ritorno alla vita civile abbandonò la carriera di avvocato appena intrapresa per dedicarsi a una professione più consona ai suoi interessi per la storia del libro e del manoscritto. Nel novembre 1947 partecipò al concorso per vice-bibliotecario riservato ai reduci e, risultato tra i vincitori, fu assegnato alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze, dove prese servizio nel maggio 1949.

Si formò nell'ufficio del «Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa» e nel settore delle pubblicazioni straniere e fu addetto alle sale di consultazione letteraria e scientifica e, saltuariamente, alla sala manoscritti. Venne coinvolto nel programma di revisione del catalogo per soggetti della Biblioteca, propedeutica alla redazione di un Indice di soggetti per le biblioteche italiane e su questi riferirà al VII Congresso AIB del 1951 con il contributo Soggettario e soggetti nella Biblioteca nazionale di Firenze. Sostenuto dal nuovo Centro nazionale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche, Casamassima ebbe la responsabilità del progetto, che sarebbe divenuta la sua occupazione prevalente fino alla pubblicazione, nel 1956, del Soggettario per i cataloghi delle biblioteche italiane. Sugli esiti di quell'esperienza riferì al X Congresso AIB con un intervento dal titolo Il Soggettario italiano; la sua trattazione più matura sull'argomento, La soggettazione, risale invece al 1970.
Completò la formazione universitaria frequentando dal 1950 la Scuola per bibliotecari e archivisti paleografi dell'Università di Firenze, dove conseguì il diploma alcuni anni dopo discutendo una tesi di paleografia dedicata alla riforma grafica umanistica, relatore Renato Piattoli. Il lavoro fu pubblicato nel 1964 sul «Gutenberg-Jahrbuch» con il titolo Litterae antiquae: contributo alla storia della riforma grafica umanistica. Dal 1952 fu assistente delle cattedre di Paleografia latina e diplomatica e di Storia medievale nell'Ateneo fiorentino.
Affiancò agli studi paleografici quelli in altri settori delle discipline del libro, a cominciare dalla bibliografia e dalla storia della tipografia: lo testimoniano le numerose recensioni degli anni Cinquanta, comparse su «La bibliofilia», nonché la voce Tipografia per l'Enciclopedia universale dell'arte. Per il tramite di Anita Mondolfo, la parte più cospicua e meno nota di questi studi fu finalizzata alla stesura delle voci di ambito bibliografico per il Dizionario enciclopedico italiano Treccani, uscito tra il 1955 e il 1961: a lui sono riconducibili oltre 200 voci fra generali e biografiche di bibliotecari, bibliografi, stampatori ed editori italiani e stranieri, che rivelano un approccio alla storia della stampa colto e particolarmente attento agli aspetti materiali della produzione del libro.
Inquadrato nella qualifica di bibliotecario di seconda classe dal luglio 1952 e di prima classe dal settembre 1954, venne promosso direttore di biblioteca dal luglio 1961. In BNCF divenne responsabile delle sale di consultazione delle quali progettò la riorganizzazione e sul tema tradusse Le sale di studio nelle biblioteche italiane di Joachim Wieder. Sotto la direzione di Alberto Giraldi i lavori per la nascita della «Bibliografia nazionale italiana» si intensificarono e determinarono l'abbandono dei progetti di revisione del Soggettario. Per Casamassima divenne centrale la scelta del sistema di classificazione da adottare per la BNI, in sostituzione dello schema in uso per il «Bollettino», e fu lui a preferire la Classificazione decimale Dewey, per la rilevanza sul piano internazionale. Convinto che la modernizzazione dei servizi bibliotecari in Italia passasse necessariamente per l'unificazione e la standardizzazione degli strumenti professionali, mantenne un costante confronto con le realtà bibliotecarie più avanzate, come quella statunitense, pur riservando uno sguardo privilegiato alle biblioteche tedesche. Proprio in Germania nel periodo 1956-1963 compì alcuni viaggi professionali per conto del Ministero della pubblica istruzione e dell'AIB (fu socio almeno dal 1951 al 1957), in occasione dei congressi annuali dei bibliotecari tedeschi. Su questi riferì anche in «Notizie AIB» e sul «Bollettino d’informazioni». Dall'ottobre del 1960, sempre in Germania, condusse una ricerca sui manoscritti delle opere di Bartolo da Sassoferrato, grazie a una borsa di studio nell'ambito di un progetto internazionale sulla tradizione manoscritta del pensiero politico-giuridico del Medio Evo italiano. In virtù di queste esperienze tracciò un’ampia panoramica del sistema bibliotecario tedesco, pubblicata a puntate su «Accademie e biblioteche d'Italia». I frutti della ricerca codicologica troveranno, invece, una prima esposizione in Nota sui manoscritti di Bartolo nelle biblioteche tedesche, mentre il catalogo vero e proprio - Codices operum Bartoli a Saxoferrato recensiti. I, Iter Germanicum - verrà pubblicato dopo dieci anni.
Dopo il rientro a Firenze, Casamassima si trasferì dal settembre 1962 alla Biblioteca nazionale centrale di Roma dove, in qualità di conservatore dei manoscritti, diresse e riorganizzò la sezione dei manoscritti e rari. In quegli anni ripropose l’idea di un restauro non 'integrativo' e rispettoso della storia del manufatto con la riedizione del contributo Nota sul restauro delle legature. Collaborò inoltre con la Scuola di paleografia, diplomatica e archivistica dell'Archivio centrale dello Stato.
La prima metà degli anni Sessanta vide i frutti maturi delle sue ricerche codicologiche e di storia della scrittura, concentrate soprattutto sul XV e XVI secolo a indagare i confini tra tarda epoca del manoscritto e inizi del libro a stampa; si ricordano gli interventi sul copista cinquecentesco Ludovico degli Arrighi, detto il Vicentino, o sui copisti dei codici della biblioteca di Mattia Corvino. Il saggio Sul metodo della descrizione dei codici, edito nel 1963, rimane tutt'oggi un testo di riferimento per la catalogazione dei manoscritti. Nel 1965 uscirono il fortunato volume sui Trattati di scrittura del Cinquecento italiano e gli studi sulla edizione folignate del 1472 della Divina Commedia, della quale curò un'edizione facsimilare.
Casamassima venne richiamato a Firenze come direttore della Biblioteca nazionale centrale di Firenze dal 1º aprile 1965. Poté subito elaborare una relazione sulla situazione di crisi della Biblioteca per la Commissione d'indagine per la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, artistico e del paesaggio, presieduta da Francesco Franceschini, poi pubblicata come La maggiore biblioteca italiana e le sue esigenze. Ma la sua direzione rimane indissolubilmente legata alla gestione delle conseguenze dell'alluvione del 4 novembre 1966, che colpì gravemente la Biblioteca danneggiando i piani bassi dell'edificio, i cataloghi e gli inventari, i depositi e la redazione della BNI insieme a migliaia di unità bibliografiche. Fu certamente dovuto alle sue capacità organizzative e alle sue doti personali se si riuscì in alcune settimane a tirare fuori dal fango i volumi danneggiati, a eseguire in pochi mesi la loro essiccazione in vari impianti ad aria calda, nonché ad avviare un innovativo sistema di restauro. Abbandonata subito l'idea di un piano di ripristino integrale della situazione preesistente, Casamassima elaborò all'inizio del 1967 un programma di ristrutturazione della BNCF, avviato grazie ai finanziamenti straordinari e alla collaborazione internazionale. Convinto che l'alluvione potesse offrire l'occasione per recuperare la BNCF ai compiti e alle funzioni propri di una biblioteca nazionale e, insieme, per un contestuale rinnovamento delle biblioteche in Italia, nel suo piano di rinascita inserì svariati progetti di innovazione: dalla costruzione di nuovi depositi librari all'automazione della BNI, dall'avvio di un catalogo nazionale a schede alla trasformazione in Centro permanente per il restauro dei laboratori appena sorti, alla microfilmatura dei periodici. Per la realizzazione di questo programma di lungo periodo, al quale dedicò una decina di pubblicazioni oltre numerosi rapporti ufficiali e interventi pubblici, avanzò la proposta di un intervento normativo straordinario in favore della BNCF, reiterata anche in Una legge speciale per la Biblioteca nazionale di Firenze, ma senza esito, e avviò una fruttuosa collaborazione con i comitati di soccorso stranieri e, almeno inizialmente, con le istituzioni centrali dello Stato. Tuttavia, le difficoltà insormontabili alla realizzazione del piano di rinascita, lo scarso appoggio da parte dell'amministrazione centrale e un crescente isolamento, anche interno, furono tali da determinare un progressivo allontanamento dalle biblioteche di Casamassima, le cui scelte personali ormai divergevano dalla carriera direttiva nell'amministrazione dello Stato. Nell'aprile 1969 fece un ultimo appello per il rinnovamento delle biblioteche nell'intervento Aspetti, strutture, strumenti del sistema bibliotecario italiano, scritto con Emidio Cerulli e indirizzato al Consiglio superiore delle accademie e delle biblioteche, di cui faceva parte. Di lì a breve sarebbe maturata la rottura ufficiale con il Ministero, al quale Casamassima rimise il proprio mandato di direttore nel luglio 1969. L'effettivo distacco dalla BNCF e l'uscita dalle biblioteche come professionista avvenne con la domanda di collocamento a riposo, concretizzatasi il 1º settembre 1970. Durante il mandato di direttore della Nazionale fu anche membro del Comitato esecutivo del Centro nazionale per il catalogo unico e della Commissione Indici e cataloghi.
Dedicò l'ultima parte della sua vita principalmente all'insegnamento universitario e allo studio. Ottenuta la libera docenza in Paleografia latina, era stato incaricato sin dal 1967 dell'insegnamento di Codicologia presso la Facoltà di lettere dell'Università di Firenze. Nel periodo della direzione della Biblioteca nazionale collaborò anche con le Scuole di archivistica, paleografia e diplomatica degli archivi di Stato di Perugia e Firenze. Risultato vincitore di un concorso nazionale, venne chiamato nel 1972 dalla Facoltà di lettere dell'Università di Trieste alla cattedra di Paleografia e diplomatica. Nel 1974 si trasferì all'Università di Firenze per succedere al suo maestro, Renato Piattoli, nell'insegnamento e nella direzione dell'Istituto di paleografia.
Nei primi anni Settanta Casamassima continuò a occuparsi di biblioteche, sia prendendo parte alle dispute sui laboratori di restauro della BNCF, riproposte in Il problema della conservazione e il Centro della Nazionale di Firenze, sia con interventi nell'ambito del dibattito più generale, quali gli incontri fiorentini del 1971 su I beni culturali 1967-1971 o La Biblioteca nazionale e la crisi delle strutture culturali fiorentine. Ma il suo impegno maggiore resta quello in favore di un rinnovamento del sistema bibliotecario italiano per mezzo di una radicale riforma della sua amministrazione e dell'appartenenza istituzionale delle biblioteche. In questo senso fu consulente della Regione Toscana nel momento del trasferimento alle regioni di alcune funzioni statali, elaborando un parere per il settore delle biblioteche poi confluito nel documento dell’agosto 1971 Osservazioni sullo schema di decreto delegato concernente il trasferimento alle Regioni a statuto ordinario delle funzioni amministrative statali in materia di "assistenza scolastica e musei e biblioteche di Enti locali": biblioteche. Fece parte, inoltre, della Commissione regionale per la riforma dell'amministrazione dei beni culturali che tra il 1972 e il 1973 elaborò la proposta parlamentare, resa nota nel documento Beni culturali e naturali: proposta della Regione Toscana per un'iniziativa legislativa delle Regioni per la riforma dell'Amministrazione dei beni culturali e naturali, in alternativa al progetto in discussione per l'istituzione del Ministero per i beni culturali e ambientali. Nel 1972 il saggio La crisi delle biblioteche italiane costituisce la sua ultima analisi complessiva delle problematiche del sistema bibliotecario nazionale.
Dopo tali esperienze la riflessione di Casamassima si appuntò soprattutto su un nuovo concetto di conservazione, intesa come attività conoscitiva delle strutture, i fondi, piuttosto che dei singoli pezzi, raccolta principalmente in Aspetti della conservazione e Le contraddizioni del restauro. Nel 1977 elaborò insieme a Crocetti una proposta per la gestione dei codici attraverso un sistema articolato in strutture periferiche e centrali: Valorizzazione e conservazione dei beni librari con particolare riguardo ai fondi manoscritti. Le numerose esperienze di catalogazione di codici, spesso corali, si concentrarono su collezioni anche molto importanti: dalla Malatestiana di Cesena alla Rilliana di Poppi, dalla Riccardiana di Firenze alla Guarnierana di San Daniele del Friuli; nel corso di una di queste ebbe la ventura di scoprire l'autografo petrarchesco della seconda lettera a Urbano V (L'autografo Riccardiano della seconda lettera del Petrarca a Urbano V (Senile IX, 1)).
Del 1988 è Tradizione corsiva e tradizione libraria nella scrittura latina del Medioevo, la sua ultima pubblicazione di ampio respiro. Resta inedito Litterae communes, lo studio sulla scrittura latina nell'età romana cui attendeva quando la morte lo colse.

Tiziana Stagi

Per la bibliografia degli scritti di Casamassima:
Bibliografia degli scritti di Emanuele Casamassima, a cura di Ilaria Pescini. In: Ricordo di Emanuele Casamassima e bibliografia dei suoi scritti, a cura di Ilaria Pescini e Giancarlo Savino. «Medioevo e Rinascimento», 3 (1989), p. XIII-XXII.
Bibliografia degli scritti di Emanuele Casamassima. Addendum, a cura di Ilaria Pescini. In: Per Emanuele Casamassima: un incontro di studi su scrittura libro biblioteche. «Medioevo e Rinascimento», 5 (1991), p. IX-XI.
Un'aggiunta (1979) alla bibliografia degli scritti di Emanuele Casamassima. In: Catalogazione, cooperazione, servizî, strumenti: piccoli scritti offerti a Giovannella Morghen in ricordo della sua attività bibliotecaria (1962-1994). Firenze: Titivillus; Grosseto: Biblioteca comunale Chelliana, 1995, p. 89-95.
Tecnica della bibliografia soggettiva: il focus, a cura di Piero Innocenti. In: Emanuele Casamassima. Viaggio nelle biblioteche tedesche (1956-1963), a cura di Piero Innocenti, con la collaborazione di Chiara Carlucci, Cristina Cavallaro, Katiuscia Dormi. Manziana (Roma): Vecchiarelli, 2002, p. 1-14.

Riferimenti bibliografici essenziali:
Per Emanuele Casamassima: Firenze, Palazzo Riccardi, 23 ottobre 1970. Firenze: Provincia di Firenze, 1971.

[Luigi Crocetti]. Ricordo di Emanuele Casamassima. «Biblioteche oggi», 6 (1988), n. 6, p. 23-24.

Carlo Federici. Obituary: Emanuele Casamassima. «The Abbey newsletter», 12 (1988), n. 8, http://cool.conservation-us.org/byorg/abbey/an/an12/an12-8/an12-810.html.

Luciana Mosiici. Emanuele Casamassima. «Archivio storico italiano», 147 (1989), n. 4, p. 909-922.

Luciana Mosiici. Emanuele Casamassima. «Bollettino della Deputazione di storia patria per l'Umbria», 86 (1989), p. 287-295.

Giancarlo Savino. Ricordo di Emanuele Casamassima. In: Ricordo di Emanuele Casamassima e bibliografia dei suoi scritti, a cura di Ilaria Pescini e Giancarlo Savino. «Medioevo e Rinascimento», 3 (1989), p. IX-XII.

Per Emanuele Casamassima: un incontro di studi su scrittura libro biblioteche. «Medioevo e Rinascimento», 5 (1991), p. 99-209. Contiene: Armando Petrucci, Storia della scrittura come storia di strutture: originalità e tradizione nell'opera di Emanuele Casamassima; Carla Guiducci Bonanni, La Nazionale di Firenze tra passato e presente; Teresa De Robertis, Insegnamento e ricerca nell'opera di Emanuele Casamassima; Carlo Federici, Emanuele Casamassima ed il restauro dei libri; Libero Rossi, Emanuele Casamassima e "l'Officina" fiorentina.

Piero Innocenti. Pretesti della memoria per Emanuele Casamassima: studi sulle biblioteche e politica delle biblioteche in Italia nel secondo dopoguerra. «La Specola», 1991, p. 149-263.

Piero Innocenti. Nota introduttiva. In: Emanuele Casamassima. Viaggio nelle biblioteche tedesche (1956-1963) cit., p. iii-xxxi.

Alberto Petrucciani. Lettere al direttore. «Bollettino AIB», 43 (2003), n. 3, p. 339.

Piero Innocenti. Gli scritti "tedeschi" di Emanuele Casamassima: 1956-1963. «Culture del testo e del documento», n. 13 (gen.-apr. 2004), p. 81-126.

Armando Petrucci. Le biblioteche italiane: molte "primavere" senza frutti? In: Studi e testimonianze offerti a Luigi Crocetti, a cura di Daniele Danesi, Laura Desideri, Mauro Guerrini, Piero Innocenti, Giovanni Solimine. Milano: Editrice bibliografica, 2004, p. 383-387.

Luigi Crocetti. Casamassima e Firenze: dal Soggettario all’alluvione. «Biblioteche oggi», 24 (2006), n. 3, p. 11-14.

Il nomos della biblioteca: Emanuele Casamassima e trent’anni dopo, a cura di Roberto Cardini e Piero Innocenti. Firenze: Polistampa, 2008. Contiene fra l'altro: Luigi Crocetti, Casamassima e Firenze: dal Soggettario all'alluvione; Piero Lucchi, Casamassima e la Malatestiana: appunti per una testimonianza; Piero Innocenti, Gli scritti "tedeschi" di Emanuele Casamassima: 1956-1963; Giovanni Solimine, Organizzazione dei servizi e cooperazione interbibliotecaria; Antonia Ida Fontana, Ricordo di Emanuele Casamassima; Paola Ricciardi, Conservazione del patrimonio librario toscano.

Alberto Cheti. La lezione di Emanuele Casamassima sulla soggettazione. In: Piccoli scritti di biblioteconomia per Luigi Crocetti (10 marzo 2007-10 marzo 2008), promossi, raccolti, ordinati da Piero Innocenti; curati da Cristina Cavallaro. Manziana (Roma): Vecchiarelli, 2008, p. 53-86.

Enzo Bottasso. Dizionario dei bibliotecari e bibliografi italiani dal XVI al XX secolo, a cura di Roberto Alciati. [Montevarchi]: Accademia valdarnese del Poggio, 2009, p. 118-120.

Elisa Di Renzo. Una biblioteca, un'alluvione: il 4 novembre alla Nazionale di Firenze: storia di una emergenza. Roma: AIB, 2009.

Tiziana Stagi. Emanuele Casamassima, la gestione del "dopo alluvione" e il rinnovamento delle biblioteche italiane. «Bollettino AIB», 50 (2010), n. 1/2, p. 25-53.

Tiziana Stagi. Emanuele Casamassima e le biblioteche. «JLIS.it», 1 (2010), n. 1, p. 195-212.

Franca Arduini. Ricordando Emanuele Casamassima. «Biblioteche oggi», 29 (2011), n. 5, p. 42-45.

Tiziana Stagi. Una battaglia della cultura: Emanuele Casamassima e le biblioteche. Roma: Associazione italiana biblioteche, 2013. 607 p.: ill.

Si ringraziano Susanna Basile, Paola Buonocore, Alessandra Casamassima, Antonia Ida Fontana, Maria Novella Maggiora, Diego Maltese, Anna Nesi, Rita Notarianni, Maria Letizia Sagù e tutto il personale della Sala manoscritti della BNCF.


Copyright AIB 2001-01-20, ultimo aggiornamento 2013-10-18, a cura di Simonetta Buttò e Alberto Petrucciani
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/dbbi20/casamassima.htm

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