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Gualazzini, Ugo
(Cremona 29 luglio 1905 - Cremona 12 ottobre 1995)
Laureato in giurisprudenza all'Università di Parma nel 1929, con una tesi di storia economica, poi pubblicata, curò per alcuni anni la catalogazione e il trasferimento della biblioteca Albertoni alla Biblioteca governativa di Cremona. Dal 1930 insegnò Storia dell'arte al Liceo classico "D. Manin" di Cremona.
Nel 1933 vinse il concorso per direttore della Biblioteca municipale di Reggio Emilia. Nel periodo della sua direzione venne impiantato il catalogo a schede dei manoscritti, inventariati alcuni fondi di pregio e avviata una campagna di restauri.
Si dedicò però soprattutto agli studi storico-giuridici, conseguendo nel 1934 la libera docenza in Storia del diritto italiano. Dal 1936 professore incaricato di Esegesi delle fonti del diritto italiano all'Università di Parma, divenne professore ordinario nel 1951. Aveva già lasciato, alla fine del 1948 o all'inizio del 1949, la direzione della Biblioteca di Reggio Emilia, per dedicarsi interamente all'insegnamento universitario.
Fu per molti anni preside della Facoltà di giurisprudenza di Parma (1954-1969 e 1972-1975) e insegnò anche alla Scuola di paleografia musicale di Cremona, di cui direttore dal 1952 al 1965. Collocato fuori ruolo nel 1980, nel 1982 venne nominato professore emerito.
Oltre agli studi di storia del diritto e storia economica, si dedicò particolarmente a ricerche sulla storia dell'Università di Parma e promosse l'ordinamento del suo Archivio storico.
Socio dell'Associazione italiana biblioteche probabilmente dal 1933, prese parte ai congressi nazionali del 1934 e del 1936. Nel dopoguerra, quando aveva già lasciato le biblioteche, venne eletto nel primo Comitato regionale della Sezione dell'Emilia (1949-1953) e risulta ancora fra i soci fino almeno al 1954.
Fu anche presidente dell'ADAFA (1949-1991), presidente del Consiglio di amministrazione della Scuola internazionale di liuteria (1956-1974) e fondatore del Museo stradivariano, membro della Deputazione di storia patria per le province parmensi, di Italia nostra, della Commissione di arte sacra e della Commissione per la toponomastica di Cremona. Venne insignito della medaglia d'oro dei benemeriti della cultura.
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