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Luzzatto Coen, Laura
(Trieste 9 febbraio 1911 - Firenze 25? marzo 1995)
[Voce in preparazione]
Dopo la laurea, entrò nelle biblioteche governative come bibliotecario aggiunto dal 16 agosto 1933, tra i vincitori del concorso bandito l'anno precedente, destinata alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze, dove strinse amicizia con Francesco Barberi e Maria Teresa Polidori Danieli.
Lavorò principalmente alla redazione del «Bollettino delle pubblicazioni italiane», reggendone la responsabilità nei periodi di assenza di Enrico Jahier.
Figura tra i soci dell'Associazione italiana biblioteche a partire dal 1934.
Nel 1939 venne licenziata dalla Biblioteca in applicazione delle leggi razziali. Nelle note di qualifica per l'anno 1938, inviate al Ministero quasi contemporaneamente al suo licenziamento, il direttore Boselli la indicava «molto meritevole di promozione».
Nel 1938 aveva sposato il musicista Luigi Dallapiccola (Pisino d'Istria 3 febbraio 1904-Firenze 19 febbraio 1975), che teneva dal 1934 la cattedra di Pianoforte complementare al Conservatorio "L. Cherubini" di Firenze. Durante l'occupazione tedesca vissero nascosti a Fiesole presso un musicista amico, Sandro Materassi.
Reintegrata in Biblioteca dopo la Liberazione, con la qualifica di bibliotecario capo attribuitale retrospettivamente con decorrenza dal marzo 1942, chiese però di andare in pensione anticipatamente, nel 1950.
Negli anni successivi tenne privatamente un Servizio di informazioni bibliografiche e collaborò col Centro nazionale per il catalogo unico (particolarmente per la redazione del Soggettario del 1956) e con periodici d'informazione libraria.
A partire dalla fine degli anni Cinquanta tradusse dal tedesco numerose opere, sia di ambito musicale (p.es. le lettere di Alma Mahler e di Brahms e una storia del jazz) che d'altro genere, per Mondadori, Il Saggiatore, La nuova Italia e altre case editrici, firmandosi in genere Laura Dallapiccola (ma anche, occasionalmente, Laura Luzzatto).
La biblioteca del marito, conservata all'Archivio contemporaneo del Gabinetto Vieusseux insieme a mobili e carte, comprende anche libri appartenuti a lei.
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