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Dizionario bio-bibliografico dei bibliotecari italiani del XX secolo

[Ritratto]

Segarizzi, Arnaldo

(Avio TN 10 agosto 1872 – Asolo TV 9 settembre 1924)

Dopo aver frequentato il biennio del ginnasio a Rovereto proseguì gli studi superiori a Trento, completandoli però a Rovereto, dove ottenne il diploma di maturità nel 1891.
Si iscrisse nell'autunno alla facoltà di lettere dell'Università di Vienna, ma vi rimase un solo anno, cui seguì un periodo di peregrinazioni in vari atenei italiani: a Roma, dove non sostenne esami ma strinse rapporti con i bibliotecari della Vaticana e dell'Angelica, a Genova, dove rimase per l'anno 1894-1895 sostenendo numerosi esami, e infine a Padova, dove si laureò in lettere classiche il 24 novembre 1897.
Nel 1898 prese la cittadinanza italiana ed entrò a far parte della folta schiera di intellettuali trentini emigrati nel Regno d'Italia, avvicinandosi alla nuova rivista «Tridentum», bimestrale fondato da Cesare Battisti per l'approfondimento degli studi sul Trentino, in cui a partire dal 1903 tenne una sua rubrica (Bricciche trentine) sui personaggi e le istituzioni della storia trentina. Già dal 1894 del resto Segarizzi aveva mostrato di aderire agli ideali di Cesare Battisti, entrando a far parte della Società degli studenti trentini. Dal 1902 al 1907 collaborò al «Nuovo Archivio veneto», compilando il Bollettino bibliografico della regione veneta, e dopo due anni di interruzione, nel 1909, entrò a far parte della redazione rivelando notevoli doti editoriali e gestionali.

Il 1º novembre 1901 aveva vinto il concorso per sottobibliotecario reggente alla Biblioteca Marciana di Venezia, dando inizio a una nuova fase della sua vita, improntata all'impegno professionale e ai lavori bibliografici, di cui rimangono a testimonianza opere come il Saggio di bibliografia delle stampe popolari della Marciana di Venezia (Bergamo: Istituto italiano d'arti grafiche, 1908), i due volumi del Catalogo dei codici Marciani italiani, redatti insieme a Carlo Frati (Modena: Ferraguti, 1909-1911), la Bibliografia delle stampe popolari italiane della R. Biblioteca nazionale di San Marco di Venezia (Bergamo: Istituto italiano d'arti grafiche, 1913). Alla Marciana collaborò al trasferimento dal Palazzo ducale alla Zecca e alla sua ricostituzione su basi moderne: dal 12 agosto al 18 settembre del 1904 sotto la guida di Salomone Morpurgo e con l'aiuto di Gino Levi, Enrico Meucci e Giulio Coggiola, portò a termine il trasferimento della Biblioteca che fu riaperta il 19 dicembre.
Quando, nell'agosto del 1905, Salomone Morpurgo andò a dirigere la Biblioteca nazionale di Firenze e nel 1906 fu sostituito da Carlo Frati, i curatori della Fondazione Querini Stampalia avevano già scelto Arnaldo Segarizzi per la nomina a direttore interinale della Biblioteca per un anno. Dal 1905 al 1910 gli venne affidato il compito di rilanciare la Biblioteca Querini Stampalia, compito che portò a termine ampliando il numero dei lettori, sostenendo l'apertura serale ai giovani e ottenendo una nuova scaffalatura in ferro e legno; provvide inoltre alla revisione dei manoscritti, degli incunaboli e delle aldine, delle collezioni, dei periodici e degli atti accademici. Si occupò anche delle nuove acquisizioni, privilegiando le opere relative all'arte, alle scienze applicate, e discipline come l'ingegneria, il commercio e la giurisprudenza, senza trascurare volumi di cultura generale; adottò il catalogo a dizionario, fondendo il catalogo per autore e quello per soggetti in un unico ordine alfabetico, disponendolo in schede riposte in cassettiere. Dal 1º aprile 1910 lasciò definitivamente la carriera delle biblioteche governative per dedicarsi esclusivamente alla Querini Stampalia, fino alla morte. Nel 1912 si rese disponibile il nuovo fabbricato costruito accanto al Palazzo Querini che permise un razionale ordinamento dei doni e delle nuove accessioni nel frattempo intervenuti.
Nel febbraio del 1919, con l'autorizzazione della Querini Stampalia, fu chiamato per due mesi a Trento per dare idonea sistemazione al Museo e alla Biblioteca comunale, per la quale ottenne dal Governo il primo piano del palazzo dell'ex Seminario, e per riorganizzare il servizio al pubblico. A Trento tornò più volte nel corso dell'anno e di quelli successivi (anche quando la direzione della Biblioteca era stata assunta da Lamberto Cesarini Sforza) per seguire personalmente il lavoro di ricatalogazione dei volumi, da lui avviato, e per costituire nel 1919 la Società degli studi trentini (che nel 1921 si unì alla Deputazione veneta di storia patria che prese il nome di Deputazione veneto-tridentina) e la sua rivista «Studi trentini».
Nel 1921, quando don Rossaro fu incaricato del riordinamento della Biblioteca civica di Rovereto pesantemente danneggiata dai danni di guerra, fu prodigo di consigli sui principi biblioteconomici da seguire nel lavoro di sistemazione, nonostante le precarie condizioni di salute.
Iscritto alla Società bibliografica italiana fin dal 1897, divenne nel 1904 socio della Deputazione veneta di storia patria, revisore dei conti nel 1907, nel 1910 fu nominato vicesegretario e dal 1920 al 1922, dopo la morte di G. Della Santa, segretario: durante questo periodo riuscì a ottenere dal ministro Benedetto Croce l'unione alla Deputazione veneta di quella trentina (1921), dopo che nel 1919 i soci friulani se ne erano staccati. Prese quindi a collaborare con la rivista «Studi trentini» in cui teneva una rubrica dedicata ai musei, agli archivi e alle biblioteche. Fu anche socio effettivo dell'Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, dal 1921, e vicepresidente dell'Ateneo veneto dal 1915 al 1923. Curò per gli «Scrittori d'Italia» quattro volumi di Relazioni degli ambasciatori veneti al Senato (Bari: Laterza, 1912-1916).
Nel 1974, in occasione del cinquantenario della morte, il Comune di Avio decise di intitolare al suo nome la Biblioteca civica, inaugurata nel 1971.

Simonetta Buttò

Lamberto Cesarini Sforza. Arnaldo Segarizzi. «Studi trentini», 5 (1924), IV trim., p. 358-359, seguito da Pubblicazioni di Arnaldo Segarizzi, p. 360-362.

Luigi Ferrari. [Arnaldo Segarizzi]. «Giornale storico della letteratura italiana», vol. 84, n. 252 (1924), p. 399-402.

Carlo Frati. Dizionario bio-bibliografico dei bibliotecari e bibliofili italiani dal sec. XIV al XIX, raccolto e pubblicato da Albano Sorbelli. Firenze: Olschki, 1933, p. 514-515.

Pedagogisti ed educatori, diretto da Ernesto Codignola. Milano: Istituto editoriale italiano, 1939, p. 389-390 (Enciclopedia biografica e bibliografica italiana; 38).

Giorgio Emanuele Ferrari. Arnaldo Segarizzi come bibliotecario e bibliografo (con raduno di testimonianze a cinquant'anni dalla morte). «Lettere venete», n. 31/36 [1975], p. 158- 173.

Arnaldo Segarizzi: un intellettuale trentino a Venezia (Avio 1872 - Asolo 1924), a cura di Mario Peghini. Avio: Biblioteca comunale, 1994 (stampa 1995). 159 p.; 1 ritr., con elenco bibliografico.

Arnaldo Segarizzi storico, filologo, bibliotecario: una raccolta di saggi, a cura di Giancarlo Petrella. [Trento]: Provincia autonoma di Trento, Soprintendenza per i beni librari e archivistici, 2004. LXX, 337 p. (Biblioteche e bibliotecari del Trentino; 1). ISBN 88-86602-90-1.

Enzo Bottasso. Dizionario dei bibliotecari e bibliografi italiani dal XVI al XX secolo, a cura di Roberto Alciati. [Montevarchi]: Accademia valdarnese del Poggio, 2009, p. 406-407.


Immagine tratta da: Arnaldo Segarizzi: un intellettuale trentino a Venezia (Avio 1872-Asolo 1924), a cura di Mario Peghini, Avio: Biblioteca comunale di Avio, 1994.


Copyright AIB 2000-12-26, ultimo aggiornamento 2015-08-13, a cura di Simonetta Buttò e Alberto Petrucciani
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/dbbi20/segarizzi.htm

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