«Bibliotime», anno XVI, numero 3 (novembre 2013)

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Alessia Calzolari, Elena Bravo, Paola De Castro, Anna Maria Rossi, Laurence Mabile, Anne Cambon-Thomsen, Federica Napolitani

Il progetto BRIF (Bioresources research impact factor): uno strumento per promuovere la condivisione e l'accesso alle biorisorse



Abstract

The BRIF (Bioresource Research Impact Factor) initiative was developed in 2010 with the objective to create suitable methods to recognise and measure the use and impact of biological resources in scientific/academic work. In line with the principles of the Open Access and Open Data sharing movements, the main objective of the BRIF initiative - involving different kinds of expertise - was to maximize access to collections of biological materials and attached databases, and to recognize efforts involved in their maintenance. The activity of the 'BRIF and journal editors' subgroup is described stressing the value of collaboration among scientists working in different fields and the role of editors as agents of change to support the recognition of bioresources, starting from its correct citation in journal articles.

1. Breve storia del BRIF

Il BRIF (Bioresource Research Impact Factor) è un gruppo di lavoro internazionale e multidisciplinare nato dall'incontro di diverse competenze nell'ambito delle biorisorse, dell'editoria scientifica, della bioinformatica e dell'etica. Le biorisorse, tra cui biobanche, database e strumenti di ricerca bioinformatici, sono elementi fondamentali nell'odierno panorama delle biotecnologie e delle scienze della vita, e contribuiscono in maniera significativa alla realizzazione di studi e ricerche altamente innovativi. Ciò nonostante, il loro uso e il conseguente impatto sono difficilmente rinvenibili attraverso la letteratura scientifica, a causa di una mancata standardizzazione del sistema di citazione delle biorisorse stesse negli articoli pubblicati.

In questo ambito, il progetto BRIF si propone di individuare gli strumenti più adeguati ed efficaci per quantificare l'impatto delle biorisorse nella ricerca scientifica, al fine di garantire la loro tracciabilità, promuovere adeguate politiche di accesso e condivisione e favorire il riconoscimento del lavoro necessario alla creazione e al mantenimento di tali risorse [1] [2] [3].

Nato nel 2010 come un forum di discussione online, il gruppo BRIF si è riunito per la prima volta a Toulouse nel 2011. Durante il workshop, 34 partecipanti provenienti da 10 Paesi, tra cui direttori di biobanche, genetisti, epidemiologi, bioinformatici, esperti in bibliometria e bioeticisti, hanno riconosciuto la necessità di identificare dei parametri oggettivi per quantificare l'uso delle biorisorse nella ricerca ed hanno discusso la possibilità di associare alla biorisorsa un indicatore univoco (ID) che ne garantisca la corretta tracciabilità. Ma quale sistema di identificazione usare? Cosa identificare? Biobanca o singola biorisorsa? Questi e altri interrogativi hanno acceso una viva discussione ed hanno fatto nascere l'idea di creare dei gruppi di lavoro focalizzati sui diversi aspetti del BRIF.

2. Attività del gruppo di lavoro "BRIF and journal editors"

Poiché per valutare l'impatto di una biorisorsa, come prima cosa, è necessario garantirne la tracciabilità attraverso le sue citazioni nella letteratura scientifica, il gruppo di lavoro "BRIF and journal editors" svolge da vari anni un'azione mirata a sensibilizzare gli editori delle riviste scientifiche e gli altri stakeholder del settore alle tematiche del BRIF, e, in particolare, alla necessità di una corretta e sistematica citazione delle biorisorse nelle pubblicazioni.

Tra i vari risultati ottenuti, ricordiamo che nel 2012, su richiesta del gruppo, l'Associazione europea degli editori scientifici (European Association of Science Editors - EASE) ha incluso nella sezione "Metodi" delle "Linee Guida per gli autori e i traduttori di articoli scientifici in lingua inglese" [4] la seguente frase riguardante la citazione delle biorisorse: "Le biobanche, che hanno fornito materiale per la realizzazione dello studio, devono essere citate con il loro nome completo e, se disponibili, con i relativi codici di identificazione [5] ". L'indicazione fornita dall'EASE costituisce un risultato importante, poiché riconosce la necessità di citare le biorisorse utilizzate negli studi, tuttavia non specifica in alcun modo quale debba essere il sistema di citazione, e lascia quindi aperte numerose possibilità.

Al fine di avviare una discussione su questi temi con le diverse parti interessate (ricercatori, operatori di biobanche, editori scientifici, membri di associazioni coinvolte nell'editoria scientifica), il gruppo "BRIF and journal editors" ha recentemente organizzato un meeting, che si è tenuto a Roma il 21 giugno 2013 ed ha rappresentato un'ottima opportunità per confrontare i diversi punti di vista degli stakeholder coinvolti.

Il BRIF è infatti un progetto multidisciplinare, in quanto il complesso mondo delle risorse biologiche coinvolge numerosi soggetti, che interagiscono a vari livelli: da un lato, la biobanca che raccoglie i campioni, il ricercatore che li utilizza nei propri studi, l'organismo di finanziamento che supporta entrambi; dall'altro, le persone che donano i propri campioni, il pubblico in generale, i lettori, gli editori/redattori. Ognuno trarrebbe vantaggio dalla possibilità di reperire informazioni associate all'uso delle biorisorse e poterne valutare l'impatto reale nella ricerca scientifica.

3. Il BRIF come strumento per promuovere la condivisione delle risorse e l'accesso ai dati

L'obiettivo principale del BRIF è, come precedentemente detto, quello di promuovere la condivisione delle biorisorse, e in tal senso il progetto si inserisce in una cornice internazionale di più ampio respiro, che riguarda il concetto degli open data, ossia l'accesso aperto all'informazione scientifica ed, in particolare, ai dati della ricerca. Secondo la Commissione Europea (CE) gli open data rappresentano il motore per l'innovazione e la crescita del futuro. Per questo, negli ultimi anni, l'Unione Europea (UE) ha intrapreso numerose iniziative per promuovere una politica che favorisca una ricerca "open". In tal senso, lo slogan "Share if you care", caro a molti social network dei nostri tempi, potrebbe essere considerato il simbolo di un cambiamento di mentalità che si sta facendo largo anche nella comunità scientifica e che si rende necessario ai fini di un futuro beneficio per la ricerca e per l'intera società. Secondo il modello della condivisione dei dati, infatti, Il valore dei dati stessi cresce nella misura in cui l'utente li può sfruttare e riutilizzare, senza limitazioni di copyright, brevetti o altro, e ciò è alla base di una nuova politica di innovazione maggiormente sostenibile.

Anche durante il meeting di Roma, la discussione sulla condivisione delle risorse biologiche innescata dal BRIF si è intrecciata ad un'altra iniziativa in supporto all'accesso aperto ai dati e alle informazioni scientifiche. Infatti, ai partecipanti al meeting è stato chiesto di confrontarsi sul tema degli open data e data sharing nel campo delle biorisorse, e i risultati della discussione sono stati portati come contributo alla consultazione pubblica lanciata dalla CE sul tema degli open data nella ricerca scientifica, in vista di Horizon 2020 [6], il programma quadro dell'UE per il finanziamento della ricerca e dell'innovazione per il periodo 2014-2020.

La filosofia alla base del progetto BRIF, secondo la quale più si condivide una risorsa, più si contribuisce alla scienza e maggiormente si valorizza la risorsa stessa, si sposa in maniera perfetta al concetto di una ricerca "open", basata sulla cultura dell'accesso aperto a beneficio della collettività.

4. Conclusioni

Lo scopo ultimo del progetto BRIF è promuovere la condivisione e l'accesso alle biorisorse, e può essere quindi considerato un esempio del cambiamento culturale che sta investendo la comunità scientifica e l'intera società. Il concetto di open data applicato alle biorisorse e, in generale, ai dati della ricerca esorta al confronto reciproco le diverse competenze (scientifiche, etiche, editoriali, ecc.) coinvolte, al fine di incoraggiare un modello di ricerca "open" basata sulla condivisione, anche tenendo conto delle preoccupazioni relative agli interessi commerciali e alla tutela della privacy. In tale contesto, l'interdisciplinarietà che caratterizza i BRIF si pone come ottima possibilità per far comunicare, e al contempo progredire, i numerosi punti di vista degli attori coinvolti nel complesso mondo delle risorse biologiche. In questo contesto, anche le competenze dei bibliotecari, soprattutto nel loro nuovo e importante ruolo di digital curator, possono rappresentare un contributo importante.

Alessia Calzolari, Elena Bravo, Paola De Castro, Anna Maria Rossi, Federica Napolitani, Biblioteca - Istituto Superiore di Sanità, Roma

Laurence Mabile, Anne Cambon-Thomsen, UMR U 1027, Inserm - Université Toulouse III-Paul Sabatier, Toulouse


Note

[1] Cambon-Thomsen, A. - Thorisson, G. A. - Mabile, L. The role of a bioresource research impact factor as an incentive to share human bioresources, "Nat Genet", (2011), 43, p. 503-4.

[2] Mabile, L. - Dalgleish, R. - Thorisson G. A. - Deschênes, M. - Hewitt, R. - Carpenter, J. [et al.], Quantifying the use of bioresources for promoting their sharing in scientific research, "Gigascience", (2013), 2, p. 7.

[3] Vasilevsky, N. A. - Brush, M. H. - Paddock, H. - Ponting, L. - Tripathy, S. J. [et al.], On the reproducibility of science: unique identification of research resources in the biomedical literature, "PeerJ", (2013). P.1 e148, <http://dx.doi.org/10.7717/peerj.148>.

[4] <http://www.ease.org.uk/sites/default/files/ease_guidelines-june2013-italian.pdf>.

[5] Bravo, E. - Cambon-Thomsen. A. - De Castro, P. - Mabile L. - Napolitani, F. - Napolitano, M. - Rossi, A. M., Citation of bioresources in journal articles: moving towards standards, "European Science Editing", (2013)p. 39(2); p.36-8.

[6] <http://ec.europa.eu/research/horizon2020/index_en.cfm>.




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