«Bibliotime», anno XX, numero 1-2-3 (novembre 2017)

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Anna Lucarelli

Termini Genere/Forma: dal progetto della Library of Congress al Gruppo di lavoro IFLA



Abstract

The IFLA Genre/Form Working Group is analyzing how the Genre/Form terms can assist the user ''by providing access points for the forms and genres of expressions''. In many countries, national libraries have already included a dedicated tag in the bibliographic records. How can we handle Genre/Form terms? Is it preferable to include this terminology in the general vocabulary or in a separate thesaurus? The Library of Congress has already created its 'Library of Congress Genre/Form terms for Library and Archival Material' (LCGFT). In Italy, it would be interesting to consider and discuss these questions in their theoretical and practical aspects and to consider the feasibility of this project in relation to the functionality of the most common OPACs.

1. Introduzione [1]

Un Gruppo di lavoro IFLA sta affrontando la problematica dell'allestimento di vocabolari controllati usabili per forme di indicizzazione alternative o complementari a quelle tradizionali e finalizzate ad offrire agli utenti dei cataloghi accessi non da soggetti veri e propri ma da termini riferiti a genere e forma delle risorse (non necessariamente bibliografiche) indicizzate.

In quest'ambito, il Gruppo IFLA ha avviato un'indagine nella quale sono state coinvolte molte Biblioteche nazionali, generalmente curatrici degli strumenti di indicizzazione in uso presso i propri Paesi. Il Gruppo, nell'ambito dell'indagine, nei primi mesi del 2017 ha elaborato un Questionario al quale le Biblioteche nazionali hanno risposto per informare sia di pratiche eventualmente già vigenti, sia di future intenzioni. Alcune di esse hanno già corredato le notizie bibliografiche di un nuovo campo (aggiuntivo o sostitutivo di quello tradizionale dedicato al soggetto) con lo scopo di fornire accessi autonomi, ad esempio, a Biografie, Diari, Film, Fotografie, ecc.

Come gestire la terminologia usabile per questo tipo di indicizzazione? È opportuno inglobarla all'interno dei vocabolari generali (quelli di supporto all'indicizzazione che si realizza tramite gli specifici linguaggi e strumenti adottati), oppure è preferibile allestire vocabolari separati, non necessariamente allineati ai primi e dedicati esclusivamente a genere e forme delle risorse? E cosa si deve intendere esattamente per genere e forma?

Anche per la Biblioteca nazionale centrale di Firenze, coinvolta nell'indagine dell'IFLA, l'occasione del Questionario ha costituito un interessante momento di riflessione [2]. Si è trattato di esplorare tematiche nuove che coinvolgono la natura, il controllo e l'uso di terminologia usabile per tipi alternativi di indicizzazione, tematiche che in Italia non hanno avuto sinora particolare diffusione né a livello pratico, né tanto meno teorico.

2. Il Gruppo di lavoro IFLA

IFLA Genre/Form Working Group è nato in base ad una decisione presa a Singapore nell'agosto del 2013 dallo Standing Committee Subject Analysis and Access, e si è costituito formalmente agli inizi del 2014 con l'obiettivo generale di avviare iniziative finalizzate a fornire all'utente punti di accesso alle opere mediante termini che ne rappresentino generi e forme di espressione [3].

Anche grazie alle proposte elaborate nell'ambito di vari meeting (l'ultimo dei quali organizzato nell'aprile 2017 a Madrid presso la Biblioteca Nacional de España [4]), il Gruppo ha deciso di seguire un percorso organizzato per fasi, avviato con un'indagine sull'eventuale uso di questa terminologia presso Biblioteche nazionali e altre istituzioni, monitorandone gli sviluppi in relazione a International Cataloguing Principles (ICP) [5], al modello concettuale Functional Requirements for Bibliographic Records (FRBR) [6], al più recente Library Reference Model (LRM) [7] e a Resource Description & Access (RDA) [8].

Ma scopo del Gruppo è anche verificare la fattibilità di un progetto per collegare tra loro equivalenti di vari vocabolari Genere/Forma. L'intenzione è quella di arrivare alla redazione di un documento di buone pratiche, un insieme di raccomandazioni sull'uso di questo tipo di vocabolari, e contemporaneamente di pubblicizzare le attività del Gruppo per favorire lo sviluppo di programmi internazionali da presentare a future Conferenze IFLA.

Negli ultimi anni, oltre alla Library of Congress, biblioteche di altri Paesi hanno avviato esperienze in questa direzione con l'obiettivo di integrare gli accessi semantici tradizionali. Queste esperienze hanno livelli di sviluppo differenti. In certi casi, hanno preso avvio dal trattamento di particolari tipologie, come è avvenuto, ad esempio, alla Deutsche Nationalbibliothek con l'introduzione di termini Genere/Forma per la fiction e la letteratura per ragazzi [9]. In altri sono in fase di regolamentazione, come sta avvenendo in Francia anche grazie al Rapport du Groupe de travail national sur la syntaxe de Rameau. Préconisations et pistes d'évolution, curato da Florence Menard, in cui il paragrafo 3.1 è dedicato proprio al Référentiel "Genres et forms" [10]. Ma facciamo un passo indietro.

3. Il progetto della Library of Congress

L'iniziativa dell'IFLA prende spunto da quanto, già dal 2007, la Library of Congress Policy and Standards Division (PSD) ha iniziato a realizzare distinguendo termini riferiti esclusivamente a Genere/Forma dalle intestazioni previste in Library of Congress Subject Headings (LCSH) [11] . Dal 2010 questi termini sono confluiti in un thesaurus separato da LCSH, analogamente a quanto avviene, ad esempio, per il Thesaurus for Graphic Materials; il Medium of Performance Thesaurus for Music, ecc. [12].

Il titolo di questo nuovo vocabolario è Library of Congress Genre/Form Terms for Library and Archival Materials (LCGFT); è anch'esso interrogabile dall'interfaccia di Linked Data Service Authorities and Vocabularies.

Contiene termini usabili per descrivere (e di conseguenza ricercare) forma e genere di alcune opere, ossia un particolare formato intellettuale o bibliografico (ad esempio, Films, Novels, Maps, Biographies, Essays, Television programs), oppure una particolare caratteristica, tema, struttura, impostazione, scopo, stile (per esempio, "fantasy" in Fantasy films, "historical" in Historical television programs, trade" in Trade catalogs, "rock" in Rock videos).

È molto importante sottolineare che i termini Genere/Forma inclusi in LCGFT si riferiscono all'espressione artistica e intellettuale dell'opera e non al suo supporto fisico. Dunque, nonostante qualche eccezione, non vi compaiono termini come Audiocassettes, DVD, ecc. [13].

Così, per esempio, Film è assunto nel suo significato più generale, riferendosi non soltanto alle opere registrate su pellicola cinematografica, ma anche a quelle registrate su videocassetta o digitalmente.

Nei record bibliografici, i termini di LCGFT sono identificabili dal codice 655 del MARC 21, implementato nel 1995, appositamente rivisto nel 2011, e dunque diverso da quelli usati per le intestazioni di soggetto (topical headings) [14].

Title: The civil war
651 #0 $a United States $x History $y Civil War, 1861-1865
655 #7 $a Documentary television programs. $2 lcgft

Questa differente codifica consente, oltre che di effettuare validazioni automatiche dei termini 655 con quelli presenti in LCGFT, anche e soprattutto di fornire accessi alle opere attraverso termini che ne descrivono la forma e il genere, distinti da quelli che ne descrivono il soggetto vero e proprio, il cosiddetto topic, legato al principio di aboutness.

Nel 2011 la Library of Congress ha pubblicato online un documento in forma di 49 FAQ per presentare e spiegare le principali caratteristiche di LCGFT [15]. Il documento (strutturato in: Table of Contents; Definitions Questions 1-9; MARC coding and authority records Questions 10-14; Projects Questions 15-26; Proposals Questions 27-33; Application of terms Questions 34-48;For further information Question 49) chiarisce che il progetto si basa sull'individuazione delle fondamentali differenze fra un termine Genere/Forma e un'intestazione di soggetto.

Come è noto, un'intestazione di soggetto descrive il contenuto dell'opera, come si è soliti riassumere, ciò su cui è/ciò di cui tratta, mentre un termine Genere/Forma descrive la sua forma, ciò che è. Ad esempio, l'intestazione di soggetto Horror films dovrebbe essere assegnata a un'opera sui film dell'orrore, come la Storia del cinema horror italiano di Gordiano Lupi. Lo stesso termine Horror films dovrebbe essere assegnato all'opera Horror Express <film ; 1972> del regista Eugenio Martin, ma come termine Genere/Forma, poiché è un film dell'orrore e non un'opera sui film dell'orrore [16].

Questa differenza può talvolta essere segnalata anche dalla nota d'ambito in LCSH e in LCGFT, come mostrano gli esempi che seguono.

Fantasy films

LCSH: Here are entered works on films that feature elements of the fantastic, often including magic, supernatural forces, or exotic fantasy worlds.
LCGFT: Films that feature elements of the fantastic, often including magic, supernatural forces, or exotic fantasy worlds.

Biographical films

LCSH: Here are entered works on films that depict lives of real people.
LCGFT: Films that depict lives of real people.

Motion pictures

LCSH: Here are entered works on motion pictures themselves, including motion pictures as an art form, copyrighting, distribution, editing, plots, production, etc. Works about the technical aspects of making motion pictures and their projection onto a screen are entered under Cinematography. Works about the technical aspects of making video recordings, i.e., creating and storing moving images in an electronic form and displaying them on an electronic display are entered under Video recording. Works about the artistic aspects of making video recordings are entered under Video recordings--Production and direction.
LCGFT: Collections of films that are composed of multiple genres and/or forms to which more specific headings such as Nonfiction films or Comedy films cannot be applied.

È evidente che la scelta della Library of Congress di separare LCGFT da LCSH intende marcare una differenza di funzione dei termini in relazione alle opere cui sono assegnati, anche se nella maggioranza dei casi si tratta degli stessi termini [17].

Ma ciò che è importante osservare è che la separazione di LCGFT da LCSH, con la differenziazione dei relativi campi e codici MARC, comporta un risvolto significativo sul fronte della ricerca e della "faccettizzazione" del sistema, intesa come "coding single terms or phrases, representing individual concepts, separately in the bibliographic record" [18]. Una definizione e modalità di rappresentazione dei concetti che coinvolge più aspetti: uno linguistico-semantico ("single terms or phrases, representing individual concepts") ed uno gestionale-operativo ("coding […] separately in the bibliographic record").

Questa duplice separazione/faccettizzazione ha varie implicazioni. Quelli di LCGFT sono termini semplici ("single words or phrases that contain only one concept and are entirely contained within subfield $a"), mentre le intestazioni LCSH consistono normalmente di stringhe di soggetto ("strings that are created by catalogers on the fly, following sometimes complex rules" [19].

La tendenza è, inoltre, verso la scomposizione di termini composti che esprimono più di un Genere/Forma: ad esempio, per rappresentare il concetto "fantasy sport films" vengono assegnati più termini, Sports films, Fantasy films, Feature films; oppure, per rappresentare il concetto "atlanti stradali", si impiegano due termini, Roads maps e Atlases. Altri principi dichiarati sono quello della garanzia letteraria e della forma standard: "The terms are based on literary warrant (the existence of a body of works representative of the genres and forms) and standard terminology (the terminology used in literature about genres and forms)" [20].

Un'altra caratteristica dei termini Genere/Forma di LCGFT consiste nel fatto che essi non prevedono la ripetizione di quegli elementi come, ad esempio, la lingua o il paese di produzione dell'opera, che sono già presenti in altri campi del record. Così, non si incontreranno né qualificazioni di lingua, né suddivisioni geografiche.

In conclusione, si può dire che "In a faceted system, the descriptive elements, subject headings, and genre/form terms all play their own roles and together provide a complete undestanding of the work being described" [21].

Gli esempi che seguono mostrano in modo comparativo record di termini (qui presentati in forma abbreviata) che possono essere contemporaneamente previsti in LCGFT e in LCSH. Alcuni campi possono coincidere, ma non è affatto detto che siano sempre presenti in modo speculare, né tanto meno che riportino analoghi contenuti.

 

I casi mostrati confermano che la principale differenza riguarda le funzioni che il termine/concetto svolge come termine Genere/Forma, come intestazione di soggetto (comprendente anche la suddivisione generica) e come suddivisione formale.

Queste tre funzioni si manifestano con evidenza anche negli esempi che seguono. È interessante notare che l'allestimento di LCGFT ha comportato per la Library of Congress interventi e correzioni in LCSH dove, ad esempio, è stata cancellata la funzione di intestazione formale, poiché questa è propriamente la funzione assegnata ai termini Genere/Forma di LCGFT. Per il momento, non è stata al contrario manifestata alcuna intenzione di dismettere le suddivisioni formali di LCSH, che infatti continuano a essere applicate anche quando uno o più termini Genere/Forma compaiono nello stesso record bibliografico.

 

Fantasy films

Vocabolario LCGFT Tipo di concetto GenreForm

Vocabolario LCSH Tipo di concetto Topic

Vocabolario LCSH Tipo di concetto GenreForm (Cancellato)

 

Municipal ordinances

Vocabolario LCGFT Tipo di concetto GenreForm

Vocabolario LCSH Tipo di concetto Topic

Vocabolario LCSH Tipo di concetto GenreForm (Cancellato)

 

Maps

Vocabolario LCGFT Tipo di concetto GenreForm

Vocabolario LCSH Tipo di concetto Topic

Vocabolario LCSH Tipo di concetto Topic Tipo di suddivisione General subdivision

Vocabolario LCSH Tipo di concetto GenreForm Tipo di suddivisione Form subdivision

Vocabolario LCSH Tipo di concetto GenreForm (Cancellato)

 

Textbooks

Vocabolario LCGFT Tipo di concetto GenreForm

Vocabolario LCSH Tipo di concetto Topic

Vocabolario LCSH Tipo di concetto Topic Tipo di suddivisione General subdivision

Vocabolario LCSH Tipo di concetto GenreForm Tipo di suddivisione Form subdivision

 

Catalogs

Vocabolario LCGFT Tipo di concetto GenreForm

Vocabolario LCSH Tipo di concetto Topic

Vocabolario LCSH Tipo di concetto Topic Tipo di suddivisione General subdivision

Vocabolario LCSH Tipo di concetto GenreForm Tipo di suddivisione Form subdivision

 

Exhibitions

Vocabolario LCSH Tipo di concetto Topic

Vocabolario LCSH Tipo di concetto Topic Tipo di suddivisione General subdivision

Vocabolario LCSH Tipo di concetto GenreForm Tipo di suddivisione Form subdivision

Dictionarie

Vocabolario LCGFT Tipo di concetto GenreForm

Vocabolario LCSH Tipo di concetto Topic (Encyclopedias and dictionaries)

Vocabolario LCSH Tipo di concetto Topic Tipo di suddivisione General subdivision

Vocabolario LCSH Tipo di concetto GenreForm Tipo di suddivisione Form subdivision

Treaties

Vocabolario LCGFT Tipo di concetto GenreForm

Vocabolario LCSH Tipo di concetto Topic

Vocabolario LCSH Tipo di concetto Topic Tipo di suddivisione General subdivision

Vocabolario LCSH Tipo di concetto GenreForm Tipo di suddivisione Form subdivision

Music videos

Vocabolario LCGFT Tipo di concetto GenreForm

Vocabolario LCSH Tipo di concetto Topic

Vocabolario LCSH Tipo di concetto GenreForm (Cancellato)

Una tematica interessante riguarda poi la dinamica fra LCGFT e LCSH in relazione alle modalità di inserimento e impiego di nuove intestazioni di soggetto e/o di termini Genere/Forma, un aspetto per l'approfondimento del quale può ancora essere utile il già citato documento di FAQ prodotto dalla Library of Congress.

Come è noto, LCSH si alimenta continuamente con creazione e proposte di nuove intestazioni, beneficiando della rete del progetto cooperativo Subject Authority Cooperative Program (SACO) grazie al quale istituzioni diverse sottopongono sia intestazioni di soggetto, affinché vengano incluse in Library of Congress Subject Headings, sia numeri di classificazione che possano arricchire la Library of Congress Classification (LCC) [22].

A questo riguardo, potrebbero originarsi alcuni quesiti. Il primo:

1) in fase di proposta di un nuovo termine, deve esserci una corrispondenza tra i termini LCGFT e quelli di LCSH? Ossia, per ciascuna intestazione di soggetto deve esserci un corrispondente termine Genere/Forma e viceversa?

La risposta è: non necessariamente. Secondo il progetto della Library of Congress, dovrebbe essere proposto il termine necessario a esprimere l'opera, sia esso un'intestazione di soggetto o un termine Genere/Forma. Tuttavia, nel proporre un termine per LCGFT, il catalogatore dovrebbe verificare l'esistenza in LCSH di un'intestazione corrispondente a quel concetto; se c'è, la sintassi del termine Genere/Forma proposto dovrebbe combaciare il più possibile con quella dell'intestazione di soggetto; e viceversa.

Dunque, tendenzialmente il progetto prevede che si usi la stessa terminologia sia per l'intestazione di soggetto che per la dichiarazione del genere e della forma. Uno stesso concetto, uno stesso termine, due applicazioni diverse. A meno che una nota d'ambito non ne restringa l'uso, come avviene per il termine Color motion pictures in LCSH:

Color motion pictures

Here are entered works on motion pictures filmed in color, as opposed to black and white. Works on the use of specific colors, such as red, blue, or yellow, as an element in motion pictures are entered under [Colors in motion pictures.]

This heading is not used for individual films, which are entered under headings appropriate to the content, genre, and/or form of the film.

Un altro dubbio potrebbe essere questo:

2) si può usare un'intestazione di soggetto (da LCSH) come termine Genere/Forma, se non c'è in LCGFT un termine corrispondente? Viceversa, si può usare un termine Genere/Forma (da LCGFT) come intestazione di soggetto, se non c'è in LCSH l'intestazione di soggetto corrispondente?

La risposta alla prima questione è positiva. È permesso usare un'intestazione di soggetto come termine Genere/Forma, sempre che il suo significato sia compatibile e che un'istruzione specifica non ne restringa l'applicazione alle sole opere su (about) un determinato tema. L'eventuale adozione da parte di una biblioteca di un'intestazione di soggetto come termine Genere/Forma, quando quest'uso non è permesso, dovrebbe essere codificata come "local heading".

Invece, non è consentito utilizzare un termine Genere/Forma come intestazione di soggetto. Occorre, piuttosto proporre una nuova intestazione di soggetto, la quale nella maggior parte dei casi (ma non necessariamente) imiterà il termine autorizzato Genere/Forma. Dunque, il progetto della Library of Congress ha coinvolto molti aspetti e la documentazione prodotta ha l'obiettivo di renderne chiare le modalità di sviluppo.

4. Problematiche e alcune considerazioni

Sul fronte applicativo, non possiamo evitare di fare alcune riflessioni, ad esempio riguardo alla scelta più o meno convincente di allestire un thesaurus separato per la terminologia Genere/Forma. Probabilmente non esiste una risposta univoca a un problema che coinvolge comunque sia un piano teorico-concettuale, che una dimensione pratica. Una soluzione che non può non essere condizionata dal riferimento a linguaggi, strumenti di indicizzazione, realtà catalografiche di tipo diverso.

Come abbiamo visto, la differenza tra termini Genere/Forma e stringhe di soggetto appare più come una differenza di uso, di applicazione del termine, il quale è impiegato, in un caso, per descrivere il soggetto dell'opera, nell'altro la sua forma. Ma in realtà il significato del termine (il concetto) rimane il medesimo sia quando il termine è usato in una stringa di soggetto, sia quando è usato come termine Genere/Forma.

Infatti, sul piano concettuale, l'intestazione di soggetto e il termine Genere/Forma si corrispondono, ossia per uno stesso concetto può esistere un termine topico e un termine formale, dove "topico" e "formale" indicano, come già detto, due diverse funzioni nell'applicazione del termine a un'opera. Questa corrispondenza è verificabile e auspicabile anche sul piano linguistico, nel senso che le due funzioni tendenzialmente vengono espresse o dovrebbero essere espresse con un medesimo termine.

Qualunque sia l'interpretazione sul piano teorico, dal punto di vista pratico si dovrebbe riflettere sull'opportunità o meno di estendere nella nostra realtà una modalità di indicizzazione come quella che il Gruppo di lavoro IFLA sta proponendo alla comunità internazionale.

Non ci sono dubbi che prevedere modalità di indicizzazione complementari o, magari per certe tipologie documentarie, sostitutive di quelle tradizionali sarebbe economicamente più sostenibile, consentendo di ridurre i costi notoriamente elevati dell'attività catalografica nel settore semantico. Se per alcune risorse (usualmente non soggettate) fosse l'unica forma di indicizzazione, comporterebbe in ogni caso vantaggi per l'utente. Nello stesso tempo, introdurre questo tipo di indicizzazione in aggiunta a quella tradizionale arricchirebbe il record bibliografico di ulteriori informazioni, ampliando le logiche della ricerca.

E nella realtà italiana, sarebbe motivato allestire un ulteriore vocabolario, sul tipo di LCGFT, separato rispetto al Thesaurus del Nuovo soggettario [23], oppure prevarrebbero i vantaggi di utilizzare un unico strumento?

Per le caratteristiche del sistema di indicizzazione italiano, sono maggiori i vantaggi di gestire questo tipo di terminologia all'interno del vocabolario già esistente. A differenza di LCSH, infatti, il Thesaurus del Nuovo soggettario è costituito da termini che rappresentano singoli concetti, indipendentemente dal ruolo che essi svolgono nelle stringhe di soggetto. Da questo punto di vista, è garantita una compatibilità formale con i requisiti adottati per i termini LCGFT.

Un unico vocabolario favorisce un'uniformità dei termini, siano essi impiegati nelle stringhe di soggetto (topic o forma) oppure come termini Genere/Forma a sé stanti. I termini utilizzati/utilizzabili come termini Genere/Forma possono comunque essere indentificati, e all'occorrenza separati, mediante un apposito codice. Se proposti (creazione/codificazione) in fase di indicizzazione dai partner del Nuovo soggettario [24], questi possono rimanere legati, in termini linguistici, metodologici e operativi, al sistema di accrescimento del Thesaurus.

Infine, non è indifferente sottolineare che questo ha una struttura già configurata sulla base di categorie e faccette, una delle quali si chiama proprio Forme e al cui interno sono raggruppate anche le forme intese come espressioni di cui si sta occupando il Gruppo di lavoro dell'IFLA. In vari ambiti del Thesaurus, peraltro, questi raggruppamenti si possono vedere con chiarezza come, solo per fare un esempio, nel caso delle Forme musicali e dei Generi musicali, di cui si mostra un estratto [25].

 

Per queste ragioni, allestire un doppio vocabolario, nel caso del sistema italiano di indicizzazione, non avrebbe molto senso, il che non significa che il Thesaurus del Nuovo soggettario non possa essere maggiormente arricchito di ulteriore terminologia riferita a generi e a forme, un aspetto su cui sarebbe molto utile lavorare, ipotizzando un suo ampliamento anche in relazione a vocabolari in lingue diverse predisposti a questo fine in altri Paesi e con i quali esso è già interoperabile [26].

5. Sul versante dei cataloghi

Oltre al problema di come gestire questa terminologia in uno o più vocabolari, esistono ovviamente altri aspetti legati al piano applicativo. Fra questi, il principale riguarda l'interfaccia di ricerca dei cataloghi. Non possiamo non chiederci quanto gli Opac siano attrezzati per gestire un'indicizzazione di questo tipo e se siano sempre in grado di accogliere senza ambiguità il concetto di tipologia di materiali e quello di generi e forme.

Cosa succede nei cataloghi online che conosciamo maggiormente? Alcuni casi stranieri: la Library of Congress o la Bibliothèque nationale de France, ad esempio, hanno già implementato per alcune notizie bibliografiche, non solo la possibilità di raffinamento della ricerca in fase di selezione ma, in parallelo, l'informazione su generi e forme nel record bibliografico. Il nuovo campo può aggiungersi a quello tradizionale del soggetto, oppure sostituirlo.

I casi esemplificativi che seguono, tratti dal catalogo della Library of Congress, mostrano questa prassi, talvolta affiancata da una moltiplicazione di intestazioni, tipica del linguaggio di LCSH.

 

 

 

Esempi, tratti dal catalogo della Bibliothèque nationale de France, mostrano l'impiego di termini Genere/Forma riferiti all'espressione, in presenza o meno di uno specifico "topic".

 

 

 

Nel catalogo della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, come si può vedere dagli esempi che seguono, sono presenti soluzioni in cui compaiono nel campo del soggetto termini riferiti a Genere/Forma. Lo stesso termine è impiegato con funzioni di vario tipo e, anche in questo caso, talvolta in combinazione con altri termini riferiti a determinati soggetti.

 

 

 

Non si dovrebbe dimenticare che l'accesso alle risorse tramite la definizione del loro genere o forma rappresenta una tematica che, in bilico fra le entità della "espressione" e della "manifestazione", coinvolge non solo l'indicizzazione semantica ma la catalogazione in generale e la sua componente descrittiva.

Si pensi all'indicazione della consolidated edition dello standard ISBD [27] per il "Tipo di supporto" nel paragrafo 0.2 della "Area della forma del contenuto e del tipo di supporto" [28], ed anche a quanto previsto dal codice di catalogazione nazionale REICAT [29] che ne tratta nel paragrafo 0.4.4.2, intitolato questa volta "Tipo di materiale" nell'ambito della "Designazione generica del materiale" (di cui nell'Appendice C si elencano 9 tipologie), oppure nel paragrafo 4.5.1.0, intitolato "Particolare categoria di materiale cui la pubblicazione appartiene", relativo all'Area 5 della descrizione, nell'ambito della "Designazione specifica del materiale" (le cui tipologie sono elencate nell'Appendice D e, se riferite a forme di presentazione della musica scritta, nell'Appendice E).

Per gli utenti dei cataloghi, più che come elemento descrittivo, il riferimento alle varie tipologie emerge piuttosto tramite i filtri per la ricerca e l'interrogazione, anche se quasi sempre con disomogeneità concettuali e strutturali. Negli Opac più diffusi, è l'opzione della Ricerca avanzata a prevedere selezioni tramite etichette che identificano tipologie di risorse. Solo per fare qualche esempio, quello di Sebina, in uso nel Polo Bibliotecario Bolognese (SBN UBO), attraverso l'opzione chiamata "Genere pubblicazione", consente di scegliere nel collegato menù a tendina generi che in qualche caso si riferiscono a forme bibliografiche (ad esempio, Enciclopedie), in altri a caratteristiche stilistiche, modi di trattare un argomento (Comico; Divulgativo, ecc.) [30].

 

 

Anche nell'Opac della BNCF, la possibilità di una selezione simile è prevista nella maschera della Ricerca avanzata, tramite un filtro questa volta denominato "Tipo materiale" e un elenco (ben più ridotto del precedente) che differenzia risorse bibliografiche in senso stretto da quelle di altra natura [31].

 

 

Nell'Opac dell'Indice SBN, la possibilità di effettuare ricerche analoghe si realizza tramite il campo chiamato ora "Tipo di documento". L'elenco a cui consente di accedere prevede una serie di casistiche ancora diverse e con diverse denominazioni rispetto a quelle dei casi precedenti [32.

 

 

Insomma, ciò che appare a chi consulta questi strumenti è una forte difformità sia sul piano concettuale che terminologico, con frequenti sovrapposizioni fra i generi e le forme intesi a volte come "espressioni", a volte come tipi di pubblicazioni, e con usi linguistici assolutamente non allineati anche quando si vorrebbero indicare le stesse cose. Non si rintraccia alcun riferimento a lessici o vocabolari controllati che invece sarebbero di grande utilità per denominare in modo univoco gli specifici "tipi di supporti", o "generi di pubblicazioni", o "tipi di materiali", o "tipi di documenti" che dir si voglia...

Dunque è anche su questi aspetti e per risolvere queste ambiguità che bisognerebbe lavorare, così come sarebbe utile - per tornare al tema di partenza - valutare la possibilità concreta di inserire nel record bibliografico dei nostri cataloghi un nuovo campo in cui i cosiddetti termini Genere/Forma siano intesi come un'informazione di ambito semantico, legata al contenuto dell'opera e indipendente dalle segnalazioni che nel catalogo si possano fare a livello descrittivo o attraverso i filtri dell'interrogazione.

Anna Lucarelli, Biblioteca nazionale centrale di Firenze, e-mail: anna.lucarelli@beniculturali.it


Note

[1] Il presente articolo è la rielaborazione dell'intervento presentato in occasione dell'8° Incontro ISKO Italia svoltosi a Bologna il 22 maggio 2017: <http://www.iskoi.org/doc/bologna17.htm>.

[2] Al confronto hanno partecipato esperti italiani di indicizzazione come Alberto Cheti; con Aurora Raniolo, dell'Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU), sono stati ipotizzati sviluppi di questa problematica nell'ambito del Servizio bibliotecario nazionale (SBN).

[3] La presentazione del Gruppo e i report sono consultabili all'indirizzo <https://www.ifla.org/node/8526>. Ne sono co-chair George Prager della New York University Law School e Ricardo Santos della Biblioteca Nacional de España.

[4] <https://www.ifla.org/files/assets/classification-and-indexing/iflagenreformwgmadridmeetingminutes20170607.pdf>.

[5] <https://www.ifla.org/publications/node/11015>.

[6] <https://www.ifla.org/publications/functional-requirements-for-bibliographic-records>.

[7] <https://www.ifla.org/publications/node/11412>.

[8] Per il sito di RDA Steering Committee (RSC), responsabile dello sviluppo di RDA: Resource Description and Access: <http://www.rda-rsc.org/>.

[9] Ulrike Junger, Genre terms – completing subject access in the Deutsche Nationalbibliothek, <http://library.ifla.org/184/19/112-junger-en.pdf>.

[10] <http://rameau.bnf.fr/chantier_syntaxe/pdf/rapport_final_syntaxe_rameau.pdf>.

[11] <http://id.loc.gov/authorities/subjects.html>.

[12] Per una recente descrizione del progetto: <https://www.loc.gov/aba/publications/FreeLCGFT/2017%20LCGFT%20intro.pdf>.

[13] "FRBR (Functional Requirements for Bibliographic Records) defines four entities within Group 1: work, expression, manifestation, and item. The goal of LCGFT is to describe the expression, not the manifestation or item. In other words, the terms refer to the intellectual or artistic expression of a work, not to the physical carrier" (Frequently asked questions about Library of Congress Genre/Form terms for library and archival materials (LCGFT), revised June 6, 2011, p. 4, <https://www.loc.gov/catdir/cpso/genre_form_faq.pdf>).

[14] MARC 21 Bibliographic, <https://www.loc.gov/marc/bibliographic/bd6xx.html>.

[15] <http://www.loc.gov/catdir/cpso/genre_form_faq.pdf>.

[16] "It is particularly important to maintain the distinction between subject (what a work is about) and genre/form analysis (what a work is). True Grit starring John Wayne is a western; it would be assigned the genre/form terms Western films, Feature films, and Fiction films. If classified, it could be placed in PN1997.A2-.Z8 (fictional motion pictures produced through 2000). John Wayne-The Duke: Bigger than Life is a nonfiction study of Wayne's life and work and includes excerpts from many of Wayne's westerns. It is a biographical documentary about Wayne and the western film genre. It would be assigned the genre/form terms Biographical films; Documentary films; and Nonfiction films along with the subject headings Wayne, John, 1907-1979; Motion picture actors and actresses-United States- Biography; and Western films-United States-History and criticism. It would be classified in PN2287.A-Z (biography of American actors) or PN1995.9.W4 (history and criticism of western films)" (Frequently asked questions about Library of Congress Genre/Form terms for library and archival materials (LCGFT), cit., p. 3).

[17] L'impiego degli stessi termini in due "authority records" con due diverse applicazioni viene giustificato anche in funzione della ricerca: "The decision to employ identical strings wherever possible was a conscious one. Doing so allows users to find all of the works in a particular genre or form, and works about that genre or form, in a single search. […] Using the same terminology is also an asset in that case: the user does not have to know two different syntaxes, but can search both genre/form terms and topical headings by searching the same phrase" (Frequently asked questions about Library of Congress Genre/Form terms for library and archival materials (LCGFT), cit., p. 5).

[18] "The library community has yet to agree on a standard definition of the word faceting. In fact, the conception of the term has shifted over time, possibly in reaction to emerging standards end paradigms and also to evolving search and display technologies. PSD's working definition of faceting for the purposes of LCGFT is, "Coding single terms or phrases, representing individual concepts, separately in the bibliographic record"" (Ivi, p. 2).

[19] Ivi, p. 3.

[20] Ivi, p. 1.

[21] Ivi, p. 4.

[22] <https://www.loc.gov/aba/pcc/saco/about.html>.

[23] <http://thes.bncf.firenze.sbn.it/ricerca.php>.

[24] L'elenco dei partner del Nuovo soggettario si trova a <http://thes.bncf.firenze.sbn.it/enti.htm>.

[25] Nel Nuovo soggettario si può consultare la visualizzazione completa dei termini Forme musicali e Generi musicali.

[26] Sull'interoperabilità del Thesaurus del Nuovo soggettario con LCSH: Lucarelli, Anna – Viti, Elisabetta, Florence–Washington Round Trip: Ways and Intersections between Semantic Indexing Tools in Different Languages, "Cataloging & Classification Quarterly", 0:1-16, 2015 (Published online: 19 Mar 2015), ISSN: 0163-9374 print/1544-4554 online, <http://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/01639374.2014.1004008>; per dati aggiornati sull'incremento del Thesaurus e i suoi link con altri strumenti di indicizzazione: Viti, Elisabetta, My first ten years: Nuovo soggettario growing, development and integration with other Knowledge Organization Systems (KOS), "Knowledge organization", (in corso di pubblicazione).

[27] International federation of library associations and institutions, ISBD : international standard bibliographic description / recommended by the ISBD Review group. Consolidated edition, Berlin [etc.], De Gruyter Saur, 2011.

[28] La dicitura "Tipo di supporto" è quella che compare nella traduzione ufficiale italiana pubblicata nel 2012 a cura dell'Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche: <http://www.iccu.sbn.it/opencms/export/sites/iccu/documenti/2012/ISBD_NOV2012_online.pdf>.

[29] Regole italiane di catalogazione. REICAT, a cura della Commissione permanente per la revisione delle regole italiane di catalogazione, Roma, ICCU, 2009.

[30] <http://sol.unibo.it/SebinaOpac/SebinaYOU.do#0>.

[31] <http://opac.bncf.firenze.sbn.it/opac/controller.jsp?action=search_avanzataedit>.

[32] <http://opac.sbn.it/opacsbn/opac/iccu/avanzata.jsp>.




«Bibliotime», anno XX, numero 1-2-3 (novembre 2017)

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