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"9. Seminario Angela Vinay"
L'AUTOMAZIONE DELLE BIBLIOTECHE NEL VENETO:
l'irruzione della multimedialità

Biblioteche e multimedialità: strategie, strumenti, prospettive della trasformazione
di Rossella Caffo

Il rapporto biblioteche e multimedialità influenza molto il modello di sviluppo della biblioteca, definito in sede comunitaria e internazionale: la biblioteca moderna è essenzialmente biblioteca multimediale e biblioteca nodo di rete. Per la definizione del nuovo modello di biblioteca grande importanza ha avuto il Libraries Programme, inserito prima nel Terzo e poi nel Quarto Programma Quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, che ha orientato e sostenuto il cambiamento delle biblioteche, ritenute elementi importanti per la creazione della società dell'informazione e della comunicazione. Per biblioteca nodo di rete intendiamo la biblioteca che attraverso i collegamenti in rete che consente l'accesso non solo alle collezioni in sede ma all'informazione e ai documenti ovunque essi si trovino sul territorio nazionale e all'estero. La biblioteca multimediale aggiunge alle proprie collezioni i materiali multimediali e organizza la consultazione, la diffusione, la formazione dell'utente per l'uso del multimediale integrato con altri tipi di fonti informative anche su supporti tradizionali, applicando in questa integrazione criteri di selezione e valutazione critica propri della funzione di mediazione dell'informazione. Il prodotto multimediale infatti si avvale di tecnologie informatiche, organizza e presenta i contenuti in maniera completamente nuova, offrendo anche nuove e più sofisticate possibilità di ricerca, ma è tuttavia un veicolo di contenuti, e il trattamento e la gestione dei contenuti oltre che la mediazione tra contenuti e utenti, è da sempre compito della biblioteca e del bibliotecario.

Per il raggiungimento di questi obiettivi, brevemente delineati, individuiamo due linee di azione prioritarie: la formazione e l'aggiornamento professionale che va di pari passo con lo sviluppo e la creazione di nuovi servizi per la realizzazione della biblioteca multimediale e nodo di rete, che vuol dire anche creazione di strutture e infrastrutture adeguate.

Vediamo cosa i programmi comunitari possono offrire alle biblioteche per sostenere e aiutare lo sviluppo che si è delineato. Premetto che le biblioteche hanno partecipato attivamente e con successo a progetti di ricerca nell'ambito del citato Programma biblioteche del Terzo e Quarto Programma Quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, e questa partecipazione ha contribuito molto alla crescita professionale dei bibliotecari e, come dicevo prima, ad orientare in una certa direzione lo sviluppo delle biblioteche, ma è ora necessario che i risultati dei progetti e i casi di eccellenza che sono emersi e maturati, vadano estesi su larga scala. Lo sviluppo delle biblioteche nel nostro paese, a mio avviso, va perseguito seguendo entrambe le strade: quella della partecipazione ai progetti di ricerca e della creazione dei casi di eccellenza, ma anche quella di portare la maggioranza delle situazioni almeno ad un livello medio di standard di servizi.

La grande sfida e la grande occasione è pertanto quella di inserire le biblioteche nelle azioni comunitarie per lo sviluppo economico e sociale.

La riduzione del divario tra le diverse regioni e il superamento del ritardo di sviluppo delle regioni meno favorite ispirano la politica di coesione economica e sociale della Comunità europea. Questi obiettivi vengono perseguiti attraverso i fondi a finalità strutturale. L'azione dei fondi strutturali viene concentrata nel conseguimento di cinque obiettivi prioritari, di cui tre hanno caratteristica territoriale e due si riferiscono invece a politiche che coinvolgono l'intera Unione.

I tre obiettivi con caratteristiche territoriali sono: - aiuto alle regioni in ritardo di sviluppo (obiettivo 1, per l'Italia tutto il sud e le isole) - aiuto per la riconversione delle regioni interessate dal declino industriale (obiettivo 2) - aiuto alla conservazione e allo sviluppo delle zone rurali (obiettivo 5b) L'insieme di questi obiettivi è destinatario dell'85% delle risorse per la politica di coesione rivolta a vantaggio delle zone geografiche eligibili per l'azione dei fondi strutturali. Si tratta di una somma pari a 165 miliardi di ECU nel periodo 1994-1999.

I due obiettivi che interessano tutto il territorio dell'Unione sono: - aiuto per combattere la disoccupazione di lunga durata e facilitare l'inserimento professionale dei giovani e l'integrazione dei lavoratori esposti al rischio di esclusione dal mercato del lavoro (obiettivo 3) - aiuto per facilitare l'adattamento dei lavoratori alle mutazioni industriali e all'evoluzione dei sistemi di produzione (obiettivo 4) A questi due obiettivi sono stati destinati 14 miliardi di ECU nel periodo di programmazione 1994-1999.

Questo tipo di fondi può costituire una importante fonte di finanziamento anche per le biblioteche. Va infatti registrandosi un nuovo interesse per la cultura e un tentativo di collocare la cultura nei grandi obiettivi dell'Unione, quelli che godono del sostegno dei fondi strutturali Anche se i regolamenti dei Fondi strutturali non fanno menzione esplicita del patrimonio culturale né delle risorse e delle attività culturali, tuttavia va registrato un cambiamento negli orientamenti recenti delle politiche comunitarie. Il crescente interesse per la cultura ha origine dalle politiche per l'occupazione, che le politiche regionali recepiscono alla luce del nuovo peso assegnato all'occupazione. In Europa il punto di partenza è il Libro Bianco Delors, che pone fra gli altri obiettivi di stimolare la crescita dei settori ad elevata intensità occupazionale. Nelle decisioni del Consiglio di Essen riguardanti le strategie per la crescita dell'occupazione, il settore culturale viene citato come potenziale "bacino d'impiego", e viene riconosciuto il ruolo che il settore dei beni culturali può avere per lo sviluppo regionale e per la crescita occupazionale nelle regioni meno favorite dell'Unione Europea, purché le linee di azione relative ai beni culturali siano incluse in strategie di sviluppo regionale o locale.

Le biblioteche inoltre sono molto interessate alla valorizzazione dei caratteri di forte integrazione, sia settoriale che territoriale, per la promozione dello sviluppo sul territorio.

Una volta riconosciuti i complessi collegamenti tra la risorsa culturale e le attività economiche territoriali, esistono numerosi spazi di intervento non solo per le politiche strutturali a finalità regionale, ma anche per le politiche volte al capitale umano (formazione e aiuti all'occupazione) e per quelle di ricerca e sviluppo tecnologico.

Un quadro complessivo delle diverse azioni comunitarie relative sia direttamente che indirettamente alla dimensione culturale è contenuto nel "Rapporto sulla presa in considerazione degli aspetti culturali nella azione della Comunità europea" (vedi allegato). Si tratta di una comunicazione della Commissione europea, presentata nell'aprile 1996 al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato delle Regioni. Secondo questo rapporto la componente culturale nelle politiche comunitarie si articolerà intorno ai quattro assi seguenti: 1. Cultura, coesione e sviluppo territoriale equilibrato (obiettivi 1,2, 5b, FSE, FESR, FEOGA) 2. Cultura, politica sociale e delle risorse umane (obiettivi 3,4, FSE) 3. Cultura e Tecnologie avanzate 4. Cultura e altre politiche interne (ambiente, turismo, ricerca, PMI, economia sociale ecc.)

Dal punto di vista della missione dei Fondi strutturali, l'adozione di questo approccio apre la strada ad interventi nel campo delle risorse e dei servizi culturali che ricadono in molte delle tipologie ammesse, come ad esempio: · creazione e ammodernamento di infrastrutture che contribuiscono allo sviluppo o alla riconversione delle regioni interessate (art. 1b del Regolamento FESR ) · investimenti produttivi che permettono la creazione o il mantenimento di posti di lavoro permanenti (art. 1a del Regolamento FESR) · iniziative intese a sviluppare il potenziale endogeno delle regioni interessate (art. 1c del Regolamento FESR) · interventi per la formazione, l'aggiornamento professionale e l'occupazione nel settore (art. 1 del Regolamento FSE) · interventi per la formazione di nuove imprese nel settore (FESR e FSE coordinati) · interventi per il rinnovo urbano e la protezione del patrimonio rurale (art. 5 del Regolamento FEOGA) · interventi di innovazione tecnologica (FESR)

Vorrei a questo punto fare un'importante precisazione: siamo in una fase di riprogrammazione a livello dell'UE e di conseguenza a livello nazionale. Il Quinto Programma Quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico avrà inizio nel 1999, la nuova programmazione sui fondi strutturale partirà nel 2000. Inoltre è stata prospettata l'ipotesi, caldeggiata dal governo italiano, della costituzione di un "fondo cultura" destinato al finanziamento di programmi specifici per i beni culturali. A proposito degli interventi comunitari sui beni culturali attualmente sappiamo che si stanno dibattendo due ipotesi: o far confluire tutte le risorse destinate alla cultura nel fondo cultura, o sostenere la possibilità che progetti a valenza culturale possano essere ammessi ovunque nei vari programmi comunitari (comma 4 art.128 di Maastricht, che ha l'obiettivo di collocare la cultura nei grandi obiettivi dell'UE). Attualmente quindi, in attesa che si definisca il quadro comunitario noi abbiamo il compito di sviluppare le nostre capacità progettuali tenendo presenti alcuni criteri di base.

La programmazione delle iniziative finanziate con i fondi strutturali si attua attraverso una serie di procedure che vengono sviluppate sia a livello nazionale che regionale per la definizione di programmi operativi, costituiti da insiemi organici di progetti di durata pluriennale, da sottoporre alla negoziazione con la Commissione europea, che adotta un Quadro comunitario di sostegno.

Le forme attraverso le quali lo Stato membro può richiedere l'intervento dei fondi strutturali sono: · programma operativo, costituito da un insieme organico di progetti di durata pluriennale. I programmi possono essere a titolarità di amministrazioni centrali (programmi multiregionali) e assumere carattere settoriale, oppure di amministrazioni regionali, ed essere quindi plurisettoriali. Inoltre possono beneficiare del contributo di uno o più fondi strutturali. · piani regionali per gli obiettivi 1, 2 e 5b, in cui la programmazione è presentata in maniera congiunta per i tre fondi strutturali (FSE, FESR, FEOGA), sono i Piani operativi plurifondo (POP) · piani nazionali per gli obiettivi 3 e 4, di pertinenza esclusiva del fondo sociale europeo, riguardanti in maniera separata le regioni del centro-nord e quelle del Mezzogiorno, le cui risorse finanziarie vengono quantificate in maniera aggregata nel piano per l'Obiettivo 1.

Il Ministero per i Beni culturali e ambientali non aveva presentato alcun piano operativo nel 1993, quando è partito il piano comunitario per le azioni del periodo 1994-1999. Attualmente, grazie alla attuale fase di riprogrammazione e rimodulazione degli interventi il Ministero ha avuto la possibilità di formulare, anche su sollecitazione del Ministro del tesoro e del bilancio, un proprio Piano operativo in via di definizione, che prevede azioni anche sulle biblioteche, e che verrà presentato alla Commissione nei prossimi mesi. Il Ministero comunque sta già lavorando al proprio Piano operativo sulla nuova programmazione comunitaria che partirà nel 2000.

Vanno inoltre segnalate alcune importanti iniziative a livello regionale. Alcune regioni hanno inserito nella programmazione per le azioni cofinanziate dai fondi strutturali europei misure specifiche sui beni culturali e in particolare sulle biblioteche. E' il caso della Regione Lazio che nella misura relativa alle biblioteche, nelle zone dell'obiettivo 5b, elenca tra le tipologie di intervento ammesse a contributo: la ristrutturazione, il completamento, l'ampliamento delle sedi delle biblioteche; la costituzione e l'incremento del patrimonio scritto e audiovisivo; l'acquisto di attrezzature audiovisive, informatiche e di supporto; la catalogazione del patrimonio documentario, con procedure informatiche, per la creazione di reti informative. Questo esempio specifico dimostra la fattibilità di utilizzare i fondi strutturali per il cofinanziamento di progetti sulle biblioteche.

Un altro dato che va sottolineato è il fatto che l'Italia finora ha utilizzato solo in parte i fondi che le erano stati assegnati dalla Comunità.

L'AIB e l'OPIB possono avere un ruolo importante nell'incrementare e sostenere la partecipazione delle biblioteche a progetti nell'ambito dei vari programmi comunitari, collaborando insieme e puntando alla costituzione di un centro di servizi in grado di fornire informazioni e consulenze a qualunque soggetto pubblico o privato voglia preparare e presentare progetti sulle biblioteche nell'ambito dei vari programmi comunitari, in particolare quelli relativi al cofinanziamento dei fondi strutturali. L'ambizione è quella di creare un gruppo di consulenza e assistenza tecnica

Risulta quindi di particolare rilievo organizzare sul territorio nazionale azioni di informazione e sensibilizzazione sulle possibilità offerte dai fondi strutturali per le biblioteche.

Le azioni dovranno sviluppare una serie di linee: · la definizione di un piano operativo nazionale per le biblioteche e per la formazione e l'aggiornamento professionale in accordo e in collaborazione con i piani regionali · la sensibilizzazione rivolta alle biblioteche di qualunque appartenenza istituzionale · la sensibilizzazione degli uffici regionali e delle istituzioni competenti in materia di biblioteche · il sostegno a una progettualità fortemente orientata alla collaborazione sia settoriale che territoriale per la promozione dello sviluppo sul territorio.

E' opportuno che le biblioteche attuino la strategia della cooperazione a tutto campo,sviluppando progetti in collaborazione con le altre istituzioni della memoria come gli archivi e i musei, ma anche con altre istituzioni bibliotecarie di diversa appartenenza istituzionale presenti sul territorio, tenendo presenti i due obiettivi principali del sostegno all'occupazione e dello sviluppo economico, sociale e culturale del territorio. A livello nazionale voglio riferire su alcune iniziative in corso nell'ambito della formazione, iniziative a titolarità del MBCA, finanziate già, o che verranno finanziate con fondi europei.

PROGETTO MEDIATECA 2000 PROGETTO NEL 1. Nuova economia del libro: formazione specifica rivolta a tutte le figure professionali coinvolte dall'introduzione delleditoria elettronica: editori, distributori, librai, bibliotecari. Il punto di forza del progetto è proprio quello di affrontare nel suo complesso l'intera catena della produzione-fruizione del prodotto elettronico e multimediale. Assistiamo alla nascita di nuove figure professionali che derivano dalla sovrapposizione di competenze fra le varie figure professionali coinvolte. Proponente il MBCA Ufficio centrale beni librari, partner AIB. Di questo progetto ho già parlato lo scorso anno, riferirò sullo stato di avanzamento. Sta per essere ultimata la fase della predisposizione di 4 moduli didattici sulle aree professionali evidenziate dalla precedente fase di analisi dei bisigni formativi: 1. Internet nella catena del valore editoriale 2. La redazione di CD Rom 3. Gli aspetti legali del multimedia 4. La gestione dei flussi di contenuto nella casa editrice

Finanziamento ADAPT (PIC) I prodotti saranno di proprietà dei partner.

2. Progetto multiregionale CREMISI (Creazione Mediateche per Introdurre la Società dell'Informazione Finanziamento ADAPT Proponente MBCA Ufficio centrale beni librari Asse 1 Formazione, orientamento, consulenza Rappresenta una continuazione di NEL, ma è più mirato alla creazione di una rete di Mediateche integrata con SBN nonché alla riqualificazione e formazione dei relativi operatori, facendo largo uso dei materiali didattici elaborati nel primo progetto e sviluppandone di nuovi. Mediateche: Milano, Cosenza, Napoli, Potenza con travaso di esperienze positive già sviluppate in Piemonte ed in Emilia Romagna. CREMISI contribuirà a creare nuovi posti di lavoro ma soprattutto permetteràagli operatori attualmente inseriti nel mondo del lavoro di riqualificarsi e aggiornare le proprie competenze

3. Progetto A scuola di biblioteca Il progetto è uno dei risultati dell'accordo di programma dei due ministeri MPI e MBCA, sviluppato e realizzato con la collaborazione dell'AIB, Tenendo presenti i due obiettivi principali (1. Avvicinare la scuola alle biblioteche 2. Rilanciare la biblioteca scolastica) si è partiti da una iniziativa di formazione, una iniziativa sperimentale che prevedeva la realizzazione di un corso di formazione produzione svoltosi la scorsa settimana. Proprio per garantire una ricaduta più ampia, una maggiore diffusione di questa iniziativa abbiamo finalizzato il corso alla definizione dei contenuti, che verranno successivamente elaborati per la produzione di un pacchetto formativo multimediale in autoistruzione, da diffondere su larga scala nelle biblioteche delle scuole. Per una settimana corsisti, docenti, tutor e coordinatori scientifici hanno lavorato insieme per definire i contenuti più idonei ed efficaci con cui costruire un percorso formativo per il bibliotecario scolastico. Il corso prevedeva alcune sedute plenarie in cui sono stati affrontati alcuni temi chiave: 1. le nuove tecnologie applicate ai servizi di biblioteca, 2 le competenze fondamentali dell'addetto alla biblioteca scolastica, 3. le relazioni tra le biblioteche scolastiche e il complesso del sistema bibliotecario nazionale. Ma la maggior parte del corso si articolerà in lavori di gruppo (sei gruppi coordinati ciascuno da un tutor). Il programma del corso che è stato predisposto come una griglia di partenza per il lavoro dei gruppi si ispirava per la sua parte scientifica ad uno standard internazionale: Le linee guida dell'IFLA (International Federation of Library Associations and Institutions), un organismo internazionale a cui aderiscono associazioni professionali, istituzioni e biblioteche di 160 paesi nel mondo. Le linee guida sono state tradotte in italiano dall'Associazione Italiana Biblioteche. Lo standard parla di biblioteca scolastica multimediale. Si è dibattuto molto a proposito di biblioteca scolastica e multimedia, ponendo l'accento sul fatto che tutti i piani nazionali di diffusione del multimediale nella scuola debbano far capo alla biblioteca nella scuola e non al laboratorio di informatica. Si pensa di dare un seguito all'iniziativa con un progetto che verrà proposto per il cofinanziamento di fondi europei per la formazione e l'aggiornamento.



Copyright AIB 1998-05-06, ultimo aggiornamento 1998-07-14 a cura di Antonella De Robbio e Marcello Busato
URL: http://www.aib.it/aib/sezioni/veneto/caffo.htm

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