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Linee programmatiche 2011-2014

Approvate dal CEN nella seduta del 25-26 giugno 2011.


Nella riunione del 10/11/2012, in occasione della verifica di metà mandato, il CEN ha deliberato che gli obiettivi strategici elencati nelle Linee programmatiche 2011-2014 sono portati avanti dal CEN nella sua collegialità, e che determinate attività sono presidiate da delegati, in particolare:

  • Osservatorio formazione: Raffaele Tarantino
  • Osservatorio lavoro e professione: Maria Abenante, Enrica Manenti
  • Comunicazione e rapporti con AW: Francesca Ghersetti
  • Servizi ai soci: Manuela d’Urso
  • Organizzazione: Merj Bigazzi

0   Premessa
1   Gli obiettivi strategici
1.1   Advocacy delle biblioteche e del ruolo dei bibliotecari
1.2   Giovani e lavoro
1.3   Riconoscimento e certificazione della professione
2   Attività e programmi
2.1   Politiche bibliotecarie
2.2   Politiche associative
3   La struttura organizzativa
3.1   Rapporto Nazionale – Sezioni
3.2   Segretario Generale: nuovo ruolo
3.3   Organici
3.4   Organi Scientifici
3.5   Organi di supporto all’attività del CEN
4   Rappresentanti AIB negli organismi internazionali


[Sommario]

0. Premessa

Questo documento d’indirizzo definisce gli obiettivi e le priorità che orienteranno l’attività dell’Associazione nel triennio 2011-2014. Il CEN, con questo atto, intende sottolineare l’esigenza di un impegno forte, costante e corale da parte di tutti gli associati per il raggiungimento di obiettivi prioritari.

Il documento individua tre grandi obiettivi strategici, ai quali corrispondono obiettivi specifici e sono ricondotte precise deleghe interne al CEN; esso indica inoltre le strutture associative di supporto, che concorrono al loro raggiungimento. L’enucleazione di obiettivi prioritari mira a rendere più chiara e verificabile l’attività del CEN, definendo precisi rapporti di priorità e di importanza fra interventi ritenuti qualificanti e ordinaria amministrazione.

Gli obiettivi saranno perseguiti attraverso un metodo di lavoro collegiale che si fonda sulla collaborazione fra tutte le deleghe e le responsabilità individuate all’interno del CEN e attraverso una condivisione costante con le sezioni regionali.

L’ambizione che anima queste linee programmatiche è restituire voce ai bibliotecari italiani grazie all’impegno dell’Associazione. Negli ultimi anni abbiamo attraversato una crisi molto seria, organizzativa, economica ma anche d’identità. In questo triennio L’AIB deve tornare a proporsi con forza come un punto di riferimento per la comunità bibliotecaria italiana attraverso un’azione decisa e coerente a difesa dei suoi interessi – i quali non appartengono a una sfera privata ma riguardano un bene collettivo che sappia suscitare partecipazione e adesione.

L’AIB da sempre incarna un orizzonte ideale in cui i bibliotecari italiani si sono riconosciuti e ancora si riconoscono. Se vogliamo che questa percezione non si perda dobbiamo saper suscitare adesione ai valori di una professione che si fonda, ben prima che su specificità di natura tecnica, su principi di libertà di pensiero e di opinione, uguaglianza, accesso alla conoscenza e alla cultura, inclusione, equità.

L’impegno del CEN sarà rivolto a sviluppare capacità di ascolto della base associativa e un dialogo con gli associati più forte e costante, valorizzando l’apporto individuale di tutti gli associati, in particolare dei più giovani, e favorendo il ricambio generazionale dei quadri associativi. L’AIB deve dare più spazio ai giovani che desiderano impegnarsi in prima persona nella vita associativa valorizzando l’apporto di idee e di competenze di cui ogni nuova generazione è depositaria senza tuttavia rinunciare all’esperienza dei colleghi più anziani, ai quali si chiederà di sostenere il ricambio mettendo a disposizione della nuova generazione di dirigenti AIB le loro competenze.

In questo percorso un ruolo più incisivo spetterà alle sezioni regionali e ai loro presidenti, ai quali si dovrà garantire maggiore coinvolgimento nei processi decisionali, anche valutando il superamento degli attuali assetti statutari. L’esigenza di dialettica democratica – che è fondativa per una associazione basata sul volontariato – deve però conciliarsi con una maggiore capacità decisionale: confronto, condivisione, operatività e tempestività nelle decisioni devono diventare i tratti distintivi della nostra azione a tutti i livelli.

In questo modo, ci auguriamo, l’AIB potrà tornare ad essere la voce dei bibliotecari italiani, la casa in cui riconoscersi.

[Sommario]

1.   Gli obiettivi strategici

1.1.   Advocacy delle biblioteche e del ruolo dei bibliotecari

Le biblioteche italiane rischiano, oggi più che mai, la marginalità. La crisi di considerazione che investe tutto il comparto culturale ci parla di un Paese che guarda al patrimonio e alle istituzioni culturali come a qualcosa di non essenziale, di non connaturato alla nostra storia, identità, memoria, né al nostro futuro: beni voluttuari a cui si può rinunciare, beni immateriali sui quali non vale la pena investire.

Dobbiamo assumerci il compito di levare forte la voce dei bibliotecari italiani per spiegare alla comunità nazionale perché biblioteche ben funzionanti sono essenziali nella società dell’informazione, quale beneficio possono recare ai singoli e al Paese, alle generazioni presenti e a quelle future. Dobbiamo creare consenso attorno alle biblioteche, avvicinarle all’orizzonte di vita di chi non le frequenta. Solo attraverso una presa di coscienza collettiva possiamo dare sostanza alle nostre rivendicazioni per dare un futuro dignitoso alla professione bibliotecaria e prospettive ai giovani che vi si affacciano.

Si tratta quindi di non limitare l’azione associativa a iniziative di denuncia e di difesa dei bibliotecari e delle biblioteche ma di assumere un ruolo più attivo proponendo con forza e in ogni occasione possibile tutti gli elementi utili a promuovere la crescita di consapevolezza pubblica e favorire il sostegno ai servizi bibliotecari, sottolineando ad esempio l’importanza del rapporto cittadino/biblioteca, studente/biblioteca, professionista/biblioteca.

Questa attività sarà rivolta prevalentemente all’esterno del mondo delle biblioteche e deve avere caratteristiche di omogeneità a tutti i livelli associativi e in tutto il territorio.

Le linee di azione fondamentali:

  • attività costante nei confronti dei media anche locali, frutto della collaborazione tra l’agenzia Stampa e tutti gli organi associativi, in particolare le sezioni;
  • attività di promozione diretta nei confronti della società tramite una campagna nazionale di sensibilizzazione che si avvarrà della mostra “Se leggere non è il tuo forte fanne il tuo debole”, la partecipazione sistematica e qualificata ai principali eventi nazionali (Fiere del Libro, Festival ecc.) , la promozione di premi come “A corto di libri” e di qualsiasi iniziativa in grado di catalizzare consenso attorno ai servizi bibliotecari.

Per rendere maggiormente organica ed efficace questa azione saranno sviluppati e diffusi metodi e strumenti strategici per comunicare in maniera coordinata verso l’esterno e strumenti pratico-operativi per fare advocacy in biblioteca, a partire dalla condivisione delle buone pratiche già realizzate dalle sezioni regionali. Sarà inoltre costituito un Osservatorio sulle biblioteche italiane con il compito di promuovere ricerche e indagini anche in collaborazione con istituti demoscopici e di divulgarne i risultati.

Sarà sviluppata una presenza strutturata sui social network verificando le modalità di integrazione con AIB-WEB e la sostenibilità operativa al fine di estendere in maniera organica la presenza dell’AIB sui canali della nuova socialità.

Delegati:
Francesca Ghersetti, Enrica Manenti

Strutture di riferimento:
Osservatorio sulle biblioteche italiane
Gruppo di studio sull’advocacy
Ufficio stampa
Settore editoria

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1.2.   Giovani e lavoro

La seconda priorità dell’Associazione riguarda i giovani, le modalità del loro ingresso nella professione, le condizioni di lavoro, il precariato. Il personale in servizio nelle biblioteche italiane sta invecchiando: la generazione che ha iniziato a lavorare negli anni Settanta sta andando in pensione e rischia di non avere a chi lasciare il testimone. L’AIB ha l’obbligo morale di portare questa situazione all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni, di denunciare l’assenza di prospettive che condanna intere generazioni al precariato e all’insicurezza.

Ciò può essere fatto potenziando la capacità dell’Osservatorio Lavoro e Professione (OLAVEP) di presidiare i “fronti caldi” dei concorsi e delle gare d’appalto, queste ultime sempre più determinanti per chi si affaccia alla nostra professione in un’epoca caratterizzata dalla transizione dello status giuridico del bibliotecario da dipendente pubblico a operatore privato.

In questo senso, il ruolo dell’AIB deve essere prima di tutto la difesa della dignità e dei contenuti della professione del bibliotecario, inteso nella sua più ampia accezione di lavoratore della conoscenza. Questa funzione dovrebbe vederci impegnati senza risparmio e senza temere di sovrapporci al lavoro sindacale, come interlocutori informati delle reali condizioni di lavoro applicate nelle biblioteche e di quelle auspicabili a garanzia della qualità dei servizi.

Per dare strumenti di lavoro e concretezza alla nostra azione a tutela della professione e del lavoro in biblioteca l’AIB in questo triennio mira a:

  • potenziare e rendere sistematica l’attività di monitoraggio delle esternalizzazioni a livello nazionale: sul fronte delle stazioni appaltanti (diffusione delle esternalizzazioni, tipologie di bandi di gara, ricorso a contratti atipici, requisiti richiesti) e sul fronte delle ditte appaltatrici (specializzazioni, rispondenza ai requisiti, possesso delle professionalità e competenze, modalità di reclutamento del personale, tipologie contrattuali prevalentemente applicate ecc.);
  • dare voce alle testimonianze dei lavoratori delle biblioteche, anche tramite la creazione di “dossier” da sottoporre all’attenzione dei soggetti istituzionali. Questa azione sarà adeguatamente supportata dall’ufficio stampa;
  • potenziare, tramite il lavoro dell’OLavEP, il servizio di consulenza ai soci sulle tematiche professionali (legislazione, formazione ecc.);
  • avviare il confronto e la collaborazione tra i diversi protagonisti del panorama professionale (aziende del settore, enti titolari delle biblioteche, sindacati) attraverso l’organizzazione di appuntamenti pubblici di approfondimento sui temi del lavoro, soprattutto nelle regioni più sensibili al tema del precariato e con maggiore esperienza di esternalizzazioni;
  • interagire con le deleghe alla formazione e all’editoria per programmare interventi professionalizzanti a sostegno dei professionisti non strutturati;
  • elaborare ed emanare i seguenti documenti:
  1. linee guida per l’affidamento all’esterno della gestione di servizi bibliotecari;
  2. linee guida per l’impiego di personale non retribuito (volontari, stagisti e ausiliari del servizio civile) in biblioteca;
  3. linee guida per la redazione di bandi di concorso per il reclutamento di bibliotecari.

Delegati:
Maria Abenante, Merj Bigazzi

Strutture di riferimento:
Osservatorio lavoro e professione
Osservatorio legislativo
Osservatorio formazione

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1.3.   Riconoscimento e certificazione della professione

La terza priorità del triennio è la trasformazione dell’AIB in una moderna associazione professionale, che consegue alla riforma statutaria approvata nel novembre scorso. L’AIB ha presentato al Ministero della Giustizia, in applicazione del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 206, la richiesta di annotazione nell’elenco delle associazioni rappresentative a livello nazionale delle professioni non regolamentate. Al momento dell’emanazione del decreto ministeriale, gli Associati AIB dovranno essere in possesso di specifici requisiti di studio e professionali e di un documentabile percorso di formazione permanente o continua. Attraverso l’elenco degli Associati sarà possibile certificare il possesso dei requisiti per l’esercizio della professione bibliotecaria. In uno scenario non troppo remoto essere bibliotecario significherà nel nostro paese esercitare una professione, mentre essere iscritti all’AIB significherà ipso facto essere bibliotecario.

Se ciò avverrà avremo centrato un obiettivo storico, quello del riconoscimento formale della nostra professione. Avremo però anche la responsabilità di dare sostanza alla nuova identità associativa.

Questo obiettivo potrà essere raggiunto:

  • attraverso accordi con le associazioni rappresentative (ANCI, UPI, Conferenza delle Regioni, CRUI, Federculture) e con i sindacati di categoria, per sancire che per fare il bibliotecario servono competenze ed abilità certificate, capacità derivanti da percorsi di studio e professionali definiti, aggiornamento continuo, e che questi requisiti sono discriminanti per l’esercizio del lavoro in biblioteca e devono essere resi vincolanti nei bandi di concorso e nei capitolati di gara;
  • con la redazione di una “Carta nazionale delle professionalità operanti in biblioteca” che indichi a tutti i soggetti pubblici e privati che hanno responsabilità istituzionali, amministrative e formative i profili delle professionalità indispensabili al buon funzionamento delle biblioteche, descrivendone le competenze, le responsabilità, i requisiti per l’accesso;
  • attraverso il rafforzamento del legame politico e operativo con il Colap (Coordinamento delle libere associazioni professionali), a cui l’AIB è iscritta da anni, la sollecitazione alla creazione di delegazioni COLAP a livello regionale, la partecipazione alle attività della Consulta nazionale per le professioni e alla costituzione delle Consulte regionali;
  • presidiando il fronte della normativa nazionale in tema di professioni, promuovendo leggi regionali in materia di professioni non ordinistiche e verificando quelle esistenti;
  • attraverso la riorganizzazione del settore formazione basata su una ridefinizione della struttura organizzativa, che prende il nome di Osservatorio Formazione, e l’acquisizione di una piattaforma LMS (Learning Management System) in modalità e-learning, per sviluppare una offerta formativa AIB unitaria, continua, modulare, interattiva, personalizzata, economica, da poter erogare nelle due modalità (e-learning e in presenza).

Delegati:
Manuela D’Urso, Raffaele Tarantino.

Strutture di riferimento:
Osservatorio Formazione
Osservatorio lavoro e professione
Rappresentanti AIB all’interno del COLAP e della Consulta delle professioni

[Sommario]

2.   Attività e programmi

Agli obiettivi strategici per questo triennio, la cui individuazione è il frutto di una scelta deliberata di indirizzo politico, il CEN ha affiancato altri risultati qualificanti da perseguire nel triennio, complementari alla strategia già illustrata.

2.1   Politiche bibliotecarie

2.1.1   Rapporti istituzionali

Si lavorerà per rinsaldare i rapporti con le istituzioni, nel solco della tradizione che ha contraddistinto la nostra associazione nei suoi momenti migliori. In particolare, saranno intrattenute relazioni con gli enti titolari di biblioteche e con le loro associazioni rappresentative, saranno intensificati i rapporti con le istituzioni europee, nazionali e regionali per far conoscere e condividere le posizioni dell’AIB su questioni rilevanti ai fini dell’attività normativa, sarà proseguito il dialogo con le altre componenti della filiera del libro (Associazione Italiana Editori, Associazione Librai Italiani) e consolidato il rapporto di collaborazione con il Centro per il Libro e la Lettura. Un’attenzione particolare sarà rivolta a creare forme di consultazione permanenti e iniziative comuni con le altre associazioni professionali del comparto culturale, in particolare ICOM e ANAI.

2.1.2   Relazioni internazionali

La presenza dell’AIB nelle sedi internazionali si è in questi anni rinforzata grazie al buon esito di IFLA 2009 e all’impegno dei molti colleghi che rappresentano il mondo bibliotecario italiano nelle sezioni dell’IFLA, in Eblida e in altri organismi internazionali. Nel triennio si lavorerà per rinsaldare i rapporti con le principali associazioni consorelle e per garantire e rinforzare ulteriormente la presenza di nostri rappresentanti in Eblida, IFLA, LIBER. Particolare impegno sarà posto per rilanciare la collaborazione con IFLA attraverso un progetto finalizzato a garantire presenza e visibilità al mondo bibliotecario all’interno di Expo 2015, dando seguito agli scambi ufficiali di lettere d’intenti intervenuti nel 2010 fra il segretario generale IFLA, l’AIB e il Sindaco di Milano.

2.1.3   Diritto d’autore

La tematica della proprietà intellettuale è centrale perché dai suoi assetti normativi dipendono gli spazi destinati al servizio pubblico garantito dalle biblioteche. L’AIB continuerà a presidiare le sedi internazionali in cui si decidono gli assetti e l’evoluzione della normativa sul diritto d’autore e l’evoluzione della normativa nazionale attraverso l’Osservatorio legislativo e l’Osservatorio sul diritto d’autore e l’Open Access. In particolare sosterremo attivamente l’azione di IFLA a sostegno di una direttiva europea che fissi le eccezioni di legge a favore delle biblioteche e degli altri istituti culturali, attualmente in discussione all’OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale). In ambito nazionale, promuoveremo un’azione di lobby a sostegno delle posizioni AIB sulle tematiche oggetto di attività legislativa (legge sul libro, normativa su internet, recepimento di direttive europee), creando alleanze con le componenti della società civile che sostengono l’idea di un accesso aperto alla conoscenza (associazioni, organizzazioni di consumatori). In particolare, l’azione associativa dovrà concentrarsi sul tema del diritto d’autore nella dimensione digitale e a favorire l’approvazione di norme che agevolino l’accesso ai contenuti da parte delle persone disabili. Sarà completato il progetto finanziato da CRUI e SIAE, finalizzato alla formazione pubblicazione di un manuale di diritto d’autore per le biblioteche.

2.1.4   Promozione della lettura

L’AIB collaborerà attivamente con tutti i soggetti che operano per diffondere la lettura in Italia, valorizzando e promuovendo il ruolo svolto dalle biblioteche in questo campo.

I capisaldi dell’azione associativa riguardano:

  • il rafforzamento di Nati Per Leggere attraverso la sottoscrizione di una nuova convenzione con le associazioni promotrici e di un protocollo d’intesa con il Centro per il Libro e la Lettura che riconosca NpL come progetto d’interesse nazionale;
  • la collaborazione con il Centro per il Libro e la Lettura per la realizzazione del progetto sperimentale “In Vitro”, finalizzato alla realizzazione di buone pratiche di promozione della lettura esportabili in tutto il territorio nazionale;
  • la partecipazione e il sostegno attivo alla definizione di una proposta di legge di iniziativa popolare sul libro e la lettura, promossa dall’Associazione Forum del Libro;
  • l’avvio di un progetto nazionale di promozione della lettura rivolto agli adolescenti, che valorizzi la sinergia fra attività sportiva e lettura, da realizzare in collaborazione con CONI, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero per la gioventù, MIUR, associazioni sportive dilettantistiche.
2.1.5 Servizi nazionali

La crisi in cui versano i servizi bibliotecari nazionali richiede un ripensamento complessivo dei loro assetti organizzativi. L’AIB proporrà al Ministro per i Beni e le Attività Culturali un’ipotesi di riorganizzazione e di rilancio dei servizi nazionali in capo al MiBAC (BNI, SBN) attraverso una proposta organica di riassetto delle due Biblioteche Nazionali Centrali e più in generale delle biblioteche statali fondato sul concetto di Biblioteca Nazionale d’Italia, organismo autonomo in grado di coordinare funzionalmente l’attività dei principali istituti bibliotecari e servizi nazionali. A tal fine sarà costituito un comitato di saggi, coordinato da Claudio Leombroni, con il compito di delineare e formulare la proposta progettuale.

2.1.6 Libertà di accesso alla conoscenza

L’AIB ritiene che l’accesso libero alla conoscenza rappresenti una caratteristica fondativa per le biblioteche di ogni tipologia e intende adoperarsi in ogni sede per promuovere questo principio. Due le tematiche da presidiare:

  • Censura: vigilare sui casi di censura in biblioteca e promuovere l’idea di un accesso libero da condizionamenti alle informazioni e alle opinioni attraverso le biblioteche;
  • Open Access: promuovere e diffondere l’open access come strategia per un accesso democratico e diffuso alla conoscenza scientifica e ai risultati della ricerca sostenuta con risorse pubbliche, facendo in modo che il MIUR lo assuma come modalità standard di pubblicazione per tutti gli atenei italiani. Questa strategia si svilupperà attraverso la collaborazione con la commissione biblioteche istituita dalla CRUI.

[Sommario]

2.2 Politiche associative

2.2.1 Nuova sede

La nostra associazione merita una sede che ne esprima in maniera più consona il ruolo e il profilo istituzionale. La collocazione presso la BNCR non è in discussione, si cercherà tuttavia di negoziare con la direzione e con il CDA uno spostamento in ambienti diversi dagli attuali, tali da garantire maggiore visibilità, ergonomia e benessere ambientale per i lavoratori della segreteria nazionale.

2.2.2 Attività congressuale

Il CEN intende ripensare la formula del congresso nazionale. Le difficoltà economiche rendono problematica la partecipazione ai congressi, i cui costi sempre più spesso ricadono sui bibliotecari. Ciò determina una riduzione degli iscritti che non è necessariamente indice di disaffezione ma lo specchio delle difficoltà presenti. Dobbiamo andare verso formule più leggere, meno costose per chi organizza e per chi partecipa. Valuteremo seriamente la possibilità di tornare alla formula del congresso itinerante, rendendolo però biennale, organizzando in alternanza gli “Stati generali delle professioni culturali”, un appuntamento di taglio strettamente “politico” teso a creare forme di coordinamento e azioni comuni per rinsaldare il fronte dei professionisti della cultura e renderlo percepibile come soggetto unitario alle istituzioni.

2.2.3 Attività editoriale

Il CEN lavorerà al rilancio dell’attività editoriale, che deve tornare ad essere un elemento centrale della produzione scientifica e una voce attiva nel bilancio. Servono nuove idee, nuovi protagonisti, un forte impulso alla trasformazione delle riviste AIB in periodici digitali, un rinnovamento complessivo del piano editoriale che guardi più alla necessità di fornire strumenti di lavoro ai bibliotecari italiani. L’attività editoriale sarà strettamente collegata a quella formativa, per garantire visibilità e circolazione ai materiali didattici prodotti dai docenti.

L’editoria dell’associazione continuerà a rispecchiare, valorizzare e contribuire a diffondere l’attività dell’AIB sotto il profilo scientifico, della produzione di strumenti di lavoro, istituzionale.

A livello organizzativo si individuano due indirizzi dell’attività editoriale, affidati ad altrettanti responsabili:

  • pubblicazioni a carattere tecnico-scientifico, finalizzate alla conoscenza di aspetti particolari della biblioteconomia o alla produzione di strumenti per la professione (linee guida, manuali, guide pratiche, quaderni legati alle attività formative);
  • pubblicazioni a carattere culturale, finalizzate a documentare la storia e la vita dell’associazione, l’opera di bibliotecari insigni o la storia delle biblioteche italiane nel loro contesto storico e culturale (atti di convegni, scritti in memoriam, pubblicazione di scritti, storia delle biblioteche…).

A questi indirizzi si affianca la pubblicazione della collana ET, che per caratteristiche e storia viene affidata alla responsabilità di un direttore di collana, distinto dai precedenti.

Settore/testata Direttore
Editoria professionale Piero Cavaleri
Editoria istituzionale Alberto Petrucciani
Collana ET Anna Galluzzi
Bollettino AIB Giovanni Di Domenico
AIB Notizie Gabriele De Veris
2.2.4 Comunicazione

La comunicazione dell’Associazione ha come punto di riferimento fondamentale gli obiettivi strategici di mandato, in particolare quelli legati all’advocacy e all’AIB come voce delle biblioteche e casa degli associati. Sarà predisposta una Direttiva sulla comunicazione associativa, intesa come documento utile a focalizzarne tutti gli aspetti e a indicare modalità integrate, partecipate ed efficaci per il raggiungimento degli scopi istituzionali.

I principali strumenti operativi sono così identificati:
Ufficio stampa: la collaborazione con un ufficio stampa esterno, attiva dal 2009, ha notevolmente migliorato la visibilità associativa grazie a una più intensa presenza sulla stampa nazionale. Il potenziamento di questa presenza deve diventare attività sistematica dell’Associazione in tutte le sue articolazioni allargando l’azione alla stampa locale per conquistare attraverso una migliore visibilità più considerazione e consenso nella società civile.
AIB-WEB e social network: AIB WEB è la principale ‘vetrina’ dell’Associazione che deve rispondere a due esigenze fondamentali: informare sulle attività dell’Associazione in quanto strumento efficace e moderno per comunicarne l’azione politica e riprendere il primato di principale punto di riferimento, seppur non esclusivo, per qualsiasi aspetto relativo alla vita e al mondo delle biblioteche. Il completamento della transizione al nuovo sito, avviata nel mandato precedente, sarà quindi affiancata dalla definizione delle modalità migliori per attivare la presenza sistematica dell’AIB in modo calibrato sui principali social network. È quindi prioritario ripensare al ruolo, all’organizzazione, ai contenuti di AIB-WEB, potenziando la redazione, favorendo il coinvolgimento degli associati, soprattutto di quelli giovani e riconsiderando la direttiva su AIB-Web alla luce dei nuovi assetti. Il coordinatore di AIB-Web è Vanni Bertini.
Comunicazione agli associati: la comunicazione agli associati avviene attualmente attraverso vari canali: AIB-WEB, Newsletter istituzionale inviata dalla segreteria nazionale, Newsletter presidenziale avviata dal 2011, eventuali Newsletter delle sezioni, AIB Notizie (ora in formato pdf) che ha il compito di rendicontare in modo ampio sulle attività associative. E’ necessario rivedere in modo integrato ruoli, funzioni, tempi e modi di diffusione di ciascuno di questi strumenti comunicativi allo scopo di informare efficacemente e tempestivamente gli associati evitando sovrapposizioni e duplicazioni. Anche natura e ruolo di AIB-CUR andranno ridiscussi per evitare il prolungamento dell’equivoco che tende a identificare AIB-CUR come lista di discussione dell’Associazione.

Dal punto di vista metodologico si ritiene fondamentale lavorare affinché l’immagine dell’AIB risulti coerente e coordinata a livello nazionale e locale, attraverso la definizione di procedure, l’adozione di strumenti adeguati e l’utilizzo di materiali promozionali e informativi appositamente predisposti.

2.2.5 Formazione

L’AIB sarà chiamata a certificare il possesso delle competenze e il loro aggiornamento. Dovrà farlo con autorevolezza, equità e rigore, individuando modalità certe e sostenibili nel tempo. Avremo inoltre la responsabilità di agevolare e sostenere i percorsi formativi degli associati predisponendo un’offerta di corsi ampia, articolata, adatta alle esigenze di tutti i settori del nostro comparto. Questo obiettivo può essere raggiunto solo attraverso il coordinamento di tutti i livelli associativi coinvolti nella formazione, per progettare un’offerta formativa unitaria, riconoscibile come “offerta AIB”, che superi il dualismo (e a volte la contrapposizione) tra nazionale e sezioni.

Sul piano operativo, il CEN intende realizzare una complessiva riorganizzazione del settore formazione, basata su una ridefinizione della struttura organizzativa, che prende il nome di Osservatorio Formazione. L’Osservatorio, coordinato dai delegati CEN, è costituito da cinque associati esperti di formazione (di cui due in rappresentanza delle sezioni regionali) e da una Amministrazione (due rappresentanti della segreteria nazionale), con funzioni di tutoraggio, segreteria e contabilità. Ogni sezione regionale, inoltre, avrà cura di nominare un referente che dovrà rapportarsi con l’Amministrazione dell’Osservatorio Formazione. L’Osservatorio Formazione, oltre a svolgere funzioni di progettazione (analisi del fabbisogno formativo), programmazione, aggiornamento, monitoraggio, valutazione e coordinamento delle attività formative, si occupa della costruzione e aggiornamento di un Elenco dei docenti accreditati e della formulazione di Linee guida sulla qualità della formazione.

L’Osservatorio Formazione si impegna a mettere a disposizione degli associati e della comunità bibliotecaria una programmazione di offerta formativa AIB continua nonché a perseguire la strada della certificazione/accreditamento a livello nazionale dei corsi AIB al fine di supportare attraverso un sistema formativo con crediti la professionalità richiesta per l’iscrizione all’Associazione. I materiali utilizzati nei corsi saranno oggetto di pubblicazione on line e/o su carta e si valuterà la fattibilità di creare una collana specifica dedicata al supporto didattico.

La definizione dei viaggi culturali e di studio rientra nelle competenze dell’Osservatorio Formazione.

2.2.6 Servizi agli associati

È necessario rendere percepibile il vantaggio concreto di essere associati all’AIB. Ciò comporta lo sviluppo di servizi rivolti esclusivamente agli associati, come l’attivazione di convenzioni con associazioni, enti, istituzioni culturali. La definizione dei servizi e delle convenzioni sarà realizzata sulla base di un piano di marketing finalizzato a conoscere e interpretare le aspettative degli associati.

2.2.7 Bilancio e organizzazione

L’AIB sarà chiamata a stabilizzare definitivamente la propria situazione di bilancio, in un momento particolarmente critico. E’ necessario lavorare per incrementare gli associati e gli introiti e tenere fermamente sotto controllo le spese. Sul fronte delle iscrizioni, si lavorerà per definire una diversa articolazione delle quote, che tenga presente le esigenze dei giovani associati.

Sul fronte interno, si lavorerà alla messa a punto delle procedure contabili per abbattere il numero e la frequenza di errori nei controlli delle registrazioni, alla definizione di report analitici dell’andamento entrate/uscite su base trimestrale per i centri di costo come editoria e quote asosociative, e alla redazione di un bilancio consuntivo a metà anno. Si darà vita a un controllo di gestione puntuale (tutte le spese dovranno essere corredate da un preventivo di spesa e autorizzazione al pagamento; il Responsabile amministrativo verificherà la copertura del relativo capitolo di bilancio) e si lavorerà per individuare eventuali razionalizzazioni di spesa. Particolare attenzione sarà posta alla ricerca sponsorizzazioni ed entrate di altra natura (contributi), pur nella oggettiva difficoltà del periodo. Sul fronte organizzativo, sarà condotta un’analisi dei flussi di lavoro della segreteria nazionale per ottimizzare il lavoro ed evitare eventuali sovrapposizioni di ruoli/attività, nonché ottimizzare il workflow esterno nei confronti degli associati e delle sezioni.

Sarà posta particolare cura alla formazione e al supporto dei segretari e dei tesorieri da parte del Responsabile amministrativo AIB, per garantire la massima correttezza e tempestività nelle registrazioni contabili e relative alle iscrizioni, anche attraverso l’individuazione e la condivisione di buone pratiche fra Nazionale e Sezioni.

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3. La struttura organizzativa

3.1. Rapporto Nazionale – Sezioni

I problemi di bilancio dovranno essere ricondotti entro confini accettabili grazie al lavoro della segreteria nazionale e all’impegno di tutte le sezioni regionali. A tal fine si perverrà alla definizione di una sorta di “patto di stabilità” fra Nazionale e Sezioni per evitare che spese non previste che possano determinare passivi di bilancio. Saranno rivedute le funzioni attribuite alla segreteria nazionale nel senso di accentuare la sua natura di centro servizi per le sezioni regionali.

La prassi della condivisione e della consultazione costanti fra CEN e CNPR, unita alla revisione delle procedure contabili, avrà come corollario un intervento più deciso da parte del CEN nel caso di inadempienze reiterate da parte delle sezioni regionali e interventi di affiancamento e supporto alle sezioni qualora si registrino passivi per più di due anni consecutivi, secondo la massima che maggior condivisione nelle scelte implica maggiore responsabilità individuale.

Queste prassi, una volta verificate nella loro attuazione, potranno eventualmente dare luogo alla revisione degli assetti statutari relativi alle prerogative del CNPR e ai rapporti con il CEN.

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3.2. Segretario Generale: nuovo ruolo

Negli ultimi anni l’associazione si è ampiamente impegnata in un lungo e faticoso lavoro di ristrutturazione organizzativa. Questo lavoro ha preso le mosse dalla consapevolezza che le sfide che ci attendono, le battaglie politiche sulle quali ci dovremo impegnare, la nuova identità di associazione professionale così come connotata dalla normativa nazionale in tema di professioni e la speranza, ereditata dalla nostra storia, che essere iscritti all’AIB significhi esercitare la professione bibliotecaria, richiedano una segreteria nazionale all’altezza dei nuovi compiti e provvista della necessaria autonomia operativa per svolgerli. A seguito delle modifiche statutarie approvate nel novembre 2010, il ruolo del Segretario è stato ridefinito: è responsabile dell’operato complessivo della struttura organizzativa sia nazionale sia periferica, e risponde al CEN – che lo nomina o lo conferma -. Il ruolo è quello di un Segretario-Direttore che coordina le attività dell’AIB e che cura l’esecuzione delle deliberazioni del CEN e dell’Assemblea.

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3.3. Organici

La segreteria nazionale è composta attualmente da 5 persone (3,5 FTE) inquadrate con il contratto collettivo nazionale del commercio al 4. Livello, tranne il Segretario Generale e il Responsabile amministrativo (2. livello). Lo staff lavora per tutta l’Associazione, seguendo aspetti amministrativi, contabili, di rapporti con i soci e le sezioni. Al momento due addetti hanno contratti a tempo determinato. Il CEN si impegna a lavorare affinché queste posizioni possano essere stabilizzate entro la fine del triennio, compatibilmente con la tenuta di bilancio.

[Sommario]

3.4. Organi scientifici

3.4.1 Le commissioni permanenti

Commissioni permanenti e gruppi di studio sono una componente essenziale per la vita dell’AIB. La loro attività alimenta la produzione scientifica associativa ed è uno strumento di supporto all’attività del CEN. La scelta dei coordinatori è cruciale e delicata e il CEN intende limitare il ricorso alla cooptazione a favore di un metodo di selezione il più possibile aperto, per favorire l’afflusso di nuove competenze. La selezione dei coordinatori sarà effettuata attraverso una “call” pubblica: i candidati dovranno presentare una proposta di lavoro al CEN che si colleghi in maniera chiara agli obiettivi strategici e delle priorità di mandato contenuti nelle presenti linee programmatiche e che preveda la realizzazione di una pubblicazione orientata a fornire un concreto strumento di lavoro alla comunità bibliotecaria italiana e di almeno un evento pubblico (corso, seminario, convegno) da realizzare in collaborazione con una sezione regionale.

Il CEN ha deciso di istituire 6 commissioni permanenti, che rispecchiano le realtà bibliotecarie esistenti nel nostro Paese:

  • biblioteche pubbliche
  • biblioteche e servizi per ragazzi
  • biblioteche scolastiche e centri risorse educative
  • biblioteche e servizi nazionali
  • biblioteche delle università e della ricerca
  • biblioteche speciali, biblioteche e archivi d’autore

CEN ha individuato Maria Abenante come referente per i rapporti con le commissioni permanenti.

3.4.2 Gruppi di studio

I gruppi di studio sviluppano attività scientifica su tematiche specifiche. Il CEN ritiene debbano avere pari dignità scientifica rispetto alle commissioni, dalle quali differiscono per l’oggetto di studio. Saranno istituiti i seguenti gruppi di studio:

  • tecnologie per le biblioteche
  • information literacy
  • catalogazione e indicizzazione
  • libro antico
  • applicazione dei principi della qualità in biblioteca
  • servizi bibliotecari per utenze speciali
  • valutazione e impatto dei servizi bibliotecari
  • advocacy

Il CEN ha individuato Maria Abenante come referente per i rapporti con i gruppi di studio.

3.4.3 Gruppi di studio auto-organizzati

Sono gruppi di studio che operano su iniziativa di gruppi di associati. Sono operativi i seguenti:

  • biblioteche di area biomedica
  • biblioteche di area giuridica

[Sommario]

3.5. Organi di supporto all’attività del CEN

Gli osservatori sono strutture di supporto e consulenza all’attività del CEN, che svolgono attività di studio, ricerca, progettazione e programmazione, approfondimento a supporto dell’attività istituzionale degli organi dell’associazione, compresa la stesura di documenti e linee guida, e attività di servizio agli associati in termini di informazione e consulenza. Data la particolarità della funzione degli Osservatori i coordinatori sono in questo caso individuati direttamente dal CEN., senza ricorrere alla procedura individuata per commissioni e gruppi di studio.

3.5.1. Osservatorio Lavoro e Professione (OlavEP)

Coordinatore: Rachele Arena

Scopo dell’Osservatorio è dare ampia visibilità alle questioni del lavoro bibliotecario. I componenti della struttura rappresentano i diversi comparti in cui si articola il lavoro bibliotecario. OLavEP si avvale anche della collaborazione di referenti regionali, nominati dalle Sezioni. OLavEP esprime un rappresentante dell’Associazione presso il CoLAP, Coordinamento libere Associazioni Professionali, organismo nato nel 2001 con il preciso obiettivo di sbloccare l’iter legislativo per il riconoscimento delle professioni, che oggi raggruppa oltre 200 associazioni e nel quale l’AIB ha giocato sin dall’inizio un ruolo di primo piano. Fino al 2012 l’AIB sarà rappresentata in seno al CoLAP da Piera Colarusso. OLavEP dovrà in particolare supportare il CEN nella realizzazione degli obiettivi strategici sub 1.2 e 1.3, e collaborare con l’osservatorio legislativo per informare tempestivamente gli associati sulle principali novità normative in tema di professioni.

3.5.2. Osservatorio legislativo

Coordinatore: Lucia Antonelli

L’Osservatorio legislativo è costituito da soci con esperienze professionali nei diversi comparti (stato, enti locali, università, lavoro atipico) e con competenze nel settore della legislazione statale e regionale. Può avvalersi anche del contributo di “esperti” esterni all’Associazione. I compiti dell’Osservatorio sono

  • il presidio sull’attività normativa di enti ed istituzioni nazionali, europei ed internazionali;
  • il monitoraggio dell’attività normativa nell’ambito dei diversi comparti;
  • la documentazione normativa a supporto di specifiche azioni del CEN;
  • la partecipazione, su delega del CEN, ad audizioni parlamentari o ai tavoli di concertazione istituiti da enti ed istituzioni finalizzati ad orientare le scelte di politica bibliotecaria;
  • la partecipazione, in rappresentanza della professione a eventi di sensibilizzazione, convegni, seminari di ambito giuridico e legislativo;
  • la redazione e la gestione di adeguati servizi informativi, disponibili sul web dell’Associazione, per agevolare l’accesso alla documentazione legislativa sia nazionale, sia comunitaria ed internazionale.
3.5.3. Osservatorio sulle biblioteche italiane

Coordinatore: Giovanni Solimine

L’Osservatorio ha il compito di produrre studi e ricerche sullo stato delle biblioteche in Italia, promuovendo la collaborazione con altri soggetti (ad es. il Centro per il libro, l’Istat, l’associazione per l’Economia delle cultura, amministrazioni pubbliche centrali e locali, enti di ricerca, ecc) per la conduzione di studi e ricerche di interesse non esclusivo dell’AIB. L’osservatorio si raccorda con il Coordinamento delle Regioni al fine di fornire consulenza scientifica in vista della definizione di un sistema di monitoraggio nazionale delle biblioteche e produce il Rapporto biennale sulle biblioteche italiane. Il responsabile dell’Osservatorio è coadiuvato da un comitato scientifico e può avvalersi per specifici studi e ricerche della collaborazione di commissioni permanenti e gruppi di studio.

3.5.4 Il Coordinamento Nati per Leggere

Referente AIB: Nives Benati

Il coordinamento nazionale di Nati Per Leggere, di cui fanno parte i presidenti delle tre associazioni promotrici, ha il compito di assicurare modalità di lavoro nonché indirizzi unitari e iniziative coordinate e coerenti con i contenuti e le finalità del progetto. Il Coordinamento nazionale provvede a diffondere il progetto, in particolar modo attivando collaborazioni con l’editoria, con l’associazionismo, con le librerie e con istituzioni di promozione del libro e della lettura.

3.5.5 Osservatorio formazione

Coordinatori: Manuela D’Urso e Raffaele Tarantino

L’Osservatorio, coordinato dai delegati CEN, è costituito da cinque associati esperti di formazione (di cui due in rappresentanza delle sezioni regionali) e da una Amministrazione (due rappresentanti della segreteria nazionale), con funzioni di tutoraggio, segreteria e contabilità. Ogni sezione regionale, inoltre, avrà cura di nominare un referente che dovrà rapportarsi con l’Amministrazione dell’Osservatorio Formazione. Per le funzioni dell’osservatorio formazione, si rimanda al punto 2.2.5

3.5.6 Osservatorio Diritto d’autore e open access

Coordinatrice: Rosa Maiello

L’Osservatorio sul diritto d’autore e open access opera su tre piani strettamente collegati: come luogo di confronto e sportello di consulenza per tutti i colleghi che vorranno prospettare dubbi o questioni, come luogo di approfondimento critico dei profili evolutivi del diritto d’autore a livello nazionale e internazionale, come strumento di supporto all’attività di pressione politica svolta dai rappresentanti nazionali. A tale scopo, si avvarrà della consulenza esterna di giuristi, economisti ed altri esperti e opererà in modo da facilitare ogni forma di cooperazione con iniziative affini, nel tentativo di saldare alleanze e contatti con altri soggetti che operano nei circuiti di produzione e gestione della conoscenza e condividono la necessità di potenziare le possibilità di accesso da parte degli utilizzatori, ma anche momenti di confronto e dialogo con quanti sono arroccati su posizioni contrapposte.

[Sommario]

4. Rappresentanti AIB negli organismi internazionali

Organismo Rappresentante
EBLIDA – Direttivo Aldo Pirola
EBLIDA – Gruppo EGIL Rosa Maiello
LIBER Ellis Sada

Rappresentanti AIB all’IFLA:

Standing Committee Delegato
Academic and Research Libraries Luisa Buson (2009-13)
Art libraries Simonetta Pasqualis (2011-15)
Bibliography Federica Paradisi (2011-15)
Cataloguing Agnese Galeffi (2011-15)
Classification and Indexing Pino Buizza (2009-13)
Mauro Guerrini (2011-15)
Continuing Professional Development and Workplace Learning Matilde Fontanin (2009-13)
Information Literacy Laura Ballestra (2009-13)
Information Technology Andrea Marchitelli (2011-15)
Knowledge Management Leda Bultrini (2009-13)
Libraries for Children and Young Adults Olimpia Bartolucci (2009-13)
Library and Research Services for Parliaments Raissa Teodori (2011-15)
Literacy and Reading Elena Corradini (2009-13)
Metropolitan libraries Corrado Di Tillio (2011-2015)
Preservation and Conservation Ornella Foglieni (2009-13)
Rare Books and Manuscripts Angela Nuovo (2009-13)
School Libraries and Resource Centers Luisa Marquardt (2011-15)
Statistics and Evaluation Maria Cassella (2009-13)

[Sommario]

URL: http://www.aib.it/attivita/programmi-aib/linee-programmatiche-2011-2014/. Copyright AIB 2012-01-04. A cura di Vanni Bertini, ultima modifica 2014-08-03