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Codice deontologico del bibliotecario: principi fondamentali [in vigore dal 1997 al 2014]

Questo testo è stato in vigore dal 30 ottobre 1997 al 12 maggio 2014, quando è stato
sostituito dal Codice deontologico dei bibliotecari attualmente vigente.

Il Codice deontologico è un codice etico: esso impegna il bibliotecario in quanto professionista e non è un codice di norme giuridiche.

Al Codice hanno l’obbligo di conformarsi i membri dell’Associazione italiana biblioteche, che è guida professionale e garante sia per i bibliotecari che per le realtà esterne.

Il Codice deontologico del bibliotecario rappresenta lo statuto dell’autonomia della professione.

Il Codice deontologico stabilisce i doveri del bibliotecario nei confronti dell’utente e della professione.

1. Doveri verso l’utente

1.1. Il bibliotecario garantisce all’utente l’accesso alle informazioni pubblicamente disponibili e ai documenti senza alcuna restrizione che non sia esplicitamente e preliminarmente definita attraverso leggi o regolamenti.

1.2. L’informazione fornita dal bibliotecario è completa, obiettiva e imparziale, cioè non condizionata da punti di vista, idee e valori del bibliotecario stesso né da enti politici o economici esterni.

1.3. Nella gestione della biblioteca e nel servizio al pubblico il bibliotecario non accetta condizionamenti in ordine a sesso, etnia, nazionalità, condizione sociale, fede religiosa o opinioni politiche.

1.4. Il bibliotecario ripudia e combatte qualsiasi forma di censura sui documenti che raccoglie e organizza e sull’informazione che fornisce.

1.5. Il bibliotecario garantisce la riservatezza dell’utente, delle informazioni che ha richiesto o ricevuto e delle fonti utilizzate.

1.6. Il bibliotecario, nello svolgimento della sua professione, non deve trovarsi in posizione di conflitto di interessi e non utilizza per interesse personale informazioni e risorse di cui dispone per il proprio ufficio.

1.7. È dovere del bibliotecario promuovere singolarmente e in forma associativa l’efficienza e l’autonomia del servizio bibliotecario in quanto strumento di democrazia.

2. Doveri verso la professione

2.1. Il bibliotecario deve onorare la professione, con profonda consapevolezza della sua utilità sociale.

2.2. Il bibliotecario deve possedere un’ampia e approfondita cultura professionale mediante la quale fornisce all’utente un servizio di alta qualità, secondo parametri definiti di efficienza delle prestazioni e perseguendo l’utilizzazione ottimale delle risorse.

2.3. La cultura professionale deve essere continuamente e costantemente aggiornata anche tramite la partecipazione ad associazioni e organizzazioni bibliotecarie.

2.4. Il bibliotecario, nella propria attività professionale, ispira il proprio comportamento verso i colleghi di lavoro a correttezza, rispetto e spirito di collaborazione.

3. Doveri verso i documenti e le informazioni

3.1. Il bibliotecario si impegna a promuovere la valorizzazione e tutela dei documenti e delle informazioni.

3.2. Il bibliotecario si impegna a garantire la trasmissione della conoscenza mediante la razionale organizzazione dei documenti e agendo con imparzialità e cultura professionale.

3.3. Il bibliotecario, consapevole del contesto globale in cui opera, si impegna a promuovere singolarmente e in forma cooperativa l’integrazione dei diversi sistemi informativi e la rimozione degli ostacoli organizzativi e geografici che limitano la circolazione delle informazioni e dei documenti.

Approvato dall’Assemblea generale dei soci tenuta a Napoli il 30 ottobre 1997. È possibile consultare anche la versione precedente di questo documento.

URL: http://www.aib.it/chi-siamo/statuto-e-regolamenti/codice-deontologico/codice-deontologico-1997/. Copyright AIB 2014-05-16. A cura di Riccardo Ridi, ultima modifica 2014-05-19