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Tutto quello che…

Tutto quello che avreste voluto sapere su “OPAC italiani” e non avete MAI osato chiedere

Everything you wanted to know about “OPAC italiani”, but were too ashamed to ask


 

[Utente]  Ma non potevate trovare un titolo più originale per queste FAQ?

[Redattore amico dell’utente]  Hai ragione… Che ne dici allora di “Dialogo sopra i due massimi sistemi italiani di metaricerca…”?

[U]  Vabbè lasciamo perdere, che altrimenti non cominciamo più. Comunque, a proposito di titoli, finalmente a nome dell’intera comunità bibliotecaria posso chiedervi: ma che accidenti significa Azalai?!

[R]  Uff, ancora con questa domanda… L’ha scritto Valenziano fin dal 1997… È una parola araba che c’entra con le carovane che si separano nel deserto per poi riunirsi nelle oasi, o qualcosa del genere.

[U]  Ahhhhn, è per questo allora che c’è il cammello!…

[R]  Eggià.

[U]  …e le palme sopra…

[R]  Ma non mi dire.

[U]  Sì ma scusa, perché proprio le carovane?

[R]  È una metafora. I dati bibliografici cercati dalla maschera di ricerca del MAI si separano in tutti gli opac interrogati, e poi si riuniscono raccolti nella pagina di risposta. Contento?

[U]  Accidenti, che cosa complicata. Ma… e perché lo sfondo è verdino smorto?

[R]  Perché questo è il colore di AIB-WEB, di cui “Opac italiani” e il MAI fanno parte.

[U]  E AIB-WEB perché è verdino?

[R]  Sai, il coordinatore credeva che fosse azzurrino, ma è daltonico…

[U]  Senti, ma quanto prendono i redattori AIB per ogni opac che catalogano nel repertorio?

[R]  Una pacca sulla spalla.

[U]  E i coordinatori?

[R]  Il doppio.

[U]  Ma allora quando lavorano??

[R]  Mah, per esempio di notte, quando non riescono a dormire perché il marito russa, o durante la pausa-pranzo…

[U]  E non si riuniscono mai?

[R]  Ogni tanto ci provano, ma poi non riescono a combinare perché sono tutti impegnati e stanno in città diverse.

[U]  E allora come fanno a comunicare?

[R]  Con una serie di mailing list fatte a scatole cinesi, curate da Eugenio Gatto. Per esempio, il lavoro di catalogazione degli opac si discute in AW-OPAC, le questioni più tecniche e spicciole in AW-OPAC-TECN, che è un sottoinsieme di AW-OPAC

[U]  Okay basta, non lo voglio sapere.

[R]  Qualcuno cataloga anche in coppia via chat, e certe redattrici si incontrano in clandestinità nella notte, dalle parti di Monza dicono, e si mettono a catalogare opac.

[U]  Abominevole…

[R]  Nel frattempo Antonella De Robbio risponde loro dall’America, dove è giorno, oppure da Ginevra…

[U]  Ma Eugenio Gatto, Gabriele Gatti e Massimo Gatta sono la stessa persona?

[R]  In effetti la cosa non è chiara. Però adesso non possiamo entrare nella vita privata dei collaboratori…

[U]  Dai, voglio approfittarne, confidami qualche pettegolezzo…

[R]  E va bene: un nonno di Maria Teresa De Gregori si scriveva con un bisnonno di Claudio Gnoli.

[U]  Ma… e di cosa parlavano?

[R]  Di biblioteche credo.

[U]  Che noia… Senti, e il MAIA e il MAIB, che cosa sono?

[R]  Dei metaopac specializzati su particolari discipline: il Metaopac Azalai Italiano di Architettura, e il Metaopac Azalai Italiano di Biologia. Il progetto prevedeva di fare un metaopac per ogni lettera dell’alfabeto: doveva seguire il metaopac di Chiromanzia, poi quello di Dendrocronologia, eccetera, ma ci sono stati dei problemi tecnici. Così sono passati direttamente alla Slavistica.

[U]  E che cosa sarebbe?

[R]  La passione di Gabriele Mazzitelli.

[U]  Fantastico. E funziona tutto via Web…

[R]  Be’, a parte gli opac Z39.50.

[U]  Opac? E io che credevo fosse il codice fiscale di Zeno Tajoli.

[R]  …

[U]  Comunque scommetto che per entrare nella redazione bisogna essere raccomandati.

[R]  No, bisogna catalogare degli opac.

[U]  Che meccanismo perverso… E si cataloga con le RICA?

[R]  No, con le RICO, Regole italiane di catalogazione degli opac.

[U]  Tipo…?

[R]  Scelta dell’intestazione: un opac si chiama come è scritto sul suo “frontespizio”, cioè sulla pagina di ricerca principale, eventualmente con opportune integrazioni e correzioni: ad esempio ci sono opac paranoici che credono di essere una bibliografia, o viceversa…

[U]  E per la forma dell’intestazione?

[R]  Iniziale maiuscola solo per la prima parola, nome dell’eventuale dedicatario tra virgolette…

[U]  Ma scusa, chi le ha fatte ‘ste regole?

[R]  Ridi e Gnoli, ma è meglio che la Commissione RICA dell’AIB non lo sappia.

[U]  Be’, già che mi stai svelando dei segreti, ti chiedo anche questa: chi è in realtà Paola Rossi?

[R]  Il nome del server principale che smista le ricerche.

[U]  E Badoer come si pronuncia?

[R]  Con la e larga e accentata.

[U]  E… Barazia?

[R]  Con la zeta dura e l’accento sulla a.

[U]  Pazzesco…

[R]  Comunque le RICO non sono finite. C’è un grosso tomo dedicato a un concetto astratto chiamato livello di copertura geografica.

[U]  Dev’essere roba di FRBR. Puoi farmi un esempio?

[R]  Supponi di avere un opac che comprende 42 biblioteche situate a Milano più una situata in una sede decentrata, a Piacenza. Secondo le RICO, quest’opac ha una copertura nazionale.

[U]  Come nazionale, ma se è solo a Milano e Piacenza…

[R]  Sì, ma poiché Milano e Piacenza stanno in due regioni diverse, il livello è superiore a quello regionale, e quindi nazionale.

[U]  Però chiamarlo nazionale non è un po’ fuorviante?

[R]  In redazione era stato proposto anche interregionale, ma poi c’erano dei conflitti di transazione con il database di Trenitalia. Inserivi la query e ti usciva l’orario di arrivo a Piacenza. Così per il momento hanno tenuto il termine nazionale.

[U]  Sarebbe come quella storia che raccontano su Remedello di Sotto?

[R]  No, lì era una biblioteca di questo paesino che aveva messo l’opac sul server Mantova.org, e i redattori sono stati dei giorni a cercare questo posto in provincia di Mantova, ma in realtà invece è in provincia di Brescia. E poi c’era un altro opac che comprendeva anche i dati del Museo di Remedello, quindi diventava un collettivo, e non si capiva se fosse Remedello di Sotto o Remedello di Sopra o tutti e due. Così alla fine Remedello di Sotto è diventato proverbiale, per dire un opac piccolo che crea dei problemi complicati.

[U]  Che ingrati, è un bel posto, io ci sono stato.

[R]  Ah, ma allora esiste anche nel mondo reale. Lo dirò ai redattori, saranno contenti di saperlo. O forse, spiegandolo, si infrangerà il mito.

[U]  E la faccenda dell’utente di Abbiategrasso?

[R]  Quello è un esempio che torna comodo ai redattori, per intendersi su un problema su cui si rompono la testa da anni. L’utente di Abbiategrasso entra nella maschera di Ricerca selettiva e seleziona “comune = Abbiategrasso” nel campo Copertura geografica. E che cosa gli esce?

[U]  Non so, gli uscirà l’opac di Abbiategrasso, no?

[R]  No, perché la biblioteca di Abbiategrasso fa parte dell’opac collettivo del Sistema bibliotecario dell’Abbiatense, che comprende più comuni della provincia di Milano, e quindi ha copertura provinciale. Di conseguenza, questo opac esce solo per 45esimo…

[U]  Mah, ‘sto livello di copertura geografica mi pare un’entità metafisica, come l’esemplare in SBN…

[R]  In effetti ho sentito dire che ne hanno parlato a lungo all’ultimo congresso degli ontologi speciali.

[U]  Be’, comunque adesso comincio ad avere le idee più chiare. Sai, prima credevo che il MAI fosse un oggetto misterioso, piovuto dal cielo, ma adesso vedo che in realtà lo fanno funzionare degli esseri umani come me e te… Anzi, se non ti scoccia vorrei presentarti quest’altro mio amico, che era anche lui curioso del MAI…

[R]  Sempre disponibili a qualsiasi domanda, noi redattori di AIB-WEB: basta indirizzare ad AW-OPAC-DOM,  mettendo come Ogget…

[Altro amico]  Salve.

[R]  Ehilà. Era interessato a qualcosa sul MAI in particolare?

[A]  Sì, è una vita che voglio chiedervi una cosa: ma che vuol dire Azalai?!

[R]  …

 

URL: http://www.aib.it/progetti/opac-italiani/tutto/. Copyright AIB 2017-01-10. A cura di Vanni Bertini, ultima modifica 2017-02-19