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La biblioteca in Wikipedia

Accade spesso di cercare nel sito della biblioteca o di un sistema bibliotecario un’informazione, un documento, una notizia che ricordiamo di aver letto qualche tempo prima e di non riuscire più ritrovarla. I motivi di queste “scomparse” posso essere i più diversi. Frequente è il caso in cui l’ente decida di riqualificare la propria presenza sul web passando dall’uso di semplici pagine HTML all’uso di un applicativo più complesso, ad un CMS (content management system)1; nelle attività di trasferimento dei contenuti dalle vecchie pagine in HTML al nuovo applicativo, per distrazione, per poca cura nel lavoro di conversione, per bassa priorità data a quel tipo di informazione, molte pagine possono scomparire. Non è certo un male se si tratta di informazioni “volatili” ma è un danno irreparabile se erano informazioni importanti e prodotte da molte ore di lavoro/uomo. Esiste è vero Internet Archive2 che ha lo scopo di archiviare il web, ma la sua attività, che si realizza memorizzando periodicamente con un “fermo immagine” i cambiamenti dei siti web, copre raramente i siti minori e comunque non “archivia” in modo sistematico e tanto meno in modo esaustivo.
L’informazione inserita dalla biblioteca, anche con molto tempo/lavoro, accade così che sia persa; la cura messa nella sua creazione non è stata affiancata da una altrettanta cura nel mantenerla in vita: il bibliotecario soccombe al CED. Questo accade soprattutto quando il sito della biblioteca o del sistema bibliotecario è compreso nel più ampio sito istituzionale di cui la biblioteca o il sistema fa parte. Va detto che sono per ora ancora poche le biblioteche italiane che hanno inserito tra le proprie attività correnti, con la stessa rilevanza dedicata alla catalogazione, l’aggiornamento e la manutenzione di un sito web ben strutturato e tanto meno la creazione di servizi di reference svolti via web; è  disarmante vedere la stringatezza di siti di biblioteche molto importanti per qualità e quantità di risorse documentarie possedute o attendere invano risposta da e-mail che non sono presidiate.
Ma le biblioteche che invece hanno un sito ben strutturato e mantenuto e sono quindi consapevoli del ruolo importante che ha il web per promuovere i loro servizi e patrimoni, devono tenere presente che nelle ricerche effettuare dai motori di ricerca il ranking delle pagine di Wikipedia è molto più elevato di quello assegnato alle pagine dei siti istituzionali, quali il comune o l’università. Quando la stessa notizia è presente in Wikipedia e nel sito del comune, il motore di ricerca visualizza fra le prime righe la notizia presente in Wikipedia e in molte pagine successive quella del comune. Contenuti di alto interesse culturale che l’utente non collega obbligatoriamente all’ente che li ha prodotti o che non sa in quale biblioteca potrebbero essere, è opportuno che siano duplicati in Wikipedia per dare ad essi una visibilità molto più alta, una visibilità adeguata alla loro importanza.
È questo il caso per esempio dei fondi speciali che giungono in biblioteca per le vie più traverse o sono costituiti per la presenza casuale di una personalità nel territorio; spesso l’utente interessato a quei fondi non è in grado di sapere a priori se siano segnalati nel web ed in quale sito siano. D’altra parte la ricerca effettuata negli OPAC fornisce informazioni puntuali per ricerche per autore, per titolo, per soggetto, ma non è in grado di segnalare la presenza di fondi speciali.
Segnalo alcuni esempi trovati quasi per caso:
L’archivio di Teresa Sensi, scrittrice e giornalista e prima donna iscritta nell’albo dei giornalisti di cui si ha notizia leggendo in Wikipedia la voce sulla Biblioteca Augusta di Perugia3, non è minimamente presente nel sito istituzionale della Biblioteca, costretto nella angusta cornice del sito del Comune.
Similmente l’archivio di Rolf Schott, storico dell’arte e scrittore tedesco, morto a Roma nel 1977, è sinteticamente descritto in Wikipedia assieme ad una voce biografica sullo scrittore4, ma nel sito della Biblioteca Augusta non ve ne è traccia. Si arriva poi all’assurdo per cui la Biblioteca di Piove di Sacco, intitolata al poeta Diego Valeri, indica la presenza dell’importante fondo dei suoi scritti con 5 parole nelle 20 righe del suo ristretto spazio web nel sito del Comune senza un link al sito specifico su Diego Valeri creato dallo stesso Comune e direttamente gestito dal personale della Biblioteca comunale di Piove di Sacco, in cui si hanno ampie informazioni su tale fondo.
Siamo quindi di fronte, in un caso, a biblioteche che non riescono a governare il proprio sito e che quindi usano Wikipedia per superare questo impedimento; e nell’altro caso, ad attività autonoma di wikipediani che promuovono i fondi della biblioteca. Oppure, nel caso limite di Piove di Sacco, di descrizioni di fondi di biblioteca creati dal comune al di fuori del sito della biblioteca.
La collaborazione tra biblioteche a Wikipedia, oltre a favorire la promozione dei propri patrimoni, potrebbe svolgere un ruolo importante anche per facilitare la conoscenza del territorio di competenza. La tradizionale sezione locale della biblioteca pubblica ha in Wikipedia il proprio maggiore alleato.
Diverse sono le modalità con cui le biblioteche possono collaborare con Wikipedia:

  • aggiungere riferimenti bibliografici alle voci relative a edifici, enti, associazioni ecc. del proprio territorio presenti in Wikipedia. Cito l’esempio dell’ampia voce su Castiglion della Pescaia5 che a fondo pagina presenta una stringata bibliografia: molto probabilmente la biblioteca è in grado di incrementare questi riferimenti bibliografici. La biblioteca può inserire i numeri ISBN dei testi citati e consentire così l’attivazione del meccanismo automatico che crea un link diretto verso l’OPAC favorendo così la prosecuzione della ricerca dal web al patrimonio delle biblioteche.
  • integrare la voce relativa al proprio comune collaborando con i wikipediani per aggiungere tutto quanto è ricavabile dalla sezione locale della biblioteca e dall’archivio storico e inserire quanto meno nella sezione cultura i dati della biblioteca.

In ambito più generale come contributo delle biblioteche alla creazione di conoscenza libera è auspicabile:

  • realizzare incontri di promozione di Wikipedia in biblioteca per consentire una conoscenza più approfondita della sua struttura e favorirne così una consultazione più efficace da parte degli utenti, ma anche dei bibliotecari. Wikipedia infatti non è solo una enciclopedia alfabetica ma è strutturata in molte forme di raggruppamenti delle voci (portali, categorie, progetti), seguendo i quali la ricerca può dare risultati più approfonditi. Affiancano inoltre Wikipedia altre risorse: Commons (raccolta di immagini libere), Wikibooks (manuali), Wikisource (libri digitalizzati), Wikiquote (raccolte di citazioni) ecc. Per approfondire si veda il paragrafo “Oltre Wikipedia” nella Homepage di Wikipedia6.
  • organizzare seminari sulle regole redazionali di Wikipedia per incrementare il numero dei volontari che costruiscono e mantengano Wikipedia. Scrivere in Wikipedia è relativamente semplice ma è anche necessario rispettare le regole di formattazione e di redazione delle voci se non si vuole essere bacchettati sulle dita dai wikipediani che monitorano con attenzione le attività in Wikipedia. La biblioteca può realizzare iniziative più complesse collaborando con specifici progetti di Wikipedia finalizzati alla creazione di contenuti culturali open access e liberamente fruibili:
  •  avviare campagne di valorizzazione di beni culturali del proprio territorio affiancando alle risorse documentarie presenti nella sezione locale l’attività di volontari per favorirne la segnalazione nel web. È possibile organizzare campagne fotografiche per esempio dei tabernacoli o delle lapidi della I e della II guerra mondiale presenti nel territorio, creando brevi schede descrittive in Wikipedia collegate alla immagine inserita in Commons7.

In prospettiva è possibile prevedere di applicare sull’oggetto fisico stesso un codiceQR8 per consentire, con uno smartphone, di navigare direttamente dall’oggetto fisico alle relative informazioni presenti nel web. Per una descrizione dell’uso del codiceQR nelle biblioteche si veda Gambari, “Promozione delle biblioteche, OPAC e QR code”9. Con i gruppi fotografici locali è possibile accrescere la raccolta immagini di contenuto educativo nel pubblico dominio e con licenza
libera disponibili ad accesso aperto in Commons guardando la lista delle immagini richieste10 e facendosi aiutare dai wikipediani locali per apprendere le norme redazionali per tali inserimenti.
Questa linea di attività potrebbe anche essere incrementata promuovendo in biblioteca la campagna internazionale avviata da Wikipedia nel 2010 “Wiki loves monuments”, di cui è attiva una sezione italiana11. La campagna è organizzata attraverso un concorso fotografico teso a valorizzare la presenza del patrimonio culturale in Wikipedia; in Italia il progetto, avviato il 1 settembre, incontra delle difficoltà a causa del Codice dei beni culturali e del paesaggio che impone un pagamento quando lo scopo della foto del bene culturale non sia personale. La biblioteca potrebbe quindi coinvolgere i gruppi fotografici locali per sollecitare la propria amministrazione a concedere con licenza libera Creative Commons l’immagine dei beni culturali di sua competenza, così come hanno fatto per ora il comune di Pavia, alcuni eco musei, e come sollecitano a fare Frieda Brioschi12, presidente di Wikimedia Italia e i Democratici digitali13.
Infine la collaborazione più importante che la biblioteca può avviare è collegarsi alla campagna internazionale Wiki loves libraries14 lanciata da Wikipedia nel 2011. Il progetto nato nella comunità wikipediana per favorire una ampia integrazione delle attività svolte dalle biblioteche e da Wikipedia nell’ambito della diffusione e creazione di conoscenza. Questa campagna si articola in diverse attività: incontri di promozione, seminari tematici di confronto tra esperti della materia e wikipediani per approfondire e garantire la copertura di specifici temi in Wikipedia, coordinamento in biblioteca dei wikipediani locali per favorire la progettazione di attività comuni, collaborazione con gli studenti universitari integrando i loro lavori di ricerca con l’accrescimento delle voci in Wikipedia.
Con la pragmaticità che caratterizza il mondo anglosassone, le pagine “Wiki loves libraries”15 sono ricche di suggerimenti sulle attività da realizzare e sui materiali di promozione e sono quindi importante fonte di riferimento. È anche presente una lista di discussione16.
Inoltre le biblioteche potrebbero trovare forme di collaborazione con il servizio Reference Desk di Wikipedia17; i pochi servizi italiani di reference online cooperativo sono poco conosciuti e forse potrebbero sperimentare la creazione di un unico servizio italiano, magari anche con un app per cellulari, svolto insieme; firmando le risposte sempre con l’indicazione della biblioteca di appartenenza o con la qualifica di bibliotecario, in modo da radicare l’idea che la risposta è molto probabilmente di elevata qualità perché suffragata da competenze professionali specifiche.
Tutti questi progetti di Wikipedia fanno parte nel progetto generale GLAM (Galleries, Libraries, Archives and Museums)18 finalizzato a sostenere musei, biblioteche e archivi che vogliono lavorare con Wikipedia per produrre “open-access, freely-reusable content for the public”; sul sito sono disponibili ampie e dettagliate informazione sulle singole linee di attività, sui materiali di promozione, sulle attività da realizzare ecc.
In conclusione la biblioteca deve vedere in Wikipedia uno straordinario alleato nella sua attività di promozione della conoscenza libera e nella promozione del suo patrimonio e dei suoi servizi. Wikipedia è anche una ottima opportunità per creare attorno alla biblioteca una comunità di volontari che da un lato collaborino nel realizzare le sue finalità e dall’altro rappresentino un presidio di sostegno della biblioteca stessa nella comunità locale.
Ai bibliotecari si richiede naturalmente di avvicinarsi a Wikipedia con modestia, senza cercare di imporre ai suoi volontari i nostri criteri classificatori e descrittivi; l’enciclopedia non è solo un elenco alfabetico di voci, ma ha una sua complessa struttura che collega categorie, progetti, portali tematici ecc. a cui ogni voce è assegnata. Se ogni tanto l’occhio del bibliotecario potrebbe notare incongruenze in questa organizzazione è necessario prendere atto che comunque evidentemente Wikipedia funziona e funziona molto bene se ha raggiunto il 6° posto nel ranking dei siti più consultati in Italia e nel mondo19. Forse i nostri OPAC non funzionano altrettanto bene 😉
Qualche collega potrebbe sottolineare che la scarsezza di risorse umane in biblioteca non consente di dedicarsi a questa collaborazione con Wikipedia. Probabilmente la questione non deve essere affrontata considerando questa una attività aggiuntiva a quelle già in atto ma considerando invece l’esigenza di ridefinire le priorità nella biblioteca nel XXI secolo se non altro valorizzando le competenze dei bibliotecari non per ricatalogare in molti lo stesso libro ma per creare in molti nuovi contenuti culturali.

Ultime novità di agosto.
Dopo lo scambio di e-mail passate in AIB-CUR nei mesi di giugno/luglio, l’articolo di Andrea Zanni, “Le biblioteche e l’universo Wikipedia”20, il post di Laura Testoni, “Wikipedia and Libraries: what is the connection?”21, i post di Virginia Gentilini su “Bibliotecari non bibliofili”22, è nato un piccolo gruppo di lavoro, promosso anche dall’AIB, che si propone di attivare il progetto anche in Italia mediante la creazione di pagine web informative, di una lista di discussione specifica e la condivisione di materiale promozionale, slides per corsi ecc. Non appena attivate le pagine web ne daremo comunicazione nella lista AIB-CUR.
È del 30 agosto la notizia di una collaborazione attivata tra il Ministero della cultura della Regione Catalogna e l’Associazione dei wikipediani catalani, fondato sull’idea che «Wikipedia, as the online door to knowledge, and libraries, as the offline door to knowledge, should work together to provide new levels of access»23. Il progetto prevede sessioni di istruzione su Wikipedia per bibliotecari ed utenti per promuovere l’inserimento nell’enciclopedia di contenuti relativi alla storia ed ai beni culturali locali, interventi per facilitare il collegamento tra la bibliografia presente nelle voci di Wikipedia e gli OPAC; è prevista anche la digitalizzazione di testi di letteratura catalana da collocare in Wikisource.

giaccai@gmail.com

1 http://it.wikipedia.org/wiki/Content_management_system
2 http://it.wikipedia.org/wiki/Internet_Archive
3 http://it.wikipedia.org/wiki/Biblioteca_Augusta
44 http://it.wikipedia.org/wiki/Rolf_Schott
5 http://it.wikipedia.org/wiki/Castiglione_della_Pescaia
6 http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale
7 http://commons.wikimedia.org/wiki/Pagina_principale
8 http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_QR
9 http://www.cenfor.net/upfiles/08-gambari.pdf
10 http://commons.wikimedia.org/wiki/Commons:Immagini_richieste
11 http://www.wikilovesmonuments.it/
12 http://www.chefuturo.it/2012/06/chi-mi-aiuta-a-liberare-i-monumenti-italiani-per-una-foto-wiki/
13 http://www.democratici-digitali.com/content/democratici-digitali-appoggia-wiki-loves-monuments-24-giugno-2012
14 http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Wikipedia_Loves_Libraries
15 http://outreach.wikimedia.org/wiki/Wikipedia_Loves_Libraries
16 https://lists.wikimedia.org/mailman/listinfo/libraries
17 http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Reference_desk
18 http://outreach.wikimedia.org/wiki/GLAM/Wikimedians
19 http://www.alexa.com/topsites/global
20 http://www.aib.it/pubblicazioni-aib/aib-notizie/aib-notizie-2012-2/2012/25605-biblioteche-e-wikimedia/
21 http://refkit.wordpress.com/2012/08/02/biblioteche-e-wikipedia-webinar/
22 http://nonbibliofili.wordpress.com/
23 https://blog.wikimedia.org/2012/08/30/whole-network-public-libraries-begins-wikipedia-collaboration-catalonia/
Tutti i link sono stati verificati il 29 agosto 2012.

URL: http://www.aib.it/pubblicazioni-aib/aib-notizie/2012/28267-biblioteca-in-wikipedia/. Copyright AIB 2012-10-31. A cura di Vanni Bertini, ultima modifica 2013-08-19