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Le biblioteche e l’universo Wikimedia

I rapporti fra Wikipedia e le biblioteche non sono mai stati fra i più idilliaci. L’enciclopedia online, scritta e gestita da volontari, viene spesso guardata con sospetto dai bibliotecari italiani, in compagnia di insegnanti e professori (per non parlare dell’editoria). Eppure, a guardarci bene, i punti di contatto sono molti. Entrambi si occupano di accesso alla conoscenza, e di conservazione della memoria. In ambito anglosassone l’acronimo GLAM (Galleries, Libraries, Archives, Museums) indica le “istituzioni della memoria”, e non a caso è a queste istituzioni che il movimento Wikimedia guarda con più interesse. Se tutti conoscono Wikipedia, non tutti sanno che essa è gestita e scritta da volontari, senza comitato redazionale, senza un controllo dall’alto.
E non tutti sanno che attorno alla più grande enciclopedia mai scritta si è sviluppato un vero e proprio movimento per la conoscenza libera [1]: il movimento Wikimedia, una galassia di volontari e associazioni (chiamate capitoli) che promuovono, organizzano e lavorano sui progetti wiki (Wikipedia, Wikisource, Commons, ecc.). I capitoli di Wikimedia sono associazioni nazionali riconosciute dalla Wikimedia Foundation, e si occupano di conoscenza libera, cercano di gettare un ponte dai “bit agli atomi”: parlare e diffondere le licenze libere (come le Creative Commons), l’importanza della cultura open, ma anche lavorare su informazione e formazione di studenti, professionisti, insegnanti (e anche bibliotecari) su come si utilizza e si può migliorare Wikipedia.
Da qualche anno i wikimediani sono molto attenti ai GLAM, poichè le istituzioni della memoria sono (assieme a scuole e università) gli alleati ideali nella fondamentale battaglia dell’accesso universale alla conoscenza. Finora, i wikimediani sono stati molto interessati alla “M” dei GLAM (i musei), ma le cose stanno cambiando. Dal 11 al 15 luglio, a Washington DC (USA) si svolgerà Wikimania, conferenza internazionale del movimento Wikimedia: all’interno della conferenza “Wiki Loves Libraries”[2] concentrerà una due giorni di workshop e presentazioni dedicati esclusivamente ai bibliotecari.
Wiki Loves Libraries non è che l’ultimo evento, in ordine di tempo. In questi anni, tante sono state le iniziative e collaborazioni con le biblioteche: fra i primi progetti, è degna di nota la donazione, nel 2009, da parte di Gallica, biblioteca digitale della Bibliotéque National de France, di 1400 libri in formato djvu, che sono stati pubblicati su Wikisource, la biblioteca digitale wiki. Da parte sua, nel 2010 Wikimedia Italia ha gestito un workshop, grazie al contatto con Susanna Giaccai, a Firenze e a Pistoia. Sempre nel 2010, nasce una collaborazione con la Biblioteca La Vigna di Vicenza[3], specializzata in testi antichi legati all’agricoltura, che carica alcuni libri digitalizzati sulla Wikisource in lingua italiana.
In poche settimane, la comunità di volontari ha trascritto, corretto e riletto tutti i testi. In ambito internazionale, negli ultimi anni le cose crescono enormemente: Max Klein, bibliotecario statunitense, viene preso come “Wikipediano in residenza” a OCLC, l’organizzazione dietro al catalogo Worldcat. Riuscito perfettamente in ambito museale, il wikipediano in residenza è una persona che porta avanti il dialogo “interculturale” fra l’istituzione in cui è ospitato e la comunità di Wikimedia, costruendo ponti fra queste comunità distinte ma spesso più vicine di quanto non si
creda. Il ricercatore Daniel Mietchen, invece, da più di un anno lavora per avvicinare le comunità accademiche legate all’Open Access ai progetti Wikimedia, organizzando, per esempio, eventi e conferenze durante la Open Access Week che si svolge tutti gli anni a fine ottobre.
Anche qui, le comunità condividono la stessa attenzione all’accesso alla conoscenza (con grande enfasi inoltre alla libertà della stessa), ma spesso sanno poco l’una dell’altra. Dunque, i rapporti fra Wikipedia (e gli altri progetti Wikimedia) e biblioteche sono in fase di consolidamento.
Ed è purtroppo significativo notare che, ad una conferenza internazionale come IFLA, nel 2012, non sia presente neanche un evento dedicato a Wikipedia, a sottolineare come il discorso fra Wikipedia e biblioteche sia tutt’altro che esaurito, ma, in Italia e non solo, appena iniziato [4].
Sta ai bibliotecari e ai wikipediani (cioè a tutti noi, indiscriminatamente) capire dove andare, insieme.

zanni.andrea84@gmail.com


[1] Il termine “conoscenza libera” (in inglese, open content o open knowledge) indica un concetto abbastanza preciso, che non coincide solo con la gratuità e libertà di accesso ad un contenuto, ma anche ad un libero uso e riuso del contenuto stesso. Un esempio di contenuti liberi sono quelli rilasciati con licenze Creative Commons. Per approfondire: http://it.wikipedia.org/wiki/Open_content
[2] http://wikimania2012.wikimedia.org/wiki/Wikipedia_Loves_Libraries
[3] http://www.lavigna.it/it/centro/scientifico.php/1543
[4] Discussione originatasi nella mailing list Wikipedia & Libraries, reperibile all’URL: http://lists.wikimedia.org/pipermail/libraries/2012-May/thread.html#20. A seguire, una proficua discussione è nata anche nella lista AIB-CUR.

URL: http://www.aib.it/pubblicazioni-aib/aib-notizie/2012/25605-biblioteche-e-wikimedia/. Copyright AIB 2012-08-01. A cura di , ultima modifica 2013-08-19