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Introduzione alla Classificazione Decimale Dewey

Edizione 23

Sommario

Introduzione alla Classificazione Decimale Dewey. 1

Questa Introduzione. 2

Classificazione: che cos’è e che cosa fa. 2

Storia, uso attuale e sviluppi della Classificazione Decimale Dewey. 2

Sguardo generale sulla Classificazione Decimale Dewey. 3

Struttura concettuale. 3

Notazione

Principio della gerarchia. 5

Classificare con la DDC.. 5

Come si determina il soggetto dell’opera. 5

Come si determina la disciplina dell’opera. 6

Più d’un soggetto nella stessa disciplina. 6

Più di una disciplina. 7

Tavola dell’ultima risorsa. 8

Come è organizzata la DDC 23. 8

Caratteristiche chiave delle Tavole e delle Tavole ausiliarie. 9

Sommari9

Voci10

Note. 11

Costruzione del numero. 15

Ordine di citazione e di preferenza. 20

Ordine di citazione. 20

Ordine di preferenza. 20

Il Manuale. 21

Ordinamento e organizzazione del manuale. 22

L’Indice relativo. 22

Ordinamento e organizzazione dell’indice relativo. 23

Numeri interdisciplinari23

Termini inclusi nell’indice relativo. 24

Termini non inclusi nell’indice relativo. 25

Opzioni25

Classificazione aderente e classificazione larga. 26

Altre informazioni

26

Copyright OCLC 2011, 2013

Per le parti aggiunte nella versione italiana:  Copyright AIB, 2013

Questa Introduzione

1.1 Questa Introduzione spiega i principi fondamentali e la struttura della Classificazione Decimale Dewey.

1.2 L’Introduzione va usata insieme col Glossario e col Manuale. Il Glossario definisce termini usati nell’Introduzione e altrove nella Classificazione. Il Manuale dà consigli per classificare in punti difficili e spiega come si fa a scegliere tra numeri correlati.

Classificazione: che cos’è che cosa fa

2.1 La classificazione fornisce un sistema per organizzare la conoscenza rappresentata in qualsiasi forma, p.e., libri,

documenti, risorse elettroniche.

2.2 La notazione è il sistema di simboli che una classificazione usa per rappresentare le classi. Nella Classificazione Decimale Dewey la notazione è espressa in numeri arabi. La notazione offre insieme il significato unico ed esclusivo della classe e le sue relazioni con le altre classi. Per quanto le parole descriventi le classi possano differire, la notazione procura un linguaggio universale per identificare una classe e le altre classi che le sono correlate.

Storia, uso attuale e sviluppi della Classificazione Decimale Dewey

3.1 La Classificazione Decimale Dewey – concepita da Melvil Dewey nel 1873 e pubblicata la prima volta nel 1876 – è uno strumento generale di organizzazione della conoscenza, in continua revisione per mantenerlo aggiornato ai suoi sviluppi. Il sistema è ulteriormente espandibile grazie ai numeri costruiti, alle traduzioni interoperabili, all’associazione con contenuti categorizzati e alla mappatura verso altre strutture di semantiche.

3.2 La DDC è pubblicata, nelle edizioni integrale e ridotta, da OCLC Online Computer Library Center, Inc. L’edizione ridotta è ottenuta col troncamento logico della gerarchia notazionale e strutturale della corrispondente edizione integrale sulla quale è basata, ed è destinata alle raccolte generali di non più di 20.000 titoli. Entrambe le edizioni sono pubblicate a stampa e in versione elettronica; le versioni elettroniche sono aggiornate frequentemente e contengono voci d’indice aggiuntive e un vocabolario mappato. OCLC è proprietario di tutti i diritti sulla Classificazione Decimale Dewey e ne autorizza l’uso per vari scopi.

3.3 La DDC è il sistema di classificazione più usato nel mondo. L’adoperano le biblioteche di più di 138 paesi per dare accesso alle loro raccolte, e i numeri DDC compaiono nelle bibliografie nazionali di più di 60 paesi. Biblioteche d’ogni tipo applicano quotidianamente i numeri Dewey e li condividono mediante vari strumenti (compreso WorldCat, il catalogo cumulativo in linea di OCLC). La Dewey è usata su Web anche per altri scopi, come la categorizzazione, lo scorrimento di liste e la ricerca.

3.4 La DDC è stata tradotta in più di trenta lingue. Dal 1988, traduzioni autorizzate delle edizioni complete o abbreviate della DDC sono state pubblicate o sono in via di pubblicazione in arabo, ebraico, francese, greco, indonesiano, islandese, italiano, norvegese, russo, spagnolo, svedese, tedesco, turco e vietnamita. I Sommari della DDC, i primi tre livelli del sistema della Decimal Dewey Classification, sono stati tradotti in afrikaans, arabo, cinese, ceco, ebraico, francese, italiano, norvegese, portoghese, russo, spagnolo, svedese, tedesco e vietnamita.

3.5 Uno dei più grandi punti di forza della Dewey sta nel fatto che il sistema è elaborato e tenuto in efficienza da un’agenzia bibliografica nazionale, la Library of Congress. Il comitato di redazione della Decimal Dewey Classification è collocata nella Dewey Section della Library of Congress, dove ogni anno specialisti di classificazione assegnano oltre 60.000 numeri DDC alle registrazioni compilate dalla Biblioteca. Avere sede nella Dewey Section permette al comitato di redazione d’individuare, attraverso il confronto con la letteratura, gli orientamenti culturali da accogliere nella Classificazione. I redattori propongono revisioni ed espansioni delle tavole e le inoltrano al Decimal Classification Editorial Policy Committee (EPC) perché le esamini e per le decisioni da prendere.

3.6 L’EPC è un consiglio internazionale di dieci membri la cui funzione principale è nella consulenza ai redattori e all’OCLC sulle questioni relative a cambiamenti, innovazioni e sviluppo della Classificazione. L’EPC rappresenta gli interessi degli utenti della DDC; i suoi membri provengono da biblioteche nazionali, pubbliche, speciali, universitarie e da scuole di biblioteconomia.

Sguardo generale sulla Classificazione Decimale Dewey

Struttura concettuale

4.1 La DDC è costruita su solidi principi che la rendono ideale come strumento generale di organizzazione della conoscenza: notazione espressiva mediante gli universalmente noti numeri arabi, categorie ben definite, gerarchie ben sviluppate e un’ampia rete di relazioni tra i soggetti. Nella DDC le classi fondamentali sono organizzate secondo discipline o campi di studio. Al livello più generale la DDC si divide in dieci classi principali che tutte insieme coprono l’universo della conoscenza. Ogni classe principale si divide a sua volta in dieci divisioni, e ogni divisione in dieci sezioni (non tutti i numeri per le divisioni e le sezioni sono stati usati).

4.2 La struttura di base della DDC è presentata nei Sommari della DDC all’inizio del volume 2. Il primo sommario contiene le dieci classi principali. II secondo sommario contiene le cento divisioni. Il terzo sommario contiene le mille sezioni. Le intestazioni associate ai numeri nei sommari sono state formulate per consentire una rapida scorsa, e non corrispondono necessariamente alle intestazioni complete così come appaiono nelle tavole.

4.3 Le dieci classi principali sono:

000 Informatica, informazione e opere generali

100 Filosofia e psicologia

200 Religione

300 Scienze sociali

400 Linguaggio

500 Scienza

600 Tecnologia

700 Arti e attività ricreative

800 Letteratura

900 Storia e geografia

4.4 La classe 000 è la più generale e si usa per opere non limitate a nessuna disciplina specifica, p.e., enciclopedie, giornali, periodici generali. Si usa anche per certe discipline speciali dedicate alla conoscenza e all’informazione, p.e., scienza degli elaboratori, biblioteconomia e scienza dell’informazione, giornalismo. Ciascuna delle altre classi principali (100-900) include una grande disciplina o un gruppo di discipline connesse.

4.5 La classe 100 comprende la filosofia, la parapsicologia e l’occultismo, la psicologia.

4.6 La classe 200 è dedicata alla religione.

4.7 La classe 300 copre le scienze sociali. Questa classe include la sociologia, l’antropologia, la statistica, la scienza politica, l’economia, il diritto, l’amministrazione pubblica, i problemi e i servizi sociali, l’educazione, il commercio, le comunicazioni, i trasporti e i costumi.

4.8 La classe 400 comprende il linguaggio, la linguistica e le specifiche lingue. La letteratura ordinata per lingua, si trova in 800.

4.9 La classe 500 è dedicata alle scienze naturali e alla matematica.

4.10 La classe 600 è la tecnologia.

4.11 La classe 700 copre le arti: l’arte in generale, le belle arti e le arti decorative, la musica e le arti dell’esecuzione e dello spettacolo. Le attività ricreative, inclusi sport e giochi, sono classificate anch’esse in 700.

4.12 La classe 800 comprende la letteratura e include la retorica, la prosa, la poesia, la letteratura drammatica, etc. La letteratura popolare è classificata con gli usi e i costumi in 300.

4.13 La classe 900 è dedicata alla storia e alla geografia. La storia di un soggetto specifico si classifica con il soggetto.

4.14 Poiché le parti della DDC sono ordinate per disciplina, non per soggetto, un soggetto può comparire in più d’una classe.

Per esempio, “abbigliamento” ha aspetti che ricadono in più di una disciplina. L’influenza psicologica dell’abbigliamento si trova in 155.95 come parte della disciplina psicologia; le usanze connesse all’abbigliamento stanno in 391 come parte della disciplina degli usi e costumi; l’abbigliamento inteso come disegno per la moda sta in 746.92 come parte della disciplina delle arti.

Notazione

4.15 I numeri arabi sono usati per rappresentare ogni classe della DDC. La prima cifra in ciascun numero a tre cifre rappresenta la classe principale. Per esempio, 500 rappresenta la scienza. La seconda cifra in ciascun numero a tre cifre indica la divisione. Per esempio, 500 si usa per opere generali sulle scienze, 510 per la matematica, 520 per l’astronomia, 530 per la fisica. La terza cifra in ciascun numero a tre cifre indica la sezione. Cosi, 530 si usa per opere generali sulla fisica, 531 per la meccanica classica, 532 per la meccanica dei fluidi, 533 per la meccanica dei gas. Nel sistema della DDC è usata la convenzione che nessun numero abbia meno di tre cifre, per evitare che ciò accada sono usati degli zeri per completare i numeri di una o due cifre.

4.16 Nel numero di classe un punto decimale, o “punto” (dot), segue la terza cifra, dopo la quale la divisione per dieci continua fino allo specifico livello di classificazione necessario. Il “punto” non è un punto decimale in senso matematico, ma una pausa psicologica per interrompere la monotonia delle cifre e per facilitare la trascrizione del numero di classe. Un numero non deve mai terminare con uno 0 a destra del punto decimale.

Principio della gerarchia

4.17 Nella DDC la gerarchia è espressa mediante la struttura e la notazione.

4.18 Gerarchia strutturale significa che tutti i soggetti (escluse le dieci classi principali) sono parti di ognuno dei soggetti più ampi che stanno loro sopra. Corollario: ciò che è vero per il l’insieme è vero anche per le sue parti. Questo importante concetto si chiama forza gerarchica. Certe note riguardanti la natura di una classe sono valide per tutte le classi subordinate, inclusi i soggetti subordinati logicamente classificati in numeri coordinati. (Per una trattazione delle note con forza gerarchica, vedi i paragrafi 7.10-7.16 e 7.19-7.21).

Per il principio della forza gerarchica, le note gerarchiche sono di solito date una volta sola, al più alto livello di applicazione. Per esempio, la nota d’ambito a 700 si applica a 730, a 736 e a 736.4. Le parole “Descrizione, studio critico” che si trovano nella nota d’ambito a 700 governano anche lo studio critico dell’intaglio in 736, Intaglio e intagli, e dell’intaglio in legno in 736.4. Per capire la gerarchia strutturale il classificatore deve scorrere su e giù le tavole (ricordandosi di voltar pagina).

4.19 La gerarchia notazionale è espressa dalla lunghezza della notazione. I numeri, a qualsiasi livello, sono di solito subordinati a una classe la cui notazione è più corta di una cifra; coordinati con una classe la cui notazione ha lo stesso numero di cifre significative e sovraordinati a una classe più lunga di una o più cifre. Nell’esempio seguente le cifre sottolineate mostrano la gerarchia notazionale:

600 Tecnologia (Scienze applicate)

630 Agricoltura e tecnologie connesse

636 Allevamento di animali

636.7 Cani

636.8 Gatti

“Cani” e “Gatti” sono soggetti più specifici di (cioè subordinati a) “Allevamento di animali”; sono egualmente specifici (cioè coordinati) l’uno rispetto all’altro, mentre “Allevamento di animali” è meno specifico di (cioè sovraordinato a) “Cani” e “Gatti”.

4.20 Talvolta, quando non è possibile o opportuno farlo mediante la notazione, per esprimere la gerarchia si devono usare altri mezzi. Una nota vedi indirizza il classificatore verso suddivisioni di un soggetto collocate fuori della gerarchia notazionale. Una voce centrata (chiamata così perché i suoi numeri, la sua intestazione e le sue note si trovano al centro della pagina) costituisce un vistoso allontanamento dalla gerarchia notazionale. La voce centrata si usa per indicare e porre in relazione strutturale un intervallo di numeri che insieme coprono un singolo concetto per il quale non è disponibile alcuna notazione gerarchica. Nella DDC le voci centrate sono sempre contrassegnate tipograficamente dal segno > nella colonna dei numeri.

Classificare con la DDC

5.1 Con la DDC per classificare un’opera occorre determinarne il soggetto, il focus disciplinare e, se pertinente, l’approccio o la forma. (Per una trattazione dell’approccio o della forma, vedi il paragrafo 8.3).

Come si determina il soggetto dell’opera

5.2       La corretta classificazione dell’opera dipende in primo luogo da come se ne determina il soggetto. Elemento chiave per la determinazione del soggetto è l’intenzione dell’autore.

(A)Il titolo è spesso un indizio, ma non deve essere mai l’unica fonte dell’analisi. Per esempio, Opera può essere il titolo di un libro sulla conosciuta arte del dramma musicale oppure di uno sul browser Web Opera. Similmente, un titolo con termini specifici che siano suddivisioni di una disciplina può, di fatto, usare questi termini simbolicamente per rappresentare il soggetto più largo. Per esempio, i titoli contenenti termini come cromosomi, DNA, doppia elica, geni e genomi possono usare questi termini a indicare l’intero soggetto della genetica biochimica.

(B)  L’indice sommario può elencare i principali soggetti trattati. I titoli dei capitoli possono compensare la mancanza di un indice. Spesso si dimostrano utili anche i titoli interni ai capitoli (paragrafi).

(C)  La prefazione o introduzione di solito definisce l’intenzione dell’autore. Se c’è, spesso indica il soggetto dell’opera e la colloca nella storia del pensiero su quel soggetto. La sopraccoperta o il materiale allegato possono includere una sintesi del contenuto concettuale dell’opera.

(D)Una scorsa del testo può fornire altre indicazioni o confermare l’analisi preliminare.

(E)  La bibliografia e i lemmi dell’indice analitico sono fonti d’informazione sul soggetto.

(F)   Spesso, la catalogazione fornita da servizi catalografici centrali è d’aiuto, comunicando voci di soggetto, numeri di classificazione e note. Essa compare nei servizi in linea e nel verso del frontespizio di molti libri come parte dei dati della catalogazione nella pubblicazione (CIP). I dati vanno controllati con il libro in mano, poiché queste registrazioni catalografiche si fondano su informazioni precedenti la pubblicazione del libro.

(G)Per determinare il soggetto, occasionalmente, può essere necessario consultare fonti esterne, come recensioni, repertori ed esperti della materia.

Come si determina la disciplina dell’opera

5.3 Una volta determinato il soggetto, il classificatore deve scegliere la disciplina o campo di studio corretto per l’opera.

5.4 Principio guida della DDC è che l’opera sia classificata nella disciplina cui è rivolta, piuttosto che in quella da cui deriva. Questo permette che le opere da usare insieme si trovino insieme. Per esempio, l’opera di uno zoologo sulla lotta contro le infestazioni agrarie dev’essere classificata in agricoltura, accanto alle altre opere contro le infestazioni agrarie, non in zoologia.

5.5 Determinato il soggetto e trovate informazioni sulla disciplina, il classificatore si rivolgerà ora alle tavole. I sommari sono un valido mezzo di navigazione mentale. Le intestazioni e le note nelle tavole stesse e il Manuale possono aiutare molto a orientarsi. L’Indice relativo può soccorrere suggerendo le discipline entro le quali il soggetto è trattato di norma. (Per una trattazione dei Sommari, vedi il paragrafo 7.1; per una trattazione del Manuale, vedi i paragrafi 10.1-10.6; per una trattazione dell’Indice relativo, vedi i paragrafi 11.1-11.15).

5.6 Se si usa l’Indice relativo, per classificare l’opera nel posto giusto il classificatore deve egualmente affidarsi alla struttura della Classificazione e alle varie istruzioni che da un capo all’altro vi si trovano. Anche le più promettenti indicazioni dell’Indice relativo devono essere verificate nelle tavole; le tavole sono l’unica sede dove si possono trovare tutte le informazioni su contenuto e uso dei numeri.

Più d’un soggetto nella stessa disciplina

5.7       Un’opera può includere vari soggetti trattati separatamente o in rapporto l’uno con l’altro dal punto di vista di una singola disciplina. Per determinare la migliore collocazione dell’opera seguire queste indicazioni:

(A)Classificare un’opera che tratta due soggetti interrelati col soggetto su cui si esercita l’azione. Questa si chiama regola dell’applicazione e ha la precedenza su ogni altra regola. Per esempio, un’analisi dell’influsso di Petrarca su Leopardi si classifica con Leopardi. Analogamente, un’opera sull’influsso della Grande Depressione sull’arte americana del 20° secolo si classifica con l’arte americana.

(B)  Classificare un’opera su due soggetti col soggetto trattato più ampiamente.

(C)  Se due soggetti sono trattati con la stessa ampiezza, e l’uno non serve a presentare o spiegare l’altro, classificare l’opera col soggetto il cui numero nelle tavole DDC viene per primo. Questa si chiama regola del primo dei due. Per esempio, un’opera storica che si occupi nella stessa misura degli Stati Uniti e del Giappone, e in cui gli Stati Uniti figurino al primo posto nella trattazione e nel titolo, si classifica con la storia del Giappone perché 952 Giappone precede 973 Stati Uniti.

Talvolta si danno specifiche istruzioni di usare numeri che non vengono per primi nelle tavole. Per esempio, a 598, la nota “classificare le opere d’insieme sui vertebrati a sangue caldo in 599” dice al classificatore d’ignorare la regola del primo dei due e di classificare un’opera su uccelli (598) e mammiferi (599) in 599, che è il numero d’insieme per i vertebrati a sangue caldo.

Non si deve tener conto della regola del primo dei due anche quando i due soggetti sono le due suddivisioni principali di un altro soggetto. Per esempio, i sistemi di raccolta (628.142) e i sistemi di distribuzione idrici (624.144), presi insieme, costituiscono 628.14 Sistemi di raccolta e di distribuzione. Le opere su entrambi questi soggetti si classificano in 628.14 (non in 628.142).

(Per una trattazione della regola del primo dei due contrapposta all’ordine di preferenza, vedi il paragrafo 9.6; per una trattazione dei numeri d’insieme, vedi i paragrafi 7.16 e 7.19-7.20).

(D)Classificare un’opera su tre o più soggetti che siano tutti suddivisioni di un soggetto più largo nel più vicino dei numeri più alti che li includano tutti (purché un soggetto non sia trattato più a fondo degli altri). Questa si chiama regola del tre. Per esempio, una storia del Portogallo (946.9), della Svezia (948.5) e della Grecia (949.5) si classifica con la storia d’Europa (940).

(E)  Si devono evitare le suddivisioni comincianti con zero se c’è scelta tra 0 e 1-9 nello stesso punto della gerarchia notazionale. Allo stesso modo si devono evitare le suddivisioni che iniziano con 00 se c’è scelta tra 00 e 0. Questa si chiama regola dello zero. Per esempio, la biografia di un missionario metodista americano in Cina si classifica in 266 Missioni. Si può esprimere il contenuto dell’opera con tre numeri diversi:

            266.0092         biografia di un missionario
266.02373051missioni degli Stati Uniti in Cina
266.76092       biografia di un missionario della Chiesa metodista unita
Si usa l’ultimo di questi numeri perché non ha uno zero in quarta posizione.

Più di una disciplina

5.8 Trattare un soggetto dal punto di vista di più di una disciplina è cosa diversa da trattare più soggetti all’interno di una disciplina unica. Per determinare la migliore collocazione dell’opera seguire queste indicazioni:

(A)Usare il numero interdisciplinare, se le tavole o l’Indice relativo lo forniscono. Per usarlo, è importante riflettere che l’opera deve contenere materiale significativo su quella disciplina in cui il numero interdisciplinare si trova.

Per esempio, 305.231 (un numero della sociologia) è enunciato come il numero interdisciplinare per lo sviluppo del bambino. Se però l’opera interdisciplinare trascura lo sviluppo sociale del bambino e dà grande risalto al suo sviluppo psicologico e fisico (155.4 e 612.65, rispettiva­mente), classificarla in 155.4 (primo numero nelle tavole fra i due delle ovvie scelte successive).

In breve, i numeri interdisciplinari non sono tali in assoluto; si devono usare solo se applicabili. (Per una trattazione dei numeri interdisciplinari, vedi i paragrafi 7.16, 7.19-7.20 e 11.8-11.9).

(B)  Se non c’è un numero interdisciplinare, classificare le opere nella disciplina in cui trattano il soggetto più ampiamente. Per esempio, un’opera che verta sugli aspetti scientifici e tecnologici dell’elettrodinamica si classifica in 537.6 se i secondi sono presentati soprattutto a fini illustrativi, ma in 621.31 se le teorie scientifiche fondamentali sono solo preliminari all’esposizione dei principi e delle pratiche tecnologiche.

(C)  Quando si classificano opere interdisciplinari non mai trascurare le possibilità offerte dalla classe principale 000 Scienza degli elaboratori. informazione e opere generali, p.e., 080 per una raccolta d’interviste a personaggi famosi esponenti di varie discipline.

In ogni altra situazione ci si comporta nel modo indicato alla voce Più d’un soggetto nella stessa disciplina (paragrafo 5.7).

Tavola dell’ultima risorsa

5.9 Se per un’opera si sono trovati più numeri, e ognuno di questi sembra corretto quanto gli altri, in assenza della possibilità di applicare ogni altra regola, può essere utilizzata come guida la seguente tavola dell’ultima risorsa (in ordine di preferenza):

Tavola dell’ultima risorsa

(1)   Tipi di cosa

(2)   Parti di cosa

(3)   Materiali di cui la cosa, i tipi o le parti sono fatte

(4)   Proprietà delle cose, dei tipi, delle parti o dei materiali

(5)   Processi all’interno delle cose, dei tipi, delle parti o dei materiali

(6)   Operazioni sulle cose, sui tipi, sulle parti o sui materiali

(7)   Mezzi per eseguire queste operazioni

Per esempio la sorveglianza esercitata dalle guardie di confine potrebbe essere classificata sia in 363.285 Guardie di confine sia in 363.232 Pattugliamento e sorveglianza. Si sceglie 363.285 perché le guardie di confine sono un tipo di servizio di polizia, mentre pattugliamento e sorveglianza sono processi compiuti dai servizi di polizia.

5.10 Non applicare questa tavola o qualsiasi altra indicazione se applicarle significa non rispettare le intenzioni e le valutazioni dell’autore.

Come è organizzata la DDC 23

6.1 La versione a stampa della DDC 23 (in inglese; l’edizione italiana è solo online) è composta delle seguenti parti principali in quattro volumi:

Volume 1

(A)Novità nell’Edizione 23: spiegazione breve delle caratteristiche speciali e dei cambiamenti nella DDC23

(B)  Introduzione: descrizione della DDC e del modo di utilizzarla

(C)  Glossario: definizioni concise dei termini usati nella DDC

(D)Indice dell’Introduzione e del Glossario

(E)  Manuale: guida all’uso della DDC composta principalmente di trattazioni estese di aree problematiche nell’applicazione della DDC. Il materiale è disposto nell’ordine dei numeri delle tavole ausiliarie e delle tavole principali.

(F)   Tavole ausiliarie: sei tavole numerate di notazioni che possono essere aggiunte ai numeri di classe per

ottenere maggiore specificità.

(G)Elenchi di confronto tra le due Edizioni 22 e 23: Dislocazioni e Soppressioni; Tavole di confronto e

equivalenza; Numeri rinnovati

Volume 2

(H)Sommari della DDC: i tre livelli superiori della DDC

(I)    Tavole: l’organizzazione della conoscenza da 000 a 599

Volume 3

(J)    Tavole: l’organizzazione della conoscenza da 600 a 999

Volume 4

(K)Indice relativo: elenco alfabetico di soggetti, con le discipline in cui sono trattati ordinate alfabeticamente sotto ciascuna voce.

Caratteristiche chiave delle Tavole e delle Tavole ausiliarie

Sommari

7.1       I sommari offrono uno sguardo d’insieme sulla struttura delle classi.

Nella DDC ci sono tre tipi di sommari:

(A)Sommari DDC: sommari dei tre livelli superiori della DDC che si trovano all’inizio delle tavole nel volume 2. (Per una trattazione dei sommari DDC, vedi i paragrafi 4.2­4.13)

(B)  Sommari a due livelli, forniti per ogni classe principale, per ogni divisione delle tavole e per i numeri principali della Tavola 2 le cui suddivisioni si estendano su più di quaranta pagine. Per esempi di sommari a due livelli si veda l’inizio della notazione —4 Europa nella Tavola 2 e 370 Educazione.

(C)  Sommari a un solo livello nelle tavole e nelle tavole ausiliarie che forniscono un panorama per quelle classi le cui suddivisioni si estendano da quattro a quaranta pagine. Per esempio, 382 Commercio internazionale (Commercio estero) presenta il seguente sommario:

SOMMARIO

382.01-.09                  Suddivisioni standard

.1  Soggetti generali del commercio internazionale

.3  Politica commerciale

.4  Specifici prodotti e servizi

.5  Importazione

.6  Esportazione

.7  Politica tariffaria

.9  Accordi commerciali

Voci

7.2 Le voci delle tavole e delle tavole ausiliarie sono composte di un numero DDC nella colonna dei numeri (la colonna al margine sinistro), di un’intestazione che descrive la classe rappresentata dal numero e spesso di una o più note. I numeri DDC sono stampati in gruppi di tre cifre per facilitarne lettura e copia. Tutte le voci (numeri, intestazioni e note) vanno lette nel loro contesto gerarchico. (Per una trattazione del principio della gerarchia, vedi i paragrafi 4.17-4.20)

7.3 Le prime tre cifre dei numeri delle tavole (classi principali, divisioni, sezioni) compaiono nella colonna dei numeri una sola volta, la prima. Sono ripetute alla sommità di ogni pagina (titolo corrente) dove le loro suddivisioni proseguono. I numeri subordinati compaiono nella colonna dei numeri e cominciano con un punto, con le tre cifre iniziali sottintese.

7.4 I numeri delle tavole ausiliarie sono dati integralmente nella colonna dei numeri, e non si usano mai da soli. Nella DDC 23 le tavole ausiliarie sono sei:

T1 Suddivisioni standard

T2 Aree geografiche, periodi storici, persone

T3 Suddivisioni per le arti, le singole letterature, le specifiche forme letterarie

T3A Suddivisioni per opere di o su autori singoli

T3B Suddivisioni per opere di o su più d’un autore

T3C Notazioni da aggiungere se indicate nella Tavola 3B, 700.4, 791.4, 808-809

T4 Suddivisioni delle singole lingue e famiglie linguistiche

T5 Gruppi etnici e nazionali

T6 Lingue

Eccetto quelle della Tavola 1 (che si possono aggiungere a qualsiasi numero purché nelle tavole o nelle tavole ausiliarie non ci sia un’indicazione in contrario), le notazioni delle tavole ausiliarie si possono aggiungere solo quando c’è l’indicazione di farlo nelle tavole e nelle tavole ausiliarie. (Per una trattazione dettagliata sull’uso delle sei tavole, vedi i paragrafi 8.3-8.20)

7.5 Alcuni numeri delle tavole e delle tavole ausiliarie sono racchiusi entro parentesi tonde o quadre. I numeri e le note entro parentesi tonde forniscono opzioni, diversificazioni dalla pratica normale. I numeri entro parentesi quadre rappresentano soggetti che sono stati dislocati o soppressi, oppure non sono stati assegnati ad alcun soggetto. Le parentesi quadre si usano anche per suddivisioni standard i cui concetti figurano in una collocazione diversa. I numeri tra parentesi quadre non si devono usare mai. (Per una trattazione delle opzioni, vedi i paragrafi 12.1-12.7; per una trattazione delle dislocazioni e soppressioni, vedi i paragrafi 7.23-7.24; per una trattazione delle suddivisioni standard tra parentesi quadra, vedi il paragrafo 7.25).

7.6 Le suddivisioni standard compaiono entro parentesi quadre anche sotto il numero gancio, cioè un numero che non ha significato di per sé, ma serve a immettere specifici esempi di un soggetto. Le intestazioni dei numeri gancio includono spesso termini come “Miscellanei”, “Altri” o “Specifici”; i numeri gancio non contengono note di addizione, note d’inclusione, o note qui. Per esempio:

652.302 Specifici livelli di abilità

[.302 01-.30209] Suddivisioni standard

Da non usare; classificare in 652.3001-652.3009

Note

7.7 Le note sono importanti perché forniscono informazioni non ovviamente deducibili dalla gerarchia notazionale o dall’intestazione, su ordine, struttura, subordinazione e altre questioni. Possono comparire nella registrazione di un numero o di un intervallo di numeri. Possono anche comparire all’inizio di una tavola ausiliaria. Le note a piè di pagina si usano per istruzioni da applicare a più suddivisioni di una classe, o a un soggetto all’interno di una classe. Anche le singole voci del Manuale sono considerate come note.

7.8 Nelle tavole e nelle tavole ausiliarie le note compaiono generalmente nel seguente ordine: note di revisione, d’intestazione precedente, di definizione, di numero costruito, sull’aggiunta di suddivisioni standard, di altro nome, d’ambito, d’inclusione, classificare qui, di ordinamento, di addizione (includendo “note sull’aggiunta di  suddivisioni”), di preferenza, classificare altrove, vedi, vedi anche, vedi il Manuale, di opzione, di soppressione, e note di dislocazione.

7.9 Le note descritte qui di seguito: (A) descrivono ciò che si trova in una classe e nelle sue suddivisioni; (B) identificano soggetti nei posti in piedi, cioè soggetti con letteratura insufficiente per assegnare loro un proprio numero; (C) descrivono ciò che si trova in altre classi; e (D) spiegano i cambiamenti nelle tavole e nelle tavole ausiliarie.

Altre note sono descritte nelle sezioni sulla costruzione del numero (paragrafi 8.1-8.22), sull’ordine di citazione e preferenza (paragrafi 9.1-9.6), sul Manuale (paragrafi 10.1-10.6) e sulle opzioni (paragrafi 12.1-12.5).

Le note delle categorie (A) e (C) hanno forza gerarchica (cioè sono applicabili a tutte le suddivisioni di un dato numero). Quelle della categoria (B) non hanno forza gerarchica.

(A) Note che descrivono ciò che si trova in una classe

7.10 Le note di definizione indicano il significato di un termine nell’intestazione. Per esempio:

364 Criminologia

Criminalità e suo contenimento

7.11 Le note d’ambito indicano se il significato del numero ha un estensione minore o maggiore rispetto a ciò che farebbe capire l’intestazione. Per esempio:

700 Le arti

Descrizione, studio critico, tecniche, procedure, apparecchi, attrezzature, materiali delle belle arti, delle arti decorative, delle arti letterarie, delle arti dell’esecuzione e dello spettacolo, delle arti ricreative

7.12 Le note di numero costruito identificano e spiegano la fonte dei numeri costruiti inclusi nelle tavole e nelle tavole ausiliarie. I numeri costruiti sono all’occasione inclusi nelle tavole o nelle tavole ausiliarie per fornire maggiori informazioni o per indicare eccezioni alle normali istruzioni per l’aggiunta. Per esempio:

353.132 63 Servizio estero

Numero costruito secondo le istruzioni sotto 352-354

Classificare qui i servizi consolari e diplomatici

7.13 Le note d’intestazione precedente sono fornite solo se l’intestazione è stata talmente modificata da somigliare poco o punto alla vecchia, anche se il significato del numero rimane sostanzialmente lo stesso. Per esempio:

004.16 Personal computer

Intestazione precedente: Microelaboratori elettronici

7.14 Le note di altro nome si usano per i sinonimi o quasi sinonimi. Per esempio:

332.32 Associazioni di risparmio e prestito

Altri nomi: istituti ipotecari, società di costruzione e prestito, società di credito fondiario, società di mutuo casa

7.15 Le note “qui” elencano soggetti importanti che stanno nella classe. Questi soggetti possono essere più larghi o più stretti dell’intestazione, possono esserle sovrapposti, oppure definiscono un altro modo di vedere un materiale che è sostanzialmente lo stesso. I soggetti nelle note “qui” si considerano soggetti che si approssimano all’intero della

classe. Per esempio:

371.192 Relazioni genitori-scuola

Classificare qui la partecipazione dei genitori nella scuola; le opere d’insieme sulle relazioni insegnanti-genitori

In una nota “qui” le suddivisioni standard si possono aggiungere a qualsiasi soggetto. (Per una trattazione dettagliata dell’uso delle suddivisioni standard per concetti che si approssimano all’intero di una classe, vedi i paragrafi 8.3-8.12 e l’inizio della Tavola 1).

7.16 Le note “qui” si usano anche per indicare dove si classificano le opere interdisciplinari e le opere d’insieme. Le opere interdisciplinari trattano il soggetto dal punto di vista di più d’una disciplina. Per esempio:

391 Costume e tenuta personale

Classificare qui le opere interdisciplinari su costume, abbigliamento, moda; abbigliamento informale (abbigliamento sportivo)

Le opere d’insieme trattano il soggetto da più punti di vista all’interno di un’unica disciplina. Questi casi possono essere presenti in una nota “qui” in modo esplicito oppure in modo implicito. Per esempio:

641.815 Pane e affini

Classificare qui le opere d’insieme sui prodotti da forno (esplicitamente)

—411 5 Highland

Classificare qui le *Highlands scozzesi (implicitamente)

(B) Note d’inclusione (Note che individuano i soggetti in posti in piedi)

7.17 Le note d’inclusione individuano soggetti cui sono assegnati “posti in piedi” nel numero in cui la nota si trova. I posti in piedi forniscono così una collocazione ai soggetti che presentano una letteratura composta da relativamente poche opere, che però possono crescere in futuro, quando sarà possibile assegnare loro un numero apposito. Per esempio:

362.16 Servizi per lungodegenti

Include i convalescenziari, i sanatori per i malati cronici

Per i soggetti nei posti in piedi non si possono aggiungere suddivisioni standard. e neppure è consentita alcun’altra tecnica di costruzione del numero.

7.18 Le voci delle tavole tassonomiche in 579-590 possono recare due note d’inclusione. La prima comprende i nomi della tassonomia scientifica sopra il livello della famiglia, la seconda i nomi di genere e i nomi comuni. Per esempio:

593.55 *Hydrozoa

Include i Chondrophora, gli Hydroida, i Milleporina, le Pteromedusae, i Siphonophora, gli Stylasterina, i Trachylina

Include le caravelle portoghesi, le idre

(C) Note che descrivono ciò che si trova in altre classi

7.19 Le note “altrove” guidano il classificatore a soggetti interrelati o fanno distinzioni tra numeri della medesima gerarchia notazionale. Si usano per mostrare l’ordine di preferenza, per indirizzare al numero d’insieme o al numero interdisciplinare, per scavalcare la regola del primo dei due o per portare verso soggetti più larghi o più stretti nella

stessa serie gerarchica, che altrimenti potrebbero sfuggire all’attenzione.

Possono additare uno specifico numero o un concetto sparpagliato lungo le tavole. Tutte le note che cominciano con la parola “classificare” sono note “altrove”, tranne quelle che incominciano con “classificare qui”. Per esempio:

641.7 Specifici processi o tecniche di cucina.

Classificare specifici processi applicati a specifici materiali in 641.6; classificare specifici processi applicati a specifici tipi di piatti o preparazioni di bevande in 641.8

370.15 Psicologia educativa

Classificare le opere interdisciplinari sulla psicologia in 150.Classificare la psicologia di un soggetto specifico nell’educazione con questo soggetto, più la notazione —019

dalla Tavola I, p.e., psicologia dell’educazione speciale 371.9019

155.4 Psicologia infantile

Classificare le opere interdisciplinari sullo sviluppo del bambino in 305.231

7.20 Le note “vedi” guidano da numero d’insieme per un concetto, esplicito o implicito, alle parti componenti (subordinate) del concetto stesso in un’altra gerarchia notazionale. Queste note guidano anche dal numero interdisciplinare alla trattamento dello stesso concetto in base ad altre discipline. La nota “vedi” può indicare uno specifico numero o un concetto disperso lungo le tavole. Ogni nota “vedi” comincia con la parola “Per” ed è stampata in corsivo. Per esempio:

577.7 Ecologia marina

Classificare qui l’ecologia delle acque salmastre

Per l’ecologia dei laghi salati, vedi 577.639; per l’ecologia delle terre umide salmastre e della costa marina, vedi 577.69

305.4 Donne

Classificare qui le opere interdisciplinari sulle donne, sulle femmine

Per un aspetto specifico delle donne qui non enunciato, vedi l’aspetto stesso, p.e., suffragio delle donne 324.623, status giuridico delle donne 346.0134

Dappertutto nella Tavola 2, le note “vedi” (spesso nella forma di note a piè di pagina) portano dal numero d’insieme implicito per una giurisdizione, una regione o caratteristica alle sue parti subordinate in altre classi. Per esempio:

—4115 Highland

Classificare qui le *Highlands scozzesi

*Per una specifica parte di questa giurisdizione, regione o configurazione, vedi la parte e segui le

istruzioni sotto —4-9

7.21 Le note “vedi anche” guidano il classificatore a soggetti connessi. Fanno ricordare che lievi differenze di

formulazione e di contesto possono comportare classificazioni differenti. Ogni nota vedi è stampata in corsivo. Per esempio:

584.3 *Liliidae

Classificare qui le Liliales, i gigli

Per le Orchidales. vedi 584.4

Vedi anche 583.29 per i gigli d’acqua

(D) Note che spiegano cambiamenti o irregolarità nelle tavole e nelle tavole ausiliarie

7.22 Le note di revisione avvertono il classificatore che, rispetto all’edizione precedente, sono avvenuti cambiamenti nelle suddivisioni di una classe. Una nuova tavola, una revisione completa o una estensiva sono sempre presentate da una nota di revisione che sta al primo posto sotto l’intestazione della classe oggetto del cambiamento. (Per un esempio di una nota relativa ad una nuova tavola, si veda 777 Cinematografia e Videografia. Nell’Edizione 23 non ci sono note di revisione completa o estensiva).

7.23 Le note di soppressione indicano che il contenuto del numero è stato, in tutto o in parte, spostato a un numero più generale nella medesima gerarchia, oppure completamente eliminato. Per esempio:

[025.393] Ricatalogazione

Numero soppresso; classificare in 025.39

154.632 Incubi

L’utilizzo di questo numero per altri tipi di sogni è soppresso; classificarli in 154.63

7.24 Le note di dislocazione dichiarano che l’intero contenuto del numero, o una sua parte, è stato spostato ad altro numero. Per esempio:

—[755 811] Clifton Forge

Dislocato a —755 816

523.482 Fenomeni elettromagnetici, ottici, radioattivi, termici

Plutone è dislocato a 523.4922

Di solito col numero nuovo è riportato anche il numero precedente, nell’intestazione o nella nota idonea. Per esempio:

—755 816 Contea di Alleghany

Include Clifton Forge [precedentemente —755 811]

523.492 2 Plutone [precedentemente 523.482]

7.25 Le note di non uso avvertono il classificatore di non utilizzare, in tutto o in parte, la notazione regolare delle suddivisioni standard, in favore di un’enunciazione speciale o di suddivisioni standard di un numero più largo. Quando è un’intera suddivisione standard che non deve essere usata, la nota compare sotto una suddivisione

standard racchiusa tra parentesi quadre; quando solo una parte della suddivisione standard è spostata, si specifica quale parte. Per esempio:

[374.009] Storia, geografia, persone

Da non usare; classificare in 374.9

320.409 Storia e persone

Da non usare per la geografia; classificarla in 320.41-320.49

Le note di non uso sono utilizzate anche per avvertire il catalogatore di non utilizzare le enunciazione delle tavole di addizione, in favore di un’enunciazione speciale.

343.014 *Disciplina e condotta

Include la diserzione

Le suddivisioni si aggiungono per l’insieme dei soggetti enunciati nell’intestazione

o anche per uno solo di essi

Per la disciplina e la condotta in uno specifico servizio, escluso l’esercito in

generale, vedi il singolo servizio in 343.015-343.019, p.e., disciplina e

condotta nelle truppe mercenarie 343.015354, disciplina e condotta nella marina 343.01913

[343. 014 026 9] Tribunali e procedura

Da non usare; classificare in {343.0143}

*Aggiungere le suddivisioni indicate sotto 342-347

Costruzione del numero

8.1 Il classificatore troverà spesso che per arrivare a un numero preciso per l’opera è necessario costruirne o sintetizzarne uno che non è specificamente compreso nelle tavole. Questi numeri costruiti permettono di spingere l’analisi del contenuto più in profondità. Si utilizzano soltanto quando le istruzioni nelle  tavole lo consentono (tranne che per le suddivisioni standard, per le quali vedi i paragrafi 8.3-8.12). La costruzione del numero comincia con un numero base (sempre dichiarato in una nota di istruzione) cui si aggiunge un altro numero.

8.2 Quattro sono le fonti notazionali cui attingere per costruite i numeri: (A) Tavola 1 Suddivisioni standard; (B) Tavole 2-6; (C) altre parti delle tavole; e (D) tavole di addizione contenute nel testo.

(A) Aggiunta di suddivisioni standard dalla Tavola 1

8.3 Le suddivisioni standard rappresentano forme bibliografiche (come un dizionario, un periodico, un indice) oppure approcci (come storia o ricerca) ricorrenti. Ciò le rende applicabile a ogni soggetto o disciplina che copra o si approssimi all’intero del significato del numero.

Seguono alcuni esempi in cui il concetto di suddivisione standard è sottolineato (in alcuni casi, in base alle istruzioni date nelle tavole, uno 0 supplementare precede la suddivisione standard):

150.5 Periodico di psicologia

230.003 Dizionario del cristianesimo

340.02573 Repertorio di avvocati negli Stati Uniti

405 Periodici sul linguaggio

507.8 Uso di apparecchi e attrezzature nello studio e nell’insegnamento della scienza, p.e., progetti di esposizioni scientifiche

624.0285 Applicazioni dell’elaboratore nell’ingegneria civile

796.962092 Biografia di un giocatore di hockey

808.0071 Insegnamento della retorica

Ulteriori istruzioni sull’uso della Tavola 1 si trovano all’inizio della Tavola stessa. Vedi anche le note del Manuale sulle specifiche suddivisioni standard.

8.4 Le suddivisioni standard di solito non sono elencate nelle tavole eccetto quando servono a riempire i numeri di tre cifre, p.e., 605 Seriali, e in pochi altri casi. Le suddivisioni standard possono essere elencate nelle tavole quando il loro significato è esteso o ristretto rispetto a quello normale. Per esempio:

535.220 287 Prove e misure (significato esteso)

Classificare qui la fotometria

390.088 [Costumi of] Gruppi religiosi (significato ristretto)

Da non usare per i gruppi professionali; classificarli in 390.4

Le suddivisioni standard possono essere date nell’elenco anche per introdurre un’espansione che dà risalto a una

notazione speciale (le suddivisioni nell’espansione non sono le suddivisioni standard). In questi casi le suddivisioni standard sono accompagnate da una nota speciale. Per esempio:

370.1 Filosofia e teoria, educazione per specifici obiettivi, psicologia educativa

Notazione 01 dalla Tavola 1 come sotto modificato

Qualche volta le suddivisioni standard compaiono nell’elenco perché è necessario fare un rinvio ad altre classi o al Manuale. Per esempio:

507.2 Ricerca

Classificare la ricerca riferita alla scienza in generale in {001.4}

Vedi il Manuale a man:500 vs. 001

507.21 Metodi di ricerca

Classificare il metodo scientifico come tecnica generale di ricerca in 001.42

8.5 Quando la notazione di una suddivisione standard dalla Tavola 1 è elencata nelle Tavole 2–6 o nelle tavole, sono applicabili, a meno che siano fornite ulteriori istruzioni, tutte le note e le suddivisioni date per quella notazione nella Tavola 1.

Possono essere utilizzate anche altre notazioni della Tavola 1 che non sono elencate nelle tavole. Per esempio, il fatto che 610.7 è elencato, ma 610.8 o le suddivisione di 610.7 non lo siano, non esclude l’utilizzo di 610.8 o di 610.71.

8.6 Le notazioni dalla Tavola 1 Suddivisioni standard possono essere aggiunte a qualsiasi numero delle tavole purché non ci siano specifiche istruzioni in contrario. Il classificatore non deve mai aggiungere più d’uno zero se non è esplicitamente indicato di farlo. Se sono necessari più zeri, le tavole indicano sempre quanti. Se si adoperano suddivisioni standard con numeri costruiti mediante aggiunte dalle Tavole 2-6, o da altre parti delle tavole, ci si assicuri di aver controllato la tavola ausiliaria o la tavola principale usata per il segmento che precede la suddivisione standard per accertare se vi siano o no istruzioni speciali sul numero degli zeri.

8.7 L’avvenenza più importante per le suddivisioni standard è che si aggiungono solo per opere che coprono interamente il soggetto del numero o si approssimano all’intero. Per esempio, un’opera sui tordi beffeggiatori della California dev’essere classificata nel numero per i ragni in 598.844, il numero per gli uccelli della famiglia dei Mimidae (non 598.84409794, numero per i Mimidae in California). Non si tenti di specificare California perché i tordi beffeggiatori non si approssimano all’intera popolazione dei Mimidae che si trovano California, né esiste nelle tavole un numero specifico per i tordi beffeggiatori. Parimenti, un’opera sui De Havilland 98 Mosquito (un aeroplano caccia bombardiere britannico utilizzato nella seconda Guerra mondiale) si classifica nel numero per i cacciabombardieri in 623.7463 (non 623.7463094109044, numero per i cacciabombardieri britannici nella seconda Guerra mondiale).

8.8 Le note sull’aggiunta di suddivisioni standard indicano a quali soggetti, in un’intestazione multipla, si possono aggiungere suddivisioni standard, in quanto considerati soggetti che si approssimano all’intera della classe. Per esempio:

639.2 Pesca commerciale, baleneria, caccia alla foca

Le suddivisioni standard si aggiungono per l’insieme dei soggetti enunciati nell’intestazione o anche per la sola pesca commerciale

Le note sull’aggiunta di suddivisioni standard non hanno forza gerarchica al di là le possibili aggiunte al numero cui direttamente si riferiscono. Per esempio, la nota del numero 639.2 regola l’applicazione delle suddivisioni standard solo per il numero 639.2 stesso, ma non si estende a 639.21-639.29.

8.9 Non aggiungere più suddivisioni standard allo stesso numero, a meno che sia specificamente detto di farlo, e nei casi seguenti. Suddivisioni standard possono essere aggiunte alle suddivisioni di —04

Soggetti speciali che sono specificatamente elencate nelle tavole. Per esempio, all’interno della Psicologia ambientale le suddivisioni standard possono essere aggiunte a 155.9042 Stress, una suddivisione di 155.904 Soggetti speciali.

Le suddivisioni possono anche essere aggiunte alle notazioni speciali date nella sequenza normale della suddivisione

standard. Per esempio, sotto 370.1, c’è un’espansione per gli obiettivi educativi a 370.11 Educazione per specifici obiettivi. Le suddivisioni standard possono essere aggiunte a 370.11 e alle sue suddivisioni, perché 370.11 and le

sue suddivisioni sono una notazione speciale.

I concetti delle suddivisioni standard possono essere spostati a una notazione speciale nelle regolare sequenza delle suddivisioni standard o altrove, in altri casi suddivisioni standard possono essere aggiunte alla notazione speciale. Per esempio, 370.19 Principi Psicologici è stato completamente spostato a 370.15 Psicologia educativa, dove, a sua volta, il significato normale di 370.15 (principi scientifici) è stato soppresso per essere ricompreso in 370.1. La notazione 03 dalla tavola 1, la suddivisione standard per le enciclopedie, può essere aggiunta a 370.15 Psicologia educativa per rappresentare un enciclopedia di psicologia educativa 370.1503.

L’intero insieme delle suddivisioni standard può essere aggiunto alla notazione di concetti delle suddivisioni standard dislocati al di fuori della normale sequenza delle suddivisioni standard stesse, p.e., la gestione degli istituti di pena in Gran Bretagna 365.941068 (il trattamento geografico di istituti di pena è stato dislocato da 65.09 a 365.9).

8.10 In molte parti delle tavole ci sono numeri collocate al di fuori della normale sequenza delle suddivisioni standard che appaiono come suddivisioni standard ma che non lo sono. Se a queste enunciazioni speciali è consentita l’aggiunta di suddivisioni standard supplementari è presente una nota di aggiunta.

Per esempio, a 027.009, una normale suddivisione standard, il trattamento geografico è dislocato a 027.01–027.09:

027.009 Storia e persone

Da non usare per la geografia; classificarla in {027.01-027.09}

027.01-027.09 *Trattamento geografico

Aggiungere al numero base 027.0 la notazione 1–9 dalla Tavola 2, p.e., biblioteche in

Francia 027.044

L’indicazione speciale per il trattamento geografico data a 027.01–027.09 non è una suddivisione standard. Se

necessario, le suddivisioni standard possono essere aggiunte alla notazione risultante, p.e., biblioteche in Francia nel tardo 20° secolo 027.04409045.

8.11 Le suddivisioni standard non si devono aggiungere là dove sono pleonastiche, cioè dove le suddivisioni hanno lo stesso significato del numero base, oppure dove la loro applicazione isolerebbe inutilmente il materiale secondo aspetti non sottolineati dall’autore. Per esempio, non si aggiunge la notazione 024694, che rappresenta il soggetto per i carpentieri, a un soggetto in 694, numero per la carpenteria, poiché opere su quel soggetto sono intese principalmente per i professionisti di questo settore. Parimenti, non aggiungere la notazione 0905, notazione per il periodo temporale più prossimo all’attualità, alle opere generali su un soggetto che rappresentano lo stato dell’arte delle conoscenze su di esso, dal momento che la maggior parte degli utenti si aspetta di trovarle nel numero principale. Attenzione speciale va prestata nell’aggiunta di suddivisioni standard a numeri costruiti, poiché esse si applicano all’intero numero e non solo a una sua parte.

8.12 La tavola di preferenza all’inizio della Tavola 1 cede ad altre due regole, la regola dell’applicazione e la regola dello zero. In base alla regola dell’applicazione, l’insegnamento della gestione finanziaria nell’amministrazione degli ospedali si classifica in 362.110681, non in 362.11071, anche se nella tavola di preferenza la notazione 07 precede la notazione 068. La regola dello zero scavalca anche la tavola di preferenza se le suddivisioni standard sono spostate a posizioni senza zero, p.e., gestione delle carceri in Gran Bretagna 365.941068, non 365.068, come invece sarebbe se le carceri in Gran Bretagna fossero classificate in 365.0941. (Per una trattazione della regola dell’applicazione e della regola dello zero, vedi il paragrafo 5.7; per una trattazione delle suddivisioni standard spostate, vedi i paragrafi 7.25 e 8.9).

(B) Aggiunta di suddivisioni dalle Tavole ausiliarie 2-6

8.13 Il classificatore può trovare indicato di aggiungere le notazioni dalle Tavole ausiliarie 2-6 a un numero base tratto dalle tavole o dalle tavole ausiliarie. Di seguito un riepilogo sull’impiego di ciascuna tavola ausiliaria. Altre istruzioni sull’uso delle Tavole ausiliarie 2-6 si trovano all’inizio di ognuna di esse. Vedi anche le note del Manuale alle Tavole ausiliarie 2-6.

8.14 Tavola 2 Aree geografiche, periodi storici, persone. L’uso più frequente della Tavola 2 avviene con la notazione 09 dalla Tavola 1, che si può aggiungere a ogni numero delle tavole purché non ci siano specifiche istruzioni in contrario. Per esempio, insegnamento della lettura nelle scuole primarie dell’Australia è 372.40994 (372.4 Insegnamento della lettura nelle scuole primarie + 09 Storia, geografia, persone dalla Tavola 1 + 94 Australia dalla Tavola 2). La notazione dalla Tavola 2 si aggiunge anche tramite altre suddivisioni dalla Tavola 1 (p.e. 025.074).

8.15 La notazione d’area può essere talvolta aggiunta direttamente ai numeri delle tavole, ma solo se specificato in nota. Per esempio:

373.3-373.9 Educazione secondaria in specifici continenti, paesi, località

Aggiungere al numero base 373 la notazione 3-9 dalla Tavola 2, p.e., scuole secondarie in Australia 373.94

8.16 Tavola 3 Suddivisioni per le arti, le singole letterature, le specifiche forme letterarie. Queste suddivisioni si usano secondo le istruzioni nella classe 800, normalmente di seguito ai numeri per le letterature nelle specifiche lingue in 810-890. Le suddivisioni della Tavola 3C si aggiungono anche secondo le istruzioni dettate nella Tavola 3B, 700.4, 791.4 e 808-809.

8.17 Tavola 4 Suddivisioni delle singole lingue e famiglie linguistiche. Queste suddivisioni si usano secondo le istruzioni date nella classe 400, di seguito ai numeri per le specifiche lingue e famiglie linguistiche indicate in 420-490.

8.18 Tavola 5 Gruppi etnici e nazionali. La notazione dalla Tavola 5 si usa interponendo la suddivisione standard 089 dalla Tavola 1, p.e., arti della ceramica di artisti cinesi nel mondo 738.089951 (738 Arti della ceramica + 089

Gruppi etnici e nazionali dalla Tavola 1 + 951 Cinesi dalla Tavola 5).

8.19 La notazione dalla Tavola 5 può anche essere aggiunta direttamente ai numeri delle tavole, ma solo se così specificato in una nota. Per esempio:

781.621-.629 Musica popolare di specifici gruppi etnici e nazionali

Aggiungere al numero base 781.62 la notazione 1-9 dalla Tavola 5, p.e., musica popolare spagnola 781.6261; aggiungere poi ulteriori …

8.20 Tavola 6 Lingue. Le funzioni più importanti della notazione della Tavola 6 sono di fornire la base per costruire i numeri delle specifiche lingue in 490 (cui si aggiunge talvolta la notazione dalla Tavola 4) e per la costruzione dei numeri delle specifiche letterature in 890 (cui si aggiunge talvolta la notazione dalla Tavola 3). Le notazioni della

Tavola 6 si usano anche nella Tavola 2 sotto —175 Regioni dove predominano specifiche lingue, e in vari luoghi delle tavole.

(C) Aggiunta di suddivisioni da altre parti delle tavole

8.21[1] Ci sono molte istruzioni per aggiungere direttamente a un numero cifre tratte da altre parti delle tavole. Per esempio:

809.935 Letteratura che dà risalto al soggetto

Aggiungere al numero base 809.935 la notazione 001-999, p.e., opere religiose come letteratura 809.9352, biografia e autobiografia come letteratura 809.93592

In questo esempio il 2 in 809.9352 viene da 200 Religione, il 92 in 809.93592 da 920 Biografia, genealogia, insegne.

8.22[2] In molti casi, sulla base di istruzioni esplicite, una parte di un numero può essere aggiunta a un altro numero. Per esempio:

372.011 Educazione elementare per specifici obbiettivi

Aggiungere al numero base 372.011 i numeri che seguono 37011 in 370.111-370.119, p.e., educazione del carattere 372.0114

In questo esempio il 4 viene da 370.114 Educazione morale, etica, del carattere. Talvolta i numeri sono tratti da più luoghi delle tavole; in casi del genere la procedura per la seconda aggiunta è la medesima di quella per la prima.

(D) Aggiunta di suddivisioni da tavole di addizione contenute nelle tavole

8.23[3] Le tavole di addizione presenti nelle tavole forniscono numeri da aggiungere a specifici numeri delle tavole

(contrassegnati da un asterisco accompagnato da una nota a piè di pagina). Queste tavole si possono utilizzare solo se così indicato. Per esempio:

616.973 *Allergie da contatto

Classificare qui la dermatite allergica da contatto, le allergie cutanee

L’asterisco in questa voce conduce alla seguente nota a piè di pagina: “Aggiungere le suddivisioni indicate sotto 616.1-616.9”. La tavola di addizione sotto 616.1-616.9 è usata solo per le malattie contrassegnate con asterisco oppure per le malattie enunciate in note “qui” sotto intestazioni contrassegnate da asterisco. La notazione dalla tavola di addizione, per esempio 061 Farmacoterapia, si può usare per 616.973 Allergie da contatto (numero contrassegnato da asterisco) e per la dermatite allergica da contatto e le allergie cutanee (enunciate nella nota “qui”).

8.24[4] Le note sull’aggiunta di suddivisioni indicano a quali termini, di quelli presenti in un’intestazione multipla, si possono aggiungere suddivisioni. Per esempio:

616.51 *Dermatite, disturbi da fotosensibilità, orticaria

Le suddivisioni si aggiungono per l’insieme dei soggetti enunciati nel­l’intestazione o anche per la sola dermatite

Ordine di citazione e di preferenza

9.1 Ordine di citazione e ordine di preferenza vanno presi in considerazione quando la Classificazione contempla vari aspetti e caratteristiche di un soggetto (come età, area, sesso, periodo storico, origine nazionale) e una singola opera da classificare verte su più d’uno di questi aspetti o caratteristiche.

Ordine di citazione

9.2 L’ordine di citazione permette al classificatore di costruire o sintetizzare il numero tenendo conto di due o più

caratteristiche (faccette) seguendo le istruzioni in nota. Perché la costruzione riesca occorre determinare quali caratteristiche si debbano applicare alla specifica opera e poi in quale sequenza, in base alle istruzioni, le stesse

vadano ordinate.

9.3 L’ordine di citazione è sempre specificato accuratamente nelle istruzioni per la costruzione del numero. Per esempio:

909.04 Storia in riferimento a gruppi etnici e nazionali

Aggiungere al numero base 909.04 la notazione 1-9 dalla Tavola 5, p.e., storia mondiale degli Ebrei 909.04924; aggiungere poi 0* e al risultato aggiungere i numeri che seguono 909 in 909.1-909.8, p.e., storia mondiale degli Ebrei nel 18° secolo 909.0492407

Per un’opera sulla storia mondiale degli Ebrei nel 18° secolo, questa nota fissa il seguente ordine di citazione per le singole faccette dell’intero soggetto: storia mondiale + specifico gruppo etnico o nazionale + periodo storico. Quest’ultimo è introdotto dall’indicatore di faccetta 0.

Ordine di preferenza

9.4 Se non c’è nessuna enunciazione per mostrare più d’uno degli aspetti o caratteristiche, la scelta diventa questione di preferenza (poiché una scelta tra le varie caratteristiche si deve compiere). Le note di preferenza forniscono o istruzioni o una tavola che stabilisce in che modo scegliere. Un esempio d’istruzione di preferenza si trova a 305.9:

305.9 Gruppi professionali e gruppi vari; persone con menomazioni e malattie, persone dotate

Salvo indicazione contraria, classificare un soggetto con aspetti presenti in due o più suddivisioni di 305.9 nella suddivisione che viene ultima, p.e., bibliotecari  disoccupati 305.9092 (non 305.90694)

In questo caso il soggetto base è un gruppo di persone; le due caratteristiche sono la condizione d’impiego e lo status professionale. La professione di bibliotecario (305.9092) viene, nella gerarchia classificatoria, dopo la condizione di disoccupazione (305.90694); attenendosi alla nota di preferenza, la caratteristica da scegliere è la professione (305.9092). (Per un esempio d’indicazione di preferenza mediante la nota “altrove”, vedi il paragrafo 7.20).

9.5 Un esempio di tavola indicante l’ordine di preferenza si trova a 305:

305 Gruppi sociali

Salvo indicazione contraria, attenersi alla seguente tavola di preferenza, p.e., giovani maschi

afroamericani 305.235108996073 (non 305.3889607300835 o 305.896073008351):

Persone con menomazioni e malattie, Persone dotate 305.908

Gruppi d’età 305.2

Gruppi secondo il genere o il sesso 305.3-305.4

Classi sociali e livello economico 305.5

Gruppi religiosi 305.6

Gruppi etnici e nazionali 305.8

Gruppi linguistici 305.7

Gruppi professionali e gruppi vari (eccetto 305.908) 305.9

9.6 Si deve distinguere, nella stessa tavola, tra ordine di preferenza e regola del primo dei due. Se l’opera verte su due soggetti, si applica la regola del primo dei due. Se l’opera verte su due aspetti di un medesimo soggetto, si applica l’ordine di preferenza. Talvolta, quando l’ordine di preferenza indica di classificare con l’ultimo numero, la regola del primo dei due e l’ordine di preferenza guidano il catalogatore in direzioni divergenti. Per esempio, una bibliografia di giornali e opuscoli che trattasse equivalentemente degli uni e degli altri dovrebbe essere classificata in 011.33 (bibliografie di opuscoli), seconda la regola del primo dei due, piuttosto che in 011.35 (bibliografie di giornali). Invece una bibliografia di giornali in microforma sarebbe classificata, seguendo la nota di preferenza in 011.1-011.8: “Salvo indicazione contraria, classificare un soggetto con aspetti presenti in due o più suddivisioni di 011.1-011.8 nella suddivisione che viene ultima…”; perciò questa bibliografia di giornali in microforma andrebbe in 011.36 (bibliografie di microforme) piuttosto che in 011.35 (bibliografie di giornali). (Per una trattazione della regola del primo dei due, vedi il paragrafo 5.7).

Il Manuale

10.1 Il Manuale guida a classificare in punti difficili e fornisce una guida per la scelta tra numeri collegati.

10.2 Le note “vedi il Manuale” nelle tavole e nelle tavole ausiliarie rinviano il classificatore al Manuale per ulteriori

informazioni riguardo a un dato numero, gruppi di numeri o alla scelta tra numeri. In certi casi la nota “vedi il Manuale” si riferisce solo a una parte di una nota (voce) del Manuale più ampia, o a un soggetto più ristretto rispetto

ai numeri che compaiono nell’intestazione di questa, p.e., “vedi il Manuale a 930-990: Tutela dei beni culturali (Historic preservation)”. La nota “vedi il Manuale” è ripetuta nelle voci per ogni numero o intervallo di numeri presenti nella nota del Manuale. Per esempio, “vedi il Manuale a 004.21 vs. 004.22, 621.392” figura a 004.21, 004.22 e 621.392.

10.3 Talvolta brevi note sul tipo di quelle del Manuale sono date direttamente nelle voci delle tavole e delle tavole ausiliarie. Per esempio:

631.583 Agricoltura ad ambiente controllato

La maggior parte delle opere sull’uso della luce artificiale in agricoltura si classificherà in 635.0483 e 635.9826

Ordinamento e organizzazione del manuale

10.4 II Manuale procede nell’ordine dei numeri delle tavole ausiliarie e delle tavole: gli intervalli di numeri più ampi precedono quelli più limitati o i numeri singoli. Le note del Manuale sono sotto il numero preferito o da scegliere “se in dubbio”. Se non ci sono casi di “in dubbio”, preferire il numero interdisciplinare.

10.5 L’intestazione della nota di Manuale riassume il contenuto della nota stessa. I termini nelle intestazioni non hanno rispondenza obbligatoria con i termini degli stessi numeri nelle tavole ausiliarie e nelle tavole, se la nota è più ristretta del numero nelle tavole o se si riferisce a più d’un numero. Per esempio:

510

Matematica

510, T1—0151 vs. 003, T1—011

Sistemi

10.6 Se la nota del Manuale è molto lunga oppure parte della nota verte su un soggetto più ristretto dell’intestazione, può esserci una sottointestazione. Per esempio:

T1—068 vs. 353-354

Amministrazione pubblica e gestione in specifici campi

                                                  Eccezioni (sottointestazione)

L’Indice relativo

11.1 L’Indice relativo si chiama cosi perché mette in relazione i soggetti con le discipline. Nelle tavole i soggetti sono

distribuiti tra le varie discipline; nell’Indice relativo sono ordinati alfabeticamente, seguiti da termini identificanti le discipline disposti anch’essi alfabetica­mente. Per esempio:

Ospedali 362.11

contabilità 657.832 2

Rivoluzione americana 973.376

                                allevamento di animali 636.083 2

                                architettura 725.51

                                forze armate 355.72

                               Guerra civile (Stati Uniti) 973.776

                               costruzione 690.551

                               economia dell’energia 333.796 4

                              gestione di collettività 647.96 1

                              architettura del paesaggio 712.7

                              diritto 344.032 11

                              diritto della responsabilità 346.031

                              servizi di pasti 642.56

                              teologia pastorale 206.1

                             cristianesimo 259.411

                             teologia sociale 206.762 11

                             cristianesimo 261.832 11

                             assistenza sociale 362.11

Guerra mondiale, 1914-1918 940.476

                            Guerra mondiale, 1939-1945 940.547 6

                            Vedi anche Servizi sanitari

In alcuni casi il termine, piuttosto che dichiararla, sottintende la disciplina. Nell’esempio precedente la disciplina  dell’architettura è presente, ma la disciplina della scienza militare è sottintesa in “forze armate”.

11.2 L’indice relativo è primariamente un indice della DDC come sistema. Contiene la maggior parte dei termini che si trovano nelle tavole e nelle tavole ausiliarie, e termini dotati di garanzia bibliografica per concetti presenti nelle une e nelle altre. L’Indice relativo non è esaustivo.

Se un termine non si trova, se ne deve cercare uno più largo, oppure bisogna consultare direttamente tavole e tavole ausiliarie, che vanno sempre consultate prima di applicare il numero trovato nell’Indice relativo.

Ordinamento e organizzazione dell’indice relativo

11.3 I termini dell’Indice sono ordinati parola per parola, p.e., Carta pergamena precede Cartamoneta. Quelli che hanno in comune la stessa parola o la stessa espressione, ma con differenti segni di punteggiatura, stanno nell’ordine seguente:

Termine

Termine. Sottointestazione

Termine (Qualificatore parentetico)

Termine, qualificatore invertito

Termine come parte di un’espressione

I termini composti da iniziali e gli acronimi compaiono senza punteggiatura interna e sono ordinati come se fossero un’unica parola.

Dei trattini non si tiene conto: sono considerati come uno spazio. I termini posti sotto il lemma principale sono elencati in un unico ordine alfabetico, anche se ciò produce che si mischiano discipline, sottointestazioni di soggetto

e, in pochi casi, parole che, combinate col lemma principale, formano locuzioni (dirette o invertite).

11.4 I numeri di classe sono stampati a gruppi di tre cifre per facilitarne lettura c copia. Gli spazi non fanno parte dei numeri e non stanno a indicare punti dove il numero si possa abbreviare.

11.5 I rinvii “vedi anche” si usano per i sinonimi e per indirizzare a termini più larghi (ma solo quando vi si possano trovare due o più nuovi numeri) e per rinvii a termini collegati (che possano fornire solo uno o due nuovi numeri)

11.6 I rinvii “vedi il Manuale” guidano il classificatore a punti pertinenti del Manuale stesso.

11.7 I numeri tratti dalla Tavole ausiliarie 1-6 sono preceduti da T1 fino a T6. (Per un elenco completo dei nomi e le abbreviazioni delle tavole ausiliarie e delle loro abbreviazioni vedi il paragrafo 7.4).

Numeri interdisciplinari

11.8 Nel lemma d’indice (il lemma non indentato) il primo numero fornito è quello per le opere interdisciplinari. Se il termine compare anche in una tavola ausiliaria, i numeri relativi sono forniti immediatamente dopo, seguito da quelli relativi agli altri aspetti. La disciplina del numero interdisciplinare può trovarsi ripetuta come sottointestazione, se la disciplina stessa non è già chiaramente identificabile. Per esempio:

Educazione degli adulti 374

T1—071 5

sovvenzioni statali 379.121 5

Diritto 344.074

sostegno dell’amministrazione pubblica 353.84

sostegno pubblico 379.114

Diritto 344.076 85

educazione speciale 371.904 75

servizi a cura dell’università 378.175

11.9 Nell’Indice relativo, i numeri interdisciplinari non sono indicati per ogni soggetto. Sono omessi quando il lemma è ambiguo, quando non ha un focus interdisciplinare o quando manca di garanzia bibliografica. In questi casi, a fianco del termine non indentato, non si trova alcun numero. Per esempio:

Coagulazione

sangue 573.159

fisiologia umana 612.115

fisiologia 573.159

Vedi anche Sistema cardiovascolare

trattamento dell’approvvigionamento idrico 628.162 2

(Per altre informazioni sui numeri interdisciplinari, vedi i paragrafi 5.8, 7.16, 7.19-7.20).

Termini inclusi nell’indice relativo

11.10 L’Indice relativo contiene la maggior parte dei termini che si trovano nelle intestazioni e nelle note delle tavole e delle tavole ausiliarie, i sinonimi e termini dotati di garanzia bibliografica per concetti presenti nelle une e nelle altre. Contiene anche termini che si riferiscono ai concetti ampi trattati nelle note del Manuale.

Si evitano le locuzioni invertite, tranne che per i nomi personali e geografici (vedi i paragrafi 11.12-11.13). Si usano qualificatori per gli omografi, per i termini ambigui, per la maggior parte delle abbreviazioni e dei termini composti da iniziali. Il termine usato nel suo significato più comune può non recare qualificatore. I qualificatori disciplinari sono evitati.

11.11 Dei nomi nella Tavola 2 Aree geografiche sono presenti nell’Indice relativo i seguenti tipi: (A) nomi di paesi; (B) nomi degli stati e delle province della maggior parte dei paesi; (C) nomi delle contee degli Stati Uniti; (D) nomi delle capitali e di altre città importanti; (E) nomi di alcune configurazioni fisiografiche importanti. Nell’indice italiano sono presenti anche i nomi dei comuni d’Italia.

11.12 Nell’Indice relativo, sono inclusi anche i nomi personali dei seguenti gruppi di persone: capi di stato eponimi di periodi storici, p.e., Luigi XIV; fondatori o apostoli di religioni, p.e., Maometto; iniziatori di scuole di pensiero, quando il loro nome è utilizzato per identificare la scuola, p.e. Smith, Adam.

11.13 I toponimi e gli altri nomi propri sono dati generalmente nella forma prescritta dalla seconda edizione, dalla revisione del 2002, dall’aggiornamento del 2005 delle Anglo-American cataloguing rules (AACR2), sulla base delle denominazioni stabilite negli archivi d’autorità della Library of Congress. Se la forma prescritta da AACR2 non è quella comunemente usata, una voce è assegnato anche alla forma comune.

Piante e animali sono indicizzati sia sotto i loro nomi scientifici sia sotto quelli comuni.

11.14 La scelta tra forma singolare e forma plurale segue la norma ISO 999:1996, Guidelines for the content, organization and presentation of indexes. I sostantivi numerabili sono generalmente al plurale; i non numerabili e i concetti astratti sono generalmente al singolare.

Le parti del corpo sono al plurale solo quando nell’organismo completamente sviluppato ce n’è più d’una (p.e., mani, orecchie). Per piante e animali si segue la convenzione scientifica, scegliendo tra singolare e plurale a seconda

che la classe tassonomica abbia più d’un membro o no (p.e., Cavalli, Cavallo lipizzano, Leone). Se l’uso varia da una disciplina all’altra, il lemma d’indice adotta la forma preferita nella disciplina in cui sono classificate le opere

interdisciplinari.[5]

Termini non inclusi nell’indice relativo

11.15 I termini di solito non accolti nell’Indice relativo sono i seguenti:

(A)Locuzioni contenenti l’aggettivo di paese, di lingua, di nazionalità, di religione, p.e., Poesia inglese, Cucina

francese, Architettura italiana, Libri di preghiere indù.

(B)  Espressioni contenenti concetti generali rappresentati da suddivisioni standard, come educazione,

statistiche, laboratori e gestione, p.e., Educazione artistica, Statistica del­l’educazione, Laboratori medici, Gestione bancaria.

Quando c’è forte garanzia bibliografica che un’espressione del genere possa essere il termine ricercato, essa può comparire nell’Indice relativo, p.e., Letteratura inglese. Può inoltre comparirvi se è un nome proprio o fornisce l’unico punto d’accesso al soggetto, p.e., Canale della Manica, Corni francesi, Letteratura amarica.

Opzioni

12.1 Alcuni strumenti sono richiesti affinché la Classificazione possa soddisfare esigenze diverse da quelle  considerate dall’edizione standard in inglese. In vari punti delle tavole e delle tavole ausiliarie sono fornite opzioni che consentono di dare, nelle raccolte di una singola biblioteca, uno speciale risalto a qualche aspetto che nella notazione standard ne risulta privo. In alcuni casi si suggeriscono opzioni anche per dotare un aspetto di una notazione più corta.

12.2 Le opzioni sono offerte per dare risalto alla giurisdizione, al gruppo etnico o nazionale, alla lingua, al soggetto o ad altre caratteristiche.

12.3 Le opzioni sono descritte in note racchiuse tra parentesi tonde, e cominciano con “Opzione”. Le opzioni applicabili all’intera voce compaiono alla fine della voce stessa; quelle applicabili a una specifica istruzione sono indentate sotto la nota cui si riferiscono. Per esempio, la seguente opzione compare indentata come ultima nota alla voce per 420-490:

(Opzione B: Per dare risalto e numero più corto a una specifica lingua, collocarla al primo posto mediante una lettera o altro segno, p.e., lingua araba 4A0 [che precede 420], il cui numero base è 4A. L’opzione A è riportata sotto 410)

12.4 Alcuni numeri opzionali sono enumerati nelle tavole e nelle tavole ausiliarie e compaiono entro parentesi tonde nella colonna dei numeri. Un ordinamento speciale facoltativo (222)-(224) per i libri della Bibbia secondo l’ordinamento del Tanakh è incluso come sottosezione nella nota del Manuale per 221.

12.5 Le note di ordinamento alfabetico e le note di ordinamento cronologico non sono racchiuse tra parentesi tonde, ma sono anch’esse opzioni. Hanno solo carattere di suggerimento; non è obbligatorio che i documenti siano ordinati alfabeticamente o cronologicamente. Un esempio di nota di ordinamento alfabetico si trova a 005.133 Specifici linguaggi di programmazione: “Ordinare alfabeticamente per nome di linguaggio di programmazione,

p.e., C++”.

12.6 Alcune biblioteche nazionali e agenzie centrali di catalogazione assegnano alcuni numeri facoltativi, p.e., la Biblioteca nazionale del Canada usa C810 per la letteratura canadese in inglese e C840 per la letteratura canadese in francese.

12.7 Quasi sempre, però, la responsabilità di adottare un’opzione è della singola biblioteca Le biblioteche devono considerare attentamente il valore di un’opzione confrontandolo con la perdita dell’interoperabilità dei numeri. La biblioteca non potrà usare i numeri assegnati da altre biblioteche, e viceversa. Inoltre, a meno che l’opzione sia  largamente usata nella regione, gli utenti possono rimanerne confusi da notazioni diverse assegnate alla stessa opera.

Classificazione aderente e classificazione larga

13.1 La Classificazione Decimale Dewey offre la scelta di fondo tra classificazione aderente e classificazione larga. Classificazione aderente significa che il contenuto dell’opera è specificato il più possibile dalla notazione. Classificazione larga è quella che colloca l’opera in una classe larga mediante una notazione ridotta logicamente. Per esempio, un’opera sulla cucina francese si classifica nel primo caso a 641.5944 (641.59 Cucina secondo il luogo + 44 Francia dalla Tavola 2), nel secondo a 641.5 (Cucina).

13.2 La biblioteca deve basare la propria scelta tra classificazione aderente e classificazione larga sulle dimensioni della raccolta e le necessità dei sui utenti. Per esempio, un’opera sulla sociologia delle relazioni tra fratelli nella società canadese sarà classificata più utilmente in 306.870971 (306.875 Relazioni tra fratelli + 09 Geografia dalla

Tavola I + 71 Canada dalla Tavola 2) in una biblioteca di ricerca o in una grande biblioteca pubblica; una piccola biblioteca scolastica potrà preferire per la stessa opera in una classe più ampia identificata da una notazione più breve (306.875) che non include la faccetta geografica. Una biblioteca d’ingegneria può preferire la classificazione aderente per le opere d’ingegneria, ma una classificazione larga per le discipline estranee alla scienza e alla tecnologia

13.3 Il classificatore non dovrà mai ridurre la notazione a un numero con meno di tre cifre (per quanto piccola possa essere la biblioteca). Un numero non dovrà mai essere ridotto in modo da terminare con uno zero in qualsiasi posizione a destra del punto.

13.4 Un aiuto ad abbreviare logicamente i numeri della DDC è dato dal dispositivo di segmentazione della Decimal Classification Division della Library of Congress e di alcuni altri servizi di catalogazione centrale.

13.5 Altra fonte per la classificazione larga è l’edizione ridotta della Classificazione Decimale Dewey.

Altre informazioni

14.1 I classificatori che desiderano un’introduzione più approfondita alla Classificazione Decimale Dewey possono consultare Dewey Decimal Classification: Principles and Applications, 3rd ed., by Lois Mai Chan e Joan S. Mitchell (Dublin, Ohio: OCLC, 2003).

14.2 Maggiori informazioni sull’utilizzo e l’applicazione della DDC, oltre a materiale didattico, possono essere trovate sul sito della Dewey (http://www.oclc.org/dewey/) e sul sito 025.431: The Dewey blog (http://ddc.typepad.com/).

URL: http://www.aib.it/pubblicazioni/webdewey-italiana/introduzione/. Copyright AIB 2013-12-22. A cura di Chiara Pizzigoni, ultima modifica 2014-12-15