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Dizionario bio-bibliografico dei bibliotecari italiani del XX secolo

[Ritratto]

Baroncelli, Ugo

(Gandino BG 22 gennaio 1905 Brescia 12 maggio 1990)

Dopo gli studi superiori a Vicenza, si laureò in lettere nel 1928 all'Università di Padova, discutendo la tesi con Roberto Cessi, e conseguì successivamente il diploma in biblioteconomia presso la Scuola storico-filologica dello stesso ateneo. Nel 1929 e 1930 insegnò al Liceo classico di Bassano del Grappa.
Il 1º settembre 1930 prese servizio alla Biblioteca Queriniana di Brescia, allora parte della Direzione degli istituti culturali del Comune, affidata al direttore dei musei Alessandro Scrinzi, e nel 1932 venne inquadrato in ruolo come vincitore del concorso per bibliotecario.
Dall'inizio del 1962, con la separazione amministrativa fra i diversi istituti culturali, divenne direttore della Biblioteca, con decorrenza retroattiva dal 1º gennaio 1950, restando in carica fino al 1º febbraio 1970.
Nei quarant'anni di permanenza alla Biblioteca Queriniana si occupò del riordino delle collezioni, della loro schedatura e di nuove acquisizioni per i fondi antichi, senza perdere di vista l'obiettivo di fare della Biblioteca un istituto moderno, attrezzato per le esigenze della ricerca.
Dopo il bombardamento del luglio del 1944 che colpì anche le sale che ancora conservavano volumi (mentre la maggior parte del patrimonio era stato messo al sicuro) fu necessario chiudere la Biblioteca al pubblico, fino alla fine della guerra, ma si affrontò con determinazione l'opera di recupero del materiale librario, portata avanti senza interruzione anche nei giorni difficili della Liberazione, e poi quella di ricostruzione dei locali, che vennero ampliati e razionalizzati dotandoli di scaffalature metalliche. L'inaugurazione (1950) coincise con la celebrazione del bicentenario della Biblioteca Queriniana, per il quale fu allestita una grande mostra.

Durante la guerra per l'assenza di Scrinzi aveva avuto anche la reggenza degli Istituti culturali della città, dall'inizio del 1942 al giugno 1945, e dunque sempre a lui si deve il salvataggio del patrimonio artistico conservato nelle chiese e nei musei di Brescia e anche nelle case private. Sotto la Repubblica sociale fu anche arrestato ma rilasciato dopo due giorni. Nel 1942 era stato nominato ispettore onorario ai musei e alle opere d'arte di Brescia e nel 1946 collaborò alla mostra dei dipinti già sfollati allestita nel Duomo vecchio.
Dal maggio 1953 all'agosto 1956 ebbe di nuovo l'incarico di reggente dei Musei civici, affrontandone la ricostruzione e la riapertura al pubblico con lavori di schedatura e allestimento di mostre.
Nel 1937 fu eletto socio effettivo dell'Ateneo di Brescia, in cui ricoprì la carica di vicepresidente dal 1979 al 1982. Dal 1943 al 1970 fu dapprima segretario, poi consigliere e revisore dei conti della Fondazione Ugo Da Como di Lonato.
Presidente del Comitato bresciano dell'Istituto nazionale per la storia del Risorgimento, socio effettivo della Deputazione lombarda di storia patria dal 1957 e socio corrispondente della Deputazione per le Venezie dal 1964, tenne rapporti con le principali accademie e istituzioni di altre città.
Socio dell'Associazione italiana biblioteche a partire dalla sua ricostituzione nel dopoguerra (fu tra i sette bibliotecari che nel novembre 1948 costituirono la Sezione Lombardia), fu membro del Consiglio direttivo dal 1954 al 1957 e pure dal 1954 del Comitato regionale lombardo. Fu attivo anche nel Comitato d'intesa dei bibliotecari degli enti locali e organizzò a Brescia nell'ottobre 1949 il primo Convegno nazionale dei bibliotecari comunali e provinciali.
Nel 1969 ricevette la medaglia d'oro di benemerito della cultura.
Scrisse di storia dell'arte tipografica locale, di storia del XVIII secolo e del Risorgimento e fu giornalista e storico della città di Brescia: fra i suoi maggiori contributi professionali si ricordano il Catalogo degli incunaboli della Biblioteca della Fondazione Ugo da Como (Firenze: Olschki, 1953), La stampa nella riviera bresciana del Garda nei secoli XV e XVI (Salò: Ateneo di Salò, 1964) e gli Incunaboli della Biblioteca Queriniana di Brescia: catalogo (Brescia: Ateneo di Brescia, 1970). Curò inoltre, presso la Queriniana, la segreteria della grande Storia di Brescia promossa da Giovanni Treccani e pubblicata nel 1963-1964.

Simonetta Buttò

Ritratti [Ugo Baroncelli]. «Almanacco dei bibliotecari italiani», 1971, p. 66, con una fotografia.

Gaetano Panazza. Ricordo di Ugo Baroncelli. «Commentari dell'Ateneo di Brescia», 190 (1991), p. 371-382. Stampato nel 1993.

Rosa Zilioli Faden. Bibliografia degli scritti di Ugo Baroncelli. «Commentari dell'Ateneo di Brescia», 190 (1991), p. 383-402. Stampato nel 1993.

Maria Adelaide Baroncelli. Biblioteca Queriniana 1930-1970: memorie. Brescia: Starrylink, 2005. 66 p.: ill. (Flyline).

Enzo Bottasso. Dizionario dei bibliotecari e bibliografi italiani dal XVI al XX secolo, a cura di Roberto Alciati. [Montevarchi]: Accademia valdarnese del Poggio, 2009, p. 45.

Protagonisti della cultura bresciana: Ugo Baroncelli: una vita per gli studi e per la città: Brescia, Fondazione Civiltà bresciana, 21 aprile 2008. «Civiltà bresciana», 20 (2011) n. 1, p. 5-32: ill. Contiene: Ennio Ferraglio, Introduzione, p. 9-12; Ennio Ferraglio, Ugo Baroncelli bibliotecario, p. 13-18; Paola Bonfadini, "Per amore e con cura": Ugo Baroncelli e lo studio del libro antico, p. 19-26; Luigi Amedeo Biglione di Viarigi, Ugo Baroncelli storico del Risorgimento, p. 27-32.

Immagine tratta dall'Almanacco dei bibliotecari italiani, per gentile concessione della casa editrice Fratelli Palombi di Roma.


Copyright AIB 2000-10-29, ultimo aggiornamento 2015-09-19, a cura di Simonetta Buttò e Alberto Petrucciani
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/dbbi20/baroncelliu.htm

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